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Costo di gas ed elettricità “Gap competitivo per le aziende italiane”

L’intervista rilasciata da Luigi Sabadini, consigliere Consorzio Adda Energia. 




Vavassori e Sabadini nominati nella giunta nazionale di Confapi

Due lecchesi nella giunta nazionale di Confapi. Enrico Vavassori, presidente di Confapi Lecco Sondrio e Luigi Sabadini, past president di Confapi Lecco Sondrio e attuale presidente di Unionmeccanica nazionale, venerdì scorso sono stati nominati nella giunta nazionale della Confederazione delle piccole e medie imprese guidata dal presidente Cristian Camisa.

Ringrazio il presidente Camisa per la fiducia che ha accordato a me e a Luigi Sabadini con questa nomina. E’ un incarico che affronterò con orgoglio e dedizione. Rappresentare la territoriale di Lecco sui tavoli nazionali è una responsabilità importante, ma anche un’opportunità concreta per portare valore e attenzione alle esigenze delle nostre imprese”, commenta Vavassori, che entra anche a far parte della commissione etica di Confapi.

Per Luigi Sabadini si tratta di una conferma in giunta perché reduce dal primo mandato insieme a Camisa alla guida di Confapi: “Confapi Lecco Sondrio, con la mia nomina e di Vavassori, è confermata come una territoriale di grande rilevanza, è una grande soddisfazione per la nostra associazione e per il lavoro svolto”. Sabadini è stato nominato anche membro della commissione finanziaria di Confapi. 

 

Questa la composizione della giunta che affiancherà il Presidente per il prossimo triennio: Filiberto Martinetto (Presidente emerito), Corrado Alberto, Erasmo Antro, Giorgio Binda, Bruno Bisetti, Angelo Bruscino, Gian Piero Cozzo, Dante Damiani, Carlo De Romedis, Massimo De Salvo, Giorgio Delpiano, Cristina Di Bari, Vincenzo Elifani, Magno Garro, Gianfranco Lusuardi, Raffaele Marrone, Dhebora Mirabelli, Francesco Napoli, Mauro Orsini, Massimo Paniccia, Luigi Pino, Luigi Sabadini, Marco Tenaglia, Marco Trevisan, Paolo Uberti, Enrico Vavassori.

 




