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Aiuti alle imprese “Nei bandi pubblici troppa burocrazia”

La Provincia del 14 marzo 2023, articolo sull’indagine del nostro Centro Studi dedicata alla finanza agevolata.




Attività Gruppo Giovani Imprenditori Api Lecco Sondrio: questionario

Il Gruppo Giovani Imprenditori di Api Lecco Sondrio è alla ricerca di giovani imprenditori da coinvolgere nelle iniziative che vengono organizzate durante l’anno.

Il Gruppo è formato dai titolari e amministratori delle imprese associate ad Api, ma anche dai figli di questi inseriti professionalmente nelle imprese stesse, purchè siano sotto i 40 anni di età.

Al fine di massimizzare l’utilità del nostro gruppo e l’interesse che le sue attività possono riscuotere sia per gli associati sia per il territorio è fondamentale sapere la tua opinione in merito alle attività da proporre.

Il questionario richiede pochi minuti: CLICCA QUI per compilarlo

Se vuoi iscrivere al gruppo qualche giovane imprenditore presente in azienda, chiama la nostra segreteria allo 0341.282822.

(SG/sg)




Indagine sulla finanza agevolata: il 70% delle imprese Api Lecco Sondrio ha sfiducia nel sistema

Fondi pubblici e pmi, due mondi che storicamente fanno fatica a parlarsi, ma soprattutto comprendersi. Il problema principale? L’eccessiva burocrazia per ottenere le sovvenzioni. Non è una novità, ma l’ennesima conferma che arriva dall’indagine realizzata dal Centro Studi di Confapindustria Lombardia a cui ha partecipato circa un centinaio di aziende associate ad Api Lecco Sondrio.  
L’obiettivo del sondaggio era capire come nel biennio post-Covid fosse cambiato il rapporto tra le aziende del territorio e la finanza agevolata, ovvero i bandi regionali, nazionali ed europei.
E’ scarso l’interesse delle imprese per i bandi europei perché troppo difficili da ottenere, buona, invece, la partecipazione a quelli nazionali gestiti da enti locali come possono essere quelli di Unioncamere e Camere di Commercio.
I fondi erogati da Regione Lombardia sono quelli più utilizzati dalle nostre pmi: mediamente il 65% delle imprese che fa domanda, ha buon esito.
Il 53% degli intervistati ha dichiarato che i fondi ottenuti sono di una cifra al di sotto dei 100 mila euro, per una media complessiva di 46.239 euro e si tratta principalmente di finanziamenti a fondo perduto (57%).
Una parte considerevole di aziende, invece, non percorre la strada della finanza agevolata per diverse ragioni. Il motivo più diffuso, 70%, è legato alla componente burocratica sotto l’aspetto pratico di compilazione e di inoltro della domanda, ma anche per sfiducia nel sistema, forse storicamente percepita.
Per quanto riguarda le aree di interesse ai fabbisogni delle aziende (risposte multiple) gli investimenti in beni strumentali sarebbero d’interesse per il 57% degli intervistati, l’efficientamento energetico per il 49%, ricerca, sviluppo e innovazione per il 29%, tutela ambientale per il 27% e formazione per il 24%.
L’indagine ha, inoltre, indagato sui rapporti che le pmi hanno con gli istituti di credito. Negli ultimi quattro anni per 7 imprese su 10 è cresciuta l’esposizione finanziaria e di conseguenza si è rafforzato il legame di dipendenza con fonti terze di sostegno. Per 27 associate su 100 è diventata più gravosa sia l’esposizione a breve sia a lungo termine.

La difficoltà di accedere ai bandi da parte delle imprese non è una novità – spiega il direttore di Api Lecco Sondrio Marco Piazza -, sono piacevolmente stupito, invece, dal numero elevato di nostre aziende che usufruiscono di queste agevolazioni. Il credito di imposta, anche se non citato in questi risultati, è l’aiuto più sfruttato e considerato dalle imprese perché molto facile da calcolare e quindi ottenere, è una strada da continuare a percorrere anche in futuro. Per quanto riguarda la burocrazia che mette in difficoltà gli imprenditori ricordo che all’interno di Api abbiamo ApiTech, una struttura che, oltre a seguire i progetti innovativi, supporta le aziende nella presentazione dei bandi”.

