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Rapporto congiunturale Confapi sullo stato di salute delle PMI industriali italiane

Confapi ha presentato venerdì scorso i risultati del nuovo Rapporto Congiunturale sul primo semestre 2026 e aspettative secondo semestre delle piccole e medie imprese industriali, basato su un campione di 2.000 aziende associate, ampiamente rappresentativo del mondo delle Pmi italiane. L’indagine scatta una fotografia delle aspettative e delle strategie del tessuto imprenditoriale privato di fronte alle grandi sfide geopolitiche, macroeconomiche e tecnologiche globali.

Scarsi effetti dai dazi Usa, molta preoccupazione per il perdurare delle difficoltà alla libera circolazione nello stretto di Hormuz, crescita programmata degli investimenti nel settore dell’intelligenza artificiale, basso ricorso e aumento delle difficoltà nell’accesso al credito.

Questi i principali risultati che sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa da Cristian Camisa, Presidente della Confederazione italiana piccola e media industria privata e Vicepresidente European Entrepreneurs-CEA-PME.

Dalla nostra indagine – spiega il Presidente, Cristian Camisa – emerge una crescente preoccupazione per una situazione che continua a protrarsi e che si sta trasformando in un peggioramento nel secondo semestre, alimentando un clima di forte e persistente incertezza. Per le nostre imprese non c’è fattore più penalizzante dell’incertezza: quando il quadro cambia continuamente, le aziende tendono inevitabilmente a rimandare gli investimenti e a rivedere o rinviare le proprie strategie sui mercati esteri. Alle problematiche dovute alle crisi internazionali si aggiungono oggi quelle sempre più evidenti nell’accesso al credito, che rischiano di frenare ulteriormente la capacità di investimento e di crescita delle imprese. Come sempre, le Pmi italiane stanno dimostrando una straordinaria resilienza e una grande capacità di tenuta. Ma proprio per sostenerle è necessario, ora più che mai, un intervento strutturale da parte delle Istituzioni e del Governo. Occorre – conclude Camisa – una politica industriale chiara, strumenti concreti e condizioni di maggiore stabilità, affinché le imprese italiane possano competere ad armi pari con le loro concorrenti europee e continuare a rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali”.

Geopolitica: i rischi percepiti tra dazi e rotte commerciali

Le imprese italiane mostrano una sorprendente resilienza psicologica di fronte ad alcune minacce globali, mentre esprimono forte allarme per la stabilità delle catene di fornitura energetica e logistica. Nel dettaglio, l’analisi dell’impatto dei dazi statunitensi sull’attività delle imprese evidenzia per l’87,5% del campione effetti limitati sulle Pmi industriali pur segnalando aree di attenzione legate all’aumento dei costi lungo le catene di approvvigionamento. Il mercato americano viene affrontato comunque con strategie di mitigazione già in corso.

Diversi gli impatti per la crisi in Medio Oriente e per la situazione dello Stretto di Hormuz: per il 69,5% sono attesi effetti negativi per le attività, con una conseguente diminuzione della redditività; per il 50% delle Pmi le ricadute negative del blocco di Hormuz sono già in corso. I blocchi logistici e i conseguenti rincari energetici sono percepiti come una minaccia immediata e sistemica per la produzione, con un ricadute su fatturato, ordini e utili.

 

Investimenti, difficoltà crescenti per l’accesso al credito

Meno della metà delle imprese (48,3%) ha effettuato investimenti nel corso del primo semestre, con il 51,7 che non ha programmato invece piani pluriennali di crescita. Preoccupazione per l’accesso al credito: nel periodo di riferimento, il 66,5% delle Pmi industriali italiane non ha avanzato domande al sistema bancario per nuove risorse finanziarie, percentuale in crescita del 7,8% rispetto al 2025. Questo dato testimonia la percezione di una forte difficoltà nella richiesta di credito, spingendo la maggioranza delle aziende a non tentare nemmeno l’interlocuzione con gli istituti bancari per timore di rifiuti (35%), condizioni troppo onerose (30,8%) o richiesta di eccessive garanzie (27%), con conseguenti scelte di autofinanziamento da parte delle Pmi. È evidente una profonda distanza tra le necessità del sistema produttivo e l’offerta del sistema bancario, che si traduce quindi in un fenomeno di rinuncia preventiva, con il 56% delle Pmi che ricorre all’autofinanziamento con conseguente indebolimento degli asset patrimoniali.

