1

Transizione 5.0: iter per l’accesso all’agevolazione

Con comunicato diffuso il 5 gennaio 2026 il Ministro delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha annunciato di aver trasmesso al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) il Decreto interministeriale che definisce le modalità attuative del Nuovo Piano Transizione 5.0, previsto dalla Legge di Bilancio 2026.

Si tratta di un tassello fondamentale verso la piena attuazione della misura finalizzata a sostenere le imprese nella doppia transizione digitale e sostenibile attraverso lo strumento dell’iperammortamento a supporto degli investimenti in beni strumentali, offrendo un orizzonte triennale per la programmazione degli investimenti.

Dal 2026, infatti, l’iperammortamento torna al centro delle politiche fiscali per gli investimenti, ma con una fisionomia profondamente diversa rispetto alla prima stagione di Industria 4.0.

La Legge di Bilancio 2026 (art. 1, commi 427-436, Legge n. 199/2025) reintroduce infatti una maxi-deduzione delle quote di ammortamento in sostituzione dei crediti d’imposta Transizione 4.0 e 5.0, concentrando il beneficio su beni materiali e immateriali ad alto contenuto tecnologico, selezionati attraverso i nuovi allegati IV e V alla medesima Legge di Bilancio.

L’iperammortamento copre gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 con una maggiorazione del costo fiscalmente deducibile articolata per scaglioni:

  • 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
  • 100% per la quota eccedente 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;
  • 50% per la quota eccedente 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.
L’agevolazione non sarà tuttavia automatica come per i vecchi super e iper-ammortamento prevedendo importanti adempimenti comunicativi in linea con le recenti misure 4.0 e 5.0.

Secondo quanto emerge dalla bozza di Decreto attuativo:

  • una comunicazione preventiva: ove indicare l’ammontare complessivo degli investimenti programmati;
  • una comunicazione di conferma, da trasmettere entro 60 giorni dall’esito positivo dell’istruttoria, con attestazione del pagamento di almeno il 20% del costo di acquisizione;
  • una comunicazione consuntiva: per il completamento degli investimenti, da inviare entro il 15 novembre 2028
(MF/ms)



Imposizione fiscale dei dividendi: le novità dal 2026

Con l’approvazione della Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025, n. 199), diventano definitive le modifiche apportate in materia di imposizione fiscale dei dividendi.

Nel dettaglio, a decorrere dal 1° gennaio 2026 l’esclusione dal reddito del 95% dei dividendi per le società di capitali e gli enti commerciali, nonché delle percentuali ridotte per le società di persone (60%, 50,28%, 41,86% a seconda dei casi), spetta solo se:

  • la partecipazione è almeno pari al 5% del capitale della società che distribuisce gli utili
  • oppure se il suo valore fiscale è almeno di 500.000 euro.
Rispetto alla versione originaria del D.dL, che richiamava il requisito unico del 10% mutuato dalla direttiva madre-figlia, il testo approvato attenua la stretta, introducendo una soglia più bassa e un criterio alternativo di valore, così da limitare i casi di tassazione integrale ai soli investimenti veramente “minori”.

Anche il regime di esenzione delle plusvalenze PEX viene allineato: per le partecipazioni acquisite dal 1° gennaio 2026, l’esenzione si applica solo se, oltre ai requisiti storici dell’art. 87 TUIR, è rispettata la nuova soglia minima:

  • 5% in termini di partecipazione al capitale
  • oppure 500.000 euro di valore fiscale.
L’intervento mira a ristabilire coerenza tra dividendi e plusvalenze, superando il modello “pieno” di esenzione incondizionata introdotto dal D.Lgs. n. 344/2003 e riducendo gli spazi di pianificazione basata su partecipazioni frazionate o di importo modesto.

Per preservare l’equivalenza di carico tra soci italiani IRES e società UE/SEE non rientranti nella direttiva madre-figlia, la Manovra interviene a modificare altresì l’art. 27, comma 3-ter, D.P.R. n. 600/1973 (e, dal 2027, l’art. 55, comma 5, D.Lgs. n. 33/2025): la ritenuta ridotta dell’1,20% continua ad applicarsi solo se la partecipazione del socio estero:

  • è almeno pari al 5% del capitale
  • o ha un valore fiscale di almeno 500.000 euro.
In assenza di tali requisiti, i dividendi verso soggetti esteri restano assoggettati alla ritenuta ordinaria del 26%, con un allineamento sostanziale al trattamento previsto per i soci italiani titolari di partecipazioni “non qualificate” secondo i nuovi parametri.

