image_pdfimage_print

“L’alba dei leoni”: la grande saga dei Florio arriva a Lecco – POSTI ESAURITI

POSTI ESAURITI

Chi non è riuscito a prenotarsi, può presentarsi il 10 febbraio prima della presentazione, verrà messo in lista di attesa nel caso qualcuno dei prenotati non si dovesse presentare. Al termine della presentazione (ore 20 circa), il firmacopie dell'autrice verrà aperto a tutti.
_____________________________________________

Confapi Lecco Sondrio è lieta di invitarLa alla presentazione del libro “L’alba dei leoni” con l’autrice Stefania Auci, l'ultimo romanzo della saga che ha riportato alla luce l’epopea imprenditoriale dei Florio, protagonisti assoluti della storia economica italiana.

La saga dei Florio, firmata da Stefania Auci e pubblicata da Edizioni Nord, è composta da tre libri "I leoni di Sicilia" (2019), "L'inverno dei leoni" (2021) e ora "L'alba dei Leoni" (2026) che ha conquistato milioni di lettori, è stata tradotta in 42 Paesi ed è diventata una serie televisiva di grande successo, confermandosi come uno dei fenomeni editoriali più rilevanti degli ultimi anni.

Appuntamento per martedì 10 febbraio 2026, ore 19.00, presso la sede di Confapi Lecco Sondrio in via Pergola 73 a Lecco.

Partendo dal Sud Italia e da una condizione di estrema difficoltà, la famiglia Florio costruisce un impero capace di affermarsi in Europa e nel mondo, lasciando un segno indelebile nella storia industriale e culturale del Paese. Il romanzo è un racconto che intreccia ambizione, sacrificio e innovazione, e che parla ancora oggi a chi crede nel valore dell’impresa.

L’incontro con l’autrice del 10 febbraio prossimo si inserisce nel percorso che Confapi Lecco Sondrio dedica dal 2022 alla diffusione della cultura d’impresa attraverso la letteratura, un viaggio che ci ha già portato a ospitare:

  • Alessandra Selmi con "Al di qua del fiume" (edizioni Nord), la storia del villaggio operaio di Crespi d’Adda
  • Paolo Valsecchi e Lorenzo Bonini con "Una casa di vento e di ferro" (edizioni Nord), la storia della famiglia Badoni di Lecco
  • Silvia Cinelli con "L’elisir dei sogni – la saga dei Campari" (Rizzoli edizioni)
Con Stefania Auci proseguiamo questo racconto collettivo, incontrando una storia che parla di radici, visione e capacità di costruire futuro.

Un appuntamento per chi ama i libri, ma soprattutto per chi riconosce nell’impresa una forma di cultura.
 

Camisa a conferenza nazionale export: a fianco Farnesina per pmi industriali

“Confapi sostiene con convinzione l’obiettivo del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, di raggiungere i 700 miliardi di euro di esportazioni, attraverso il Piano d’Azione per l’Export italiano. Un traguardo ambizioso ma realistico, che può essere raggiunto solo valorizzando il ruolo delle piccole e medie industrie private. In questa direzione accogliamo con favore la riforma del Ministero che permetterà alle nostre imprese di essere maggiormente supportate tramite la rete diplomatica nel mondo”. Lo ha detto il Presidente, Cristian Camisa, intervenendo alla Conferenza Nazionale dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese presso la Fiera di Milano.

“Le Pmi industriali – ha spiegato – rappresentano il fulcro del Made in Italy e la spina dorsale del sistema produttivo nazionale. Per questo Confapi sta lavorando affinché le misure del Piano siano davvero accessibili e operative per le imprese. Soltanto attraverso un’azione congiunta tra Ministero, rete diplomatico-consolare, Ice, Sace, Simest e associazioni imprenditoriali sarà possibile accompagnare le Pmi industriali verso quei mercati che oggi appaiono più complessi ma che rappresentano le opportunità di crescita più rilevanti per il futuro”.

