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Governo si fermi. Rischi per competitività pmi, garanzie lavoratori e conti dello Stato

-Le ipotesi porterebbero allo smantellamento dello Stato sociale: per i lavoratori minori salari e future pensioni più basse

-Si determinerebbe un drastico taglio delle retribuzioni (oltre il 20% nel settore metalmeccanico) con conseguenti minori entrate per le finanze pubbliche fino a 1 miliardo tra IRPEF e INPS

-L’ipotizzato innalzamento dei limiti dimensionali non genererebbe crescita reale, ma una distorsione del mercato e delle regole della concorrenza

Confapi ribadisce netta contrarietà alle ipotesi di riforma del settore artigiano all’esame del Governo circolate negli ultimi giorni e chiede all’esecutivo di fare un passo di lato in un momento fondamentale per i rapporti con mondo datoriale e sindacale.
La riforma del settore, innalzando impropriamente fino a 50 il numero dei dipendenti delle imprese artigiane porterebbe a una distorsione della concorrenza con le Pmi industriali, a un impoverimento dei lavoratori per una sensibile riduzione delle retribuzioni e a un ammanco per le casse pubbliche di circa un miliardo tra contributi previdenziali e Irpef. Ulteriore conseguenza per i lavoratori: la riduzione dei salari porterà in futuro a pensioni più basse.
L’ipotesi di riforma va nella direzione opposta rispetto ai temi del confronto in corso tra le Organizzazioni Datoriali e Sindacali comparativamente più rappresentative, per la riscrittura degli Accordi Interconfederali sulla rappresentanza e sulla contrattazione in attuazione del DL sul salario giusto. Principali obiettivi della trattativa infatti sono il contrasto al dumping contrattuale, la definizione delle regole della contrattazione collettiva e la salvaguardia del potere di acquisto dei salari.
Secondo le ipotesi circolate, la riforma cambierebbe non solo le dimensioni delle imprese artigiane, ma lo stesso inquadramento normativo, consentendo, tra l’altro, l’apertura di nuove unità locali al di fuori della circoscrizione della Camera di Commercio di appartenenza. Di fatto si darebbe alle imprese artigiane, che godono di privilegi fiscali specifici non riconosciuti alle PMI industriali, lo status di azienda industriale. Si creerebbero piccole e medie imprese industriali mascherate da artigiane. Per Confapi la situazione è inaccettabile: a parità di dimensioni e operatività, un’impresa artigiana potrà accedere ad aiuti, sovvenzioni e bandi regionali preclusi alle Pmi industriali.
Se le imprese artigiane vogliono strutturarsi come piccole industrie, a detta di Confapi devono rinunciare ai benefici del loro status di aziende artigiane e applicare i contratti dell’industria a parità di costi e quindi di retribuzione rispetto a tutte le altre PMI industriali.
Costi altissimi per lo Stato: buco fino a 1 miliardo
Secondo uno studio elaborato da Confapi, l’intervento determinerebbe minori entrate annue per lo Stato stimate in circa 1 miliardo, con differenziali maggiori a seconda dei settori coinvolti. A questa cifra si arriva considerando il calo delle retribuzioni (e quindi minor gettito Irpef) e contributi previdenziali versati all’Inps (calcolati su una retribuzione più bassa).
Nel dettaglio, con l’applicazione del contratto artigiano si determina una riduzione retributiva media di oltre il 20% da circa 35.000 a meno di 27.000 euro. Anche gli oneri contributivi all’INPS crollerebbero da circa 9.800 euro nelle PMI a 6.000 euro nell’artigianato per ogni dipendente.




