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Stefania Auci a Lecco: “Le saghe famigliari sono la storia di un territorio”

Sala gremita ieri sera nella sede di Confapi Lecco Sondrio per la presentazione dell’ultimo romanzo di Stefania Auci, “L’alba dei leoni (Editore Nord), nuovo capitolo della saga dedicata alla famiglia Florio.
Circa 150 persone hanno accolto e applaudito la scrittrice siciliana, attualmente ai vertici delle classifiche dei libri più venduti in Italia, che con questo romanzo torna alle origini della famiglia che nell’Ottocento costruì un impero imprenditoriale.

Ad aprire la serata è stato il presidente di Confapi Lecco Sondrio, Enrico Vavassori: “Questa sera facciamo qualcosa di diverso. Per una volta non raccontiamo l’impresa con numeri, grafici, bilanci e proiezioni di mercato. Raccontiamo l’impresa attraverso le emozioni. I Florio sono una famiglia che ha saputo internazionalizzare i propri prodotti e la propria azienda seguendo principi che, ancora oggi, rappresentano per noi imprenditori una vera stella polare. La loro storia rafforza in me una convinzione sempre più forte: le nostre imprese familiari sono state, sono e continueranno a essere uno dei pilastri della nostra economia, in Italia e nel mondo”.

Intervistata da Anna Masciadri, responsabile comunicazione di Confapi Lecco Sondrio, Stefania Auci ha raccontato la genesi del romanzo, che segue “I leoni di Sicilia” (2019) e L’inverno dei leoni (2021):
I Florio sono di Bagnara Calabra. La loro storia inizia lì, tra povertà e miseria. La voglia di riscatto e di ascesa sociale nasce nel Settecento, in quel piccolo paese affacciato sullo Stretto di Messina, da dove Paolo e Ignazio partono per costruire un impero. Per me era fondamentale tornare alle origini di questi personaggi e di questa famiglia, per chiudere un cerchio”.

Tradotti in 42 Paesi, i romanzi di Stefania Auci hanno conquistato lettori in tutto il mondo. Dal primo volume, “I leoni di Sicilia”, è stata tratta anche una serie televisiva prodotta da Disney Channel. Con la saga dei Florio, l’autrice trapanese ha, inoltre, contribuito al successo di un nuovo filone letterario dedicato alle grandi saghe familiari imprenditoriali: “Credo che questo genere interessi molto perché permette di scoprire la storia di un territorio che magari non si conosce. È stato così anche per voi con il romanzo dedicato alla famiglia Badoni, “Una casa di ferro e di vento”. Le persone si ritrovano in queste storie”, ha concluso l’autrice.
 

Anna Masciadri
Ufficio stampa

La nuova giunta avrà 5 vicepresidenti. Assegnate le deleghe

Si è svolta la prima riunione della nuova Giunta presieduta da Cristian Camisa. Sono stati nominati vicepresidenti: Corrado Alberto (con delega al Made in Italy e Sviluppo Imprese familiari), Massimo De Salvo (con delega alla Competitività, Ricerca e Sviluppo sostenibile), Francesco Napoli (con delega al Sud, Protocollo Arma dei Carabinieri e Ministero degli Interni – Enea: Italia in classe A, Forestazione: legno energia – economie aree interne), Massimo Paniccia (con delega a Credito, Finanza e Fisco), Luigi Pino (con delega ai Rapporti con i Territori e le Categorie).
Gli altri membri di Giunta che affiancheranno il Presidente confederale per il prossimo triennio sono: Filiberto Martinetto (Presidente emerito), Erasmo Antro, Giorgio Binda (con delega alla Transizione digitale, Intelligenza artificiale, Ricerca e Sviluppo), Bruno Bisetti, Angelo Bruscino, Gian Piero Cozzo, Dante Damiani, Carlo De Romedis, Giorgio Delpiano, Cristina Di Bari (con delega alla Transizione ambientale, ESG, Education e Formazione), Vincenzo Elifani (con delega ai rapporti con le Camere di Commercio italiane all’estero), Magno Garro, Gianfranco Lusuardi, Raffaele Marrone (con delega alla Zes unica), Dhebora Mirabelli, Mauro Orsini, Luigi Sabadini, Marco Tenaglia, Marco Trevisan, Paolo Uberti, Enrico Vavassori.
Il Presidente Camisa ha affidato ulteriori tre deleghe a imprenditori che non fanno parte della Giunta: Gian Francesco Lecca, delega alla Continuità territoriale aerea e marittima; Massimo Marengo, delega all’Energia; Annapaola Cavanna, delega al packaging.