“I dati di una nostra indagine – ha aggiunto Camisa -confermano la vocazione internazionale delle imprese che rappresentiamo: il 60% è già presente all’estero e cresce l’interesse verso nuovi mercati strategici, dall’area del Golfo al Nord America. Per sostenere questo percorso, Confapi sta sviluppando un piano operativo che prevede servizi di matching internazionale, una presenza diretta in Paesi chiave e un progetto pilota di un Hub logistico per le Pmi industriali negli Stati Uniti. Uno strumento pensato per garantire la disponibilità di ricambistica e campionature in loco e aumentare la competitività delle aziende italiane in un mercato complesso e sempre più selettivo”.

“Per Confapi – ha aggiunto – resta centrale l’attenzione sugli accordi di libero scambio, in particolare con Mercosur, strategici per ampliare le opportunità di export. Oggi, la sfida fondamentale è dunque accompagnare sempre più le Pmi industriali verso mercati lontani e complessi, attraverso una programmazione condivisa. Solo così – ha concluso – sarà possibile rafforzare la competitività del Made in Italy nel mondo”.

Ue. Appello di Confapi e 11 associazioni pmi europee: si rischia declino industriale

 “Il tempo è scaduto. Senza un’azione rapida, unitaria e pragmatica, l’Europa rischia il declino industriale. Competitività, energia e meno burocrazia sono le condizioni essenziali per salvare l’industria e il futuro economico dell’Unione. La ripresa economica europea dipenderà dalle PMI e dalle mid-cap, che rappresentano il cuore dell’industria europea”. Questo in sintesi l’appello all’UE sottoscritto da Confapi insieme a 11 associazioni europee, facenti parte di European Entrepreneurs CEA-PME, che rappresentano complessivamente oltre 1,2 milioni di imprese negli Stati membri dell’Unione europea, ossia Germania, Francia, Italia, Spagna, Polonia, Romania, Portogallo, Repubblica Ceca, Estonia e Croazia, nonché in Paesi partner dell’UE come Norvegia e Regno Unito.
“L’Unione Europea – si legge nel documento – è oggi schiacciata tra iper-regolamentazione interna, pressioni commerciali statunitensi e concorrenza industriale cinese, mentre la risposta europea è lenta e burocratica. Il risultato è una perdita massiccia di imprese, posti di lavoro qualificati e know-how industriale. Senza un cambio di rotta, sono in pericolo la coesione sociale e il progetto europeo stesso. Le imprese del Mittelstand europeo rifiutano l’idea di diventare vassalli di Stati Uniti o Cina e chiedono una strategia europea comune di competitività, fondata su quattro priorità”.
Il primo e fondamentale punto su cui bisogna agire immediatamente riguarda la competitività e la sostenibilità di lungo periodo. “Gli Stati membri devono proteggere margini, costi e capacità di investimento delle imprese. Serve una fiscalità che favorisca la proprietà europea degli asset e il passaggio generazionale. Ulteriori tasse su capitale e imprese favorirebbero solo delocalizzazioni e acquisizioni straniere”.
Per le associazioni europee firmatarie è necessaria una moratoria su nuove regolamentazioni e l’abrogazione di norme inutili. Va affermata la neutralità tecnologica: la transizione ecologica deve essere guidata dalle imprese, non imposta dall’alto. L’Europa, inoltre, può raggiungere la sovranità energetica con energia decarbonizzata a prezzi sostenibili. Serve una profonda riforma del mercato energetico: revisione del “merit order”, riforma dell’ETS, riduzione delle tasse sull’energia, sviluppo dell’idrogeno e rilancio del nucleare. Infine le produzioni europee devono essere valorizzate e protette. Gli appalti pubblici devono privilegiare prodotti europei. Se necessario, vanno introdotti dazi, soprattutto verso la Cina, applicando il principio di reciprocità negli scambi.