Confapi Lecco Sondrio in visita al depuratore di Lario Reti Holding a Nibionno

Si è svolta ieri nel pomeriggio la visita guidata presso il depuratore di Nibionno, impianto gestito da Lario Reti Holding. L’evento è nato dall’incontro tra il gestore del servizio idrico, Confapi Lecco Sondrio e Api Tech.
L’iniziativa ha offerto a imprenditori, tecnici e rappresentanti del territorio l’opportunità di scoprire da vicino il funzionamento e le eccellenze tecnologiche di un impianto cruciale per la tutela ambientale e la gestione del servizio idrico integrato locale.
La visita ha permesso di approfondire i processi di trattamento delle acque reflue, evidenziando come l’innovazione e i costanti investimenti infrastrutturali si traducano in benefici concreti per l’ecosistema e per le comunità della Brianza lecchese.
Durante l’incontro, particolare rilievo è stato dato al concetto di economia circolare, mostrando come il recupero delle risorse e l’efficientamento energetico siano ormai parte integrante della gestione industriale dell’acqua.

“L’iniziativa promossa in collaborazione con Lario Reti Holding rappresenta un’interessante occasione di conoscenza e confronto per le imprese del nostro territorio – ha dichiarato Enrico Vavassori presidente di Confapi Lecco Sondrio -. La visita permette di approfondire il funzionamento di un’infrastruttura importante per la gestione dei servizi idrici e di conoscere da vicino le attività e le tecnologie impiegate. Come associazione riteniamo utile favorire queste occasioni di incontro, che contribuiscono ad ampliare le conoscenze delle nostre imprese e a mantenere aperto il dialogo sui temi dell’efficienza, della sostenibilità e della gestione delle risorse”.

“Siamo entusiasti del forte interesse e della partecipazione riscontrati oggi”, ha commentato Lorenzo Riva, presidente di Lario Reti Holding. “Mostrare il lavoro che sta dietro alla depurazione delle acque significa rendere trasparente un ciclo vitale per il cittadino e per le aziende. Condividere queste competenze con Confapi ci permette di rafforzare il dialogo con il sistema produttivo locale, camminando insieme verso obiettivi di transizione ecologica e di gestione intelligente e responsabile della nostra risorsa più preziosa: l’acqua”.
La visita si è conclusa con un tour presso l’impianto di fitodepurazione, un sistema naturale di trattamento delle acque reflue che sfrutta il principio di autodepurazione degli ambienti acquatici e palustri, dove le piante agiscono come filtri biologici per abbattere gli inquinanti in modo ecologico e a basso impatto ambientale.




Confapi Lecco Sondrio in visita al depuratore di Lario Reti Holding a Nibionno

Si è svolta ieri nel pomeriggio la visita guidata presso il depuratore di Nibionno, impianto gestito da Lario Reti Holding. L’evento è nato dall’incontro tra il gestore del servizio idrico, Confapi Lecco Sondrio e Api Tech.
L’iniziativa ha offerto a imprenditori, tecnici e rappresentanti del territorio l’opportunità di scoprire da vicino il funzionamento e le eccellenze tecnologiche di un impianto cruciale per la tutela ambientale e la gestione del servizio idrico integrato locale.
La visita ha permesso di approfondire i processi di trattamento delle acque reflue, evidenziando come l’innovazione e i costanti investimenti infrastrutturali si traducano in benefici concreti per l’ecosistema e per le comunità della Brianza lecchese.
Durante l’incontro, particolare rilievo è stato dato al concetto di economia circolare, mostrando come il recupero delle risorse e l’efficientamento energetico siano ormai parte integrante della gestione industriale dell’acqua.

“L’iniziativa promossa in collaborazione con Lario Reti Holding rappresenta un’interessante occasione di conoscenza e confronto per le imprese del nostro territorio – ha dichiarato Enrico Vavassori presidente di Confapi Lecco Sondrio -. La visita permette di approfondire il funzionamento di un’infrastruttura importante per la gestione dei servizi idrici e di conoscere da vicino le attività e le tecnologie impiegate. Come associazione riteniamo utile favorire queste occasioni di incontro, che contribuiscono ad ampliare le conoscenze delle nostre imprese e a mantenere aperto il dialogo sui temi dell’efficienza, della sostenibilità e della gestione delle risorse”.