Roadshow di Confapi, Sace e Simest a supporto dell’internazionalizzazione delle pmi industriali

Confapi, insieme a SACE e SIMEST, promuove un roadshow nazionale dedicato alle piccole e medie industrie, con l’obiettivo di rafforzare la conoscenza e l’accesso agli strumenti a supporto dei processi di internazionalizzazione.
L’iniziativa, realizzata in collaborazione con le associazioni territoriali di Confapi, toccherà diverse aree del Paese e rappresenterà un’importante occasione di incontro diretto con gli imprenditori. Il roadshow consentirà di illustrare in modo concreto e operativo le opportunità offerte dal Sistema Italia per accompagnare le PMI nei percorsi di crescita sui mercati esteri.
Nel corso degli incontri verranno presentati tutti gli strumenti disponibili a favore delle imprese: dalle soluzioni assicurativo-finanziarie per l’export e gli investimenti all’estero, ai finanziamenti agevolati, fino alle garanzie e ai servizi di accompagnamento dedicati ai progetti di internazionalizzazione. Particolare attenzione sarà rivolta alle esigenze specifiche delle PMI, alla loro flessibilità e alla necessità di affrontare mercati complessi con strumenti mirati ed efficaci.
Il roadshow si propone inoltre come un momento di confronto diretto con le imprese, grazie a sessioni di approfondimento e incontri one-to-one, pensati per rispondere alle esigenze concrete degli imprenditori e orientarli verso le misure più adatte ai singoli progetti di sviluppo internazionale.
Con questa iniziativa, Confapi e i partner istituzionali confermano il proprio impegno a sostegno del tessuto produttivo italiano, valorizzando il ruolo strategico delle piccole e medie industrie come motore di sviluppo, innovazione e presenza del Made in Italy nel mondo.
“Esportare rafforza le imprese e rende più competitivo il tessuto economico nazionale – sottolinea  Michele Pignotti, Amministratore Delegato di SACE –  Al fianco di Confapi, insieme ai nostri partner di sistema, siamo pronti a fare la nostra parte per mettere a disposizione le soluzioni assicurative e finanziarie di SACE e l’esperienza della nostra rete di export advisor in Italia e nel mondo per esplorare nuovi mercati, sviluppare filiere internazionali, cogliere le opportunità e costruire una presenza stabile nei mercati del futuro”.
Per Regina Corradini D’Arienzo, Amministratore Delegato di SIMEST “le piccole e medie imprese costituiscono un pilastro del sistema produttivo italiano e delle filiere industriali nazionali. In un contesto internazionale sempre più complesso, rafforzare la loro competitività sui mercati esteri richiede una collaborazione stretta tra istituzioni, operatori finanziari e territori. Si tratta proprio dell’obiettivo di questo roadshow, sviluppato in sinergia con SACE e Confapi, per portare le soluzioni finanziarie disponibili direttamente alle PMI. Negli ultimi anni, SIMEST ha ampliato i propri strumenti di supporto al Made in Italy anche alle imprese non esportatrici appartenenti a filiere orientate all’estero, rendendo l’internazionalizzazione più inclusiva e diffusa. Un percorso che si inserisce nell’azione del Sistema Italia, guidato dalla Farnesina, al fine di offrire soluzioni sempre più efficaci e rafforzare la proiezione internazionale delle nostre imprese”.
“Le PMI industriali private – spiega Cristian Camisa, Presidente di CONFAPI – sono il motore dell’industria italiana e il fulcro delle sue filiere produttive. Con questo roadshow Confapi porta nei territori soluzioni e strumenti mirati per accompagnare le imprese nei percorsi di internazionalizzazione, rafforzando la competitività delle filiere industriali e del Made in Italy sui mercati esteri. L’obiettivo non è solo di rafforzare le imprese che già esportano, ma dare sempre più strumenti alle tante aziende che hanno ottimi prodotti e che non sono ancora presenti sui mercati internazionali di poterlo fare”.

Tutto esaurito per Stefania Auci ospite di Confapi Lecco Sondrio

Sold out da due settimane per l’incontro con Stefania Auci in programma questa sera, alle ore 19.00, presso la sede di Confapi Lecco Sondrio, per la presentazione del romanzo “L’alba dei leoni” (ed. Nord), evento organizzato in collaborazione con La Libreria Volante di Lecco.
L’autrice della celebre saga dedicata alla famiglia Florio torna a Lecco dopo sette anni, in un momento di straordinario successo editoriale. Dopo “I leoni di Sicilia” (2019) e “L’inverno dei leoni” (2021), Stefania Auci completa il racconto delle origini di una delle più importanti dinastie imprenditoriali italiane con “L’alba dei leoni”, attualmente il libro più venduto in Italia. Il romanzo ripercorre la nascita dell’impero Florio, costruito partendo dal nulla, diventato simbolo di visione, coraggio e spirito d’impresa.

