“La contrattazione collettiva – spiega – è uno strumento formidabile. Tutti i contratti dell’industria che Confapi ha siglato con Cgil, Cisl e Uil sono oltre la soglia minima ipotizzata. Bisogna intervenire, quindi, nella giungla dei contratti che prevedono livelli retributivi largamente inferiori a quelli del settore di riferimento o che sono scaduti da anni e che non sono stati mai rinnovati. Occorre immediatamente una drastica diminuzione del numero dei contratti collettivi che hanno superato quota mille, facendoli sottoscrivere da chi ha reale rappresentanza. Confapi è una delle pochissime associazioni datoriali ad aver sottoscritto l’accordo sulla rappresentanza con Cgil, Cisl, Uil, Inps e Inl, uno strumento fondamentale per avere dati certificati sulla reale rappresentatività dell’Associazione. Solo in questo modo – conclude Camisa – permetteremo ai lavoratori di avere salari decorosi, evitando contestualmente alle imprese una competizione impari”.
Confapi alla Cabina di Regia per il Pnrr di Chigi
Nelle osservazioni al tavolo di Chigi, il vicepresidente Napoli ha ribadito, innanzi tutto, come il Piano nazionale di ripresa e resilienza rappresenti “un’opportunità unica e irripetibile per modernizzare il sistema Paese, efficientare la macchina pubblica sburocratizzandola e semplificandola e creare quelle condizioni ottimali per rafforzare, innovare e rendere competitivo il nostro tessuto produttivo”.
Per Confapi quindi il Piano dovrà alimentare la competitività nazionale a tutto vantaggio della vocazione manifatturiera che caratterizza le imprese che rappresentiamo. Per questo si ritiene non più possibile indugiare nella realizzazione delle opere strategiche previste dal Piano, ma abbiamo bisogno di certezze sulla messa a terra degli interventi legati all’attuazione delle varie Mission in cui esso si articola. Per quanto riguarda la revisione del PNRR, Napoli ha affermato:” Ci aspettiamo che la trattativa con la Commissione europea con le ultime modifiche introdotte, di cui condividiamo i contenuti, si concluda positivamente affinché si possa continuare l’opera di realizzazione del Piano secondo il nuovo cronoprogramma da qui al 2026”. Infine in merito alle criticità per l’accesso ai fondi, Confapi esprime una profonda preoccupazione: le nostre Pmi rischiano di non usufruire dei fondi del Pnrr che sono a beneficio solo delle grandi industrie.
L’ipotesi rilanciata in Cabina di Regia è che si lavori sul modello dei crediti di imposta (tipo industria 4.0) per rendere le misure più semplici e a portata del nostro sistema industriale.
Opiquad e Api su “Il Giornale di Lecco”
Il Giornale di Lecco del 24 luglio 2023, articoli sulla nostra associata e sulla mostra allestita nella nostra sede.