“Siamo entusiasti del forte interesse e della partecipazione riscontrati oggi”, ha commentato Lorenzo Riva, presidente di Lario Reti Holding. “Mostrare il lavoro che sta dietro alla depurazione delle acque significa rendere trasparente un ciclo vitale per il cittadino e per le aziende. Condividere queste competenze con Confapi ci permette di rafforzare il dialogo con il sistema produttivo locale, camminando insieme verso obiettivi di transizione ecologica e di gestione intelligente e responsabile della nostra risorsa più preziosa: l’acqua”.
La visita si è conclusa con un tour presso l’impianto di fitodepurazione, un sistema naturale di trattamento delle acque reflue che sfrutta il principio di autodepurazione degli ambienti acquatici e palustri, dove le piante agiscono come filtri biologici per abbattere gli inquinanti in modo ecologico e a basso impatto ambientale.

Ufficio stampa
Confapi Lecco Sondrio
Larioreti Holding




Confapi Lecco Sondrio: tutto esaurito per il Roadshow con Sace, Simest e CDP dedicato all’internazionalizzazione

Registra il tutto esaurito il Roadshow promosso da Confapi Lecco Sondrio in collaborazione con Sace, Simest e Cassa Depositi e Prestiti. Un’intensa giornata di lavoro interamente dedicata all’internazionalizzazione delle piccole e medie imprese, con l’obiettivo di offrire una panoramica a 360 gradi sugli strumenti di sostegno finanziario, assicurativo e formativo per i mercati esteri.
Una trentina di aziende associate ha preso parte all’incontro, guidato dagli interventi dei rappresentanti dei principali player nazionali dello sviluppo economico: Federica Ingrosso (Senior Specialist Relazioni Esterne per SIMEST) ha illustrato gli “Strumenti Simest a supporto dell’internazionalizzazione”; Roberto Leidi (Relationship Manager Sales PMI – Lombardia per SACE) ha approfondito il tema “Strumenti assicurativo-finanziari e supporto formativo all’export”; Andrea Lenzi (Relazioni Business Imprese Lombardia Ovest per CDP) ha concluso la sessione d’interventi presentandone “Le soluzioni CDP per la crescita delle imprese italiane”.

«Oggi riuniamo nella nostra sede i principali attori nazionali dello sviluppo economico e dell’internazionalizzazione: Sace, Simest, CDP – ha dichiarato Enrico Vavassori, presidente di Confapi Lecco Sondrio –. Averli insieme allo stesso tavolo, al fianco della presentazione integrata di tutti i nostri servizi associativi, è la dimostrazione concreta di ciò che Confapi Lecco Sondrio vuole essere: un punto di riferimento solido, proattivo e sempre vicino alle piccole e medie imprese. In uno scenario economico complesso, competitivo e in continua evoluzione come quello attuale, le imprese non hanno solo bisogno di orientamento, ma di strumenti concreti».
«È per noi motivo di grande orgoglio aver ospitato a Lecco la tappa lombarda di questo Roadshow – ha sottolineato il direttore dell’associazione, Marco Piazza –. All’incontro erano presenti anche i funzionari dei nostri servizi territoriali, pronti ad assistere quotidianamente le aziende nell’individuazione e nell’accesso agli strumenti finanziari, assicurativi e alle agevolazioni più adatte per proiettare il proprio business all’estero».

Al termine della prima parte dei lavori si è svolto l’Open Day dei servizi di Confapi Lecco Sondrio, un momento di incontro durante il quale la struttura associativa si è presentata direttamente alle imprese, illustrando le ultime novità operative: dal potenziamento dell’Ufficio Bandi al nuovo servizio InfoPoint Fotovoltaico.

