Iper-ammortamenti: chiarimenti sui tempi e modalità invio comunicazioni
Convenzione spedizioni Fedex/Tnt: aggiornamento listini 2026
Salute e sicurezza sul lavoro: novità per il nuovo anno
Webinar fiscale “Legge di Bilancio 2026 e altre novità”
INVITO | “L’alba dei leoni”: la grande saga dei Florio arriva a Lecco
Camisa a conferenza nazionale export: a fianco Farnesina per pmi industriali
“Le Pmi industriali – ha spiegato – rappresentano il fulcro del Made in Italy e la spina dorsale del sistema produttivo nazionale. Per questo Confapi sta lavorando affinché le misure del Piano siano davvero accessibili e operative per le imprese. Soltanto attraverso un’azione congiunta tra Ministero, rete diplomatico-consolare, Ice, Sace, Simest e associazioni imprenditoriali sarà possibile accompagnare le Pmi industriali verso quei mercati che oggi appaiono più complessi ma che rappresentano le opportunità di crescita più rilevanti per il futuro”.
“I dati di una nostra indagine – ha aggiunto Camisa -confermano la vocazione internazionale delle imprese che rappresentiamo: il 60% è già presente all’estero e cresce l’interesse verso nuovi mercati strategici, dall’area del Golfo al Nord America. Per sostenere questo percorso, Confapi sta sviluppando un piano operativo che prevede servizi di matching internazionale, una presenza diretta in Paesi chiave e un progetto pilota di un Hub logistico per le Pmi industriali negli Stati Uniti. Uno strumento pensato per garantire la disponibilità di ricambistica e campionature in loco e aumentare la competitività delle aziende italiane in un mercato complesso e sempre più selettivo”.
“Per Confapi – ha aggiunto – resta centrale l’attenzione sugli accordi di libero scambio, in particolare con Mercosur, strategici per ampliare le opportunità di export. Oggi, la sfida fondamentale è dunque accompagnare sempre più le Pmi industriali verso mercati lontani e complessi, attraverso una programmazione condivisa. Solo così – ha concluso – sarà possibile rafforzare la competitività del Made in Italy nel mondo”.
Ue. Appello di Confapi e 11 associazioni pmi europee: si rischia declino industriale
“L’Unione Europea – si legge nel documento – è oggi schiacciata tra iper-regolamentazione interna, pressioni commerciali statunitensi e concorrenza industriale cinese, mentre la risposta europea è lenta e burocratica. Il risultato è una perdita massiccia di imprese, posti di lavoro qualificati e know-how industriale. Senza un cambio di rotta, sono in pericolo la coesione sociale e il progetto europeo stesso. Le imprese del Mittelstand europeo rifiutano l’idea di diventare vassalli di Stati Uniti o Cina e chiedono una strategia europea comune di competitività, fondata su quattro priorità”.
Il primo e fondamentale punto su cui bisogna agire immediatamente riguarda la competitività e la sostenibilità di lungo periodo. “Gli Stati membri devono proteggere margini, costi e capacità di investimento delle imprese. Serve una fiscalità che favorisca la proprietà europea degli asset e il passaggio generazionale. Ulteriori tasse su capitale e imprese favorirebbero solo delocalizzazioni e acquisizioni straniere”.
Per le associazioni europee firmatarie è necessaria una moratoria su nuove regolamentazioni e l’abrogazione di norme inutili. Va affermata la neutralità tecnologica: la transizione ecologica deve essere guidata dalle imprese, non imposta dall’alto. L’Europa, inoltre, può raggiungere la sovranità energetica con energia decarbonizzata a prezzi sostenibili. Serve una profonda riforma del mercato energetico: revisione del “merit order”, riforma dell’ETS, riduzione delle tasse sull’energia, sviluppo dell’idrogeno e rilancio del nucleare. Infine le produzioni europee devono essere valorizzate e protette. Gli appalti pubblici devono privilegiare prodotti europei. Se necessario, vanno introdotti dazi, soprattutto verso la Cina, applicando il principio di reciprocità negli scambi.
