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Riforma fiscale: proposto un automatismo per l’addebito diretto delle imposte sul conto corrente

La riforma fiscale in corso di attuazione introduce un’evoluzione significativa nelle modalità di versamento delle imposte, orientata verso sistemi sempre più automatizzati.

Tra le novità più rilevanti emerge la possibilità di adempiere all’obbligazione tributaria mediante addebito diretto su conto corrente, attivabile in via preventiva dal contribuente o dall’intermediario.

Si tratta di un cambiamento che, pur inserendosi nel solco dell’attuale utilizzo del modello F24 telematico, ne modifica profondamente la logica operativa, spostando il baricentro da un sistema “a impulso” a uno basato su autorizzazioni continuative.

Quadro normativo di riferimento – La novità trova fondamento nella Legge delega n. 111/2023 e, in particolare, nell’art. 7 del D.Lgs. n. 1/2024, che prevede la possibilità di disporre preventivamente l’addebito di somme dovute per scadenze future, con riferimento a:

  • versamenti ricorrenti;
  • pagamenti rateizzati;
  • importi predeterminati derivanti da obblighi fiscali.
Le modalità attuative saranno definite con apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, nell’ambito della convenzione con il Ministero dell’Economia per il triennio 2026-2028.

Dal modello F24 al mandato di addebito – Attualmente, il pagamento delle imposte dirette avviene tramite presentazione del modello F24, con addebito puntuale sul conto corrente indicato. Il nuovo sistema prospettato introduce invece una logica diversa:

  • il contribuente comunica il proprio IBAN;
  • autorizza l’addebito per obbligazioni future;
  • il sistema procede automaticamente al prelievo alle scadenze previste.
L’evoluzione è analoga, sotto il profilo funzionale, ai meccanismi di addebito diretto SEPA, ma integrata nell’infrastruttura fiscale. Un esempio applicativo già esistente è rappresentato dall’imposta di successione, in cui l’importo autoliquidato viene prelevato direttamente dal conto indicato.

Estensione ai controlli e alla compliance – Uno degli sviluppi più rilevanti riguarda l’estensione del meccanismo anche agli esiti dei controlli fiscali. In prospettiva, l’addebito diretto potrà essere utilizzato per:

  • somme dovute a seguito di lettere di compliance;
  • esiti di controlli automatizzati o formali;
  • altri importi determinati dall’Amministrazione finanziaria.
In tali ipotesi, una volta autorizzato l’addebito, il pagamento potrebbe avvenire automaticamente alla scadenza, riducendo l’intervento attivo del contribuente.

Impatti operativi per contribuenti e intermediari – L’introduzione dell’addebito diretto comporta effetti rilevanti sul piano operativo:

  • semplificazione degli adempimenti ripetitivi;
  • riduzione del rischio di errori materiali nella compilazione dei modelli;
  • maggiore integrazione con i sistemi informativi dell’Agenzia.
Per gli intermediari, tuttavia, cambia la natura dell’attività:
  • minore operatività nella trasmissione degli F24;
  • maggiore responsabilità nella gestione delle autorizzazioni e dei flussi;
  • necessità di monitoraggio continuo delle posizioni dei clienti.
Il presidio si sposta quindi dalla fase esecutiva alla fase di controllo e supervisione.

Digitalizzazione e intelligenza artificiale – La misura si inserisce in un più ampio processo di digitalizzazione del sistema fiscale. La convenzione MEF-Agenzia evidenzia, infatti:

  • il potenziamento della dichiarazione precompilata, con ampliamento dei dati disponibili;
  • l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale per l’assistenza ai contribuenti;
  • l’impiego di tecniche avanzate (machine learning, network analysis, text mining) per i controlli e l’analisi del rischio.
L’obiettivo è quello di costruire un sistema fiscale sempre più automatizzato, in cui l’intervento umano sia limitato alle situazioni di eccezione.

Profili critici – Non mancano, tuttavia, elementi di attenzione:

  • rischio di addebiti in presenza di contestazioni non ancora definite;
  • necessità di garantire adeguati strumenti di revoca o sospensione;
  • gestione delle situazioni di incapienza del conto corrente;
  • ridefinizione dei profili di responsabilità tra contribuente e intermediario.
In particolare, l’automatismo del pagamento potrebbe comprimere i tempi di reazione del contribuente, rendendo essenziale un monitoraggio tempestivo delle comunicazioni dell’Agenzia.
 

(MF/ms)