Anna Masciadri
Ufficio stampa




Confapi Lecco Sondrio ospita il Roadshow per le imprese di Sace, Simest e CDP

Confapi Lecco Sondrio promuove una giornata di alto profilo strategico e formativo rivolta al tessuto imprenditoriale locale, non solo alle aziende associate. Giovedì 8 ottobre, la sede dell’associazione in via della Pergola 73 sarà il centro dove accogliere aziende, professionisti e istituzioni per una doppia iniziativa focalizzata sullo sviluppo economico, sui finanziamenti all’export e sui servizi avanzati per la competitività aziendale.
Si comincia alle ore 14.30 con la tappa lecchese del Roadshow di Confapi, Sace (Servizi assicurativi e finanziari per le imprese), CDP (Cassa depositi e prestiti) e Simest (Soluzioni per l’internazionalizzazione delle imprese). L’apertura dei lavori vedrà un confronto diretto tra le imprese e i principali player della finanza agevolata e del sostegno al Made in Italy. I saluti introduttivi saranno affidati a Enrico Vavassori, Presidente di Confapi Lecco Sondrio, e a Filippo Boscagli, Sindaco di Lecco. A seguire, un articolato programma di interventi tecnici illustrerà opportunità concrete di sviluppo ed export: “Strumenti Simest a supporto dell’internazionalizzazione”, un panel interattivo su requisiti, iter e documentazione con Federica Ingrosso (Senior Specialist Relazioni Esterne per SIMEST). Seguirà l’intervento su “Strumenti assicurativo-finanziari e supporto formativo all’export” a cura di Roberto Leidi (Relationship Manager Sales PMI – Lombardia per SACE). Chiuderà la prima parte “Le soluzioni CDP per la crescita delle imprese italiane” di Andrea Lenzi (Relazioni Business Imprese Lombardia Ovest per CDP).
La giornata proseguirà con la presentazione integrata della dei servizi che Confapi Lecco Sondrio mette a disposizione delle PMI per affrontare le sfide del mercato: Api Formazione, percorsi strategici per lo sviluppo e la valorizzazione del capitale umano. ApiTech: soluzioni e progetti di transizione digitale e innovazione tecnologica. Ufficio Estero: consulenza operativa e orientamento ai processi di internazionalizzazione. Welfare: progetti su misura per il benessere organizzativo e aziendale. Consorzio Adda Energia: strategie e tutele per l’approvvigionamento energetico a condizioni competitive.

L’evento è aperto a tutte le aziende interessate a partecipare, anche le non associate, per partecipare è necessario iscriversi compilando il form a questo link
“Siamo estremamente orgogliosi di ospitare presso la nostra sede una giornata di tale rilevanza per il tessuto produttivo del nostro territorio – spiega il direttore dell’associazione Marco Piazza -. Riunire in un unico appuntamento i principali player nazionali dello sviluppo economico come SACE, CDP e SIMEST, insieme alla presentazione integrata di tutti i nostri servizi associativi, dimostra la volontà di Confapi Lecco Sondrio di essere un punto di riferimento concreto e proattivo per le PMI. In un contesto economico complesso e in continua evoluzione, offrire alle nostre imprese sia le chiavi per accedere ai mercati internazionali e ai finanziamenti strategici, sia il supporto quotidiano su formazione, innovazione tecnologica, energia e welfare, significa dare risposte chiare ed efficaci alle loro esigenze di crescita. Invito tutti gli imprenditori a partecipare: sarà un’importante occasione di confronto, aggiornamento e networking”.

Anna Masciadri
Ufficio stampa




Ex Ilva. Confapi in audizione al Senato: garantire continuità produttiva, salvaguardia indotto e rilancio industriale