Innovazione: in crescita gli investimenti sull’Intelligenza Artificiale

Gli investimenti nell’AI delle Pmi industriali sono in crescita; con riferimento al Piano 5.0 questo strumento è stato utilizzato dall’8% delle Pmi. Il 23,3% delle aziende del campione prevede piani specifici, ma con riferimento ai soli investimenti immateriali la percentuale sale al 43,8%. Le tecnologie AI vengono considerate una leva imprescindibile per incrementare la produttività (60,7%), ottimizzare i costi (90,1%) e potenziare capacità di elaborazione e gestione dei dati (82%).

Per approfondire, al link la presentazione dei risultati dell’Indagine.

https://www.confapi.org/images/img/pdf/indagini/Presentazione-Indagine-congiunturale-Confapi-I-sem-2026.pdf




Webinar “Il mercato dell’arredo negli Stati Uniti: opportunità per le aziende italiane in Florida”

Informiamo che Confapi, la Camera di Commercio Italiana a Miami e l’Ufficio ICE di Miami organizzano per giovedì 3 settembre alle ore 14.30 (ora italiana) il webinar: “Il mercato dell’arredo negli Stati Uniti: opportunità per le aziende italiane in Florida”.
L’incontro illustrerà le principali opportunità del mercato statunitense, con un focus sulla Florida e sui settori residenziale, hospitality e contract di alta gamma. Sarà, inoltre, presentata la settima edizione di The Best of Italian Design”, dedicata alle aziende italiane dell’arredo interessate a sviluppare nuove opportunità commerciali nel Sud della Florida.

La partecipazione è gratuita e il webinar si terrà in lingua italiana.

Le aziende interessate a partecipare possono registrarsi al seguente link: Registrazione Webinar 3 Settembre

A seguito della registrazione saranno fornite le istruzioni per il collegamento.

(SF/am)




Luca Brambilla nella giunta nazionale di Confapi Unigec

Luca Brambilla, consigliere del Gruppo Giovani Imprenditori di Confapi Lecco Sondrio, e titolare della Grafiche Cola di Lecco, è entrato a far parte del Consiglio nazionale di Unigec Confapi (Unione Nazionale Piccola e Media Industria Grafica, Editoriale, Cartaria, Cartotecnica e Affine). La nomina è avvenuta durante il consiglio tenutosi a Roma il 22 luglio scorso che ha confermato Roberto Cotterchio presidente per il prossimo triennio.
È stata anche nominata la nuova Giunta di Presidenza che sarà composta, oltre che dal presidente Cotterchio, da Marco Tenaglia (Varese), confermato vicepresidente vicario, Luciano Piovano (Torino), Riccardo Pertoldi (Friuli Venezia Giulia), Luca Brambilla (Lecco), Leonardo Zaccagni (Bari), Vittorio Turco (Calabria), Antonino Messina (Sicilia) e Marco Biancavilla (Roma).