In allegato è possibile scaricare il report completo dell’indagine.

Anna Masciadri
Ufficio stampa




Voucher aziendali per la certificazione della parità di genere

Informiamo le aziende associate che Regione Lombardia, con D.d.u.o. n. 654 del 23 gennaio 2023, ha approvato l’avviso pubblico “Verso la certificazione della parità di genere” a valere su risorse PR FSE+2021-2027 nell’ambi­to dell’Obiettivo specifico ESO 43, Azione c1. La Certificazione della parità di genere ha l’obiettivo di accompagnare e incentivare le imprese ad adottare policy adeguate a ridurre il gap di genere in tutte le aree maggiormente “critiche” (opportunità di crescita in azienda, parità salariale a parità di mansioni, politiche di gestione delle differenze di genere, tutela della maternità).

Regione Lombardia, con tale Avviso, intende sostenere le micro, piccole e medie imprese lombarde nel percorso orientato al conseguimento della certificazione della parità di genere con due linee di finanziamento:

  • Linea A, con uno stanziamento di 4 milioni di €, prevede il co-finanziamento per l’acquisto di servizi di consulenza a supporto delle imprese che intendono avviare le attività propedeutiche al conseguimento della certificazione;
  • Linea B, con uno stanziamento di 6 milioni di €, prevede il co-finanziamento delle spese sostenute dalle imprese per ottenere la certificazione.
Per ricevere il contributo relativo alla Linea di finanziamento A, è necessario richiedere anche il contributo relativo alla Linea di finanziamento B. È possibile, invece, richiedere esclusivamente il contributo sulla Linea di finanziamento B.

Soggetti beneficiari
Possono partecipare al bando i soggetti che esercitano attività economica con i seguenti requisiti:

  • essere Micro Piccole Medie Imprese (MPMI) con una sede operativa attiva in Lombardia, regolarmente iscritte nel Registro delle imprese della Camera di Commercio;
  • essere titolari di partita IVA aventi domicilio fiscale in Lombardia;
  • avere almeno un dipendente in pianta organica.
Caratteristiche dell’agevolazione
Il contributo è concesso a fondo perduto, sotto forma di voucher aziendale.
Il valore dei voucher varia in relazione al numero dei dipendenti delle sedi operative/unità produttive localizzate sul territorio lombardo, ed è fruibile all’interno dei seguenti massimali:
 
Numero di dipendenti Valore massimo del voucher
per servizi consulenziali

(Linea A)
Valore massimo del voucher
per servizio di certificazione

(Linea B)
da 1 a 9 dipendenti 2000 2000
da 10 a 49 dipendenti 4000 4000
da 50 a 125 dipendenti 5000 7000
da 126 a 249 dipendenti 7000 9000
 
Per entrambe le linee il contributo non potrà superare l’80% delle spese ammissibili. I contributi saranno riconosciuti e liquidati esclusivamente ai beneficiari che avranno ottenuto la certificazione della parità di genere.

Presentazione delle domande
La domanda di finanziamento deve essere presentata esclusivamente online sulla piattaforma informativa Bandi online all’indirizzo www.bandi.regione.lombardia.it a partire dalle ore 10.00 del 1° febbraio 2023 fino a esaurimento della dotazione finanziaria e comunque non oltre le ore 17.00 del 13 dicembre 2024.
Il finanziamento verrà assegnato con procedura a sportello, in base all’ordine cronologico di presentazione della domanda, previa istruttoria formale in relazione ai requisiti di accesso previsti.
 