Nulla cambia, infine, per le persone fisiche che detengono partecipazioni al di fuori dell’esercizio d’impresa, le quali rimarranno incise, come già avviene nell’attuale contesto, dal prelievo del 26% a titolo definitivo, indipendentemente dalla percentuale posseduta.
 

(MF/ms)




Iper-ammortamenti: chiarimenti sui tempi e modalità invio comunicazioni

Definizione delle comunicazioni per accedere agli iper-ammortamenti, da presentare tramite piattaforma GSE, e previsione di specifica documentazione.

La bozza del DM attuativo dell’agevolazione ex art. 1 commi 427 – 436 della L. 199/2025, trasmessa dal MIMIT al MEF per l’acquisizione del concerto, delinea la procedura di accesso agli iper-ammortamenti.

Stando alla bozza del testo circolata, per l’accesso al beneficio l’impresa deve trasmettere, in sostanza, tre comunicazioni: preventiva, di conferma (con acconto) e di completamento.

Con uno o più decreti direttoriali saranno individuati i termini di apertura della piattaforma e approvati i modelli di comunicazione, i relativi allegati e le istruzioni di compilazione.

In particolare, l’impresa deve trasmettere una o più comunicazioni preventive per ciascuna struttura produttiva cui si riferiscono gli investimenti.

Per ciascuna comunicazione preventiva, entro 60 giorni dalla notifica della comunicazione di esito positivo inviata dal GSE (non più 30 giorni come in passato), l’impresa trasmette la relativa comunicazione di conferma dell’investimento, con indicazione della data e dell’importo del pagamento relativo all’ultima quota dell’acconto per il raggiungimento del 20% del costo di acquisizione, contenente i dati identificativi delle fatture relative ai costi agevolabili.

Al completamento degli investimenti, e in ogni caso entro il 15 novembre 2028 (prorogato di 15 giorni in caso di richiesta di integrazione documentale da parte del GSE), l’impresa trasmette una comunicazione di completamento per ciascuna delle comunicazioni di conferma, corredata da attestazioni di possesso della documentazione richiesta.

Sotto il profilo temporale, è disposto che:

  • nel caso in cui la comunicazione di completamento abbia ad oggetto investimenti in più beni, il completamento degli investimenti coincide con la data di effettuazione dell’ultimo investimento che la compone;
  • nel caso in cui l’ultimo investimento abbia ad oggetto beni materiali e immateriali 4.0, il completamento coincide con la data di effettuazione degli investimenti secondo le regole generali previste dai commi 1 e 2 dell’articolo 109 del TUIR, a prescindere dai principi contabili applicati;
  • nel caso in cui l’ultimo investimento abbia ad oggetto beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo, il completamento coincide con la data di fine lavori dei medesimi beni.
A seguito della trasmissione delle comunicazioni, l’impresa ottiene una ricevuta di avvenuto invio rilasciata dalla piattaforma informatica.

Entro 10 giorni, il GSE comunica all’impresa l’esito positivo delle verifiche effettuate (ovvero i dati da integrare entro 10 giorni).

Sotto il profilo degli adempimenti documentali, la bozza del DM richiede una perizia tecnica asseverata, l’attestazione made in Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo e la certificazione contabile che attesti l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile.

Le caratteristiche tecniche dei beni, tali da includerli negli Allegati IV e V alla L. 199/2025, l’interconnessione degli stessi, nonché il soddisfacimento delle caratteristiche previste dal DM relative ai beni per l’autoproduzione e l’autoconsumo da fonti di energia rinnovabile, sono comprovate da apposita perizia asseverata, corredata di un’analisi tecnica, rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali o da un ente di certificazione accreditato, dotati di idonee coperture assicurative (o da specifiche figure professionali per il settore agricolo). Per i beni 4.0 il cui costo unitario di acquisizione non supera i 300.000 euro, è sufficiente una dichiarazione del legale rappresentante ex DPR 445/2000.

Per i beni materiali (tranne gli impianti fotovoltaici), le imprese devono inoltre dotarsi di un certificato di origine rilasciato dalla Camera di Commercio competente, ovvero di una dichiarazione di origine resa dal produttore ai sensi del DPR 445/2000, attestante che il bene è stato integralmente ottenuto ovvero ha subito l’ultima trasformazione sostanziale nel territorio dell’Unione europea o dello Spazio economico europeo, conformemente ai criteri di cui all’art. 60 del Regolamento (Ue) n. 952/2013.