Confapi, rappresentata dal Vicepresidente Francesco Napoli, è stata audita dalla 9ª Commissione permanente del Senato della Repubblica – Industria, commercio, turismo, agricoltura e produzione agroalimentare – nell’ambito dell’esame del decreto-legge n. 154/2026, recante misure urgenti per assicurare la continuità operativa di impianti di interesse strategico nazionale. Il provvedimento interessa direttamente la situazione dello stabilimento ex Ilva di Taranto e la necessità di assicurarne la continuità produttiva.
“Sono ormai evidenti le criticità che da anni interessano il polo siderurgico di Taranto e le significative ricadute che esse stanno producendo sull’intero sistema produttivo nazionale ha affermato Napoli – Come già evidenziato da Confapi in precedenti audizioni, l’Italia non può permettersi di perdere un polo siderurgico della rilevanza di Taranto”.
“In questo quadro – ha evidenziato -, desta particolare preoccupazione la recente decisione della Corte d’Appello civile di Milano, che ha confermato il provvedimento con cui, alla fine di luglio, è stato disposto il blocco dell’area a caldo dello stabilimento ex Ilva di Taranto, da attuarsi entro il 28 ottobre”.
Napoli ha poi rilanciato alcune proposte: ”Confapi auspica pertanto che, nel rispetto delle prescrizioni in materia di sicurezza e tutela ambientale, siano messe in campo tutte le necessarie sinergie istituzionali e industriali per assicurare la continuità produttiva e creare le condizioni per il rilancio dell’area a caldo dello stabilimento di Taranto, salvaguardandone il ruolo strategico nel sistema industriale nazionale. È quindi necessario – ha spiegato – superare definitivamente la logica emergenziale e definire una prospettiva industriale stabile, credibile e di lungo periodo, capace di garantire la continuità produttiva, la sostenibilità ambientale e la salvaguardia dell’occupazione e dell’intera filiera dell’indotto”.
Per Confapi è quindi necessario definire una strategia industriale di medio-lungo periodo per la siderurgia italiana, che sappia integrare continuità produttiva, decarbonizzazione, sicurezza degli approvvigionamenti, competitività energetica, investimenti e tutela dell’occupazione.
Particolare attenzione deve essere rivolta alle PMI industriali dell’indotto. È pertanto necessario assicurare la regolarità dei pagamenti nei confronti dei fornitori e predisporre strumenti adeguati a sostenere le imprese eventualmente interessate dalla contrazione delle attività.
La Confederazione esprime inoltre apprezzamento per l’intervento previsto dall’articolo 1. La possibilità di prestare su base annuale le garanzie finanziarie richieste dalla normativa ambientale, per tutta la durata dell’amministrazione straordinaria e fino alla cessione del patrimonio aziendale, rappresenta una soluzione coerente con la particolare condizione in cui si trovano imprese sottoposte a procedure straordinarie.
“L’obiettivo deve essere quello di riportare Ex Ilva di Taranto a essere una realtà siderurgica competitiva e sostenibile, accompagnandone la trasformazione tecnologica e il processo di decarbonizzazione attraverso un percorso progressivo e concretamente realizzabile” ha concluso il Vicepresidente Napoli.
 



Rapporto congiunturale Confapi sullo stato di salute delle PMI industriali italiane

Confapi ha presentato venerdì scorso i risultati del nuovo Rapporto Congiunturale sul primo semestre 2026 e aspettative secondo semestre delle piccole e medie imprese industriali, basato su un campione di 2.000 aziende associate, ampiamente rappresentativo del mondo delle Pmi italiane. L’indagine scatta una fotografia delle aspettative e delle strategie del tessuto imprenditoriale privato di fronte alle grandi sfide geopolitiche, macroeconomiche e tecnologiche globali.

Scarsi effetti dai dazi Usa, molta preoccupazione per il perdurare delle difficoltà alla libera circolazione nello stretto di Hormuz, crescita programmata degli investimenti nel settore dell’intelligenza artificiale, basso ricorso e aumento delle difficoltà nell’accesso al credito.

Questi i principali risultati che sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa da Cristian Camisa, Presidente della Confederazione italiana piccola e media industria privata e Vicepresidente European Entrepreneurs-CEA-PME.