Per maggiori informazioni e per visionare il bando completo si rimanda al sito di Regione Lombardia

(TM/tm)




Fornitura energia: modifica modalità addebito energia reattiva

Facciamo seguito alla nostra circolare n. 583 del 9 novembre 2022 per ricordare alle aziende che, a decorrere dal prossimo 1 aprile 2023, per i clienti non domestici alimentati in media o in bassa tensione con potenza disponibile superiore a 16,5 kW, oltre agli attuali addebiti previsti dalla vigente normativa per i prelievi di energia reattiva in fascia F1 e fascia F2, verrà introdotta l’applicazione di un corrispettivo unitario (pari a 6,06 €/MVARh per utenze in media tensione e a 16,89 €/MVARh per utenze in bassa tensione) alle immissioni di energia reattiva in rete in fascia F3 (dalle 0 alle 7 e dalle 23 alle 24 dal lunedì al sabato e tutte le ore della domenica e delle festività).
Pertanto, per evitare di incorrere in addebiti economici nelle fatture per le forniture elettriche, è opportuno segnalare la circostanza ai Vostri impiantisti in modo che possano eventualmente intervenire per contenere le immissioni in rete di energia reattiva in ore di fascia F3.
 
A titolo informativo, riportiamo di seguito le indicazioni e i suggerimenti sui possibili interventi da mettere in atto che e-Distribuzione sta diffondendo:
  • verificare le modalità e le tempistiche di utilizzo dei sistemi di rifasamento eventualmente installati: è molto probabile che l’immissione in rete di energia reattiva nelle ore della fascia F3 possa essere drasticamente ridotta con la tempestiva disconnessione dei suddetti sistemi quando i prelievi di potenza attiva sono esigui.
  • qualora fossero presenti impianti di generazione collegati tramite inverter, ad esempio fotovoltaico, verificare che siano rispettate le condizioni tecniche di cui alla norma CEI 0-16 paragrafo 8.8.5.3. “Requisiti costruttivi dei generatori: scambio di potenza reattiva (curve di prestazione)” ed Allegato I.
  • l’immissione di energia reattiva potrebbe essere riconducibile alle modalità di utilizzo dell’energia elettrica e per ridurre tali immissioni potrebbe essere necessaria una adeguata analisi delle apparecchiature installate e l’eventuale installazione di un impianto di rifasamento.
 
I dati relativi all’energia reattiva immessa sono disponibili nell’area clienti del sito internet del distributore (in genere E-Distribuzione) previa registrazione o accedendo al portale Consumi dell’Acquirente Unico cliccando qui.

Per quanto riguarda le utenze allacciate in alta tensione, ai sensi di quanto disposto dalla Delibera ARERA 712/2022, dal 1° aprile 2023 saranno introdotti addebiti sull’energia reattiva immessa in rete pari a 1,44 €/MVARh, maggiorato di 0,56 €/MVARh per i punti appartenenti ad aree omogenee caratterizzate da maggiore impatto degli scambi di energia reattiva sulle tensioni e sui costi. Inoltre i corrispettivi per il 2023 in alta tensione sono azzerati e restituiti se l’immissione di energia reattiva è effettuata per meno del 10% dei quarti d’ora nella fascia F3 tra il 1/4/2023 e il 31/12/2023.
 

(RP/rp)
 




Emissioni da attività in deroga e Aua Point entro il 31 marzo 2023

Ai fini di ricordare l’obbligo, entro la fine del mese di marzo, di inserire i dati delle analisi alle emissioni in atmosfera svolte nel 2022 dalle aziende con attività “in deroga” art.272 c.2 del Testo Unico Ambientale n.152/2006 e smi, si allega l’elenco delle attività con emissioni in deroga, in modo che tutti possano controllare se rientrano nelle fattispecie obbligate.

Inoltre si suggerisce di consultare la pagina del sito regionale della Lombardia, dedicata alle attività in deroga.

La presente circolare fa seguito alle due circolari Api n.628 del 1/12/2022 e n.84 del 16/02/2023 che inquadrano complessivamente la materia e gli adempimenti.

Si ricorda che le emissioni in atmosfera più grosse e impattanti, ricadono sotto la tipologia autorizzativa “ordinaria” (art.269 Tua 152/2006) che prevede una domanda e una risposta esplicita dell’autorità competente, con prescrizioni specifiche.
Sul sito di Arpa regionale è chiarita la differenza fra le due tipologie autorizzative.

