1

“Incoming Matera”: 22 ottobre 2026

Nell’ambito della collaborazione Confapi–ICE-Agenzia, la nostra associazione nazionale sta organizzando un evento di incoming dedicato al settore legno e arredo che si terrà a Matera il 22 ottobre.
L’obiettivo primario del progetto è fornire alle imprese una valida opportunità per proporre con successo la propria produzione e le proprie eccellenze sui mercati esteri.

Nel corso della giornata del 22 ottobre si terrà una sessione di incontri bilaterali tra buyers stranieri selezionati da ICE-Agenzia e le aziende Confapi, con la finalità di favorire opportunità di business nei mercati di provenienza dei buyer.
I dettagli relativi alla sede dell’evento e agli orari saranno comunicati successivamente.

Al fine della buona riuscita dell’evento, risulta necessario far pervenire all’ICE-Agenzia i profili delle aziende interessate, così da consentire agli uffici ICE all’estero di selezionare i buyer stranieri più in linea con il profilo delle nostre imprese.

Si invitano, pertanto, le imprese a voler compilare entro il prossimo 15 maggio  il form disponibile al seguente link: https://forms.gle/a54uRfDB2QvBszrT9

La partecipazione all’evento è gratuita, mentre restano a carico delle aziende le spese di viaggio e soggiorno.

(MP/am)
 




Energivori con classe di agevolazione VALR.x per l’anno 2026: versamento Asos

Ricordiamo alle aziende a forte consumo di energia elettrica con classe di agevolazione VALR.x per l’anno 2026 che entro il 30 giugno 2026 dovrà essere versata alla Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali – CSEA la prima rata della contribuzione alla componente Asos.
 
Le aziende interessate, accedendo al proprio account del portale della CSEA, potranno generare e scaricare l’Avviso di pagamento analogico e provvedere entro il termine alla liquidazione dell’importo.
 
Restiamo comunque a disposizione per eventuali chiarimenti dovessero necessitare.
 
(RP/rp)



Concordato preventivo biennale in restyling

Nell’iter di conversione in legge del DL 38/2026 (decreto fiscale), che deve concludersi entro il 26 maggio, è stato presentato un emendamento di maggioranza, a firma degli Onorevoli Orsomarso, Melchiorre, Maffoni, che impatta sulla disciplina del concordato preventivo biennale. Il testo risulta all’esame della Commissione Finanze del Senato.
Il Ddl. di conversione è atteso in Aula martedì 12 maggio e, stando alle dichiarazioni del Vice Ministro Leo, appare plausibile che le modifiche proposte vengano almeno in parte approvate.

Le modifiche al DLgs. 13/2024 sono particolarmente rilevanti, interessando:

  • le cause di esclusione, di cessazione e di decadenza dal concordato preventivo biennale;
  • i criteri per la stima dei valori proposti, con l’introduzione di nuove limitazioni agli incrementi proposti dal software che interessano anche i soggetti con punteggio ISA inferiore all’8 e quelli che rinnovano il CPB;
  • le modalità di determinazione del reddito d’impresa;
  • il differimento dei termini per il rilascio del software applicativo entro il 15 maggio e per l’adesione al CPB 2026-2027 al 31 ottobre 2026 ovvero all’ultimo giorno del decimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta per i soggetti non solari.
In relazione ai presupposti per il CPB, si segnala l’intervento sulle cause di esclusione relative all’esercizio individuale e collettivo delle attività professionali (art. 11 comma 1 lett. b-quinquies e b-sexies), che recepisce a livello normativo il chiarimento fornito nella risposta a interpello dell’Agenzia delle Entrate n. 45/2026.

Nella sostanza, il vincolo dell’adesione al CPB per il professionista individuale e l’associazione professionale o la STP o STA partecipata opera esclusivamente in caso di esercizio, da parte dei medesimi soggetti, di attività economiche riconducibili al medesimo indice sintetico di affidabilità fiscale.
Una modifica di analogo contenuto è proposta rispetto alle corrispondenti cause di cessazione dell’art. 21 del DLgs. 13/2024.

Sempre relativamente all’art. 11, si propone l’introduzione di una nuova causa di esclusione che opererebbe in caso di rinnovo del CPB e determinerebbe sostanzialmente una deroga alla vigente causa di esclusione prevista dalla lett. b-quater) per il caso di modifiche in aumento della compagine sociale che interessano società di persone e associazioni professionali. Diventerebbe possibile considerare come non preclusive eventuali modifiche della compagine sociale quando l’ingresso riguarda nuovi soci o associati che nell’anno precedente abbiano percepito redditi di lavoro dipendente e a questi assimilati, ovvero abbiano conseguito reddito d’impresa o di lavoro autonomo per importi complessivamente non superiori a 35.000 euro. Una corrispondente integrazione è proposta alle cause di cessazione dell’art. 21 del DLgs. 13/2024.