“Dalla nostra indagine – spiega il Presidente, Cristian Camisa – emerge una crescente preoccupazione per una situazione che continua a protrarsi e che si sta trasformando in un peggioramento nel secondo semestre, alimentando un clima di forte e persistente incertezza. Per le nostre imprese non c’è fattore più penalizzante dell’incertezza: quando il quadro cambia continuamente, le aziende tendono inevitabilmente a rimandare gli investimenti e a rivedere o rinviare le proprie strategie sui mercati esteri. Alle problematiche dovute alle crisi internazionali si aggiungono oggi quelle sempre più evidenti nell’accesso al credito, che rischiano di frenare ulteriormente la capacità di investimento e di crescita delle imprese. Come sempre, le Pmi italiane stanno dimostrando una straordinaria resilienza e una grande capacità di tenuta. Ma proprio per sostenerle è necessario, ora più che mai, un intervento strutturale da parte delle Istituzioni e del Governo. Occorre – conclude Camisa – una politica industriale chiara, strumenti concreti e condizioni di maggiore stabilità, affinché le imprese italiane possano competere ad armi pari con le loro concorrenti europee e continuare a rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali”.

Geopolitica: i rischi percepiti tra dazi e rotte commerciali

Le imprese italiane mostrano una sorprendente resilienza psicologica di fronte ad alcune minacce globali, mentre esprimono forte allarme per la stabilità delle catene di fornitura energetica e logistica. Nel dettaglio, l’analisi dell’impatto dei dazi statunitensi sull’attività delle imprese evidenzia per l’87,5% del campione effetti limitati sulle Pmi industriali pur segnalando aree di attenzione legate all’aumento dei costi lungo le catene di approvvigionamento. Il mercato americano viene affrontato comunque con strategie di mitigazione già in corso.

Diversi gli impatti per la crisi in Medio Oriente e per la situazione dello Stretto di Hormuz: per il 69,5% sono attesi effetti negativi per le attività, con una conseguente diminuzione della redditività; per il 50% delle Pmi le ricadute negative del blocco di Hormuz sono già in corso. I blocchi logistici e i conseguenti rincari energetici sono percepiti come una minaccia immediata e sistemica per la produzione, con un ricadute su fatturato, ordini e utili.

 

Investimenti, difficoltà crescenti per l’accesso al credito

Meno della metà delle imprese (48,3%) ha effettuato investimenti nel corso del primo semestre, con il 51,7 che non ha programmato invece piani pluriennali di crescita. Preoccupazione per l’accesso al credito: nel periodo di riferimento, il 66,5% delle Pmi industriali italiane non ha avanzato domande al sistema bancario per nuove risorse finanziarie, percentuale in crescita del 7,8% rispetto al 2025. Questo dato testimonia la percezione di una forte difficoltà nella richiesta di credito, spingendo la maggioranza delle aziende a non tentare nemmeno l’interlocuzione con gli istituti bancari per timore di rifiuti (35%), condizioni troppo onerose (30,8%) o richiesta di eccessive garanzie (27%), con conseguenti scelte di autofinanziamento da parte delle Pmi. È evidente una profonda distanza tra le necessità del sistema produttivo e l’offerta del sistema bancario, che si traduce quindi in un fenomeno di rinuncia preventiva, con il 56% delle Pmi che ricorre all’autofinanziamento con conseguente indebolimento degli asset patrimoniali.

Innovazione: in crescita gli investimenti sull’Intelligenza Artificiale

Gli investimenti nell’AI delle Pmi industriali sono in crescita; con riferimento al Piano 5.0 questo strumento è stato utilizzato dall’8% delle Pmi. Il 23,3% delle aziende del campione prevede piani specifici, ma con riferimento ai soli investimenti immateriali la percentuale sale al 43,8%. Le tecnologie AI vengono considerate una leva imprescindibile per incrementare la produttività (60,7%), ottimizzare i costi (90,1%) e potenziare capacità di elaborazione e gestione dei dati (82%).

