Camisa: ristabilite regole transizione 5.0, continuare collaborazione governo-imprese
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Cristian Camisa
Presidente nazionale
Per questo. la proposta portata da Confapi al Governo è stata quella di istituire un tavolo di crisi. Pensiamo che l’aumento delle materie prime, sommato all’aumento dell’energia e a una crisi del mercato strutturale impongano delle decisioni immediate che in parte il governo sta portando avanti. Mi riferisco ad esempio alla lotta condivisibile che sta facendo sugli Ets per andare a diminuire le bollette. Abbiamo chiesto però anche di lavorare in Europa per togliere i cosiddetti dazi autoimposti, cioè tutti quei costi legati al Cbam e al Green deal. E poi è necessaria la sterilizzazione dei costi energetici così come un intervento sui costi dei trasporti. Oggi l’80% del trasporto su merci essenziali è su gomma e quindi l’incremento di costi, che poi non possono essere molto spesso tramutati in aumento di listini sui clienti, sta mettendo in seria difficoltà tutto il nostro sistema industriale.
Il rischio vero è la tenuta dei conti delle aziende e quindi è necessario con l’incontro fatto oggi che ci sia un intervento immediato a livello italiano ma anche a livello europeo di sterilizzazione di tutti questi costi, perché altrimenti rischiamo, se non interveniamo oggi, di pagarle a livello di costi sociali, ammortizzatori sociali, nel prossimo futuro”. Lo ha detto il presidente Cristian Camisa al termine del tavolo Pmi svoltosi oggi al Mimit alla presenza del ministro Adolfo Urso.
MILANO FINANZA del 30/01/2026
articolo a firma del Presidente CRISTIAN CAMISA
Giovani e occupazione, Confapi propone al governo un «Patto per talenti Stem»
L’obiettivo è trattenere i laureati in Italia, aumentando l’attrattività degli stipendi e sostenendo la produttività delle PMI, con misure sostenibili per lo Stato
Le piccole e medie industrie italiane affrontano quotidianamente, come ha sottolineato anche il governatore della Banca d`Italia Fabio Panetta, un ristagno della produttività che dura da un quarto di secolo e un vincolo demografico che minaccia la stessa sopravvivenza economica. Il governatore ha anche posto l’accento sull`emigrazione dei giovani laureati che tocca ormai il 10% del totale, con punte preoccupanti tra ingegneri e informatici, e che rappresenta una perdita per l`intera collettività.
Per Confapi questa non è solo una statistica, ma un freno diretto all`innovazione delle nostre imprese, che faticano a reperire quelle competenze tecniche necessarie per compiere il balzo tecnologico richiesto dai mercati globali. Nata nel 1947, Confapi rappresenta oggi oltre 116 mila imprese private, con 1,2 milioni di addetti in tutti i settori industriali e 63 sedi territoriali e distrettuali, in ogni regione d`Italia. Per rispondere alle criticità evidenziate da Banca d`Italia Confapi ha elaborato una proposta concreta, già sottoposta al governo, tesa a contrastare il fenomeno dei cervelli in fuga, per tutti quei giovani laureati che emigrano all`estero dopo essersi formati.
È un «Patto per i Talenti Stem», una strategia per contrastare la fuga dei laureati in discipline tecnico-scientifiche (Stem), rispondere alla crescente domanda delle imprese di personale neolaureato altamente qualificato e trattenere i laureati meritevoli che altrimenti emigrerebbero. La proposta si fonda su tre pilastri principali. 1) Aumentare l`attrattività degli stipendi italiani: un laureato in Germania guadagna l`80% in più e in Francia il 30% in più rispetto a un coetaneo italiano.
La nostra proposta prevede che l`impresa a parità di costo possa attrarre i migliori talenti essendo esonerata dal pagamento all`Inps della componente contributiva, che verrebbe comunque trasferita direttamente in busta paga al lavoratore. In questo modo le offerte delle imprese italiane diventano competitive con l`estero rendendo lo stipendio lordo uguale al netto. 2) Stabilizzare e valorizzare il merito: gli incentivi devono riservati ad assunzioni a tempo indeterminato di laureati Stem under 30 e con almeno 100/110 di voto di laurea. 3) Sostenere la produttività delle pmi. È il segmento più colpito dalla carenza di capitale umano qualificato. Con questa misura l`azienda, anziché versare i contributi previdenziali per il lavoratore neoassunto, li riconoscerebbe in busta paga mentre lo Stato riconoscerebbe i contributi figurativi al lavoratore per un periodo massimo di 5 anni.
