Manovra. Camisa: bene le due proposte di Forza Italia sulla fuga dei cervelli

Numero circolare: 486

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“Accogliamo con grande favore le proposte parlamentari sui giovani illustrate da Stefania Craxi oggi sul Sole 24 Ore, perché vanno nella direzione che Confapi indica da mesi: mettere i giovani, il loro merito e le loro competenze al centro della politica economica del Paese. Ci fa particolarmente piacere vedere arrivare in Parlamento misure come il reddito di merito per i giovani capaci e meritevoli e un forte alleggerimento dell’Irpef per chi, tra i 24 e i 30 anni, entra nel mondo del lavoro. Sono interventi che condividiamo nell’impostazione e che possono rappresentare un passo importante per rendere l’Italia più attrattiva per le nuove generazioni”. È quanto dichiara Cristian Camisa, Presidente di Confapi, l’Associazione di rappresentanza di 118.000 Pmi industriali private italiane.
Confapi già dallo scorso gennaio aveva avanzato una proposta concreta e specifica per affrontare una delle emergenze più gravi dell’Italia: la fuga dei giovani talenti, in particolare dei laureati nelle discipline STEM. Con il “Patto per i Talenti STEM” Confapi aveva proposto una misura ad hoc per i giovani laureati più brillanti, con l’azzeramento dell’Irpef e dei contributi previdenziali per tre anni, così da avvicinare il reddito netto percepito in Italia a quello che questi ragazzi possono ottenere all’estero.
“Non rivendichiamo una primogenitura per una questione di bandiera, ma perché siamo convinti che oggi serva avere il coraggio di mettere in campo misure forti, immediatamente comprensibili e capaci di incidere sulle scelte dei giovani. Se vogliamo fermare la fuga dei cervelli non possiamo limitarci a chiedere ai nostri ragazzi di restare: dobbiamo creare le condizioni economiche e professionali perché scegliere l’Italia sia davvero conveniente”, continua Camisa.
Sul tema è intervenuto negli ultimi mesi anche il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, con l’allarme lanciato in occasione delle Considerazioni finali lo scorso maggio: tra il 2020 e il 2024 sono usciti dal nostro Paese oltre 100mila giovani laureati. Panetta in precedenza aveva sottolineato un dato particolarmente significativo: un giovane laureato in Germania guadagna mediamente l’80% in più rispetto a un coetaneo italiano.
 
“Questi numeri ci dicono che non siamo di fronte soltanto a un problema occupazionale, ma a una vera emergenza di competitività nazionale. Perdiamo capitale umano che abbiamo formato, mentre le nostre imprese, soprattutto le PMI industriali, hanno sempre più bisogno di ingegneri, informatici, tecnici e professionalità altamente qualificate”, aggiunge il Presidente di Confapi, “per questo riteniamo positivo che le nostre proposte trovino oggi una crescente attenzione politica. Auspichiamo che dal confronto parlamentare possa nascere una misura ancora più ambiziosa, che metta insieme merito, fiscalità e occupazione e che consenta finalmente ai giovani italiani di avere stipendi competitivi con quelli dei loro coetanei europei. Trattenere i nostri talenti – conclude Camisa – non è una spesa: è un investimento sul futuro dell’Italia, sulla produttività delle imprese e sulla capacità del nostro Paese di competere”.

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