1

InfoPoint Fotovoltaico: attivo il nuovo servizio per le associate

La transizione energetica e il contenimento dei costi di approvvigionamento rappresentano oggi priorità strategiche fondamentali per la competitività e la sostenibilità delle nostre Piccole e Medie Imprese. Tuttavia, la decisione di valutare o realizzare un investimento nell’impiantistica fotovoltaica si scontra spesso con un mercato complesso e frammentato, caratterizzato da offerte aggressive, opache o standardizzate promosse dai grandi player di settore, che non sempre garantiscono qualità e assistenza tecnica adeguate nel tempo.
Per rispondere in modo concreto a questa esigenza, Confapi Lecco Sondrio ha attivato un nuovo servizio dedicato: l’InfoPoint Fotovoltaico. L’iniziativa nasce per offrire alle aziende associate una guida neutrale, qualificata e trasparente, mettendo a disposizione le competenze e l’esperienza professionale espresse direttamente dalla nostra rete associativa.

Perché attivare il servizio: i punti di forza

  1. Indipendenza e tutela dell’associato: evitare di rimanere condizionati da soluzioni preconfezionate o di puro interesse commerciale, garantendo un’analisi orientata esclusivamente al reale fabbisogno aziendale.
  2. Competenza e fiducia di filiera: far leva sul know-how di impiantisti ed esperti qualificati dell’Associazione per un confronto diretto, etico e professionale tra imprenditori.
  3. Efficienza decisionale: azzerare le perdite di tempo nella comparazione di preventivi eterogenei e facilitare la valutazione preliminare con parametri oggettivi.
Un supporto integrato a 360°
L’InfoPoint affianca l’impresa lungo tutto il percorso valutativo e decisionale, coprendo:
  • Analisi tecnica e dimensionamento: studio del fabbisogno energetico, verifica della superficie disponibile, selezione di pannelli ed eventuali sistemi di accumulo.
  • Sicurezza e conformità: valutazione delle implicazioni tecniche correlate (strutture, sicurezza sul lavoro e normativa antincendio).
  • Manutenzione e performance: indicazioni sulla gestione e manutenzione programmata dell’impianto nel tempo.
  • Finanza agevolata e incentivi: individuazione di bandi regionali/nazionali, agevolazioni fiscali e finanziamenti dedicati.
  • Innovazione energetica e tutela: opportunità di adesione alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e analisi delle coperture assicurative idonee.
Come funziona il servizio (Modalità operativa)
  1. Incontro preliminare e Check-list: l’impresa contatta l’InfoPoint e partecipa a un colloquio conoscitivo, fornendo i dati base di consumo compilati tramite un’apposita check-list guidata curata dall’esperto tecnologico.
  2. Instradamento a rotazione: definito il fabbisogno, la richiesta viene affidata ad uno degli impiantisti qualificati dell’Associazione secondo un criterio di rotazione trasparente ed equo.
  3. Studio di fattibilità e offerta: l’impiantista elabora lo studio preliminare. In caso di esito positivo e interesse dell’azienda, si prosegue con un sopralluogo sul campo per affinare la progettazione ed emettere il preventivo definitivo (qualora l’impiantista non possa prendere in carico la richiesta per motivi tecnici, dimensionali o temporali, l’incarico passa al successivo in lista).
  4. Assistenza globale e decisione: si attivano parallelamente i moduli di consulenza per incentivi, sicurezza, assicurazioni e CER, permettendo all’imprenditore di decidere in totale chiarezza se procedere con la realizzazione.
La squadra dei professionisti e referenti
  • Esperti tecnologie: Tecno-Lario (azienda leader nella distribuzione di prodotti per l’energia rinnovabile e mobilità elettrica).
  • Impiantisti qualificati: Aldeghi Impianti, Elettrica Rogeno, Gianola Impianti, SEI.
  • Finanza agevolata e bandi: Confapi Lecco Sondrio.
  • Sicurezza, antincendio, Cer e assicurazioni: esperti e professionisti d’area
  • Referenti in associazione: Silvia Negri (ambiente-innovazione), Manuela Sacchi (amministrazione), Raffaella Pozzoni (energia), Maria Vittoria Limonta (bandi).
Come richiedere un appuntamento
Per richiedere la check-list preliminare o fissare un incontro, vi invitiamo a contattare i nostri uffici o le referenti di servizio: 0341.282822, servizi@confapi.lecco.it.

