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Il concorso quest’anno ha coinvolto 19 classi secondarie di secondo grado delle province di Lecco e Sondrio per un totale di 350 studenti e 20 aziende che hanno fatto da tutor.
Secondo le organizzazioni firmatarie, l’adozione del regime EPR sui prodotti in plastica si tradurrebbe in un significativo prelievo ai danni delle imprese e dei consumatori nazionali, senza produrre effetti positivi diretti per l’ambiente. L’applicazione di un contributo ambientale su tutti i prodotti e i materiali impiegati nella vita comune, nelle attività produttive, sanitarie e di impresa è considerata una misura che non individua correttamente le azioni da mettere in campo per raggiungere efficacemente gli obiettivi ambientali e di economia circolare.
Le organizzazioni sottolineano come colpire indifferentemente tutti i prodotti e i materiali in plastica contraddica ogni razionale politica di sostegno all’economia circolare. Si ricorda, inoltre, che gli imballaggi in plastica e altri prodotti in polietilene sono già gravati da un prelievo ambientale: l’aggiunta di ulteriori categorie da assoggettare a contribuzione determinerebbe immediate e significative ricadute in termini di costi per le imprese e un aumento dei prezzi al consumo, in una fase storica già particolarmente critica.
Nel confermare il proprio convinto orientamento alla sostenibilità, le organizzazioni chiedono di non procedere con la definizione di un regime EPR per la plastica nelle forme attualmente proposte e richiedono con urgenza l’apertura di un tavolo di lavoro per valutare e condividere le misure più efficaci a tutela dell’ambiente, delle imprese e dei consumatori, senza penalizzare la competitività del sistema produttivo italiano.
“Questa iniziativa è voluta da alcuni nostri imprenditori per costruire un ponte solido tra il mondo dell’istruzione e quello delle imprese, dove la sicurezza rappresenta un pilastro fondamentale della responsabilità sociale. Quello che è successo a Crans Montana ci ha spronati a fare qualcosa di concreto su questa tematica sensibilizzando i ragazzi verso una maggior consapevolezza verso il tema sicurezza. Speriamo che questa iniziativa possa far diventare questi giovani “Ambasciatori della Sicurezza” all’interno delle proprie famiglie e con i loro amici”, dichiara Luigi Pescosolido, consigliere di Confapi Lecco Sondrio.
“E’ un’iniziativa lodevole e che spero venga replicata in altre scuole, il concetto sicurezza è molto importante e bisogna imparare fin da piccoli come comportarsi in caso di emergenza. I ragazzi sono stati molto attenti durante gli interventi di Vigili del Fuoco, Croce Rossa, Protezione Civile e Vigili urbani, credo proprio che oggi gli abbiamo lasciato qualcosa”, commenta Catia Baroncini, dirigente dell’Istituto Marco Polo di Colico e responsabile della Rete Sicurezza Scuole oggi in visita a Valmadrera per il progetto “SicuraMente”.
Anna Masciadri
Ufficio stampa