Roberto Cotterchio, 57 anni, già vicepresidente di Api Torino e presidente di Unigec Torino per dieci anni, è titolare dell’azienda Cograf Srl di Torino, che si occupa della produzione di etichette autoadesive.
Ringrazio i colleghi per la fiducia che hanno voluto rinnovarmi – ha dichiarato il presidente Cotterchio –. Il mandato che oggi si conclude formalmente ci ha consentito di affrontare sfide complesse e di raggiungere risultati importanti, a partire dal rinnovo del contratto nazionale di categoria, frutto di un confronto responsabile con le parti sociali. Continueremo a lavorare nel solco del percorso avviato, rafforzando il ruolo di Unigec come punto di riferimento per le imprese del comparto e promuovendo la competitività della filiera, l’innovazione, la sostenibilità e l’economia circolare. Sarà fondamentale continuare a rappresentare in modo unitario le diverse anime del settore e consolidare il dialogo con le istituzioni per accompagnare le trasformazioni che interessano il mondo della comunicazione, della stampa, dell’editoria e del packaging. Ringrazio il Comitato direttivo per la disponibilità e l’impegno con cui affronteremo insieme il lavoro del prossimo triennio”.

Anna Masciadri
Ufficio stampa 
 
 




Confapi e Fiap al MIMIT. Trasporti e logistica a fianco delle Pmi italiane per vincere le sfide industriali e geopolitiche

La logistica e il trasporto a sostegno del sistema produttivo delle PMI e quindi attività cruciali per lo sviluppo economico e sociale dell’Italia. E’ questo il tema centrale del convegno organizzato settimana scorsa da Confapi e Fiap a Roma su “Libro Bianco Made in Italy 2030: Manifattura e logistica integrata per una nuova strategia industriale”, nel Salone degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), alla presenza del titolare del dicastero, Adolfo Urso.

Il presidente delle Confederazione italiana piccola e media industria privata (Confapi) Cristian Camisa e quello della Federazione italiana autotrasportatori professionali (Fiap) Roberto Scarpa si sono soffermati sulle difficoltà e le sfide che il mondo produttivo ha di fronte; e di quanto la logistica, settore in piena trasformazione, sia determinante per affrontare e vincere tali sfide.

Il convegno è stata anche l’occasione per annunciare l’ingresso di Fiap in Confapi, per una collaborazione strategica su tutte le filiere produttive. Con circa 2.000 imprese associate per oltre 80.000 addetti, Fiap è la principale realtà associativa nel settore del trasporto merci e della logistica; con l’ingresso di Fiap salgono a 118.000 le PMI rappresentate da Confapi, con 1,3 milioni di addetti.

La logistica e il trasporto merci sono leve strategiche per la competitività del sistema produttivo italiano, è il messaggio emerso con chiarezza anche dal contributo degli accademici Carlo Alberto Carnevale Maffè (Professore di Strategy & Entrepreneurship, SDA Bocconi School of Management) e Damiano Frosi (Direttore degli Osservatori Contract Logistics “Gino Marchet” – PoliMI). Lo stesso Libro Bianco del Mimit, curato da Paolo Quercia, responsabile dell’Ufficio studi del dicastero di via Veneto, sottolinea come “un ecosistema industriale di filiera si sviluppa su processi di commercio, distribuzione e vendita”.

“La logistica rappresenta uno snodo strategico per l’intero sistema industriale, soprattutto per l’Italia che, per la sua posizione geografica, è una naturale piattaforma marittima, aeroportuale ed energetica nel Mediterraneo. Per questo, una logistica integrata ed efficiente è essenziale per rafforzare la manifattura, attrarre investimenti e accrescere il ruolo del Paese nelle catene europee e globali del valore”, ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

“In questa prospettiva – ha aggiunto – si inserisce il Libro Bianco “Made in Italy 2030”, frutto di un ampio confronto con tutti gli attori del sistema produttivo, tra cui Confapi, che ringrazio per la collaborazione. Il documento definisce il quadro delle riforme che stiamo portando avanti: dalle politiche industriali ed energetiche a quelle fiscali e per la concorrenza, fino agli strumenti per la transizione tecnologica e il sostegno alla ricerca”.

“La scelta che abbiamo fatto di un percorso in comune con Fiap è importante, perché manifattura e logistica sono due componenti inscindibili della competitività del Made in Italy e solo attraverso una visione condivisa sarà possibile affrontare le sfide che attendono il nostro sistema produttivo, sia nei mercati interni sia in quelli internazionali”, ha dichiarato il Presidente nazionale di Confapi Cristian Camisa, mentre il Direttore sviluppo e territori della Confederazione, Andrea Paparo, ha sottolineato come “con l’unione delle forze tra Confapi e Fiap avremo effetti positivi che non saranno solo dimensionali, anche sui mercati esteri”.

