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DL energia. Camisa: segnale positivo ma non basta

“Il Decreto Legge Energia approvato ieri dal Governo, secondo le prime anticipazioni, delinea un quadro di interventi che sembra dare una prima risposta concreta alle nostre sollecitazioni. Sono nel complesso misure necessarie, e ne diamo un giudizio positivo, ma ancora non sufficienti per permettere alle nostre PMI manifatturiere di recuperare la competitività perduta rispetto ai partner europei e ai competitor extra-UE. Auspichiamo che il testo finale non subisca annacquamenti perché le nostre imprese hanno bisogno di certezze, non di interventi spot”. Lo dichiara il Presidente di Confapi, Cristian Camisa.
“Entrando nel dettaglio delle singole misure – aggiunge – il decreto affronta finalmente il nodo del costo dell’energia attraverso il taglio della componente ASOS per le PMI in Media Tensione (MT), finora escluse dai benefici riservati alla Bassa Tensione o ai grandi energivori. Si tratta di una misura fondamentale che Confapi ha chiesto con forza per eliminare, seppur temporaneamente, il peso degli oneri generali di sistema che grava per circa il 15-20% sulla bolletta delle industrie manifatturiere, meccaniche e plastiche innanzitutto. Tuttavia, l’abbattimento di circa 45 €/MWh è un sollievo che deve diventare strutturale: la manovra si muove timidamente verso modelli europei dove la fiscalità generale copre i costi di sistema, ma il percorso è ancora lungo”.
“Positivo – dice ancora il Presidente di Confapi – il giudizio sui PPA (Power Purchase Agreements) resi accessibili alle piccole realtà tramite contrattazioni aggregate. L’idea che il GSE agisca come garante di ultima istanza, supportato da SACE, risponde direttamente alle nostre proposte. Accogliamo con favore lo strumento, ma saremo intransigenti sull’attuazione pratica: non possiamo permettere che l’efficacia della misura sia frenata da eccessi burocratici. Lo strumento deve essere snello, o resterà una scatola vuota. Anche le semplificazioni per il repowering in aree industriali sono giudicate un passaggio importante per l’autoproduzione, ma restano una soluzione parziale se non inserite in un piano più vasto”.
“Confapi – conclude Camisa – è critica sull’impatto del sistema ETS2. Sebbene il decreto introduca misure di decarbonizzazione, il rischio di un nuovo aggravio sui costi energetici è altissimo. La transizione non deve trasformarsi in una tassa sulla produzione. Chiediamo trasparenza totale sui costi ETS2 in bolletta e meccanismi che proteggano la liquidità delle imprese, evitando odiose doppie tassazioni per chi è già in regime di opt-out. Con un prezzo all’ingrosso italiano fermo a 107 €/MWh, contro gli 87 euro della Germania e i 63 della Francia, ogni ulteriore carico è insostenibile”.
 
 

Convegno “Della trafileria non si butta via niente”: save the date

Informiamo le aziende associate che giovedì 15 gennaio 2026, dalle ore 16, presso la sede di Confapi Lecco Sondrio, si terrà il convegno “Della trafileria non si butta via niente“, conclusione del progetto di ApiTech e Università Bicocca di Milano dedicato al riutilizzo degli stearati esausti. 

Alleghiamo l’invito, seguiranno nei prossimi giorni maggiori dettagli sul programma e modalità di iscrizione. 

 

Confapi. Cristian Camisa confermato presidente

Cristian Camisa è stato confermato presidente di Confapi per il prossimo triennio nel corso dell’Assemblea generale privata svoltasi oggi al Parco dei Principi Grand Hotel di Roma. Piacentino, 51 anni, Camisa è presidente e amministratore delegato della T.T.A., azienda che opera nel settore meccanico. Alla guida della Confederazione italiana della Piccole e Medie industrie private italiane da novembre del 2022, è attualmente anche membro del Cese, il Comitato Economico e Sociale Europeo.

“Sono commosso e onorato – le prime parole del presidente Camisa dopo l’elezione – Ringrazio l’assemblea e tutte le imprenditrici e imprenditori di Confapi per la fiducia che mi è stata rinnovata. Una grande responsabilità nel rappresentare una parte così importante del sistema produttivo italiano in un momento storico così delicato e carico di sfide, tra cui quelle legate a innovazione e sostenibilità, per continuare a essere competitivi sui mercati internazionali. Continueremo a portare avanti con ancora più forza e determinazione le istanze delle nostre imprenditrici e dei nostri imprenditori, staremo loro vicini, saremo il megafono delle loro esigenze senza compromessi e alchimie dialettiche”.