Alleghiamo scheda dati per fattibilità da compilare.

(MP/am)




Webinar: “Basket Bond: finanza alternativa per far crescere la tua azienda”

Segnaliamo un incontro online interessante per le aziende organizzato da Confapi Lombardia in collaborazione con Finlombarda e Banca Finint.

Giovedì 17 settembre 2026, alle ore 14.30, si terrà il webinar “Basket Bond: finanza alternativa per far crescere la tua impresa”.

Regione Lombardia ha recentemente rifinanziato la misura Basket Bond e Minibond, una straordinaria opportunità per le PMI lombarde che intendono investire in digitalizzazione, innovazione e sostenibilità. Per comprendere al meglio le opportunità per le imprese, i relatori illustreranno nel dettaglio il funzionamento dell’avviso per la partecipazione, i criteri di accesso e le modalità operative per presentare la domanda.
Verranno, inoltre, analizzati casi pratici ed esempi concreti di progetti finanziabili legati alla digitalizzazione e alla sostenibilità. Un’occasione diretta per capire come strutturare al meglio la richiesta e sfruttare questa leva.

In allegato è possibile scaricare la locandina con il programma del webinar e il link per iscriversi (obbligatorio).

(MS/am)




Attivo nuovo servizio per le associate: InfoPoint Fotovoltaico

La transizione energetica e il contenimento dei costi di approvvigionamento rappresentano oggi priorità strategiche fondamentali per la competitività e la sostenibilità delle nostre Piccole e Medie Imprese. Tuttavia, la decisione di valutare o realizzare un investimento nell’impiantistica fotovoltaica si scontra spesso con un mercato complesso e frammentato, caratterizzato da offerte aggressive, opache o standardizzate promosse dai grandi player di settore, che non sempre garantiscono qualità e assistenza tecnica adeguate nel tempo.
Per rispondere in modo concreto a questa esigenza, Confapi Lecco Sondrio ha attivato un nuovo servizio dedicato: l’InfoPoint Fotovoltaico. L’iniziativa nasce per offrire alle aziende associate una guida neutrale, qualificata e trasparente, mettendo a disposizione le competenze e l’esperienza professionale espresse direttamente dalla nostra rete associativa.