Sabadini per Confapi in audizione al Senato su crisi ex Ilva

Confapi, rappresentata dal Presidente di Unionmeccanica Lecco, Luigi Sabadini è stata audita dalla IX Commissione permanente del Senato nell’ambito dell’esame del decreto-legge recante misure urgenti per assicurare la continuità operativa degli stabilimenti ex Ilva.
“Ci troviamo di fronte a un quadro generale di forte preoccupazione per le migliaia di Pmi industriali che rappresentiamo – ha affermato Sabadini nel corso del suo intervento -.  La situazione di criticità che interessa lo stabilimento di Taranto si protrae ormai da troppo tempo e si inserisce in un contesto siderurgico globale caratterizzato da una crescente sovraccapacità produttiva rispetto alla domanda. Tale scenario contribuisce a rendere meno evidente, agli occhi degli utilizzatori finali, il progressivo calo produttivo dell’impianto, ma non ne attenua gli effetti sul sistema industriale nazionale. Nonostante ciò, la continuità produttiva dell’ex Ilva rimane un presupposto imprescindibile. Per tale ragione Confapi intende svolgere in modo costruttivo il proprio ruolo di rappresentanza delle migliaia di piccole e medie imprese associate, affinché il sito di Taranto possa tornare a essere una grande acciaieria competitiva, sostenibile e orientata alla produzione di acciaio ‘verde’“.
“Il settore metallurgico ad alta intensità energetica – ha detto Sabadini – vive una condizione di profonda vulnerabilità, con una crisi evidente in tutto il comparto alluminio e ricadute dirette sul mercato italiano. Le criticità principali riguardano l’aumento strutturale dei costi energetici aggravato dall’ETS, la crescente scarsità di rottame e un mercato a valle indebolito dalla crisi dell’automotive. L’entrata in vigore del CBAM nel 2026 e le pratiche di elusione dei competitor cinesi rischiano di provocare ulteriori aumenti dei costi energetici, riduzione dei margini, nuove chiusure industriali e crescente dipendenza lungo la supply chain. È fondamentale che l’Italia sostenga l’intenzione della Commissione di rafforzare le misure antielusione del CBAM, in linea con gli obiettivi del Piano d’Azione UE per la siderurgia, al fine di tutelare l’industria europea”.
Confapi accoglie con interesse la recente Comunicazione della Commissione europea sul rafforzamento della sicurezza economica, che definisce l’approccio rafforzato dell’UE per affrontare i rischi economici e l’iniziativa ResourceEU, sottolineando l’importanza dell’integrazione del sito di Taranto nelle strategie UE. Tuttavia rimangono privi di interventi risolutivi i nodi strategici: costi dell’energia, disponibilità del rottame, rapporto con il territorio e piena integrazione con il Piano d’Azione per l’Acciaio e i metalli. È necessario maggiore chiarezza sulle ipotesi di assetto produttivo e sulla possibile divisione dello stabilimento.
“Proponiamo – ha aggiunto Sabadini – interventi su bilancio energetico regionale, sviluppo dell’acciaio circolare tramite riciclaggio delle navi, utilizzo del carbonio circolare e applicazione delle prescrizioni AIA in un quadro di bilancio energetico territoriale. Pur comprendendo l’obiettivo di non interrompere gli impianti, l’articolo 1 mantiene una logica emergenziale e non risolve la fragilità finanziaria delle imprese della filiera. Valutiamo positivamente gli interventi per incrementare gli indennizzi già liquidati ai proprietari di immobili danneggiati dall’inquinamento prodotto dagli stabilimenti ex ILVA, sugli indennizzi energetici alle imprese energivore e sul sostegno al reddito e alla formazione dei lavoratori, ribadendo però la necessità di un quadro strategico pienamente definito e di lungo termine per il rilancio del polo di Taranto”.
 