Per i beni immateriali 4.0 occorre una dichiarazione attestante l’origine del software, resa dal produttore o licenziante ex DPR 445/2000 contenente:

  • l’indicazione della sede o delle sedi in cui è stato effettuato lo sviluppo sostanziale del software, inteso come ideazione dell’architettura, scrittura del codice sorgente, testing e debugging;
  • l’attestazione che almeno il 50% del valore delle attività di sviluppo è riconducibile a soggetti operanti stabilmente nel territorio dell’Ue o See;
  • l’indicazione degli eventuali componenti open source di terze parti incorporati nel software, i quali non rilevano ai fini della determinazione dell’origine.
 

(MF/ms)




Convenzione spedizioni Fedex/Tnt: aggiornamento listini 2026

Si rinnova anche per l’anno 2026 la convenzione sottoscritta con FEDEX Express Italy Srl, a favore delle Aziende associate Confapi Lecco e Sondrio, relativa al servizio di consegna corrispondenza e piccoli pacchi in Italia e all’Estero
 
In allegato i nuovi listini precisando che ai costi riportati dovranno essere aggiunti:

Diritti segreteria Apiservizi Srl euro 2,00 per le spedizioni nazionali

  • Diritti segreteria Apiservizi Srl euro 4,50 per le spedizioni internazionali
  • Supplemento carburante
  • Eventuali servizi accessori

  
Modalità di utilizzo del servizio
Chi fosse interessato al servizio è pregato contattare Apiservizi Srl
Ad ogni Azienda verrà assegnata una password personale con la quale accedere al sito internet mytnt.it per le prenotazioni dei ritiri e dove trovare tutte le info e condizioni generali relative alle spedizioni (limiti peso, assicurazioni etc.)
Apiservizi Srl riceverà direttamente da FEDEX la fattura relativa alle spedizioni effettuate, e quindi fatturerà con periodicità quindicinale (per l’estero) e mensile (per l’Italia) le  spedizioni del mese ed ogni altra eventuale spesa accessoria alle aziende che avranno usufruito del servizio
 
A supporto è attivo il SERVIZIO CLIENTI :

  • telefonando al n. verde 199.803.868
  • collegandosi al sito https://www.tnt.it/customeronline CONTATTACI ON LINE

 
In pochi secondi potrete:

  • prenotare, modificare, sollecitare e annullare un ritiro
  • richiedere informazioni su una spedizione già affidata a FEDEX
  • calcolare tempi e costi di una spedizione
  • gestire un lasciato avviso
  • individuare i punti TNT/FEDEX più vicini
  • segnalare un disservizio

 
 (MS/ms)
 
 




Salute e sicurezza sul lavoro: novità per il nuovo anno

“Misure urgenti per la tutela della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro e in materia di protezione civile” è il titolo della legge di conversione, con modificazioni, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 29 dicembre 2025, n. 198, del Decreto Legge 31 ottobre 2025, n. 159.
Sul sito del Ministero del lavoro e delle politiche sociali si può consultare il testo completo: https://www.lavoro.gov.it/notizie/pagine/convertito-legge-il-decreto-salute-e-sicurezza-sul-lavoro

Qui di seguito in breve, i punti più rilevanti:

·      Premialità alle imprese virtuose. Autorizza INAIL, a decorrere dal primo gennaio 2026, a effettuare la revisione delle aliquote 

·      Rafforzamento dell’attività di vigilanza in materia di appalto e subappalto. Prevede che, nell’orientare la propria attività di vigilanza per il rilascio dell’attestato cui può conseguire l’iscrizione alla Lista di Conformità INL, l’Ispettorato disponga in via prioritaria i controlli di competenza nei confronti dei datori di lavoro che svolgono la propria attività in regime di subappalto, pubblico o privato

·      Istituzione del badge di cantiere. Obbliga le imprese operanti in specifici settori a fornire ai propri dipendenti una tessera di riconoscimento 

·      Rafforzate le sanzioni della patente a crediti in caso di lavoro irregolare, con la previsione che INL possa utilizzare anche le informazioni contenute nel portale nazionale del sommerso.

·      Potenziamento dell’Ispettorato nazionale del lavoro e del contingente in extra-organico del Comando Carabinieri per la tutela del lavoro.

