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Lettere di intento 2026
16 dicembre il termine per il versamento del saldo IMU 2025
Due nuovi ingressi nel consiglio di Confapi Lecco Sondrio
Si è svolta ieri sera all’NH Hotel Pontevecchio di Lecco l’Assemblea elettiva dei soci di Confapi Lecco Sondrio che ha rinnovato le cariche del consiglio per il triennio 2025-2028.
Dei tredici membri che compongono il consiglio, grazie a queste votazioni, entrano due nuovi imprenditori: Matteo Ratti (STF srl di Barzago) e Mario Riva (SCT Informatica srl di Lecco).
Questa la composizione del consiglio di Confapi Lecco Sondrio per il triennio 2025-2028: Enrico Vavassori (consigliere di diritto come presidente uscente – Trafilerie Vavassori srl di Beverate), Federica Fagioli (di diritto come presidente del Gruppo Giovani Imprenditori – Balassa srl di Lierna), Paolo Bertoni (Trimat srl di Viganò), Daria Borgonovo (Novastilmec Spa di Garbagnate Monastero), Valeria Dalmonte (Edilsider Spa di Calolziocorte), Piero Dell’Oca (Tecnofar Spa di Gordona), Marco Frigerio (Metallurgica Frigerio Spa di Villa d’Adda), Danilo Gabbioni (Italgard srl di Inverigo), Davide Gianola (Gianola Impianti srl di Lecco), Massimo Mortarotti (Dispotech srl di Gordona), Luigi Pescosolido (Rapitech srl di Lecco), Matteo Ratti (STF srl di Barzago), Mario Riva (SCT Informatica srl di Lecco), Luigi Sabadini (Trafilerie di Valgreghentino Spa ), Franco Valagussa (Domestik srl di Valmadrera).
Settimana prossima, giovedì 11 dicembre, si terrà la prima seduta del nuovo consiglio in cui verrà nominato il presidente dell’associazione di via Pergola.
Dopo le votazioni, si è tenuta la cena che è stata aperta dal presidente uscente Enrico Vavassori: “Non è un mistero che questi anni non siano stati facili. Abbiamo vissuto cambiamenti normativi incessanti, trasformazioni tecnologiche, tensioni internazionali, incertezze sui mercati e, in parallelo, la responsabilità di mandare avanti le nostre aziende.Eppure, nonostante tutto, una cosa non è mai mancata: il senso di responsabilità. Questa associazione ha basi solide che consentiranno di crescere ancora, perché ha nella sua struttura un capitale umano preparato e motivato e nei suoi associati un capitale imprenditoriale che pochi territori possono vantare”.
Durante la serata è stata data anche un’anteprima ai presenti dei risultati della ricerca di economia circolare condotta da ApiTech e Università Bicocca che ha coinvolto una decina di trafilerie del territorio: i ricercatori hanno studiato come riutilizzare gli stearati esausti, un lubrificante utilizzato nel settore. A gennaio si terrà un convegno pubblico dedicato ai risultati di questo studio.
Anna Masciadri
Ufficio stampa
Confapi in audizione su Piano Transizione 5.0
“Abbiamo sempre sostenuto con forza – ha detto Marengo nel suo intervento – che il Piano Transizione 5.0 costituisce uno strumento di rilevanza strategica per la competitività del nostro sistema produttivo. Per le piccole e medie industrie, è essenziale che gli strumenti di sostegno agli investimenti siano caratterizzati da stabilità, continuità e piena accessibilità. È vero che la misura ha avuto una partenza a rilento, ma, contrariamente ad altre associazioni, Confapi ha sempre evidenziato il suo potenziale. Le ultime settimane hanno confermato la nostra valutazione: si è verificata una vera e propria ‘corsa’ agli investimenti. L’improvvisa sospensione del portale GSE e l’esaurimento delle risorse hanno creato però un rischio concreto di shock di liquidità per le Pmi industriali. Molte aziende sono oggi esposte finanziariamente, avendo programmato spese rilevanti senza più contare sugli sgravi. Senza un meccanismo di salvaguardia, rischiamo un brusco rallentamento degli investimenti green e digitali. Per questo, valutiamo positivamente l’intenzione del Governo di assicurare le risorse necessarie per le imprese in ‘lista d’attesa’. Auspichiamo, tuttavia, che le risorse siano adeguate ed effettivamente sufficienti a coprire ogni investimento intrapreso che risponda ai requisiti, incluse tutte le domande attualmente in lista d’attesa”.
Per Confapi “la prospettiva di reintrodurre, a partire dal 2026, i soli meccanismi di super e iper ammortamento desta forti perplessità. Tali strumenti, infatti, risultano strutturalmente più favorevoli alle imprese di maggiori dimensioni e con una maggiore capienza fiscale rispetto al sistema industriale delle Pmi. Chiediamo il ripristino di un sistema basato sul credito d’imposta, eventualmente semplificato e reso strutturale. Riteniamo sia necessario, inoltre, un orizzonte temporale pluriennale, che garantisca la stabilità e la prevedibilità necessarie per la programmazione degli investimenti industriali”.
Tra le richieste portate da Marengo alla Commissione, la proposta di alcune modifiche che Confapi ritiene essenziali. “Riteniamo necessario – ha detto – istituire un apposito fondo di salvaguardia volto a tutelare le imprese che, non riuscendo ad accedere a Transizione 5.0 per esaurimento risorse, non vedano preclusa la possibilità di beneficiare dell’incentivo Transizione 4.0. Questa misura è vitale per preservare la programmazione industriale. Chiediamo poi che le richieste di integrazione documentale da parte del GSE siano trasmesse con tempestività. Per quanto riguarda poi le Aree idonee, ricordiamo che l’obiettivo principale deve essere quello di ridurre i costi dell’energia e delle bollette per le imprese, essenziale per la nostra competitività. A tal fine – ha concluso – è cruciale favorire gli impianti in autoproduzione e autoconsumo, soprattutto in aree industriali”.