Ogni provincia ha una pagina del sito dove si trova la modulistica per autorizzare nuovi impianti in deroga, per modifiche tecniche alla situazione esistente, o per modifiche di tipo amministrativo. Si invitano le imprese a consultare le istruzioni sul sito della Provincia di riferimento. Qui se ne riportano alcune a titolo esemplificativo:

Si ricorda inoltre che la durata di questa tipologia autorizzativa in deroga è 15 anni, pertanto le attività che hanno aderito all’allegato tecnico fin dal lontano 2008 sono in scadenza.
Si sottolinea inoltre che alcuni allegati tecnici sono stati modificati e aggiornati nel 2012 e poi nel 2019, pertanto si rende necessaria una verifica del rispetto delle condizioni per ricadere in questa forma autorizzativa semplificata.
Si sottolinea inoltre che l’allegato 32 “lavorazioni metalliche” comprende attività molto diffuse nelle Pmi e pertanto è opportuno che le imprese ne verifichino l’applicabilità.

Per supporto in questa materia (autorizzazione emissioni e compilazione Aua Point), potete telefonare o scrivere a silvia.negri@api.lecco.it che si rende disponibile a rispondere alle domande delle imprese in una videochiamata, nella giornata di venerdì 17 marzo, orario da concordare.

Per partecipare, scrivete con anticipo alla dott.ssa Negri che vi manderà il link per la videochiamata.

(SN/am)

 




Webinar fiscale 7 marzo 2023: materiale

Trasmettiamo in allegato il materiale utilizzato dal dott. Massimo Fumagalli dello Studio Qualitas di Lecco durante il webinar fiscale di martedì 7 marzo 2023 “Approfondimenti, scadenze e opportunità imminenti”.
 

Questi i temi trattati:

  • Il 16 marzo scade la comunicazione dei crediti imposta energetici
  • Adempimenti: esempio pratico di compilazione.
Segnaliamo che con Provvedimento Prot. n. 2023/56785 del 1° marzo 2023, l’Agenzia delle Entrate ha aggiornato il modello per la comunicazione dei crediti d’imposta maturati nel 2022 da inviare entro e non oltre il prossimo 16 marzo 2023.
Il nuovo modello non prevede più la necessità di sottoscrivere la dichiarazione sostitutiva di atto notorio ai sensi dell’art. 47 del DPR n. 445/2000 della sussistenza dei requisiti per beneficiare dei crediti d’imposta maturati.
In allegato sono riportati il modello aggiornato e le relative istruzioni.
 

(MF/am)




Incontro “Report Csr semplificato e altri strumenti per la sostenibilità delle pmi”

Si segnale un evento camerale che si svolge sul territorio lecchese, precisamente a Malgrate giovedì 23 marzo 2023, dalle 10 alle 12 presso La Casa sull’Albero. Il tema è il report Csr semplificato, uno strumento per documentare gli aspetti di sostenibilità dell’impresa.
L’incontro è aperto e la partecipazione gratuita previa iscrizione online.

Il rapporto di sostenibilità semplificato è uno strumento semplice ma efficace che la Camera di Commercio di Como-Lecco ha realizzato in collaborazione con la Camera di Commercio del Canton Ticino e con il supporto scientifico della SUPSI Scuola Universitaria della Svizzera Italiana.
Il modello di rapporto semplificato nasce dall’esigenza di aiutare le Pmi del nostro territorio a dotarsi di uno strumento di comunicazione e di pianificazione sempre più diffuso che integra le informazioni economiche con un rendiconto dell’impatto sociale e ambientale della propria attività.

L’incontro intende presentare:

  • il Csr Report Semplificato
  • la cassetta degli attrezzi della sostenibilità realizzata dalla Camera di Commercio
  • Lake Como Green: il progetto dedicato alla transizione ecologica delle imprese lariane della cultura, del turismo di Legambiente, Mondovisione, Proteus e con il supporto della Camera di Commercio di Como-Lecco e di Fondazione Cariplo.
(SN/am)
 



Versamento del saldo Iva 2022: scadenza 16 marzo

Il 16 marzo 2023 scade il termine per il versamento in un’unica soluzione, senza maggiorazioni, del saldo IVA che emerge dalla dichiarazione annuale per il 2022 (art. 6 del Dpr 542/99).

Il versamento è dovuto se d’importo superiore a 10,33 euro (art. 3 del Dpr 126/2003).