Perché attivare il servizio: i punti di forza

  1. Indipendenza e tutela dell’associato: evitare di rimanere condizionati da soluzioni preconfezionate o di puro interesse commerciale, garantendo un’analisi orientata esclusivamente al reale fabbisogno aziendale.
  2. Competenza e fiducia di filiera: far leva sul know-how di impiantisti ed esperti qualificati dell’Associazione per un confronto diretto, etico e professionale tra imprenditori.
  3. Efficienza decisionale: azzerare le perdite di tempo nella comparazione di preventivi eterogenei e facilitare la valutazione preliminare con parametri oggettivi.
Un supporto integrato a 360°
L’InfoPoint affianca l’impresa lungo tutto il percorso valutativo e decisionale, coprendo:
  • Analisi tecnica e dimensionamento: studio del fabbisogno energetico, verifica della superficie disponibile, selezione di pannelli ed eventuali sistemi di accumulo.
  • Sicurezza e conformità: valutazione delle implicazioni tecniche correlate (strutture, sicurezza sul lavoro e normativa antincendio).
  • Manutenzione e performance: indicazioni sulla gestione e manutenzione programmata dell’impianto nel tempo.
  • Finanza agevolata e incentivi: individuazione di bandi regionali/nazionali, agevolazioni fiscali e finanziamenti dedicati.
  • Innovazione energetica e tutela: opportunità di adesione alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e analisi delle coperture assicurative idonee.
Come funziona il servizio (Modalità operativa)
  1. Incontro preliminare e Check-list: l’impresa contatta l’InfoPoint e partecipa a un colloquio conoscitivo, fornendo i dati base di consumo compilati tramite un’apposita check-list guidata curata dall’esperto tecnologico.
  2. Instradamento a rotazione: definito il fabbisogno, la richiesta viene affidata ad uno degli impiantisti qualificati dell’Associazione secondo un criterio di rotazione trasparente ed equo.
  3. Studio di fattibilità e offerta: l’impiantista elabora lo studio preliminare. In caso di esito positivo e interesse dell’azienda, si prosegue con un sopralluogo sul campo per affinare la progettazione ed emettere il preventivo definitivo (qualora l’impiantista non possa prendere in carico la richiesta per motivi tecnici, dimensionali o temporali, l’incarico passa al successivo in lista).
  4. Assistenza globale e decisione: si attivano parallelamente i moduli di consulenza per incentivi, sicurezza, assicurazioni e CER, permettendo all’imprenditore di decidere in totale chiarezza se procedere con la realizzazione.
La squadra dei professionisti e referenti
  • Esperti tecnologie: Tecno-Lario (azienda leader nella distribuzione di prodotti per l’energia rinnovabile e mobilità elettrica).
  • Impiantisti qualificati: Aldeghi Impianti, Elettrica Rogeno, Gianola Impianti, SEI.
  • Finanza agevolata e bandi: Confapi Lecco Sondrio.
  • Sicurezza, antincendio, Cer e assicurazioni: esperti e professionisti d’area
  • Tutoraggio associativo (referenti interne): Silvia Negri, Manuela Sacchi, Raffaella Pozzoni.
Come richiedere un appuntamento
Per richiedere la check-list preliminare o fissare un incontro, vi invitiamo a contattare i nostri uffici o le referenti di servizio: 0341.282822, servizi@confapi.lecco.it.

Alleghiamo scheda dati per fattibilità da compilare.

(MP/am)




Transizione energetica. Napoli: PMI protagoniste del cambiamento

Il vicepresidente di Confapi Francesco Napoli è intervenuto alla tavola rotonda “Humanising Energy. Progetti e lessici per la transizione energetica”, organizzata nell’ambito della prima tappa del roadshow “Humanizing Energy – Italia in Classe A”, dedicato alla sostenibilità energetica in ambito urbano.
L’iniziativa, promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, da ENEA, dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia e dal Comune di Roma, ha riunito istituzioni, professionisti, ricercatori e imprese per un confronto sulle sfide della rigenerazione urbana e della transizione energetica.
Nel corso del suo intervento, Napoli ha ribadito il ruolo centrale delle piccole e medie imprese nel processo di trasformazione energetica del Paese.
“Per le piccole e medie imprese la sostenibilità non è uno slogan, ma una necessità concreta che si misura quotidianamente con i costi dell’energia, la competitività sui mercati, la capacità di innovare e creare occupazione”.
Il vicepresidente di Confapi ha sottolineato come le PMI stiano già investendo in efficientamento energetico, fonti rinnovabili e innovazione, evidenziando però la necessità di un quadro stabile e di strumenti adeguati a sostegno degli investimenti.
“Le PMI rappresentano oltre il 90% del tessuto produttivo italiano. Senza il loro pieno coinvolgimento e senza misure capaci di accompagnarne gli investimenti, nessuna transizione sarà realmente possibile. Servono politiche industriali che garantiscano stabilità, accesso al credito, semplificazione amministrativa, certezza normativa e investimenti nella formazione, affinché le imprese possano programmare il proprio futuro e non limitarsi a rincorrere continui cambiamenti di scenario”.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema del costo dell’energia e alla necessità di rafforzare le infrastrutture energetiche, soprattutto nel Mezzogiorno, dove la crescita delle fonti rinnovabili rischia di essere frenata dai limiti delle reti elettriche.
“Garantire energia sicura, sostenibile e competitiva non è soltanto una questione ambientale, ma una priorità strategica per la crescita del Paese, per la competitività delle imprese e per la tutela dell’occupazione”.
Napoli ha inoltre evidenziato l’importanza di accompagnare lo sviluppo delle rinnovabili con sistemi di accumulo energetico, reti intelligenti e una pianificazione infrastrutturale adeguata.
“Per rendere efficaci gli investimenti nelle rinnovabili non basta aumentare la capacità installata. Occorre sviluppare contestualmente sistemi di accumulo energetico, reti intelligenti e infrastrutture in grado di distribuire e valorizzare l’energia prodotta”.
Nel corso del dibattito è stato infine affrontato il tema della rigenerazione urbana e territoriale come leva strategica per lo sviluppo sostenibile, la riduzione dei consumi energetici e la crescita economica dei territori.