Nel complesso si tratta misure ad alto rendimento sociale, che non gravano in modo permanente sui conti pubblici perché limitate nel tempo e con costi sostenibili per lo Stato. La nostra simulazione si basa su un target annuale di 5-6.000 neolaureati Stem, con un tetto salariale lordo annuo tra i 30.000 e 40.000 euro. La quantificazione stimata è ben al di sotto dei 100 milioni per il primo anno.
Una misura del genere sarebbe un segnale importante per la capacità di attrazione dei talenti e la crescita qualitativa della nuova base da cui emergeranno, nei prossimi anni, giovani manager in grado di crescere rapidamente, assumere ruoli di gestione e guidare i processi di innovazione, con un impatto positivo per la produttività e, in ultima analisi, per il tessuto sociale italiano.
“All’indomani di un nuovo Ordine Mondiale catalizzato da Stati Uniti, Cina e Russia – si legge – l’Europa deve restare salda e, per farlo, deve concentrarsi non solo su un’azione politica chiaramente autonoma, ma anche sulla propria forza economica. Ciò significa procedere quanto prima all’adozione provvisoria dell’accordo con il Mercosur, attraverso l’Accordo Commerciale Interinal, garantendo pienamente la reciprocità delle regole per tutte le merci scambiate tra i due blocchi, e avviare la negoziazione di nuovi accordi di libero scambio con altri attori strategici a livello globale, come l’India, dimostrando che l’Europa è in grado di aprire nuovi mercati alla propria industria quando questa è minacciata da dazi ingiustificati ed esposta a pratiche di concorrenza sleale. È necessario poi rafforzare la competitività europea riducendo il carico burocratico a livello nazionale ed europeo, tutelando in particolare la neutralità tecnologica e promuovendo un’innovazione sviluppata con, per e dalle Pmi e Mid-Cap. Normative controproducenti, obblighi di rendicontazione non giustificati e regole penalizzanti per l’economia devono essere resi più favorevoli alle imprese, semplificati e, ove possibile, eliminati. Inoltre bisogna promuovere, ove possibile e in tutti i settori, una preferenza per i prodotti e i servizi europei quando vengono utilizzate risorse dei contribuenti europei, che provengono in larga parte da piccole e medie industrie con sede nell’Unione. Infine, sarebbe importante ottenere una riduzione rapida e significativa dei prezzi dell’energia in Europa, utilizzando tutti gli strumenti disponibili, anche attraverso la revisione di alcuni elementi del Green Deal, come il Sistema europeo di scambio delle emissioni, al fine di raggiungere la neutralità climatica con un approccio orientato al mercato. Le piccole e medie imprese – conclude la nota congiunta – rappresentano la chiave per la sopravvivenza dell’economia europea, del modello sociale europeo e della stessa Unione Europea”.
“Le Pmi industriali – ha spiegato – rappresentano il fulcro del Made in Italy e la spina dorsale del sistema produttivo nazionale. Per questo Confapi sta lavorando affinché le misure del Piano siano davvero accessibili e operative per le imprese. Soltanto attraverso un’azione congiunta tra Ministero, rete diplomatico-consolare, Ice, Sace, Simest e associazioni imprenditoriali sarà possibile accompagnare le Pmi industriali verso quei mercati che oggi appaiono più complessi ma che rappresentano le opportunità di crescita più rilevanti per il futuro”.
“I dati di una nostra indagine – ha aggiunto Camisa -confermano la vocazione internazionale delle imprese che rappresentiamo: il 60% è già presente all’estero e cresce l’interesse verso nuovi mercati strategici, dall’area del Golfo al Nord America. Per sostenere questo percorso, Confapi sta sviluppando un piano operativo che prevede servizi di matching internazionale, una presenza diretta in Paesi chiave e un progetto pilota di un Hub logistico per le Pmi industriali negli Stati Uniti. Uno strumento pensato per garantire la disponibilità di ricambistica e campionature in loco e aumentare la competitività delle aziende italiane in un mercato complesso e sempre più selettivo”.