Pertanto, l’ammontare minimo da versare è pari a 11 euro, per effetto dell’arrotondamento all’unità degli importi indicati in dichiarazione.

Il versamento può essere effettuato anche entro il termine stabilito per le imposte sui redditi (30 giugno), maggiorando le somme da versare dello 0,4% di interessi per ogni mese o frazione di mese successivo al 16 marzo (art. 17 comma 1 del Dpr 435/2001).

Il pagamento può essere ulteriormente differito al trentesimo giorno successivo, rispetto al termine di versamento senza interessi relativo alle imposte sui redditi, corrispondendo la maggiorazione dello 0,4% da applicare sull’importo dovuto, al netto delle compensazioni, già precedentemente maggiorato (art. 17 comma 2 del Dpr 435/2001).

In sintesi, quindi, il saldo IVA per il 2022 può essere versato entro:

  • il 16 marzo 2023, termine ordinario;
  • il 30 giugno 2023, con la maggiorazione dello 0,4% di interessi per ogni mese o frazione di mese successivo al termine ordinario (quindi maggiorazione pari all’1,6%);
  • il 31 luglio 2023 (in quanto il 30 luglio è domenica e, dunque, si applica il differimento al primo giorno lavorativo successivo), con l’ulteriore maggiorazione dello 0,4%, calcolata anche sulla precedente (maggiorazione complessiva pari al 2,0064%).
In caso di versamento in un’unica soluzione, il modello F24 deve essere compilato indicando:
  • con il codice tributo “6099”, l’ammontare dell’imposta dovuta, aumentato dell’eventuale maggiorazione prevista per il differimento dei versamenti;
  • nel campo relativo alla rateazione, il codice “0101”, tenuto conto che le prime due cifre indicano il numero della rata oggetto del pagamento e le altre due cifre sono riferite al numero di rate complessivo.
Il versamento del saldo IVA può essere anche rateizzato, in rate mensili di pari importo, completando la rateazione entro il mese di novembre dell’anno in cui è presentata la dichiarazione (art. 20 comma 1 del DLgs. 241/97).

Con riguardo al versamento del saldo IVA per il 2022, dunque, il numero delle rate non può essere superiore a:

  • 9 rate, per pagamenti iniziati entro il 16 marzo 2023;
  • 6 rate, per pagamenti iniziati entro il 30 giugno 2023;
  • 5 rate, per pagamenti iniziati entro il 31 luglio 2023.
Interessi da corrispondere dalla seconda rata

Sono dovuti gli interessi mensili (0,33%) a partire dalla seconda rata (art. 5 comma 1 del Dm 21 maggio 2009). Si ricorda che il computo dei giorni è effettuato in base all’anno commerciale (tutti i mesi si considerano di 30 giorni) e che l’eventuale pagamento anticipato, rispetto alla scadenza della rata, non riduce l’interesse dovuto. Qualora il giorno di versamento della rata cada di sabato o in un giorno festivo, nel calcolo degli interessi non deve essere considerato l’eventuale differimento al primo giorno lavorativo successivo (circ. Agenzia delle Entrate nn. 48/2001 e 50/2002).

Nel caso di versamento rateizzato, il modello F24 deve essere compilato riportando separatamente:

  • con il codice tributo “6099”, l’importo derivante dal rapporto tra l’ammontare dell’imposta dovuta, maggiorato delle previste maggiorazioni in caso di differimento dei termini ordinari, e il numero delle rate prescelto;
  • con il codice tributo “1668”, l’ammontare degli interessi relativi alla singola rata, a partire dalla seconda.
Nella colonna “rateazione” del modello F24 deve essere indicato il codice numerico di quattro cifre che identifica, come già descritto, il numero della rata oggetto del pagamento e il numero di rate complessive.
 

(MF/ms)




Versamento tassa annuale vidimazione libri sociali

L’art. 23 della Tariffa allegata al Dpr 641/72 prevede una tassa di concessione governativa per i libri di cui all’art. 2215 c.c. e per tutti gli altri libri e registri che, per obbligo di legge o volontariamente (art. 2218 c.c.), sono fatti bollare nei modi ivi indicati, tranne quelli la cui tenuta è prescritta soltanto da leggi tributarie.