·      Interventi in materia di prevenzione e di formazione

·      Accordo Stato-Regioni su soggetti accreditati alla formazione. Prevede che con accordo in sede di Conferenza Stato-regioni, adottato (avvalendosi dell’INAIL e previa consultazione delle parti sociali), 90 giorni dalla data odierna vengano individuati al fine di innalzare il livello della qualità dell’offerta formativa i criteri e i requisiti di accreditamento dei soggetti che erogano la formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

·      Rafforzamento delle misure di sicurezza per gli studenti impegnati nei percorsi di formazione scuola-lavoro.

·      Rafforzamento delle politiche attive e della sicurezza sul lavoro nei confronti dei lavoratori più fragili.

·      Tracciamento dei mancati infortuni. Prevede che il Dicastero (d’intesa con INAIL, sentite le parti sociali) adotti, entro 6 mesi dalla data di entrata della legge, linee guida per l’identificazione, il tracciamento e l’analisi dei mancati infortuni da parte delle imprese con più di 15 dipendenti.

·      Sorveglianza sanitaria e promozione della salute. Apporta diverse modifiche al D.lgs. n. 81/2008 in materia di sorveglianza sanitaria dei lavoratori.

(SN/am)
 




Webinar fiscale “Legge di Bilancio 2026 e altre novità”

Informiamo che mercoledì 28 gennaio 2026, alle ore 14.30, organizziamo il webinar fiscale che per questo primo appuntamento dell’anno tratterà il tema “Legge di Bilancio 2026 e altre novità”.

Il seminario sarà tenuto dal dottor Massimo Fumagalli dello Studio Qualitas di Lecco. 

Per partecipare è necessario iscriversi CLICCANDO QUI 

(MS/am)




Sabadini per Confapi in audizione al Senato su crisi ex Ilva

Confapi, rappresentata dal Presidente di Unionmeccanica Lecco, Luigi Sabadini è stata audita dalla IX Commissione permanente del Senato nell’ambito dell’esame del decreto-legge recante misure urgenti per assicurare la continuità operativa degli stabilimenti ex Ilva.
“Ci troviamo di fronte a un quadro generale di forte preoccupazione per le migliaia di Pmi industriali che rappresentiamo – ha affermato Sabadini nel corso del suo intervento -.  La situazione di criticità che interessa lo stabilimento di Taranto si protrae ormai da troppo tempo e si inserisce in un contesto siderurgico globale caratterizzato da una crescente sovraccapacità produttiva rispetto alla domanda. Tale scenario contribuisce a rendere meno evidente, agli occhi degli utilizzatori finali, il progressivo calo produttivo dell’impianto, ma non ne attenua gli effetti sul sistema industriale nazionale. Nonostante ciò, la continuità produttiva dell’ex Ilva rimane un presupposto imprescindibile. Per tale ragione Confapi intende svolgere in modo costruttivo il proprio ruolo di rappresentanza delle migliaia di piccole e medie imprese associate, affinché il sito di Taranto possa tornare a essere una grande acciaieria competitiva, sostenibile e orientata alla produzione di acciaio ‘verde’“.
“Il settore metallurgico ad alta intensità energetica – ha detto Sabadini – vive una condizione di profonda vulnerabilità, con una crisi evidente in tutto il comparto alluminio e ricadute dirette sul mercato italiano. Le criticità principali riguardano l’aumento strutturale dei costi energetici aggravato dall’ETS, la crescente scarsità di rottame e un mercato a valle indebolito dalla crisi dell’automotive. L’entrata in vigore del CBAM nel 2026 e le pratiche di elusione dei competitor cinesi rischiano di provocare ulteriori aumenti dei costi energetici, riduzione dei margini, nuove chiusure industriali e crescente dipendenza lungo la supply chain. È fondamentale che l’Italia sostenga l’intenzione della Commissione di rafforzare le misure antielusione del CBAM, in linea con gli obiettivi del Piano d’Azione UE per la siderurgia, al fine di tutelare l’industria europea”.
Confapi accoglie con interesse la recente Comunicazione della Commissione europea sul rafforzamento della sicurezza economica, che definisce l’approccio rafforzato dell’UE per affrontare i rischi economici e l’iniziativa ResourceEU, sottolineando l’importanza dell’integrazione del sito di Taranto nelle strategie UE. Tuttavia rimangono privi di interventi risolutivi i nodi strategici: costi dell’energia, disponibilità del rottame, rapporto con il territorio e piena integrazione con il Piano d’Azione per l’Acciaio e i metalli. È necessario maggiore chiarezza sulle ipotesi di assetto produttivo e sulla possibile divisione dello stabilimento.
“Proponiamo – ha aggiunto Sabadini – interventi su bilancio energetico regionale, sviluppo dell’acciaio circolare tramite riciclaggio delle navi, utilizzo del carbonio circolare e applicazione delle prescrizioni AIA in un quadro di bilancio energetico territoriale. Pur comprendendo l’obiettivo di non interrompere gli impianti, l’articolo 1 mantiene una logica emergenziale e non risolve la fragilità finanziaria delle imprese della filiera. Valutiamo positivamente gli interventi per incrementare gli indennizzi già liquidati ai proprietari di immobili danneggiati dall’inquinamento prodotto dagli stabilimenti ex ILVA, sugli indennizzi energetici alle imprese energivore e sul sostegno al reddito e alla formazione dei lavoratori, ribadendo però la necessità di un quadro strategico pienamente definito e di lungo termine per il rilancio del polo di Taranto”.
 