Indagine congiunturale Confapi I semestre 2026

Confapi sta promuovendo, come di consueto, l’indagine congiunturale semestrale finalizzata a rilevare l’andamento dei principali indicatori aziendali registrati nel corso del primo semestre 2026, nonché le aspettative delle imprese per il secondo semestre dell’anno.
L’edizione corrente include, inoltre, un focus dedicato agli effetti del conflitto in Medio Oriente.

 

L’obiettivo è raccogliere informazioni utili sulle imprese del sistema Confapi e supportare la definizione di politiche e interventi a sostegno delle aziende rappresentate.

Il questionario sarà disponibile fino alle ore 18.00 di martedì 23 giugno 2026 e potrà essere compilato CLICCANDO QUI

(MP/am)




Confapi: transizione sostenibile e giusta su EPR plastica

Confapi ha presentato insieme a Agci, Cia, Claai, Cna, Confagricoltura, Confcooperative, Confesercenti, Copagri e Legacoop le proprie osservazioni nell’ambito della Consultazione avviata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sullo schema di decreto per l’adozione di un regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per i prodotti in plastica. La posizione delle imprese industriali, agricole, artigiane, commerciali e cooperative italiane è netta: il provvedimento, nella sua forma attuale, non è sostenibile per il sistema economico nazionale.

Secondo le organizzazioni firmatarie, l’adozione del regime EPR sui prodotti in plastica si tradurrebbe in un significativo prelievo ai danni delle imprese e dei consumatori nazionali, senza produrre effetti positivi diretti per l’ambiente. L’applicazione di un contributo ambientale su tutti i prodotti e i materiali impiegati nella vita comune, nelle attività produttive, sanitarie e di impresa è considerata una misura che non individua correttamente le azioni da mettere in campo per raggiungere efficacemente gli obiettivi ambientali e di economia circolare.

Le organizzazioni sottolineano come colpire indifferentemente tutti i prodotti e i materiali in plastica contraddica ogni razionale politica di sostegno all’economia circolare. Si ricorda, inoltre, che gli imballaggi in plastica e altri prodotti in polietilene sono già gravati da un prelievo ambientale: l’aggiunta di ulteriori categorie da assoggettare a contribuzione determinerebbe immediate e significative ricadute in termini di costi per le imprese e un aumento dei prezzi al consumo, in una fase storica già particolarmente critica.

Nel confermare il proprio convinto orientamento alla sostenibilità, le organizzazioni chiedono di non procedere con la definizione di un regime EPR per la plastica nelle forme attualmente proposte e richiedono con urgenza l’apertura di un tavolo di lavoro per valutare e condividere le misure più efficaci a tutela dell’ambiente, delle imprese e dei consumatori, senza penalizzare la competitività del sistema produttivo italiano.

