1

Camisa eletto vicepresidente di European Entrepreneurs Cea-Pme (Pmi europee)

Cristian Camisa, Presidente di Confapi, è stato eletto nuovo vicepresidente di European Entrepreneurs Cea-Pme dall’executive board della più grande confederazione europea tra Associazioni nazionali di piccole e medie imprese volontariamente associate. Fondata nel 1992, CEA-PME (Confédération Européenne des Associations de Petites et Moyennes Entreprises) ha sede a Bruxelles e riunisce 30 associazioni nazionali e settoriali europee, con 2,4 milioni di aziende per un totale di 20 milioni di dipendenti. Ha compiti di rappresentanza e tutela degli interessi nei confronti delle istituzioni dell’Unione europea, sostegno operativo alle imprese e attività di networking internazionale con realtà analoghe degli altri continenti.

Camisa, 52 anni, è Presidente e amministratore delegato di T.T.A. (Tecno Taglio Acciai), azienda manifatturiera piacentina attiva dal 1976 nel settore degli acciai. È stato più volte relatore in iniziative e audizioni presso il Parlamento europeo in rappresentanza della piccola e media industria privata.  Attualmente è membro del Cese (Comitato economico e sociale europeo), organo consultivo dell’Unione e che comprende rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro, formula pareri su questioni riguardanti l’UE per Commissione europea, Consiglio dell’UE e Parlamento europeo, fungendo così da ponte tra le istituzioni decisionali dell’UE e i cittadini dell’Unione.

Dichiara Cristian Camisa: “Sono onorato della nomina e consapevole della sfida che attende il mondo delle piccole e medie industrie private. L’Europa sta attraversando un momento cruciale. Le ultime previsioni economiche per il 2026 mostrano chiaramente un preoccupante rallentamento, con il resto del mondo che continua a crescere a un ritmo più sostenuto. La competitività delle nostre aziende manifatturiere, cuore pulsante dell’economia europea, è messa a dura prova da una pluralità di fattori, tra cui l’impennata dei costi energetici. I 26 milioni di Pmi e Mid-Cap presenti in tutto il continente hanno bisogno di un contesto che permetta loro di prosperare. Per questo motivo, mi impegnerò perché CEA-PME assuma un ruolo sempre più proattivo nei confronti delle istituzioni europee. È cruciale che la UE acceleri i processi decisionali: Stati Uniti e Cina hanno tempi rapidi sul varo di norme e approvazione di politiche industriali di settore, la UE deve sburocratizzarsi e adeguarsi ai tempi imposti da un mondo che va a una velocità in costante crescita”.




Confapi: transizione sostenibile e giusta su EPR plastica

Confapi ha presentato insieme a Agci, Cia, Claai, Cna, Confagricoltura, Confcooperative, Confesercenti, Copagri e Legacoop le proprie osservazioni nell’ambito della Consultazione avviata dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica sullo schema di decreto per l’adozione di un regime di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) per i prodotti in plastica. La posizione delle imprese industriali, agricole, artigiane, commerciali e cooperative italiane è netta: il provvedimento, nella sua forma attuale, non è sostenibile per il sistema economico nazionale.

Secondo le organizzazioni firmatarie, l’adozione del regime EPR sui prodotti in plastica si tradurrebbe in un significativo prelievo ai danni delle imprese e dei consumatori nazionali, senza produrre effetti positivi diretti per l’ambiente. L’applicazione di un contributo ambientale su tutti i prodotti e i materiali impiegati nella vita comune, nelle attività produttive, sanitarie e di impresa è considerata una misura che non individua correttamente le azioni da mettere in campo per raggiungere efficacemente gli obiettivi ambientali e di economia circolare.

Le organizzazioni sottolineano come colpire indifferentemente tutti i prodotti e i materiali in plastica contraddica ogni razionale politica di sostegno all’economia circolare. Si ricorda, inoltre, che gli imballaggi in plastica e altri prodotti in polietilene sono già gravati da un prelievo ambientale: l’aggiunta di ulteriori categorie da assoggettare a contribuzione determinerebbe immediate e significative ricadute in termini di costi per le imprese e un aumento dei prezzi al consumo, in una fase storica già particolarmente critica.

Nel confermare il proprio convinto orientamento alla sostenibilità, le organizzazioni chiedono di non procedere con la definizione di un regime EPR per la plastica nelle forme attualmente proposte e richiedono con urgenza l’apertura di un tavolo di lavoro per valutare e condividere le misure più efficaci a tutela dell’ambiente, delle imprese e dei consumatori, senza penalizzare la competitività del sistema produttivo italiano.