Ex Ilva, Luigi Sabadini per Confapi in audizione su dl crisi industriali

Confapi è stata ascoltata in audizione dalla 9° Commissione Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare, presso il Senato della Repubblica, nell’ambito dell’esame del Ddl di Conversione del Decreto-Legge n. 92 del 2025 recante misure urgenti di sostegno ai comparti produttivi – DL Crisi Industriali. A.S. 1561. In rappresentanza della Confederazione è intervenuto Luigi Sabadini, componente della Giunta Nazionale.
Confapi pur riconoscendo lo sforzo del legislatore di intervenire su dossier di crisi complessi e strategici per il Paese, come quello dell’ex Ilva, ha espresso forti preoccupazioni per l’impatto che alcune di queste misure avranno sulle Pmi industriali, in particolare quelle della filiera della meccanica. Già in occasione dell’esame del Ddl di conversione del DL 3 del 2025 (cd. DL ILVA), Confapi aveva auspicato una rapida conclusione della gara internazionale, ritenendo necessaria, almeno inizialmente, una rappresentanza pubblica nella nuova governance per garantire la continuità produttiva dell’indotto e il monitoraggio del piano industriale. Aveva inoltre sottolineato l’importanza strategica del polo dell’acciaio per il Paese e la necessità di evitare uno “spezzatino” di Acciaierie d’Italia, con effetti disastrosi sulla filiera.
Le osservazioni della Confederazione si sono concentrate così sugli articoli di maggiore interesse per le imprese rappresentate, evidenziando criticità e proponendo correttivi ritenuti indispensabili per garantire equità, tutela del mercato e la sopravvivenza di centinaia di aziende fornitrici. Sabadini ha quindi affermato: “È importante mantenere la continuità produttiva dell’ex Ilva per evitare che venga messa da parte nelle liste dei fornitori continuativi. Riteniamo positivo, a questo proposito, il finanziamento di 200 milioni di euro per sostenere le urgenze quotidiane, di questi 105 milioni dovrebbero andare a coprire le spese per le materie prime e le spese ordinarie. Segnaliamo però che non c’è alcuna garanzia che una parte di queste risorse venga utilizzata per pagare i fornitori storici. Tante Pmi hanno uno stock di debito nei confronti dell’ex Ilva, e questo sta diventando un problema finanziario molto pesante”.
Sabadini ha poi espresso apprezzamento per il fondo perduto da 1 milione per le Pmi che operano in stretta connessione con Ilva, misura però ritenuta insufficiente e senza il decreto attuativo emanato, ponendo così “l’attenzione all’aspetto finanziario di questa vicenda”. Confapi chiede così strumenti di garanzia per il pagamento dei crediti arretrati, per evitare crisi a catena nella filiera, e considerando che il futuro dell’Ilva dipende anche dalla tenuta economica delle Pmi dell’indotto, auspica che la conversione del decreto dia finalmente risposte concrete alle Pmi fornitrici.
“Considerando quindi che l’Italia è il secondo player europeo dell’acciaio – ha aggiunto –, la scelta della decarbonizzazione va perseguita, ma con cautela, perché la qualità dei prodotti ex Ilva è imprescindibile, tutto il resto dell’acciaio è da forno elettrico e non raggiunge livelli di qualità sufficienti per tutte le produzioni tecnicamente evolute: in più in tutto il bacino del Mediterraneo si sta sviluppando una produzione di acciaio concorrenziale, anche perché i costi dell’energia non sono assolutamente comparabili con i nostri, quindi all’interno del discorso dell’ex Ilva il ragionamento del costo dell’energia diventa imprescindibile”.
Tra le altre osservazioni, per quanto riguarda gli ammortizzatori sociali, si propone inoltre di estendere l’esonero contributivo CIGS a tutte le imprese della filiera nei settori in crisi (automotive, moda) e inoltre si richiede una deroga temporanea alla CIGO: estensione a 104 settimane consecutive in tre anni per le imprese fornitrici dei settori in crisi, rispetto alle attuali 52 settimane nell’arco del biennio.
Secondo Confapi le misure per l’indotto se pur apprezzabili sono ancora insufficienti rispetto all’alto livello di crediti non pagati. A tal fine propone l’istituzione di un Fondo di Garanzia per la cessione dei crediti incagliati e di riattivare il “Carry-Back” delle perdite (misura adottata in pandemia) per compensare quelle attuali con utili pregressi e recuperare liquidità, essenziale per le imprese ora escluse dal credito.
In merito al CBAM, Sabadini ha concluso: “Tale meccanismo non andrà a sistemare tutte le criticità legate al mondo dell’acciaio. Noi ci stiamo focalizzando con tecnologie che vanno a ridurre l’impatto delle emissioni di CO2 nella produzione dell’acciaio, ma non c’è solo questa che definisce sia la qualità del tipo di impianto che l’economicità della produzione di quel tipo di acciaio – aspetti dei costi dell’energia –, ma il sistema dei flussi di acciaio all’interno dell’economia globale è ancora più complesso”. “Assistiamo ad una crescita di investimenti in tutto il Far East della produzione dell’acciaio che andrà a peggiorare la situazione produttiva all’interno della Comunità Europea, essendo noi il secondo player europeo ne saremo investiti. Quindi da una parte, si pensa al CBAM come deterrente, ma sarà necessario pensare ad una politica di dazi – adesso è attivo il sistema delle quote – ma serve un sistema che vada ad inasprire la possibilità di import selvaggio di acciaio”.