 
 




Regolamento europeo EUDR sulla deforestazione: obblighi semplificati e posticipati al 30 dicembre 2026

Con il Regolamento (UE) 2025/2650, l’Unione Europea ha riscritto il discusso EUDR (European Union Deforestation Regulation), che vietava l’immissione sul mercato di prodotti legati alla deforestazione. L’obiettivo era snellire gli obblighi per le imprese, mantenendo intatti i principi di sostenibilità e tracciabilità.
Nasce la figura dell’operatore a valle, assimilata al commerciante, che non dovrà più presentare le dichiarazioni di dovuta diligenza. Per i micro e piccoli operatori primari — come agricoltori o produttori locali in Paesi a basso rischio — arriva una “dichiarazione semplificata una tantum”, con la possibilità di sostituire la geolocalizzazione con un semplice indirizzo postale.
La Commissione riconosce che la precedente versione del Regolamento aveva creato un carico amministrativo eccessivo, scoraggiando la competitività europea. Da qui la scelta di ridurre gli adempimenti digitali, posticipare di 12 mesi l’entrata in vigore e introdurre nuovi strumenti di cooperazione informatica tra Stati membri e dogane. Restano fermi gli obblighi di tracciabilità e controllo per i prodotti “a rischio deforestazione” — come soia, caffè, cacao, legno o palma da olio — ma con un approccio più proporzionato e pragmatico. Le sanzioni potranno arrivare fino al 4% del fatturato annuo per chi viola le regole.
Il 17 dicembre 2025, il parlamento europeo ha approvato in via definitiva la modifica e il rinvio di un anno dell’applicazione del Regolamento UE sulla deforestazione: i grandi operatori e commercianti dovranno applicare il regolamento a partire dal 30 dicembre 2026, mentre i piccoli operatori – persone fisiche e imprese con meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo relativo ai prodotti interessati inferiore a 10 milioni di euro – dal 30 giugno 2027.
Il rinvio mira a garantire una transizione graduale e a consentire il miglioramento del sistema informatico utilizzato per presentare le dichiarazioni elettroniche sul dovere di diligenza. I micro e piccoli operatori primari dovranno presentare solo una dichiarazione semplificata una tantum.
Inoltre, la responsabilità della presentazione delle dichiarazioni sul dovere di diligenza (che attesti che il prodotto non proviene da terreni deforestati e non ha contribuito al degrado di foreste) ricadrà esclusivamente sull’impresa che immette per prima il prodotto sul mercato dell’UE, e non sugli operatori o commercianti che lo commercializzano successivamente.
In data 4 maggio 2026, la Commissione europea ha pubblicato una relazione sulla semplificazione del Regolamento UE sulla deforestazione (EUDR) rivisto, insieme a un pacchetto di ulteriori misure volte a garantirne un’attuazione efficace, a seguito dell’accordo raggiunto lo scorso dicembre.
Le misure adottate mirano a fornire maggiore chiarezza agli operatori economici, agli Stati membri, ai Paesi terzi e agli altri stakeholder, assicurando al contempo stabilità giuridica e prevedibilità. Con questo pacchetto, la Commissione dà seguito all’impegno assunto nei confronti del Parlamento europeo e del Consiglio di procedere a una revisione di semplificazione del regolamento e di favorirne una corretta applicazione entro la fine dell’anno. In particolare, il pacchetto comprende: una relazione indirizzata al Parlamento europeo e al Consiglio; una versione aggiornata delle linee guida e delle FAQ; un progetto di atto delegato relativo all’ambito di applicazione dei prodotti; un aggiornamento dell’atto di esecuzione sul sistema informativo.
I documenti citati sono rintracciabili sul sito della commissione Europea.   https://environment.ec.europa.eu/publications_en
La Commissione sta inoltre collaborando con gli Stati membri per integrare nel sistema informativo i dati già disponibili nelle banche dati nazionali, con l’obiettivo di ridurre ulteriormente gli oneri amministrativi per gli operatori.
Per quanto riguarda le tempistiche, la Commissione conferma l’obiettivo di assicurare la piena operatività del regolamento entro il 30 dicembre 2026.
Per informazioni di maggiore dettaglio, si allegano le slides del webinar camerale gratuito che si è svolto recentemente.