Per approfondire, al link la presentazione dei risultati dell’Indagine.

https://www.confapi.org/images/img/pdf/indagini/Presentazione-Indagine-congiunturale-Confapi-I-sem-2026.pdf




Webinar “Il mercato dell’arredo negli Stati Uniti: opportunità per le aziende italiane in Florida”

Informiamo che Confapi, la Camera di Commercio Italiana a Miami e l’Ufficio ICE di Miami organizzano per giovedì 3 settembre alle ore 14.30 (ora italiana) il webinar: “Il mercato dell’arredo negli Stati Uniti: opportunità per le aziende italiane in Florida”.
L’incontro illustrerà le principali opportunità del mercato statunitense, con un focus sulla Florida e sui settori residenziale, hospitality e contract di alta gamma. Sarà, inoltre, presentata la settima edizione di “The Best of Italian Design”, dedicata alle aziende italiane dell’arredo interessate a sviluppare nuove opportunità commerciali nel Sud della Florida.

La partecipazione è gratuita e il webinar si terrà in lingua italiana.

Le aziende interessate a partecipare possono registrarsi al seguente link: Registrazione Webinar 3 Settembre

A seguito della registrazione saranno fornite le istruzioni per il collegamento.

(SF/am)




Luca Brambilla nella giunta nazionale di Confapi Unigec

Luca Brambilla, consigliere del Gruppo Giovani Imprenditori di Confapi Lecco Sondrio, e titolare della Grafiche Cola di Lecco, è entrato a far parte del Consiglio nazionale di Unigec Confapi (Unione Nazionale Piccola e Media Industria Grafica, Editoriale, Cartaria, Cartotecnica e Affine). La nomina è avvenuta durante il consiglio tenutosi a Roma il 22 luglio scorso che ha confermato Roberto Cotterchio presidente per il prossimo triennio.
È stata anche nominata la nuova Giunta di Presidenza che sarà composta, oltre che dal presidente Cotterchio, da Marco Tenaglia (Varese), confermato vicepresidente vicario, Luciano Piovano (Torino), Riccardo Pertoldi (Friuli Venezia Giulia), Luca Brambilla (Lecco), Leonardo Zaccagni (Bari), Vittorio Turco (Calabria), Antonino Messina (Sicilia) e Marco Biancavilla (Roma).

Roberto Cotterchio, 57 anni, già vicepresidente di Api Torino e presidente di Unigec Torino per dieci anni, è titolare dell’azienda Cograf Srl di Torino, che si occupa della produzione di etichette autoadesive.
“Ringrazio i colleghi per la fiducia che hanno voluto rinnovarmi – ha dichiarato il presidente Cotterchio –. Il mandato che oggi si conclude formalmente ci ha consentito di affrontare sfide complesse e di raggiungere risultati importanti, a partire dal rinnovo del contratto nazionale di categoria, frutto di un confronto responsabile con le parti sociali. Continueremo a lavorare nel solco del percorso avviato, rafforzando il ruolo di Unigec come punto di riferimento per le imprese del comparto e promuovendo la competitività della filiera, l’innovazione, la sostenibilità e l’economia circolare. Sarà fondamentale continuare a rappresentare in modo unitario le diverse anime del settore e consolidare il dialogo con le istituzioni per accompagnare le trasformazioni che interessano il mondo della comunicazione, della stampa, dell’editoria e del packaging. Ringrazio il Comitato direttivo per la disponibilità e l’impegno con cui affronteremo insieme il lavoro del prossimo triennio”.

Anna Masciadri
Ufficio stampa 
 
 




Confapi e Fiap al MIMIT. Trasporti e logistica a fianco delle Pmi italiane per vincere le sfide industriali e geopolitiche

La logistica e il trasporto a sostegno del sistema produttivo delle PMI e quindi attività cruciali per lo sviluppo economico e sociale dell’Italia. E’ questo il tema centrale del convegno organizzato settimana scorsa da Confapi e Fiap a Roma su “Libro Bianco Made in Italy 2030: Manifattura e logistica integrata per una nuova strategia industriale”, nel Salone degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), alla presenza del titolare del dicastero, Adolfo Urso.

Il presidente delle Confederazione italiana piccola e media industria privata (Confapi) Cristian Camisa e quello della Federazione italiana autotrasportatori professionali (Fiap) Roberto Scarpa si sono soffermati sulle difficoltà e le sfide che il mondo produttivo ha di fronte; e di quanto la logistica, settore in piena trasformazione, sia determinante per affrontare e vincere tali sfide.