 
 




“Decreto Bollette 2026”: misure del Governo in materia di sostegno alle imprese

Nella seduta dell’8 aprile 2026, il Senato ha approvato definitivamente il disegno di legge di conversione, con modificazioni, del Decreto Bollette n. 21/2026.
 
Nel merito il provvedimento prevede misure anche per le imprese per il contenimento della spesa per la fornitura elettrica.
L’articolo 2 del Decreto Bollette contiene misure urgenti per la riduzione della componente Asos delle bollette elettriche e il sostegno alle utenze non domestiche, e, in particolare:
  • prevede una rimodulazione (su base volontaria) del meccanismo di incentivazione per gli impianti fotovoltaici con potenza superiore ai 20 KW e analoga rimodulazione delle tempistiche di pagamento temporale e dei flussi di incentivi, con l’obiettivo di ridurre l’incidenza di detti oneri di sistema sulle bollette delle imprese;
  • disciplina la fuoriuscita dei titolari di impianti fotovoltaici con potenza nominale incentivata superiore a 20 kW dal sistema di incentivazione del Conto energia a specifiche condizioni.
È demandata a un decreto del MASE la definizione delle modalità di attuazione della fuoriuscita dal Conto energia.
 
Il beneficio derivante dalla revisione del sistema di incentivazione del fotovoltaico in Conto Energia è determinato dall’Arera – l’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente – per garantire la riduzione della componente Asos per tutte le utenze "altri usi" con qualisiasi livello di tensione, ad esclusione di quelle domestiche e relative all'illuminzione pubblica. 
Sono espressamente escluse le utenze che sono iscritte nell’elenco delle imprese a forte consumo di energia elettrica (energivore) istituito presso la Csea, ai sensi dell’articolo 3, comma 10, lett. b) del D.L. n. 131/2023.
 
Con il consueto aggiornamento trimestrale delle componenti tariffarie destinate alla copertura degli oneri generali di sistema del settore elettrico in vigore dal 1° aprile 2026, la Delibera n. 98/2026/R/com l’Arera ha reso operativa la misura prevista dall’art. 2 del Decreto Bollette, prevedendo per le utenze di cui sopra (non energivore) l’applicazione della riduzione delle aliquote della componente tariffaria Asos.
Il beneficio, in rapporto ai corrispondenti valori del 1° trimestre 2026, è di circa:
13,80 €/MWh per le utenze in Bassa Tensione
13,43 €/MWh per le utenze in Media Tensione
11,80 €/MWh per le utenze in Alta Tensione
 
Il beneficio verrà applicato automaticamente nelle fatture emesse dai fornitori di energia elettrica relativamente ai prelievi del secondo trimestre 2026.
 
Restiamo comunque a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti dovessero necessitare.
 
(RP/rp)



Packaging. Confapi, rischio per continuità produttiva pmi

“La filiera del packaging sta attraversando una fase di forte criticità, determinata dall’aumento dei costi energetici e dalla crescente instabilità nelle forniture di materie prime. Le tensioni geopolitiche e le difficoltà logistiche stanno generando rincari diffusi su plastiche, carta, alluminio, adesivi e componenti chimici, con effetti immediati sui costi di produzione e sulla capacità delle imprese di programmare le attività”. Lo afferma Anna Paola Cavanna, delegata nazionale al packaging di Confapi.

“Si tratta di una pressione che colpisce in modo diretto le Pmi del settore – aggiunge –, cuore della filiera, con impatti concreti sulla sostenibilità economica delle lavorazioni e sulla continuità delle forniture, in particolare nei comparti alimentare e farmaceutico. Il packaging è un elemento essenziale per il funzionamento delle filiere industriali e per la disponibilità dei prodotti sul mercato. Le imprese stanno affrontando uno shock simultaneo su energia, materie prime e logistica che richiede risposte rapide e concrete”.

“Per questo, si richiama oggi l’attenzione delle istituzioni sulla necessità di interventi urgenti per contenere il costo dell’energia, garantire maggiore stabilità negli approvvigionamenti e preservare la competitività del sistema produttivo”, conclude Cavanna.
 