“Con Confapi abbiamo deciso di condividere un percorso comune perché entrambe abbiamo a cuore, prima di tutto, la competitività e la forza delle imprese italiane: un patrimonio che il nostro sistema Paese deve preservare e valorizzare”, ha commentato il Presidente di Fiap, Roberto Scarpa, mentre il Segretario generale della Confederazione, Alessandro Peron, ha notato come “il mercato sta cambiando velocemente, con modelli distributivi dove la logistica diventa sempre più strategica nella scelta dell’utente finale. Ecco perché una logistica forte può rendere l’Italia più forte”.

Per Carlo Alberto Carnevale Maffè “La logistica oggi non è più mero trasporto ma infrastruttura al tempo stesso critica e strategica: critica perché presidia le catene del valore sotto stress; strategica perché è tra i maggiori produttori di real-world data”.

“Per il 95% delle imprese, secondo una nostra indagine – spiega Damiano Frosi – la logistica è ormai riconosciuta come una funzione sempre più strategica; questa quota sale al 97% per le grandi aziende. Tra Pmi e grandi c’è però un significativo gap sul fronte della digitalizzazione: il 37% delle grandi ha adottato un transportation management System (TMS), contro appena il 10% delle Pmi”.




Norme Ue. Regolamento imballaggi (PPWR), Confapi: costi insostenibili per le pmi industriali, chiediamo moratoria delle sanzioni

Confapi esprime profonda preoccupazione per l’impatto economico e burocratico delle nuove regole dell’Unione europea in materia di imballaggi sulle piccole e medie imprese italiane, strette tra i ritardi normativi di Bruxelles e costi operativi che colpiranno direttamente la marginalità e la competitività del sistema produttivo in un momento storico già complesso. È l’allarme lanciato dalla Confederazione Italiana della Piccola e Media Industria Privata, quando manca meno di un mese al 12 agosto 2026, data in cui scatteranno i primi obblighi del Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR-Packaging and Packaging Waste Regulation, Regolamento UE 2025/40).
 
Un’analisi di impatto elaborata da Confapi mette in evidenza che mancano ancora alcuni atti delegati e di esecuzione fondamentali da parte della Commissione Europea. E permangono incertezze interpretative su aspetti nevralgici: la definizione esatta di “fabbricante”, la stesura della Dichiarazione di Conformità (DoC), le modalità operative di vigilanza e tracciabilità, le norme grafiche sull’etichettatura e le disposizioni sul divieto di PFAS (Per-and polyfluoroalkyl Substances) nei materiali a contatto con gli alimenti. Nonostante la Commissione abbia promesso linee guida e FAQ (frequently asked questions), la macchina burocratica europea appare ferma, lasciando le imprese in un pericoloso limbo normativo a pochissimi giorni dal via.
 
Confapi richiama l’attenzione sul rischio concreto che questo ritardo istituzionale si traduca in sanzioni ingiuste e blocchi doganali immediati per le imprese che non hanno elementi certi per adeguarsi. Per evitare il collasso operativo del sistema delle PMI Industriali, la Confederazione chiede al Governo italiano e alle istituzioni europee tre misure urgenti: moratoria sulle sanzioni con la sospensione totale dei provvedimenti sanzionatori per tutta la fase transitoria e fino a quando il quadro normativo, comprensivo di linee guida e FAQ, non sarà definitivo e pienamente applicabile; clausola di salvaguardia per le scorte al fine di consentire lo smaltimento progressivo e senza limiti temporali di tutte le scorte di magazzino dei packaging già acquistati o prodotti dalle imprese; flessibilità sulle etichette validando l’utilizzo delle etichette già stampate o ordinate per evitare pesanti sprechi economici e materiali, che risulterebbero in totale contrasto con la filosofia ecologica e circolare della norma.
 