Il convegno è stata anche l’occasione per annunciare l’ingresso di Fiap in Confapi, per una collaborazione strategica su tutte le filiere produttive. Con circa 2.000 imprese associate per oltre 80.000 addetti, Fiap è la principale realtà associativa nel settore del trasporto merci e della logistica; con l’ingresso di Fiap salgono a 118.000 le PMI rappresentate da Confapi, con 1,3 milioni di addetti.

La logistica e il trasporto merci sono leve strategiche per la competitività del sistema produttivo italiano, è il messaggio emerso con chiarezza anche dal contributo degli accademici Carlo Alberto Carnevale Maffè (Professore di Strategy & Entrepreneurship, SDA Bocconi School of Management) e Damiano Frosi (Direttore degli Osservatori Contract Logistics “Gino Marchet” – PoliMI). Lo stesso Libro Bianco del Mimit, curato da Paolo Quercia, responsabile dell’Ufficio studi del dicastero di via Veneto, sottolinea come “un ecosistema industriale di filiera si sviluppa su processi di commercio, distribuzione e vendita”.

“La logistica rappresenta uno snodo strategico per l’intero sistema industriale, soprattutto per l’Italia che, per la sua posizione geografica, è una naturale piattaforma marittima, aeroportuale ed energetica nel Mediterraneo. Per questo, una logistica integrata ed efficiente è essenziale per rafforzare la manifattura, attrarre investimenti e accrescere il ruolo del Paese nelle catene europee e globali del valore”, ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

“In questa prospettiva – ha aggiunto – si inserisce il Libro Bianco “Made in Italy 2030”, frutto di un ampio confronto con tutti gli attori del sistema produttivo, tra cui Confapi, che ringrazio per la collaborazione. Il documento definisce il quadro delle riforme che stiamo portando avanti: dalle politiche industriali ed energetiche a quelle fiscali e per la concorrenza, fino agli strumenti per la transizione tecnologica e il sostegno alla ricerca”.

“La scelta che abbiamo fatto di un percorso in comune con Fiap è importante, perché manifattura e logistica sono due componenti inscindibili della competitività del Made in Italy e solo attraverso una visione condivisa sarà possibile affrontare le sfide che attendono il nostro sistema produttivo, sia nei mercati interni sia in quelli internazionali”, ha dichiarato il Presidente nazionale di Confapi Cristian Camisa, mentre il Direttore sviluppo e territori della Confederazione, Andrea Paparo, ha sottolineato come “con l’unione delle forze tra Confapi e Fiap avremo effetti positivi che non saranno solo dimensionali, anche sui mercati esteri”.

“Con Confapi abbiamo deciso di condividere un percorso comune perché entrambe abbiamo a cuore, prima di tutto, la competitività e la forza delle imprese italiane: un patrimonio che il nostro sistema Paese deve preservare e valorizzare”, ha commentato il Presidente di Fiap, Roberto Scarpa, mentre il Segretario generale della Confederazione, Alessandro Peron, ha notato come “il mercato sta cambiando velocemente, con modelli distributivi dove la logistica diventa sempre più strategica nella scelta dell’utente finale. Ecco perché una logistica forte può rendere l’Italia più forte”.

Per Carlo Alberto Carnevale Maffè “La logistica oggi non è più mero trasporto ma infrastruttura al tempo stesso critica e strategica: critica perché presidia le catene del valore sotto stress; strategica perché è tra i maggiori produttori di real-world data”.

“Per il 95% delle imprese, secondo una nostra indagine – spiega Damiano Frosi – la logistica è ormai riconosciuta come una funzione sempre più strategica; questa quota sale al 97% per le grandi aziende. Tra Pmi e grandi c’è però un significativo gap sul fronte della digitalizzazione: il 37% delle grandi ha adottato un transportation management System (TMS), contro appena il 10% delle Pmi”.