A seguito della L. 383/2001, sono soggetti obbligatoriamente a bollatura iniziale, oltre che a numerazione progressiva, solo i libri sociali obbligatori (art. 2421 c.c.), nonché ogni altro libro o registro per i quali l’obbligo della bollatura sia previsto da norme speciali (circ. Agenzia delle Entrate n. 92/2001, § 2).

Il versamento in scadenza il prossimo 16 marzo interessa le società di capitali per le quali è dovuto un importo forfetario annuale, a prescindere dai libri o registri tenuti e delle relative pagine.

Oltre a società per azioni, in accomandita per azioni, società a responsabilità limitata, sono obbligati al pagamento:

  • le società di capitali in liquidazione ordinaria o sottoposte a procedure concorsuali, purché permanga l’obbligo di tenuta di libri numerati e bollati, nei modi previsti dal codice civile (C.M. n. 108/96, § 12.1.3);
  • gli altri enti dotati di capitale o fondo di dotazione aventi per oggetto, esclusivo o principale, l’esercizio di attività commerciali (R.M. nn. 90/96 e 265/96);
  • le società consortili (R.M. n. 411461/90).
La tassa annuale è dovuta nella misura di:
  • 309,87 euro, se il capitale sociale o fondo di dotazione è inferiore o uguale a 516.456,90 euro;
  • 516,46 euro, se il capitale sociale o fondo di dotazione supera 516.456,90 euro.
L’ammontare del capitale sociale di riferimento deve essere verificato alla data del 1° gennaio 2023; eventuali variazioni intervenute successivamente a tale data rilevano per la determinazione della tassa per l’anno successivo.

La predetta scadenza non riguarda, invece, gli imprenditori individuali, le società di persone, le società cooperative, le società di mutua assicurazione ecc., per i quali la tassa di concessione governativa, se dovuta in relazione alla vidimazione obbligatoria o volontaria di libri e registri, è liquidata in base al numero di pagine, 67 euro ogni 500 pagine o frazione di esse.

Le modalità di versamento sono diverse, a seconda che la tassa venga corrisposta per il primo anno di attività oppure per gli anni successivi.

Per le società di nuova costituzione il versamento va effettuato con apposito bollettino di conto corrente postale, intestato a “Agenzia delle Entrate – Centro operativo di Pescara – Bollatura numerazione libri sociali”, c/c n. 6007, prima della presentazione della dichiarazione di inizio attività.

Per gli anni successivi al primo, il versamento deve essere eseguito entro il termine di versamento dell’IVA dovuta per l’anno precedente, mediante il modello F24 con codice tributo “7085” – “Tassa annuale vidimazione libri sociali”, indicando, quale periodo di riferimento, l’anno 2023. Se si vantano crediti compensabili con il modello F24, questi possono essere utilizzati in compensazione con le somme dovute a titolo di tassa di concessione governativa.

Controllo dell’avvenuto versamento

Se il libro o il registro è presentato per la vidimazione prima dello scadere del termine previsto per il pagamento della tassa, il pubblico ufficiale incaricato non è tenuto a richiedere la ricevuta attestante l’avvenuto pagamento. Il controllo dell’avvenuto versamento è effettuato in un momento successivo, anche in occasione di eventuali accertamenti, verifiche o ispezioni da parte degli organi preposti (R.M. n. 170/2000).

L’omesso versamento della tassa entro il termine prescritto è punito, ai sensi dell’art. 9 del Dpr 641/72, con la sanzione amministrativa dal 100% al 200% della tassa medesima, in ogni caso, non inferiore a 103,29 euro. Si segnala tuttavia che, secondo un orientamento, alla violazione potrebbe applicarsi l’art. 13 del Dlgs. 471/97.

Per sanare l’omesso o il tardivo versamento, è necessario versare:

  • il tributo e gli interessi legali maturati, utilizzando il modello F24 sempre con codice tributo “7085”;
  • la sanzione ridotta per effetto del ravvedimento operoso, utilizzando il modello F23 con codice tributo “678T”, codice ufficio RCC, causale “SZ” e l’anno per cui si sana la violazione.
(MF/ms)