Con questo appuntamento Confapi Lecco Sondrio prosegue il percorso avviato nel 2022 dedicato al racconto della storia imprenditoriale italiana attraverso la letteratura. Tra gli incontri precedenti, l’associazione ha ospitato Alessandra Selmi con “Al di qua del fiume”, dedicato al villaggio operaio di Crespi d’Adda, Lorenzo Bonini e Paolo Valsecchi con “La casa di ferro e di vento”, sulla storia dei Badoni, e Silvia Cinelli con “L’elisir dei sogni”, che ha raccontato al pubblico lecchese le origini della famiglia Campari.

Considerato il grande interesse suscitato dall’evento, le prenotazioni sono chiuse. Chi non fosse prenotato potrà comunque presentarsi e sarà inserito in una lista d’attesa: l’ingresso sarà consentito in caso di assenze tra i partecipanti registrati.

Presidente Camisa su Milano Finanza: Giovani e occupazione, proposta al governo

MILANO FINANZA del 30/01/2026
articolo a firma del Presidente CRISTIAN CAMISA
 
Giovani e occupazione, Confapi propone al governo un «Patto per talenti Stem»
 
L’obiettivo è trattenere i laureati in Italia, aumentando l’attrattività degli stipendi e sostenendo la produttività delle PMI, con misure sostenibili per lo Stato
 
Le piccole e medie industrie italiane affrontano quotidianamente, come ha sottolineato anche il governatore della Banca d`Italia Fabio Panetta, un ristagno della produttività che dura da un quarto di secolo e un vincolo demografico che minaccia la stessa sopravvivenza economica. Il governatore ha anche posto l’accento sull`emigrazione dei giovani laureati che tocca ormai il 10% del totale, con punte preoccupanti tra ingegneri e informatici, e che rappresenta una perdita per l`intera collettività.

Per Confapi questa non è solo una statistica, ma un freno diretto all`innovazione delle nostre imprese, che faticano a reperire quelle competenze tecniche necessarie per compiere il balzo tecnologico richiesto dai mercati globali. Nata nel 1947, Confapi rappresenta oggi oltre 116 mila imprese private, con 1,2 milioni di addetti in tutti i settori industriali e 63 sedi territoriali e distrettuali, in ogni regione d`Italia. Per rispondere alle criticità evidenziate da Banca d`Italia Confapi ha elaborato una proposta concreta, già sottoposta al governo, tesa a contrastare il fenomeno dei cervelli in fuga, per tutti quei giovani laureati che emigrano all`estero dopo essersi formati.
È un «Patto per i Talenti Stem», una strategia per contrastare la fuga dei laureati in discipline tecnico-scientifiche (Stem), rispondere alla crescente domanda delle imprese di personale neolaureato altamente qualificato e trattenere i laureati meritevoli che altrimenti emigrerebbero. La proposta si fonda su tre pilastri principali. 1) Aumentare l`attrattività degli stipendi italiani: un laureato in Germania guadagna l`80% in più e in Francia il 30% in più rispetto a un coetaneo italiano.
La nostra proposta prevede che l`impresa a parità di costo possa attrarre i migliori talenti essendo esonerata dal pagamento all`Inps della componente contributiva, che verrebbe comunque trasferita direttamente in busta paga al lavoratore. In questo modo le offerte delle imprese italiane diventano competitive con l`estero rendendo lo stipendio lordo uguale al netto. 2) Stabilizzare e valorizzare il merito: gli incentivi devono riservati ad assunzioni a tempo indeterminato di laureati Stem under 30 e con almeno 100/110 di voto di laurea. 3) Sostenere la produttività delle pmi. È il segmento più colpito dalla carenza di capitale umano qualificato. Con questa misura l`azienda, anziché versare i contributi previdenziali per il lavoratore neoassunto, li riconoscerebbe in busta paga mentre lo Stato riconoscerebbe i contributi figurativi al lavoratore per un periodo massimo di 5 anni.
Nel complesso si tratta misure ad alto rendimento sociale, che non gravano in modo permanente sui conti pubblici perché limitate nel tempo e con costi sostenibili per lo Stato. La nostra simulazione si basa su un target annuale di 5-6.000 neolaureati Stem, con un tetto salariale lordo annuo tra i 30.000 e 40.000 euro. La quantificazione stimata è ben al di sotto dei 100 milioni per il primo anno.
Una misura del genere sarebbe un segnale importante per la capacità di attrazione dei talenti e la crescita qualitativa della nuova base da cui emergeranno, nei prossimi anni, giovani manager in grado di crescere rapidamente, assumere ruoli di gestione e guidare i processi di innovazione, con un impatto positivo per la produttività e, in ultima analisi, per il tessuto sociale italiano.