Presidente Camisa al Mimit sulle pmi: aprire tavolo di crisi

“Per le piccole e medie imprese l’impatto del conflitto in Iran e Medio Oriente è ‘la tempesta perfetta’. Uniamo l’aumento del costo delle materie prime che sta diventando insostenibile, in molti settori hanno addirittura bloccato le quotazioni, quindi un aggravio di costi per le nostre imprese, che si somma a un aumento dei costi energetici e dei costi dei trasporti, perché ricordo che l’80% dei beni essenziali in Italia viaggia su gomma. Tutto ciò significa un aggravio di tutti i costi di carattere logistico a fronte oltretutto di un mercato stagnante.

Per questo. la proposta portata da Confapi al Governo è stata quella di istituire un tavolo di crisi. Pensiamo che l’aumento delle materie prime, sommato all’aumento dell’energia e a una crisi del mercato strutturale impongano delle decisioni immediate che in parte il governo sta portando avanti. Mi riferisco ad esempio alla lotta condivisibile che sta facendo sugli Ets per andare a diminuire le bollette. Abbiamo chiesto però anche di lavorare in Europa per togliere i cosiddetti dazi autoimposti, cioè tutti quei costi legati al Cbam e al Green deal. E poi è necessaria la sterilizzazione dei costi energetici così come un intervento sui costi dei trasporti. Oggi l’80% del trasporto su merci essenziali è su gomma e quindi l’incremento di costi, che poi non possono essere molto spesso tramutati in aumento di listini sui clienti, sta mettendo in seria difficoltà tutto il nostro sistema industriale.
Il rischio vero è la tenuta dei conti delle aziende e quindi è necessario con l’incontro fatto oggi che ci sia un intervento immediato a livello italiano ma anche a livello europeo di sterilizzazione di tutti questi costi, perché altrimenti rischiamo, se non interveniamo oggi, di pagarle a livello di costi sociali, ammortizzatori sociali, nel prossimo futuro”. Lo ha detto il presidente Cristian Camisa al termine del tavolo Pmi svoltosi oggi al Mimit alla presenza del ministro Adolfo Urso.

 

 
 




Ai per le imprese Tutor tecnologici e rimborsi all’85%

L’articolo pubblicato da La Provincia martedì 10 marzo sull’iniziativa della Camera di Commercio Como-Lecco. 




Seminario tecnico “Industria 4.0 e Conto Termico 3.0”: applicazioni e vantaggi

Trasmettiamo, in allegato e scaricabili, le slide utilizzate dall’Ing. Guido Sala durante il seminario tecnico del 5 febbraio scorso dal titolo “Industria 4.0 e Conto Termico 3.0 Applicazioni e vantaggi”.

Per maggiori info contattare l’associazione: silvia.negri@confapi.lecco.it

(SN/am)




Seminario “Industria 4.0 e conto termico 3.0: applicazioni e vantaggi”

Il 2026 segna un nuovo passaggio nell’evoluzione dei meccanismi di incentivazione, con l’entrata in vigore delle nuove misure Industria 4.0 e Conto Termico 3.0.

Pur mantenendo una continuità con le normative precedenti, i nuovi strumenti introducono importanti novità tecniche ed economiche: torna l’incentivazione di alcune categorie di software, diventa possibile agevolare le infrastrutture di rete e gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, aprendo nuove opportunità per le imprese.

Per fare chiarezza su questo scenario in evoluzione, abbiamo organizzato un seminario tecnico, in programma presso la nostra associazione giovedì 5 febbraio 2026 alle ore 14,30, pensato per fornire una panoramica sintetica ma concreta:

  • delle opportunità disponibili,

  • delle modalità di accesso agli incentivi,

  • dei limiti normativi e degli aspetti a cui prestare particolare attenzione.
     

Per partecipare è obbligatoria l’iscrizione CLICCANDO QUI

(SN/am)




Camisa a conferenza nazionale export: a fianco Farnesina per pmi industriali

“Confapi sostiene con convinzione l’obiettivo del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, di raggiungere i 700 miliardi di euro di esportazioni, attraverso il Piano d’Azione per l’Export italiano. Un traguardo ambizioso ma realistico, che può essere raggiunto solo valorizzando il ruolo delle piccole e medie industrie private. In questa direzione accogliamo con favore la riforma del Ministero che permetterà alle nostre imprese di essere maggiormente supportate tramite la rete diplomatica nel mondo”. Lo ha detto il Presidente, Cristian Camisa, intervenendo alla Conferenza Nazionale dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese presso la Fiera di Milano.