Il rinnovo del CPB viene incentivato agendo, altresì, sui meccanismi di calcolo delle proposte del reddito e del valore della produzione con aumenti calmierati, nonché sul riconoscimento di benefici premiali più favorevoli. In caso di rinnovo dell’accordo, infatti, l’emendamento propone l’estensione dell’esonero dall’apposizione del visto di conformità fino a 100.000 euro per i crediti IVA e fino a 70.000 euro per quelli relativi a imposte dirette e IRAP; inoltre, la riduzione dei termini di accertamento sarebbe di due, anziché di un solo anno.

Sempre in caso di rinnovo del CPB, viene proposto l’esonero dal calcolo e dal versamento della maggiorazione degli acconti.

Per quanto concerne la determinazione del reddito d’impresa, si propone l’integrazione dell’elencazione riportata all’art. 16 del DLgs. 13/2024, aggiungendo tra i componenti oggetto di rettifica la maggiorazione delle quote di ammortamento e dei canoni di locazione finanziaria di cui all’art. 1 commi 427-436 della L. 199/2025. In sostanza, la modifica garantisce l’effettiva fruizione della maggior deduzione relativa all’investimento agevolato nei periodi in cui è efficace il CPB.

L’emendamento interviene anche su quelle situazioni in cui l’adesione al CPB si sia poi rivelata sbagliata per una non corretta valutazione dei presupposti applicativi. In questi casi, ossia se non sussistono i requisiti previsti dall’art. 10 commi 1 e 2, oppure se sussiste una delle cause di esclusione dell’art. 11, l’adesione al CPB “è priva di effetti”; attualmente tali fattispecie comportano la decadenza dal CPB, con conseguente obbligo di considerare ai fini del calcolo delle imposte il reddito concordato, se superiore a quello effettivo.

Inoltre, si introdurrebbe un vincolo di ricalcolo dei valori proposti e accettati in conseguenza di dichiarazioni integrative presentate per rimuovere errori od omissioni relativi a ricavi, compensi o altri dati indicati nella dichiarazione dei redditi o comunicati per la definizione della proposta di concordato.

In pratica, a differenza della situazione attuale, la modifica dei dati dichiarati non determinerebbe più la decadenza dal CPB in presenza di scostamenti rilevanti dei valori a suo tempo accettati (30%), ma vincolerebbe il contribuente a rideterminare il reddito e il valore della produzione considerando i dati corretti. In modo simmetrico, si eliminerebbe la previsione della causa di decadenza legata alla presentazione di dichiarazioni integrative.

(MS/ms)
 




Perdite su crediti: deducibilità e orientamenti della giurisprudenza

Quando si parla di perdite su crediti ci si riferisce a una situazione che, oltre a impattare sul piano finanziario (e dunque sui flussi di cassa) dell’azienda, ha dei risvolti sul piano contabile.

Partendo da un principio cardine quale quello di cui all’art. 2426, comma 1, punto 8), c.c. per cui i crediti sono iscritti in bilancio secondo “il valore presumibile di realizzo”, laddove il valore di realizzo sia inferiore a quello nominale (vuoi per ragioni di strategy vuoi per il verificarsi di taluni eventi) si generano delle perdite e dunque delle rettifiche di valore che impattano ai fini tributari: in particolar modo, sul piano della deducibilità.

Riepiloghiamo i principi fondamentali nel documento in allegato.

(MF/ms)
 




La quarta del Saraceno-Romegialli di Morbegno vince la terza edizione de “La piccola impresa che vorrei”

