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Riforma codice doganale: prima scadenza operativa il 1° novembre 2026 per la handling fee

Il Consiglio UE ha dato il via libera alla riforma del Codice doganale, con una prima scadenza operativa al 1° novembre 2026 per l’introduzione della handling fee europea sulle piccole spedizioni e-commerce, destinata a coprire i costi di monitoraggio dei flussi in entrata e a contrastare il fenomeno dell’ultra fast-fashion, che da anni genera gravi danni economici, ambientali e sociali.

Piattaforme extra-UE diventano importatori responsabili

Una delle novità di sistema è la qualificazione delle piattaforme di e-commerce di paesi terzi come “importatori” ai fini doganali: saranno loro a dover:

  • assolvere le formalità previste
  • pagare i dazi per le merci spedite nell’Unione,
  • esonerando il consumatore finale europeo da tali oneri.
Per garantire il rispetto delle regole, il testo prevede un regime sanzionatorio specifico: nei casi più gravi di non conformità sono contemplate multe fino al 6% del valore annuo delle merci importate nell’anno precedente, la revoca di privilegi doganali e, in ipotesi estreme, limitazioni all’accesso al mercato UE

Handling fee

La handling fee è un contributo di gestione, distinto dai dazi: l’entità dello stesso è ancora da determinare, ma troverà spazio nel testo definitivo che dovrà essere approvato dal Parlamento europeo entro il mese di settembre.

Sul punto si ricorda che già la tassa di 3 euro, in vigore dall’1.7.2026 ha avuto come effetto un calo delle importazioni di piccoli pacchi provenienti dalla Cina tra il 30% ed il 40% incidendo significativamente alcuni operatori come Temu, Shein e Ali-express.

Nuova agenzia decentrata per le dogane

La riforma istituisce l’Eu customs authority (Euca), con sede a Lille e operatività dal 2027, chiamata a:

  • analizzare i dati costantemente aggiornati sulle importazioni e sulle esportazioni nel nuovo centro doganale digitale europeo;
  • coordinare la governance dell’unione doganale attraverso il nuovo Customs data hub, piattaforma centrale di scambio dati tra operatori e autorità nazionali.
Il data hub sarà obbligatorio per l’e-commerce dal 1° luglio 2028 e progressivamente per tutti gli operatori fino al 2034.
Regole diverse, invece, per gli operatori economici di fiducia e certificati – “Trust and Check” – che al rispetto di rigidi e rigorosi requisiti:
  • beneficeranno di procedure doganali semplificate;
  • potranno mettere in circolazione nei 27 stati le loro merci senza un intervento doganale attivo.
 
(MF/ms)



Unione europea: in arrivo il centro doganale digitale unico

Il Consiglio e il Parlamento europeo hanno raggiunto l’accordo sulla più ampia revisione del quadro doganale dalla nascita dell’unione doganale nel 1968.

La riforma risponde all’aumento dei volumi commerciali, alla crescita dell’e-commerce e alla necessità di controlli più efficaci su merci non conformi o pericolose, senza gravare su operatori e amministrazioni.

Elemento centrale è il centro doganale digitale dell’UE Unico, un unico HUB attraverso cui importatori ed esportatori trasmetteranno le informazioni doganali una sola volta, superando l’attuale frammentazione che impone interlocuzioni con più autorità nazionali.

Il sistema rafforza integrità dei dati, tracciabilità e capacità di analisi del rischio, offrendo alle dogane una visione unitaria dei flussi e delle catene di approvvigionamento.

Il centro doganale digitale dell’UE:

  • sarà un ambiente online unico
  • concepito per raccogliere e analizzare i dati doganali al fine di garantire il flusso regolare delle merci in entrata e in uscita dall’UE.
Sosterrà inoltre la gestione dei rischi a livello dell’UE effettuata dall’Autorità doganale dell’UE.

Per adempiere ai loro obblighi doganali, le imprese che importano nell’UE ed esportano dall’UE dovranno comunicare le informazioni doganali una sola volta su questo portale unico, anziché comunicarle alle singole autorità doganali, vale a dire fino a 27 volte.

Potranno inserire le stesse informazioni riguardo a più spedizioni, con un risparmio di tempo e denaro.

Il centro doganale digitale dell’UE diventerà operativo per le merci oggetto di commercio elettronico dal 1° luglio 2028; con introduzione graduale, includerà tutti i movimenti di merci entro il 1° marzo 2034.

A supporto del nuovo assetto nasce l’Autorità doganale dell’UE, con sede a Lille, incaricata di coordinare la gestione dei rischi, individuare priorità di controllo e sostenere il lavoro delle autorità nazionali mediante l’analisi dei dati contenuti nel centro doganale digitale dell’UE. L’Autorità sarà istituita con l’entrata in vigore del regolamento.

La riforma introduce inoltre la categoria degli operatori Trust and Check: imprese che garantiscono piena trasparenza e conformità beneficeranno di obblighi doganali semplificati e di un’interazione minima con la dogana, affiancandosi alle semplificazioni già previste per gli operatori economici autorizzati.

Particolare attenzione è dedicata ai piccoli pacchi dell’e-commerce.

È prevista una nuova tassa di gestione che gli Stati membri applicheranno entro il 1º novembre 2026. Le piattaforme e i venditori a distanza saranno considerati importatori e responsabili delle formalità e dei pagamenti, con sanzioni pecuniarie in caso di violazioni sistematiche.

La nuova normativa entrerà pienamente in vigore dodici mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE, avviando un modello doganale fondato sui dati, più uniforme ed efficace nella tutela del mercato e dei consumatori.
 

(MF/ms)