“Le Pmi industriali – ha spiegato – rappresentano il fulcro del Made in Italy e la spina dorsale del sistema produttivo nazionale. Per questo Confapi sta lavorando affinché le misure del Piano siano davvero accessibili e operative per le imprese. Soltanto attraverso un’azione congiunta tra Ministero, rete diplomatico-consolare, Ice, Sace, Simest e associazioni imprenditoriali sarà possibile accompagnare le Pmi industriali verso quei mercati che oggi appaiono più complessi ma che rappresentano le opportunità di crescita più rilevanti per il futuro”.

“I dati di una nostra indagine – ha aggiunto Camisa -confermano la vocazione internazionale delle imprese che rappresentiamo: il 60% è già presente all’estero e cresce l’interesse verso nuovi mercati strategici, dall’area del Golfo al Nord America. Per sostenere questo percorso, Confapi sta sviluppando un piano operativo che prevede servizi di matching internazionale, una presenza diretta in Paesi chiave e un progetto pilota di un Hub logistico per le Pmi industriali negli Stati Uniti. Uno strumento pensato per garantire la disponibilità di ricambistica e campionature in loco e aumentare la competitività delle aziende italiane in un mercato complesso e sempre più selettivo”.

“Per Confapi – ha aggiunto – resta centrale l’attenzione sugli accordi di libero scambio, in particolare con Mercosur, strategici per ampliare le opportunità di export. Oggi, la sfida fondamentale è dunque accompagnare sempre più le Pmi industriali verso mercati lontani e complessi, attraverso una programmazione condivisa. Solo così – ha concluso – sarà possibile rafforzare la competitività del Made in Italy nel mondo”.




Ue. Appello di Confapi e 11 associazioni pmi europee: si rischia declino industriale

 “Il tempo è scaduto. Senza un’azione rapida, unitaria e pragmatica, l’Europa rischia il declino industriale. Competitività, energia e meno burocrazia sono le condizioni essenziali per salvare l’industria e il futuro economico dell’Unione. La ripresa economica europea dipenderà dalle PMI e dalle mid-cap, che rappresentano il cuore dell’industria europea”. Questo in sintesi l’appello all’UE sottoscritto da Confapi insieme a 11 associazioni europee, facenti parte di European Entrepreneurs CEA-PME, che rappresentano complessivamente oltre 1,2 milioni di imprese negli Stati membri dell’Unione europea, ossia Germania, Francia, Italia, Spagna, Polonia, Romania, Portogallo, Repubblica Ceca, Estonia e Croazia, nonché in Paesi partner dell’UE come Norvegia e Regno Unito.
“L’Unione Europea – si legge nel documento – è oggi schiacciata tra iper-regolamentazione interna, pressioni commerciali statunitensi e concorrenza industriale cinese, mentre la risposta europea è lenta e burocratica. Il risultato è una perdita massiccia di imprese, posti di lavoro qualificati e know-how industriale. Senza un cambio di rotta, sono in pericolo la coesione sociale e il progetto europeo stesso. Le imprese del Mittelstand europeo rifiutano l’idea di diventare vassalli di Stati Uniti o Cina e chiedono una strategia europea comune di competitività, fondata su quattro priorità”.
Il primo e fondamentale punto su cui bisogna agire immediatamente riguarda la competitività e la sostenibilità di lungo periodo. “Gli Stati membri devono proteggere margini, costi e capacità di investimento delle imprese. Serve una fiscalità che favorisca la proprietà europea degli asset e il passaggio generazionale. Ulteriori tasse su capitale e imprese favorirebbero solo delocalizzazioni e acquisizioni straniere”.
Per le associazioni europee firmatarie è necessaria una moratoria su nuove regolamentazioni e l’abrogazione di norme inutili. Va affermata la neutralità tecnologica: la transizione ecologica deve essere guidata dalle imprese, non imposta dall’alto. L’Europa, inoltre, può raggiungere la sovranità energetica con energia decarbonizzata a prezzi sostenibili. Serve una profonda riforma del mercato energetico: revisione del “merit order”, riforma dell’ETS, riduzione delle tasse sull’energia, sviluppo dell’idrogeno e rilancio del nucleare. Infine le produzioni europee devono essere valorizzate e protette. Gli appalti pubblici devono privilegiare prodotti europei. Se necessario, vanno introdotti dazi, soprattutto verso la Cina, applicando il principio di reciprocità negli scambi.