“Non siamo di fronte a una transizione ecologica, ma a una transizione burocratica che rischia di desertificare il nostro sistema produttivo”, afferma il Presidente di Confapi, Cristian Camisa, “Le nostre PMI industriali da anni hanno intrapreso un percorso volto alla sempre maggiore sostenibilità ed hanno già investito risorse economiche importanti. Pretendere l’adeguamento entro il 12 agosto, in piena estate, a norme dai contorni ancora confusi, senza che la stessa Commissione Europea abbia completato la pubblicazione di linee guida e FAQ e non abbia pubblicato gli atti attuativi, condanna le imprese europee a un ulteriore incremento dei costi, riducendo ancora di più marginalità in un contesto storico-economico complesso. Non si può fare politica industriale sulla pelle delle imprese. Chiediamo al Governo italiano di farsi promotore di una linea del buon senso in Europa: serve una moratoria immediata per bloccare la scure delle sanzioni e della burocrazia prima che sia troppo tardi. Senza imprese competitive, l’Europa verde sarà solo un continente deindustrializzato e impoverito”, conclude Camisa.
 
 
L’ANALISI DI IMPATTO CONFAPI
 
Nel dettaglio, secondo l’analisi di impatto elaborata dalla Confederazione, l’adeguamento ai primi requisiti del PPWR e alle correlate normative sulla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) rischia di tradursi in un ulteriore aggravio di costi per le imprese. Per una PMI industriale con un catalogo di circa 10-15 referenze di packaging, i costi fissi di partenza sono tutt’altro che trascurabili. L’iter di conformità si apre con un audit documentale interno per mappare i fornitori e raccogliere le schede tecniche dei materiali, un’operazione che comporta un costo stimato tra i 500 e i 2.000 euro a seconda della complessità della filiera. Il vero scoglio economico è però rappresentato dalla sicurezza chimica. Per garantire l’assenza di PFAS nei materiali a contatto con gli alimenti sotto la soglia di 25 parti per miliardo (ppb), le aziende devono ricorrere a test di screening di laboratorio accreditati, il cui costo varia tra i 150 e i 300 euro per singolo campione analizzato. A questo si aggiunge la necessità di consulenze tecniche esterne altamente specializzate per redigere il Fascicolo Tecnico e la Dichiarazione di Conformità (DoC). Nel complesso, l’esborso per adeguarsi alla nuova normativa si attesta tra i 5.000 e i 15.000 euro. Inoltre, per le imprese che esportano in Europa, lo scenario si complica ulteriormente. L’iscrizione al registro EPR non è più cumulativa: le aziende devono registrarsi singolarmente in ogni Stato membro di destinazione delle merci con relativi costi. In questo scenario, le sanzioni amministrative nazionali sono severe: le multe possono andare da poche migliaia di euro a oltre 100.000 euro, con la sanzione accessoria del sequestro e del blocco commerciale di tutti i lotti di merce non conformi.