Camisa a conferenza nazionale export: a fianco Farnesina per pmi industriali

“Confapi sostiene con convinzione l’obiettivo del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, di raggiungere i 700 miliardi di euro di esportazioni, attraverso il Piano d’Azione per l’Export italiano. Un traguardo ambizioso ma realistico, che può essere raggiunto solo valorizzando il ruolo delle piccole e medie industrie private. In questa direzione accogliamo con favore la riforma del Ministero che permetterà alle nostre imprese di essere maggiormente supportate tramite la rete diplomatica nel mondo”. Lo ha detto il Presidente, Cristian Camisa, intervenendo alla Conferenza Nazionale dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese presso la Fiera di Milano.

“Le Pmi industriali – ha spiegato – rappresentano il fulcro del Made in Italy e la spina dorsale del sistema produttivo nazionale. Per questo Confapi sta lavorando affinché le misure del Piano siano davvero accessibili e operative per le imprese. Soltanto attraverso un’azione congiunta tra Ministero, rete diplomatico-consolare, Ice, Sace, Simest e associazioni imprenditoriali sarà possibile accompagnare le Pmi industriali verso quei mercati che oggi appaiono più complessi ma che rappresentano le opportunità di crescita più rilevanti per il futuro”.

“I dati di una nostra indagine – ha aggiunto Camisa -confermano la vocazione internazionale delle imprese che rappresentiamo: il 60% è già presente all’estero e cresce l’interesse verso nuovi mercati strategici, dall’area del Golfo al Nord America. Per sostenere questo percorso, Confapi sta sviluppando un piano operativo che prevede servizi di matching internazionale, una presenza diretta in Paesi chiave e un progetto pilota di un Hub logistico per le Pmi industriali negli Stati Uniti. Uno strumento pensato per garantire la disponibilità di ricambistica e campionature in loco e aumentare la competitività delle aziende italiane in un mercato complesso e sempre più selettivo”.

“Per Confapi – ha aggiunto – resta centrale l’attenzione sugli accordi di libero scambio, in particolare con Mercosur, strategici per ampliare le opportunità di export. Oggi, la sfida fondamentale è dunque accompagnare sempre più le Pmi industriali verso mercati lontani e complessi, attraverso una programmazione condivisa. Solo così – ha concluso – sarà possibile rafforzare la competitività del Made in Italy nel mondo”.




Ue. Appello di Confapi e 11 associazioni pmi europee: si rischia declino industriale