Unionmeccanica a Mecspe: incontro dedicato alle Associate

Informiamo tutte le aziende associate che Unionmeccanica Confapi sarà presente alla fiera di Mecpse, dal 5 al 7 marzo 2025, a Bologna Fiere con uno stand al padiglione 26 stand B25.

Giovedì 6 marzo, alle ore 16.10, è previsto un “Momento istituzionale con apertivo di networking” dedicato a tutte le nostre imprese presenti in cui interverranno:

Cristian Camisa, presidente nazionali Confapi 
Elisa Lodi, Senior Relationship Manager Sales Pmi di Sace
Francesca Alicata, Chief External Relations di Simest 
Luigi Sabadini, presidente nazionale Confapi 

In allegato l’invito. 

(SF/am)




25esimo Consorzio Adda Energia: “Chiediamo subito più tutela per le pmi”

Più attenzione e maggiore tutela per le piccole e medie imprese, è quello che è emerso dal convegno “Costi energetici: la zavorra delle imprese italiane” e ciò che gli imprenditori hanno chiesto a Stefano Besseghini, presidente dell’Arera (Autorità nazionale per l’energia) presente al tavolo dei relatori in occasione dell’incontro organizzato per il 25esimo anniversario di fondazione del Consorzio Adda Energia di Confapi Lecco Sondrio.
Dopo i saluti iniziali del presidente del Consorzio Ambrogio Bonfanti, che ha ricordato il contesto in cui è nato il soggetto e si è evoluto nel corso di questi anni, il convegno è stato introdotto da Luca Pagni, giornalista del quotidiano La Repubblica, esperto di temi energetici, che ha contestualizzato il momento delicatissimo e di grandi cambiamenti in cui ora il mercato italiano energetico si sta muovendo: prezzi in balia di eventi mondiali come guerre, il ruolo della Russia e degli Stati Uniti in enorme cambiamento. E poi ha parlato dei grandi temi di attualità nel mondo energetico: le centrali nucleari e la green economy.

A seguire sul palco sono saliti Bonfanti, il presidente di Unionmeccanica nazionale Luigi Sabadini e Stefano Besseghini che in un’ora di dibattito hanno cercato di sviscerare le tematiche sollevate dal giornalista. “Continuano a raccontarci tutti che le pmi sono spina dorsale di questo Paese – tuona Sabadini – nella realtà siamo considerati peggio di una lisca di pesce, soprattutto riguardo ai temi energetici, non siamo tutelati”.

Per cercare di non subire così pesantemente le montagne russe delle oscillazioni dei prezzi Besseghini ha proposto di: “Seguire le indicazioni dell’Unione europea e quindi puntare, almeno parzialmente, sulle rinnovabili, per essere autonomi e non così soggetti all’andamento imprevedibile del mercato”.
Al termine del convegno il presidente Ambrogio Bonfanti ha premiato le aziende fondatrici del Consorzio Adda Energia: Giuseppe e fratelli Bonaiti Srl, Castelli Pietro Srl, Flacon Service Srl, Inac Spa, Me-Sar Srl, Metallurgica Frigerio Spa, MLSL Spa, Officine Santafede Spa, SMV Forging srl, Trafilerie di Valgreghentino Spa.

Anna Masciadri
Ufficio stampa




Sabadini, Unionmeccanica: “I problemi sono gli ordini”

La Provincia del 23 settembre 2024, parla il presidente nazionale della categoria metalmeccanici Confapi. 




L’export frena il Pil “Con gli zero virgola siamo fermi al palo”

La Provincia del 3 settembre, il presidente di Unionmeccanica Lecco Luigi Sabadini commenta l’ultimo dato Istat sul Pil.




La Provincia inserto sicurezza sul lavoro: intervista a Sabadini

La Provincia del 28 aprile 2024, intervista al presidente di Unionmeccanica.




“Digitale e green L’Europa arranca”

La Provincia del 29 aprile 2024, intervista a Luigi Sabadini, presidente Unionmeccanica.