Il vicepresidente di Confapi, Francesco Napoli, è stato audito presso la X Commissione “Attività produttive” della Camera dei deputati nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla capacità competitiva del sistema Italia, sulle dinamiche del PIL (1992-2025) in rapporto alla media UE e sulle leve di intervento sui settori produttivi per sostenere la crescita economica.
“Sappiamo bene che nel periodo considerato – ha evidenziato Napoli – l’Italia è cresciuta meno della media europea, con una dinamica di crescita del PIL significativamente più contenuta rispetto a quella registrata dalla media dell’Unione Europea. Numerosi studi condotti da istituzioni nazionali e internazionali individuano fattori strutturali che hanno rallentato la crescita, tra cui il progressivo rallentamento della produttività dalla metà degli anni Novanta. Tra le cause – ha specificato il vicepresidente di Confapi – la struttura del tessuto imprenditoriale con forte presenza di imprese sotto i 50 dipendenti e un elevato ‘nanismo imprenditoriale’ che limita investimenti e crescita. Si aggiungono la dinamica demografica, con invecchiamento della popolazione e bassa partecipazione al lavoro, e l’elevato debito pubblico. Inoltre persistono forti divari territoriali tra Nord e Sud che limitano il potenziale complessivo del Paese”.
Confapi ritiene che nel contesto europeo, le sfide della crescita e della competitività sono sempre più legate ai processi di digitalizzazione e decarbonizzazione, ma la tempistica delle misure non è in linea con le necessità delle imprese, soprattutto rispetto a USA e Cina. L’Industrial Accelerator Act è stato approvato senza risorse aggiuntive, pur restando uno strumento utile per innovazione e transizione. A livello nazionale, il Libro Bianco definisce una roadmap al 2030 per crescita e competitività.
In sintesi, Confapi ritiene necessario superare interventi frammentari con una politica economica e industriale organica e di lungo periodo, soprattutto in un momento che vede le Pmi industriali sotto pressione per costi energetici, logistica e trasporti, con una riduzione dei margini (−2% / −5%) e rischi per la sostenibilità.
Alla luce di tale scenario, il vicepresidente Napoli ha sottolineato: “È necessario ridurre la dipendenza energetica dall’estero e rafforzare la produzione interna attraverso rinnovabili e nucleare di quarta generazione. Prioritari anche l’abbattimento del cuneo fiscale, la riduzione del costo del lavoro e il rilancio degli investimenti pubblici e privati”. Per Confapi è inoltre necessaria una riforma strutturale e una maggiore armonizzazione fiscale europea. Il cuneo fiscale elevato riduce competitività e salari netti, rendendo indispensabile una riduzione strutturale. Inoltre è stato evidenziato che le Pmi industriali soffrono di debole patrimonializzazione e dipendenza dal credito bancario, per questo, la semplificazione normativa e burocratica è fondamentale. Per lo sviluppo della competitività infine Napoli ha posto l’accento sul capitale umano: “Competenze, attrazione e trattenimento dei talenti sono fattori chiave”. Infine ha rilanciato la proposta di Confapi per un “Patto per i Talenti STEM” con l’obiettivo di contrastare la fuga dei laureati. “Le Pmi industriali devono essere poste al centro delle politiche economiche e fiscali nazionali ed europee per la crescita e la competitività” ha concluso Napoli.
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“La piccola impresa che vorrei”: consegnati i progetti, il 6 maggio i vincitori
Il progetto, che consolida una sinergia territoriale sempre più forte, vede quest’anno numeri importanti: 19 classi in gara, per un totale di circa 300 studenti che, affiancati da 19 imprenditori tutor, hanno lavorato fianco a fianco per sviluppare un’idea d’impresa innovativa.
Il compito di valutare i lavori spetta a una giuria d’eccezione, composta dagli imprenditori Guido Baggioli, Alessandro Leidi e Alice Dell’Oca, affiancati da Anna Masciadri (responsabile comunicazione Confapi Lecco Sondrio) e dalla giornalista Katia Sala. In palio un montepremi complessivo di 10.000 euro, destinato all’acquisto di materiale didattico o al finanziamento di attività scolastiche: al 1° classificato andranno 4.000 euro, al 2° classificato: 3.000 euro e al 3° classificato 2.000 euro.
L’edizione 2025/26 del concorso si concluderà mercoledì 6 maggio presso la Sala Ticozzi di Lecco, dove verranno proclamati i vincitori. Ospite d’onore della mattinata sarà Marco Riva, figura di spicco del motorsport internazionale ed ex dirigente del reparto corse Yamaha, noto per il suo lavoro al fianco di Valentino Rossi. Riva porterà ai ragazzi la sua testimonianza su cosa significhi eccellenza, gestione del team e innovazione tecnologica.
Queste le classi partecipanti alla terza edizione de “La Piccola Impresa che vorrei”: 3B LES – 3CLES – 3A LES Bertacchi di Lecco, 3O meccanico – 3P Meccanico dell’Istituto Fiocchi Lecco, 3A e 3B Professionale commerciale dell’Istituto Parini di Lecco, Edilizia – Grafica – Operatore elettrico dell’Istituto Clerici di Merate, 3-4-5- Indirizzo Aeronautico Istituto Volta di Lecco, 3A BATL Istituto Badoni di Lecco, 3 Costruzione Ambiente Territorio – 4 Grafici Saraceno-Romegialli di Morbegno, 4 A Sistemi informativi industriali – 4 BA amministrazione finanza marketing – 3C liceo delle scienze umane – 3A liceo scientifico dell’istituto Pinchetti di Tirano.
Queste le aziende che faranno da tutor alle classi: Co.El di Torre de’ Busi, Deca di Monte Marenzo, Dispotech di Gordona, Froma di Valmadrera, Imsa di Lecco, La Meccanoplastica di Calolziocorte, Novastilmec di Garbagnate Monastero, Officine Piki di Valvarrone, Pozzi Albino di Colico, Pura Comunicazione di Sondrio, Rapitech di Lecco, SCT Informatica di Lecco, Sepam di Galbiate, STF di Barzago, S.T.M. di Delebio, Tecnofar di Gordona, TMC di Cesana Brianza, Torneria Automatica Alfredo Colombo di Verderio, VML di Brivio.
Anna Masciadri
Ufficio stampa