(SN/am)




Premiazione annuale aziende associate: anniversario di fondazione

Confapi Lecco Sondrio sta predisponendo l’elenco delle aziende associate che nel 2026 festeggiano i seguenti traguardi in merito alla fondazione:
  • 100 anni
  • 75 anni
  • 50 anni
 
Chiediamo alle imprese che rientrano in queste fasce di inviare una mail all’indirizzo segreteria@confapi.lecco.it indicando la data di fondazione consentendoci così di aggiornare i nostri database.

L’elenco che verrà stilato servirà per l’annuale premiazione che stiamo organizzando e sulla quale seguiranno aggiornamenti.
 
(SG/sg)




Congiunturale: per pmi industriali fiducia limitata in prospettive di sviluppo

Maggior attenzione alla difesa e alla gestione dell’incertezza che a strategie di crescita espansiva, con una fiducia ancora limitata nelle prospettive di sviluppo nel medio termine. È questo il sentiment che emerge dall’analisi congiunturale del 2025 realizzata da Confapi. L’analisi si basa sulla survey periodica condotta da Confapi su un campione di circa 2.000 midcap e Pmi Industriali ampiamente rappresentativo delle circa 116.000 aziende industriali associate e localizzate in tutte le regioni italiane.
Il 31,66% delle imprese intervistate prevede un andamento di mercato stabile, indicando aspettative di continuità più che di cambiamento. Il 28,72% vede prospettive di crescita, ma prevalentemente moderata: la crescita forte è percepita come poco probabile. Sul fronte opposto, il 30,61% prevede una contrazione del mercato, percentuale bilanciata con le imprese che prevedono crescita. Infine, il 9% dichiara di non saper fare previsioni e rafforza l’idea di un contesto economico complesso. Per il primo semestre del 2026, le previsioni degli imprenditori su produzione e fatturato delineano un quadro complessivamente improntato alla stabilità. Oltre la metà delle imprese (53,29%) prevede livelli sostanzialmente invariati di produzione rispetto al periodo precedente, una quota non trascurabile (23,58%) ne attende un aumento, mentre il 23,13% prospetta una diminuzione. La maggioranza degli imprenditori (52,11%) prevede un fatturato stabile, mentre il 26,37% si attende un incremento. In merito agli ordini attesi, viene confermato un quadro di prevalente stabilità, accompagnato tuttavia da elementi di cautela. Il 51,81% prevede che i volumi degli ordini rimarranno sostanzialmente invariati il 27,08% si mostra invece ottimista, ipotizzando un aumento, mentre il 21,11% prevede una diminuzione.

Solo il 20,63% degli imprenditori intervistati dichiara di prevedere nuove assunzioni nel 2026 mentre gran parte delle imprese (82,08%) non prevede di ricorrere agli ammortizzatori sociali.
La maggior parte delle Pmi industriali nel 2025 ha mantenuto stabile la propria forza lavoro, con il 58,75% delle imprese che non ha apportato modifiche all’organico. Il 25%, ha assunto nuovo personale.
Per quanto riguarda le previsioni dell’export, le aziende mostrano una chiara preferenza per l’Europa (36%), scelta per prossimità geografica e minori rischi operativi. Il Nord America (17%) si conferma mercato strategico ad alto valore, mentre il Medio Oriente (13%) emerge come area di crescente interesse.
In merito agli investimenti: il 36,31% delle Pmi industriali prevede di effettuarne di nuovi. Tra gli ambiti di investimento, emerge con chiarezza la priorità assegnata all’acquisto di nuovi impianti e macchinari, indicata dal 57,89% delle aziende investitrici, seguono il rafforzamento delle competenze del personale (25,15%), elemento chiave per sostenere i processi di innovazione, e la transizione digitale (21,05%), sempre più centrale per l’ottimizzazione dei processi aziendali.

