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Manovra. Camisa: bene le due proposte di Forza Italia sulla fuga dei cervelli

“Accogliamo con grande favore le proposte parlamentari sui giovani illustrate da Stefania Craxi oggi sul Sole 24 Ore, perché vanno nella direzione che Confapi indica da mesi: mettere i giovani, il loro merito e le loro competenze al centro della politica economica del Paese. Ci fa particolarmente piacere vedere arrivare in Parlamento misure come il reddito di merito per i giovani capaci e meritevoli e un forte alleggerimento dell’Irpef per chi, tra i 24 e i 30 anni, entra nel mondo del lavoro. Sono interventi che condividiamo nell’impostazione e che possono rappresentare un passo importante per rendere l’Italia più attrattiva per le nuove generazioni”. È quanto dichiara Cristian Camisa, Presidente di Confapi, l’Associazione di rappresentanza di 118.000 Pmi industriali private italiane.
Confapi già dallo scorso gennaio aveva avanzato una proposta concreta e specifica per affrontare una delle emergenze più gravi dell’Italia: la fuga dei giovani talenti, in particolare dei laureati nelle discipline STEM. Con il “Patto per i Talenti STEM” Confapi aveva proposto una misura ad hoc per i giovani laureati più brillanti, con l’azzeramento dell’Irpef e dei contributi previdenziali per tre anni, così da avvicinare il reddito netto percepito in Italia a quello che questi ragazzi possono ottenere all’estero.
“Non rivendichiamo una primogenitura per una questione di bandiera, ma perché siamo convinti che oggi serva avere il coraggio di mettere in campo misure forti, immediatamente comprensibili e capaci di incidere sulle scelte dei giovani. Se vogliamo fermare la fuga dei cervelli non possiamo limitarci a chiedere ai nostri ragazzi di restare: dobbiamo creare le condizioni economiche e professionali perché scegliere l’Italia sia davvero conveniente”, continua Camisa.
Sul tema è intervenuto negli ultimi mesi anche il Governatore della Banca d’Italia Fabio Panetta, con l’allarme lanciato in occasione delle Considerazioni finali lo scorso maggio: tra il 2020 e il 2024 sono usciti dal nostro Paese oltre 100mila giovani laureati. Panetta in precedenza aveva sottolineato un dato particolarmente significativo: un giovane laureato in Germania guadagna mediamente l’80% in più rispetto a un coetaneo italiano.
 
“Questi numeri ci dicono che non siamo di fronte soltanto a un problema occupazionale, ma a una vera emergenza di competitività nazionale. Perdiamo capitale umano che abbiamo formato, mentre le nostre imprese, soprattutto le PMI industriali, hanno sempre più bisogno di ingegneri, informatici, tecnici e professionalità altamente qualificate”, aggiunge il Presidente di Confapi, “per questo riteniamo positivo che le nostre proposte trovino oggi una crescente attenzione politica. Auspichiamo che dal confronto parlamentare possa nascere una misura ancora più ambiziosa, che metta insieme merito, fiscalità e occupazione e che consenta finalmente ai giovani italiani di avere stipendi competitivi con quelli dei loro coetanei europei. Trattenere i nostri talenti – conclude Camisa – non è una spesa: è un investimento sul futuro dell’Italia, sulla produttività delle imprese e sulla capacità del nostro Paese di competere”.



Manovra. Camisa: super ammortamento non va incontro a pmi industriali

“La decisione da parte del Governo di destinare 4 miliardi al super ammortamento nella manovra di bilancio non va nella direzione auspicata dal mondo delle Pmi industriali che Confapi rappresenta. I dati, infatti, dimostrano che questa misura è più adatta alle imprese di maggiori dimensioni. Come Confapi riteniamo che la strada da seguire sia invece quella del credito d’imposta, strumento più efficace e realmente utilizzabile dalle Pmi, che rappresentano la colonna portante del sistema economico del Paese”. Lo dichiara il Presidente di Confapi, Cristian Camisa.
“Il Piano Transizione 5.0 – spiega – si è rivelato un’opportunità cruciale per la competitività e la doppia transizione, digitale ed ecologica, delle imprese italiane. Tuttavia, i vincoli europei non ne hanno consentito un utilizzo diffuso, nonostante si basasse su un credito d’imposta, uno strumento più adeguato alla dimensione delle Pmi industriali e utilizzabile anche in assenza di utili d’esercizio. Dati recenti dimostrano che, mentre fino al 2019 il super e iper ammortamento era utilizzato per il 64% da medie e grandi imprese, dal 2020 l’introduzione del credito d’imposta ha consentito alle Pmi manifatturiere di diventare le principali beneficiarie, maturando oltre il 60% del credito complessivo 4.0.”
“Le imprese manifatturiere – aggiunge il Presidente di Confapi – sono state, nel triennio, le principali beneficiarie della misura, avendo maturato oltre il 60% del credito complessivo legato agli investimenti in beni materiali 4.0, pari a circa 11,5 miliardi di euro. Il credito d’imposta ha dunque svolto un ruolo determinante nel sostenere la crescita e l’innovazione del sistema produttivo, rafforzando la competitività delle piccole e medie imprese, che costituiscono il cuore del tessuto economico nazionale. Il super e iper ammortamento, al contrario, è stato utilizzato in misura prevalente dalle grandi imprese. L’introduzione del credito d’imposta ha rappresentato un passo avanti verso una politica industriale più moderna e inclusiva. A differenza del meccanismo di ammortamento, che produce benefici solo nel tempo e per le imprese in utile, il credito d’imposta consente una riduzione diretta del carico fiscale attraverso la compensazione, anche in assenza di utili di esercizio.
“Ci auguriamo che in un momento così delicato per l’economia del Paese – conclude Camisa – le misure previste in manovra siano davvero pensate per rilanciare la competitività del tessuto produttivo e tarate sulle esigenze delle Pmi industriali. E il cl credito d’imposta è lo strumento che risponde maggiormente alle loro necessità assicurando maggiore liquidità, tempi più rapidi di fruizione e una programmazione più efficace degli investimenti”.
 



Manovra: Confapi a Chigi per riunione con premier Meloni

Confapi, rappresentata dal Direttore delle Relazioni Istituzionali, Annalisa Guidotti, ha preso parte a Palazzo Chigi alla riunione sulla Legge di Bilancio, presieduta dal Presidente del Consiglio Giorgia meloni, tra il Governo e le associazioni datoriali. Tra i temi portati al tavolo e la necessità che il Pnrr sia messo a terra e porti benefici anche alle aziende che sui territori producono sviluppo e lavoro. Inoltre l’auspicio che il finanziamento, spostato verso RepowerEu, possa avere il placet dell’Europa e siano messi così a disposizione delle aziende dei crediti di imposta per sostenere la transizione gemella che ha necessità di essere sostenuta con delle tappe graduali ma anche con un sostegno da parte del Governo per i numerosi investimenti che gravano di più sulle piccole e medie imprese. In merito ai fringe benefit, Guidotti auspica “un allargamento perché hanno aiutato i lavoratori della piccola e media industria” e aggiunge che “vanno bene le agevolazioni sulle assunzioni di personale ma in questo momento ci troviamo nel paradosso per cui non troviamo le risorse umane. E quindi vorremmo che fossero premiati coloro che rimangono in azienda attraverso una detassazione degli straordinari”.