Sace e Confapi insieme per far crescere l’export italiano

Accordo di collaborazione per roadshow sul territorio, iniziative congiunte di business matching e operazioni mirate per cluster d’impresa, distretti e filiere produttive
Sviluppare e promuovere nuove iniziative a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane nel mondo. Con questo obiettivo, SACE (l’Export Credit Agency partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze) e Confapi (Confederazione italiana della piccola e media industria privata) hanno firmato un accordo di collaborazione che mette mettere a fattor comune azioni per supportare i percorsi di sviluppo delle imprese sui mercati esteri.
L’intesa, firmata oggi dall’Amministratore Delegato di SACE Michele Pignotti e dal Presidente di Confapi Cristian Camisa, prevede la realizzazione di iniziative mirate ed eventi promozionali congiunti – quali il roadshow nazionale promosso da Confapi in collaborazione con SACE, CDP e SIMEST – volti a favorire l’accesso agli strumenti assicurativo-finanziari di SACE per proteggere i rischi, rafforzare la competitività e supportare la crescita in sicurezza nei mercati internazionali.
L’accordo prevede inoltre lo sviluppo di iniziative congiunte di business matching finalizzate a mettere in contatto le imprese associate a Confapi con buyer esteri selezionati in funzione delle esigenze di acquisto e dell’offerta produttiva delle associate Confapi.
Infine, Confapi fornirà il proprio supporto nell’identificazione di cluster di imprese, distretti e filiere produttive — inclusi i relativi Champion e le aziende appartenenti — rispetto ai quali sviluppare iniziative mirate. SACE supporterà le imprese associate mediante strumenti finanziari dedicati, servizi di advisory per la gestione dei rischi di filiera e progetti pilota di internazionalizzazione destinati a cluster settoriali, in coordinamento con le reti territoriali di Confapi.
“Oggi come non mai, esportare è fondamentale per sostenere la crescita, ma c’è bisogno di strumenti che aiutino le imprese a selezionare le opportunità, sostenere la competitività e proteggersi dai rischi -, ha dichiarato l’Amministratore Delegato di SACE Michele Pignotti -. Siamo lieti di rafforzare la nostra collaborazione con una realtà come Confapi, che rappresenta tante PMI del nostro tessuto produttivo e che con noi persegue l’obiettivo di supportare la competitività e il valore del Made in Italy nel mondo. L’accordo di oggi supporta gli obiettivi del nostro Piano Strategico SACE50 con cui puntiamo rafforziamo le nostre collaborazioni di sistema, per massimizzare gli impatti concreti della nostra azione sui territori e sull’economia”.
“L’accordo con SACE consolida una sinergia che negli anni ha già prodotto risultati concreti e che oggi compie un ulteriore salto di qualità” – ha dichiarato il Presidente di Confapi, Cristian Camisa -. “La collaborazione tra Confapi e SACE non si è mai interrotta: già nel 2026, in vista del rinnovo formale del Protocollo che sottoscriviamo oggi, abbiamo continuato a organizzare iniziative congiunte sui territori, con nove tappe già realizzate e altre cinque in programma nel prossimo autunno. Un percorso che conferma il valore del fare sistema e della vicinanza alle PMI Industriali. In un contesto internazionale sempre più complesso, il supporto di SACE rappresenta uno strumento fondamentale per rafforzare la competitività e accompagnare le imprese nei percorsi di internazionalizzazione e crescita sui mercati esteri”.
 



Webinar Confapi su “PPWR” di giovedì 9 luglio 2026: slides utilizzate

In allegato si rendono disponibili le slide proiettate e illustrate nel corso del webinar relativo agli obblighi introdotti dal nuovo Regolamento Imballaggi e Rifiuti di Imballaggio.

Vi informiamo che nei prossimi giorni ci verranno trasmesse le risposte ai chiarimenti per i quali è stato possibile fornire un riscontro immediato. Potete scriverci per averle.

Per i punti che necessitano di un’interpretazione ufficiale, la Commissione Europea — come anticipato nel corso del webinar — emanerà nelle prossime settimane ulteriori FAQ e note esplicative. Sarà nostra cura informare tempestivamente le imprese associate.

(SN/am)




Confapi: Passarello nuovo direttore relazioni sindacali

Graziano Passarello è il nuovo Direttore delle relazioni sindacali di Confapi. Passarello proviene da Confindustria, dove negli ultimi 13 anni ha ricoperto vari incarichi sia sul territorio (Sicilia) sia a Roma nell’area Lavoro, welfare e capitale umano, occupandosi di Relazioni industriali e contrattazione collettiva, e nell’area Affari legislativi, regionali e diritto d’impresa, occupandosi di Affari legislativi e diritto pubblico. Passarello, 38 anni, ha una laurea in giurisprudenza alla Luiss e specializzazione in Public affairs e Relazioni istituzionali alla Luiss Business School. In Confapi, avrà la responsabilità della materia giuslavoristica e del coordinamento delle relazioni sindacali e industriali. 