 
Per quanto riguarda i dazi, la maggioranza delle imprese intervistate (78,34%) non prevede impatti rilevanti dall’introduzione dei dazi statunitensi, mentre circa un quinto (21,66%) si attende conseguenze sulla propria attività.  È quanto emerge dall’analisi congiunturale del 2025 realizzata da Confapi. L’analisi si basa sulla survey periodica condotta da Confapi su un campione di circa 2.000 midcap e Pmi ampiamente rappresentativo delle circa 116.000 aziende industriali associate e localizzate in tutte le regioni italiane.
 
Tra le aziende che prevedono un impatto emerge soprattutto preoccupazione per l’aumento dei costi delle materie prime e dei componenti importati (46,07%) nonché per la riduzione della competitività sui mercati esteri (41,57%). Sul fronte dei costi operativi, oltre la metà delle imprese prevede un aumento moderato (38,46%) o significativo (13,85%), mentre quasi un quarto non si attende effetti rilevanti.
 
Più in generale, il contesto inflazionistico legato ai costi energetici e alle materie prime continua a rappresentare una variabile critica per le Pmi industriali, con potenziali ripercussioni sulle strategie produttive. Il 60% degli intervistati si aspetta dei rialzi.
 




Crediti Iva è vittoria del buonsenso

“L’approvazione in Commissione Finanze del Senato della risoluzione sullo sblocco immediato dei crediti IVA per le imprese in crisi di liquidità è una vittoria del buonsenso che accoglie le grida d’allarme lanciate da mesi dal mondo delle piccole e medie imprese industriali.” Con queste parole, Cristian Camisa, Presidente di Confapi, commenta favorevolmente il via libera all’atto che impegna il Governo a superare il “circolo vizioso” della fideiussione obbligatoria.
“Fino ad oggi – spiega – molte PMI industriali si sono trovate intrappolate in un meccanismo perverso: lo Stato deve loro somme ingenti (crediti IVA strutturali), ma per restituirle richiede una garanzia fideiussoria. Tuttavia, le banche non concedono tale garanzia proprio perché l’impresa, non incassando il proprio credito, presenta una momentanea crisi di liquidità e un’erosione del patrimonio netto”.
“Lo Stato non ti paga perché sei in difficoltà, ma sei in difficoltà proprio perché lo Stato non ti paga – precisa Camisa – Chiedere una fideiussione a un’azienda a cui mancano i propri soldi è un ostacolo burocratico che ha rischiato di spingere verso il fallimento realtà produttive che sono invece sane e vitali.”
La risoluzione approvata oggi, su iniziativa del Presidente della Commissione Finanze del Senato, Massimo Garavaglia, introduce due pilastri fondamentali per la salvaguardia del tessuto produttivo: o una “corsia d’urgenza” per la verifica dei crediti IVA spettanti, con erogazione immediata entro due mesi dalla richiesta, o in caso di esito positivo della verifica, l’impresa non dovrà più presentare costose fideiussioni bancarie o assicurative, o l’Agenzia delle Entrate dovrà valutare la solidità dell’azienda non solo sulla base del bilancio passato, ma sulla continuità aziendale e sulla capacità di generare fatturato.

“Accogliamo con estremo favore l’impegno chiesto al Governo per una circolare interpretativa che riconosca la “crisi da credito IVA”. Non possiamo permettere che i dipendenti vadano a casa e che i libri finiscano in tribunale solo perché la burocrazia è più lenta delle necessità del mercato,” conclude Camisa “Ora ci aspettiamo che l’Esecutivo voglia dare seguito immediato a questo atto, trasformando i principi del Codice della Crisi d’Impresa in ossigeno reale per le nostre PMI industriali”.