Sabadini per Confapi in audizione al Senato su crisi ex Ilva
Confapi, rappresentata dal Presidente di Unionmeccanica Lecco, Luigi Sabadini è stata audita dalla IX Commissione permanente del Senato nell’ambito dell’esame del decreto-legge recante misure urgenti per assicurare la continuità operativa degli stabilimenti ex Ilva.
“Ci troviamo di fronte a un quadro generale di forte preoccupazione per le migliaia di Pmi industriali che rappresentiamo – ha affermato Sabadini nel corso del suo intervento -. La situazione di criticità che interessa lo stabilimento di Taranto si protrae ormai da troppo tempo e si inserisce in un contesto siderurgico globale caratterizzato da una crescente sovraccapacità produttiva rispetto alla domanda. Tale scenario contribuisce a rendere meno evidente, agli occhi degli utilizzatori finali, il progressivo calo produttivo dell’impianto, ma non ne attenua gli effetti sul sistema industriale nazionale. Nonostante ciò, la continuità produttiva dell’ex Ilva rimane un presupposto imprescindibile. Per tale ragione Confapi intende svolgere in modo costruttivo il proprio ruolo di rappresentanza delle migliaia di piccole e medie imprese associate, affinché il sito di Taranto possa tornare a essere una grande acciaieria competitiva, sostenibile e orientata alla produzione di acciaio ‘verde’“.
“Il settore metallurgico ad alta intensità energetica – ha detto Sabadini – vive una condizione di profonda vulnerabilità, con una crisi evidente in tutto il comparto alluminio e ricadute dirette sul mercato italiano. Le criticità principali riguardano l’aumento strutturale dei costi energetici aggravato dall’ETS, la crescente scarsità di rottame e un mercato a valle indebolito dalla crisi dell’automotive. L’entrata in vigore del CBAM nel 2026 e le pratiche di elusione dei competitor cinesi rischiano di provocare ulteriori aumenti dei costi energetici, riduzione dei margini, nuove chiusure industriali e crescente dipendenza lungo la supply chain. È fondamentale che l’Italia sostenga l’intenzione della Commissione di rafforzare le misure antielusione del CBAM, in linea con gli obiettivi del Piano d’Azione UE per la siderurgia, al fine di tutelare l’industria europea”.
Confapi accoglie con interesse la recente Comunicazione della Commissione europea sul rafforzamento della sicurezza economica, che definisce l’approccio rafforzato dell’UE per affrontare i rischi economici e l’iniziativa ResourceEU, sottolineando l’importanza dell’integrazione del sito di Taranto nelle strategie UE. Tuttavia rimangono privi di interventi risolutivi i nodi strategici: costi dell’energia, disponibilità del rottame, rapporto con il territorio e piena integrazione con il Piano d’Azione per l’Acciaio e i metalli. È necessario maggiore chiarezza sulle ipotesi di assetto produttivo e sulla possibile divisione dello stabilimento.
“Proponiamo – ha aggiunto Sabadini – interventi su bilancio energetico regionale, sviluppo dell’acciaio circolare tramite riciclaggio delle navi, utilizzo del carbonio circolare e applicazione delle prescrizioni AIA in un quadro di bilancio energetico territoriale. Pur comprendendo l’obiettivo di non interrompere gli impianti, l’articolo 1 mantiene una logica emergenziale e non risolve la fragilità finanziaria delle imprese della filiera. Valutiamo positivamente gli interventi per incrementare gli indennizzi già liquidati ai proprietari di immobili danneggiati dall’inquinamento prodotto dagli stabilimenti ex ILVA, sugli indennizzi energetici alle imprese energivore e sul sostegno al reddito e alla formazione dei lavoratori, ribadendo però la necessità di un quadro strategico pienamente definito e di lungo termine per il rilancio del polo di Taranto”.