Webinar “Le novità in materia di previdenza complementare” lunedì 27 luglio 2026, ore 10

Alla luce delle recenti novità in materia di previdenza complementare, Confapi organizza un webinar di approfondimento per il prossimo 27 luglio alle ore 10.00 dedicato al nuovo meccanismo di adesione automatica ai fondi pensione complementari.
 
Il webinar rappresenta un’importante occasione per analizzare il nuovo quadro normativo e approfondirne gli aspetti operativi per le imprese.
 
Dopo l’introduzione del Direttore delle Relazioni Sindacali di Confapi, Graziano Passarello, interverranno:
  • Mauro Bichelli, Direttore di Fondapi
  • Alex Paiella, Direttore di Previndapi
 
Per confermare la partecipazione vi invitiamo a compilare il form di registrazione disponibile al seguente LINK 

Il link di collegamento sarà inviato, previa registrazione, nel corso della giornata del 24 luglio.

 




Transizione energetica. Napoli: PMI protagoniste del cambiamento

Il vicepresidente di Confapi Francesco Napoli è intervenuto alla tavola rotonda “Humanising Energy. Progetti e lessici per la transizione energetica”, organizzata nell’ambito della prima tappa del roadshow “Humanizing Energy – Italia in Classe A”, dedicato alla sostenibilità energetica in ambito urbano.
L’iniziativa, promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, da ENEA, dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia e dal Comune di Roma, ha riunito istituzioni, professionisti, ricercatori e imprese per un confronto sulle sfide della rigenerazione urbana e della transizione energetica.
Nel corso del suo intervento, Napoli ha ribadito il ruolo centrale delle piccole e medie imprese nel processo di trasformazione energetica del Paese.
“Per le piccole e medie imprese la sostenibilità non è uno slogan, ma una necessità concreta che si misura quotidianamente con i costi dell’energia, la competitività sui mercati, la capacità di innovare e creare occupazione”.
Il vicepresidente di Confapi ha sottolineato come le PMI stiano già investendo in efficientamento energetico, fonti rinnovabili e innovazione, evidenziando però la necessità di un quadro stabile e di strumenti adeguati a sostegno degli investimenti.
“Le PMI rappresentano oltre il 90% del tessuto produttivo italiano. Senza il loro pieno coinvolgimento e senza misure capaci di accompagnarne gli investimenti, nessuna transizione sarà realmente possibile. Servono politiche industriali che garantiscano stabilità, accesso al credito, semplificazione amministrativa, certezza normativa e investimenti nella formazione, affinché le imprese possano programmare il proprio futuro e non limitarsi a rincorrere continui cambiamenti di scenario”.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema del costo dell’energia e alla necessità di rafforzare le infrastrutture energetiche, soprattutto nel Mezzogiorno, dove la crescita delle fonti rinnovabili rischia di essere frenata dai limiti delle reti elettriche.
“Garantire energia sicura, sostenibile e competitiva non è soltanto una questione ambientale, ma una priorità strategica per la crescita del Paese, per la competitività delle imprese e per la tutela dell’occupazione”.
Napoli ha inoltre evidenziato l’importanza di accompagnare lo sviluppo delle rinnovabili con sistemi di accumulo energetico, reti intelligenti e una pianificazione infrastrutturale adeguata.
“Per rendere efficaci gli investimenti nelle rinnovabili non basta aumentare la capacità installata. Occorre sviluppare contestualmente sistemi di accumulo energetico, reti intelligenti e infrastrutture in grado di distribuire e valorizzare l’energia prodotta”.
Nel corso del dibattito è stato infine affrontato il tema della rigenerazione urbana e territoriale come leva strategica per lo sviluppo sostenibile, la riduzione dei consumi energetici e la crescita economica dei territori.