“Per Confapi – ha aggiunto – resta centrale l’attenzione sugli accordi di libero scambio, in particolare con Mercosur, strategici per ampliare le opportunità di export. Oggi, la sfida fondamentale è dunque accompagnare sempre più le Pmi industriali verso mercati lontani e complessi, attraverso una programmazione condivisa. Solo così – ha concluso – sarà possibile rafforzare la competitività del Made in Italy nel mondo”.
“La rielezione del presidente Camisa rappresenta il naturale epilogo di un primo mandato condotto con elevata capacità, competenza e dedizione. Negli scorsi primi tre anni sono stati conseguiti risultati di rilievo per il nostro sistema: la presenza stabile presso gli organi legislativi nazionali ed europei costituisce un traguardo fondamentale che consente alle nostre imprese di far pervenire le proprie istanze sin dalle fasi iniziali del processo normativo”, dichiara Enrico Vavassori.
Anna Masciadri
Ufficio stampa
“Sono commosso e onorato – le prime parole del presidente Camisa dopo l’elezione – Ringrazio l’assemblea e tutte le imprenditrici e imprenditori di Confapi per la fiducia che mi è stata rinnovata. Una grande responsabilità nel rappresentare una parte così importante del sistema produttivo italiano in un momento storico così delicato e carico di sfide, tra cui quelle legate a innovazione e sostenibilità, per continuare a essere competitivi sui mercati internazionali. Continueremo a portare avanti con ancora più forza e determinazione le istanze delle nostre imprenditrici e dei nostri imprenditori, staremo loro vicini, saremo il megafono delle loro esigenze senza compromessi e alchimie dialettiche”.
Nel corso del suo intervento in Assemblea, Camisa ha ricordato i risultati conseguiti in questo triennio da Confapi. “Abbiamo consolidato in modo significativo – ha detto – il nostro ruolo nel sistema della rappresentanza imprenditoriale italiana, ampliando la nostra presenza non solo nei principali tavoli decisionali nazionali, ma anche in quelli europei. Siamo rientrati nel Cnel, siamo stati riconfermati al Cese e siamo stati nominati nella Cabina di regia del Piano Mattei e dell’Internazionalizzazione. Sempre sul fronte dell’internazionalizzazione abbiamo stipulato protocolli d’intesa con Sace e Simest e collaboriamo fattivamente con Ice per supportare le nostre aziende per massimizzare l’efficacia delle azioni internazionali sotto ogni punto di vista. Sul fronte della bilateralità, vero pilastro del welfare e dell’assistenza sanitaria per i nostri dipendenti, collaboriamo con Cgil, Cisl e Uil”.
Il Presidente ha quindi presentato il programma strategico per il suo prossimo mandato che metterà i territori ancora di più al centro della Confederazione. “La ricchezza di Confapi – ha sottolineato – risiede proprio nella pluralità dei nostri territori: farli dialogare, metterli in rete e valorizzarne le specificità significa rendere l’Associazione più forte, più rappresentativa e al servizio di chi fa impresa. Promuoveremo un’agenda di dialogo e proposte per affrontare le crisi industriali del Centro-Nord, il cuore produttivo del Paese, rafforzare le filiere, sostenere la transizione verde e digitale nonché valorizzare il capitale umano come leva di competitività e coesione. Per il Sud del Paese, invece, avvieremo un progetto che punterà su legalità, innovazione, reti e sviluppo sostenibile, creeremo sportelli territoriali e percorsi di formazione per dirigenti. Continueremo a svolgere il nostro ruolo all’interno delle Istituzioni, italiane ed europee, e a incidere sulle politiche industriali, promuovendo un modello di sviluppo fondato su innovazione, equità e competitività”.
“I prossimi tre anni saranno fondamentali per rimanere competitivi sui mercati nazionali e internazionali. Per farlo – ha concluso – vogliamo sempre di più essere un punto di riferimento come l’unica vera Confederazione della piccola e media industria privata italiana”.
L’assemblea di Confapi ha eletto all’unanimità Filiberto Martinetto presidente emerito della Confederazione che prende il posto di Maurizio Casasco che da oggi non ricopre più alcun ruolo all’interno di Confapi. Martinetto, 91 anni, è uno dei pilastri di Confapi dove ricopre l’incarico di Tesoriere nonché di Presidente della Commissione dei Saggi.