 “Il tempo è scaduto. Senza un’azione rapida, unitaria e pragmatica, l’Europa rischia il declino industriale. Competitività, energia e meno burocrazia sono le condizioni essenziali per salvare l’industria e il futuro economico dell’Unione. La ripresa economica europea dipenderà dalle PMI e dalle mid-cap, che rappresentano il cuore dell’industria europea”. Questo in sintesi l’appello all’UE sottoscritto da Confapi insieme a 11 associazioni europee, facenti parte di European Entrepreneurs CEA-PME, che rappresentano complessivamente oltre 1,2 milioni di imprese negli Stati membri dell’Unione europea, ossia Germania, Francia, Italia, Spagna, Polonia, Romania, Portogallo, Repubblica Ceca, Estonia e Croazia, nonché in Paesi partner dell’UE come Norvegia e Regno Unito.
“L’Unione Europea – si legge nel documento – è oggi schiacciata tra iper-regolamentazione interna, pressioni commerciali statunitensi e concorrenza industriale cinese, mentre la risposta europea è lenta e burocratica. Il risultato è una perdita massiccia di imprese, posti di lavoro qualificati e know-how industriale. Senza un cambio di rotta, sono in pericolo la coesione sociale e il progetto europeo stesso. Le imprese del Mittelstand europeo rifiutano l’idea di diventare vassalli di Stati Uniti o Cina e chiedono una strategia europea comune di competitività, fondata su quattro priorità”.
Il primo e fondamentale punto su cui bisogna agire immediatamente riguarda la competitività e la sostenibilità di lungo periodo. “Gli Stati membri devono proteggere margini, costi e capacità di investimento delle imprese. Serve una fiscalità che favorisca la proprietà europea degli asset e il passaggio generazionale. Ulteriori tasse su capitale e imprese favorirebbero solo delocalizzazioni e acquisizioni straniere”.
Per le associazioni europee firmatarie è necessaria una moratoria su nuove regolamentazioni e l’abrogazione di norme inutili. Va affermata la neutralità tecnologica: la transizione ecologica deve essere guidata dalle imprese, non imposta dall’alto. L’Europa, inoltre, può raggiungere la sovranità energetica con energia decarbonizzata a prezzi sostenibili. Serve una profonda riforma del mercato energetico: revisione del “merit order”, riforma dell’ETS, riduzione delle tasse sull’energia, sviluppo dell’idrogeno e rilancio del nucleare. Infine le produzioni europee devono essere valorizzate e protette. Gli appalti pubblici devono privilegiare prodotti europei. Se necessario, vanno introdotti dazi, soprattutto verso la Cina, applicando il principio di reciprocità negli scambi.



“Della trafileria non si butta via niente” convegno giovedì 15 in Confapi

Un rifiuto che diventa opportunità. È questa la sfida al centro del convegno “Della trafileria non si butta via niente”, in programma giovedì 15 gennaio 2026, ore 16, presso la sede di Confapi Lecco Sondrio. L’incontro è la chiusura del progetto STAR (Stearato dai processi di trafilatura del filo di acciaio come risorsa) promosso da ApiTech insieme all’Università Bicocca di Milano, che ha coinvolto alcune trafilerie del territorio lecchese.
Il progetto affronta uno dei nodi più critici per il settore della trafilatura del filo d’acciaio: la gestione degli stearati, ovvero lubrificanti indispensabili nel processo produttivo, ma costosi da smaltire una volta esausti. Negli ultimi anni i costi di gestione di questi rifiuti sono aumentati al punto da incidere tra il 5 e il 10% sul prezzo finale del prodotto, mettendo sotto pressione un comparto strategico per l’industria italiana e che vede in Lombardia la presenza di circa il 60% delle aziende del settore.
Da qui l’idea di ApiTech e Università Bicocca di Milano di ribaltare il problema applicando i principi dell’economia circolare. Dopo un’accurata fase di caratterizzazione dei materiali, il progetto STAR ha individuato tre possibili strade di valorizzazione degli stearati esausti: il loro impiego come additivi nei materiali da costruzione, l’utilizzo in polimeri ed elastomeri e la produzione di biogas attraverso processi di digestione anaerobica.
Un lavoro che non si è limitato alla ricerca di laboratorio, ma ha integrato competenze tecniche, analisi economiche e valutazioni normative, con il coinvolgimento diretto delle imprese. I risultati sono concreti: la ricerca ha portato al deposito di un brevetto per la produzione di biogas da stearati esausti e ha dimostrato in quali condizioni questi materiali possono essere efficacemente riutilizzati in cemento e polimeri.
 
Secondo le stime, l’applicazione del modello sviluppato potrebbe generare benefici economici fino a 5 milioni di euro all’anno per la sola Lombardia, trasformando un costo ambientale in una leva di competitività. Un’esperienza che dimostra come innovazione tecnologica e sostenibilità possano procedere insieme.
Il convegno del 15 gennaio sarà l’occasione per presentare i risultati del progetto, raccontare le esperienze delle aziende coinvolte e contribuire al confronto sul futuro della manifattura in chiave circolare.

Il progetto è stato seguito da Silvia Negri e Carlo Antonini di ApiTech, divisione innovazione e sviluppo di Confapi Lecco Sondrio, dai trafilieri Luigi Sabadini e Lucia Gianola e dalla docente dell’Università Bicocca di Milano Elena Collina.

In allegato il programma dell’evento.