Nel corso del suo intervento in Assemblea, Camisa ha ricordato i risultati conseguiti in questo triennio da Confapi. “Abbiamo consolidato in modo significativo – ha detto – il nostro ruolo nel sistema della rappresentanza imprenditoriale italiana, ampliando la nostra presenza non solo nei principali tavoli decisionali nazionali, ma anche in quelli europei. Siamo rientrati nel Cnel, siamo stati riconfermati al Cese e siamo stati nominati nella Cabina di regia del Piano Mattei e dell’Internazionalizzazione. Sempre sul fronte dell’internazionalizzazione abbiamo stipulato protocolli d’intesa con Sace e Simest e collaboriamo fattivamente con Ice per supportare le nostre aziende per massimizzare l’efficacia delle azioni internazionali sotto ogni punto di vista. Sul fronte della bilateralità, vero pilastro del welfare e dell’assistenza sanitaria per i nostri dipendenti, collaboriamo con Cgil, Cisl e Uil”.

Il Presidente ha quindi presentato il programma strategico per il suo prossimo mandato che metterà i territori ancora di più al centro della Confederazione. “La ricchezza di Confapi – ha sottolineato – risiede proprio nella pluralità dei nostri territori: farli dialogare, metterli in rete e valorizzarne le specificità significa rendere l’Associazione più forte, più rappresentativa e al servizio di chi fa impresa. Promuoveremo un’agenda di dialogo e proposte per affrontare le crisi industriali del Centro-Nord, il cuore produttivo del Paese, rafforzare le filiere, sostenere la transizione verde e digitale nonché valorizzare il capitale umano come leva di competitività e coesione. Per il Sud del Paese, invece, avvieremo un progetto che punterà su legalità, innovazione, reti e sviluppo sostenibile, creeremo sportelli territoriali e percorsi di formazione per dirigenti. Continueremo a svolgere il nostro ruolo all’interno delle Istituzioni, italiane ed europee, e a incidere sulle politiche industriali, promuovendo un modello di sviluppo fondato su innovazione, equità e competitività”.

“I prossimi tre anni saranno fondamentali per rimanere competitivi sui mercati nazionali e internazionali. Per farlo – ha concluso – vogliamo sempre di più essere un punto di riferimento come l’unica vera Confederazione della piccola e media industria privata italiana”.

L’assemblea di Confapi ha eletto all’unanimità Filiberto Martinetto presidente emerito della Confederazione che prende il posto di Maurizio Casasco che da oggi non ricopre più alcun ruolo all’interno di Confapi. Martinetto, 91 anni, è uno dei pilastri di Confapi dove ricopre l’incarico di Tesoriere nonché di Presidente della Commissione dei Saggi.

 
 

Dazi. Camisa: shock enorme ma evitare toni barricaderi

“L’applicazione dei dazi USA al 30% sull’import europeo rappresenterebbe per il settore industriale italiano uno shock di enormi proporzioni. Tuttavia occorre mantenere la calma ed evitare i toni barricadieri al fine di intavolare con Washington un tavolo negoziale”. Lo dichiara il Presidente di Confapi, Cristian Camisa.

“Non va dimenticato – aggiunge – che le imprese statunitensi necessitano di componentistica dall’estero e in questo campo l’Italia può mettere sul tavolo le sue eccellenze per cercare una riduzione o cancellazione dei dazi. La filiera italiana dell’industria può trovare delle opportunità nell’attuale contesto di caos, ma è fondamentale che anche le Istituzioni svolgano il proprio ruolo, impostando una politica industriale che guardi al futuro. Occorre che il Governo capisca su quali settori industriali puntare e si attrezzi con una miscela di incentivi e sussidi per permettere alle aziende italiane di giocare ad armi pari con gli altri competitor internazionali. Al contempo vanno promossi progetti di collaborazione e aggregazione per le Pmi industriali nonché elaborare una strategia di approvvigionamento di materie prime per mitigare il rischio di ritorsioni da parte del Governo di Pechino”.
“Lo sbocco in altri mercati – conclude il Presidente di Confapi è – certamente utile ma nessun mercato potrà mai sostituire quello statunitense”.