La classe quarta, indirizzo grafici e telecomunicazioni, dell’Istituto Saraceno-Romegialli di Morbegno (So) vince la terza edizione del concorso di Confapi Lecco Sondrio “La piccola impresa che vorrei” che quest’anno ha coinvolto 300 ragazzi delle scuole secondarie di secondo grado delle province di Lecco e di Sondrio. Il progetto realizzato con le Officine Piki “Holo assistant”, è un assistente virtuale dedicato ai lavoratori che li aiuta durante il lavoro quotidiano in caso di problematiche di vario tipo. Alla classe valtellinese va quindi il premio di 4 mila euro da utilizzare per acquistare materiale scolastico o finanziare attività scolastiche.
Secondo posto per l’Istituto Volta di Lecco, indirizzo aeronautico, con l’azienda Novastilmec che ha realizzato “Eyeport”; terza piazza per la classe terza, indirizzo meccanico dell’istituto Fiocchi di Lecco che ha realizzato “Green Fly” insieme alle aziende Rapitech e SCT Informatica.
Alla sala Ticozzi, questa mattina, si è tenuto l’atto finale del concorso che ha visto impegnate, da novembre a aprile, 19 classi e altrettanti imprenditori che gli hanno fatto da tutor per realizzare la loro idea di impresa.
Voi ragazzi avete lavorato fianco a fianco con chi l’impresa la fa ogni giorno. Avete trasformato i banchi di scuola in veri laboratori di idee. Avete immaginato innovazione, sostenibilità e nuovi modi di fare business. In Confapi crediamo fermamente che il dialogo tra scuola e impresa non sia solo utile, ma vitale. Non siete “il futuro” in senso astratto: siete le menti che, tra pochi anni, porteranno linfa vitale nelle nostre aziende”, ha dichiarato il presidente di Confapi Lecco Sondrio Enrico Vavassori.
Tra gli imprenditori saliti sul palco anche Luigi Pescosolido, consigliere di Confapi Lecco Sondrio e membro della commissione scuola, che ha annunciato novità per l’edizione 2026/27 del concorso “La piccola impresa che vorrei”: “Prima di dare ufficialmente inizio a questa finale, permettetemi di lanciare uno sguardo al futuro. Questo concorso non si ferma: posso già dirvi che dalla prossima edizione, la quarta, ci saranno numerose novità che renderanno la competizione ancora più stimolante, dinamica e sfidante per studenti e imprenditori”.
Ospite d’onore della mattinata Marco Riva, figura di spicco del motorsport internazionale ed ex dirigente del reparto corse Yamaha, noto per il suo lavoro per anni al fianco di Valentino Rossi. Riva ha portato ai ragazzi la sua testimonianza su cosa significhi fare un lavoro di squadra, coordinare decine di persone di culture e formazione differenti.
Queste le tre classi e i tre progetti vincitrici della terza edizione del concorso di Confapi Lecco Sondrio con le motivazioni della giuria composta quest’anno dagli imprenditori Guido Baggioli, Alice Dell’Oca, Alessandro Leidi, dalla responsabile della comunicazione Confapi Lecco Sondrio Anna Masciadri e dalla giornalista e presentatrice della finale Katia Sala.
Primo classificato, premio 4 mila euro: “Per aver sviluppato un progetto d’avanguardia capace di offrire soluzioni concrete alle sfide quotidiane del mondo aziendale, ottimizzando i processi operativi con una visione innovativa. La giuria premia l’assoluta aderenza agli obiettivi del concorso e il rigoroso rispetto di tutti i criteri del regolamento, valorizzati da una presentazione esaustiva e di altissimo profilo. Per l’eccellenza dimostrata in ogni fase del lavoro, la giuria dichiara vincitore della terza edizione del concorso “La piccola impresa che vorrei” il progetto “Holo Assistant” realizzato dalla classe 4° grafici e telecomunicazioni dell’Istituto Saraceno-Romegialli di Morbegno, affiancata dall’azienda Officine Piki”.
Secondo classificato, premio 3 mila euro: “Per aver sviluppato un progetto d’eccellenza dedicato alla sicurezza in un ambito strettamente legato al proprio percorso di studi, dimostrando una profonda sensibilità verso il tema della tutela sul lavoro. La giuria premia la capacità di tradurre i concetti teorici in un manufatto concreto, volto al miglioramento dei processi produttivi e degli ambienti lavorativi. Per l’esposizione completa e l’alto valore etico e tecnico, il secondo posto viene assegnato al progetto “Eyeport” dell’Istituto Volta di Lecco, affiancato dall’azienda Novastilmec”.
Terzo classificato, premio 2 mila euro: “Per aver ideato una soluzione innovativa volta a migliorare la gestione dei rifiuti in strutture montane ad alta frequentazione del territorio, dimostrando una spiccata visione imprenditoriale. La classe ha saputo gestire con maturità il confronto con i diversi stakeholder del progetto, distinguendosi inoltre per un’efficace strategia comunicativa e una presentazione di alto livello. Per queste ragioni, la giuria assegna il terzo posto al progetto “Green Fly” della classe 3ª O Meccanico dell’Istituto Fiocchi di Lecco, affiancata dalle aziende Rapitech e SCT Informatica”.
 
CLICCANDO QUI è possibile visionare tutti i progetti in gara per la terza edizione del concorso “La piccola impresa che vorrei”.

Anna Masciadri
Ufficio stampa




“La piccola impresa che vorrei”: domani l’evento finale con i vincitori

Mercoledì 6 maggio alla Sala Ticozzi di Lecco si terrà l’atto conclusivo della terza edizione del concorso “La piccola impresa che vorrei”, l’iniziativa organizzata da Confapi Lecco Sondrio che vede protagonisti gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado e i CFP delle province di Lecco e Sondrio.
Il progetto quest’anno registra 19 classi in gara, per un totale di circa 300 studenti che, affiancati da 19 imprenditori tutor, hanno lavorato fianco a fianco per sviluppare un’idea d’impresa innovativa.
Mercoledì, dopo mesi di lavoro, finalmente si conosceranno i vincitori di questa edizione decretati dalla giuria composta dagli imprenditori Guido Baggioli, Alessandro Leidi e Alice Dell’Oca, affiancati da Anna Masciadri (responsabile comunicazione Confapi Lecco Sondrio) e dalla giornalista Katia Sala. In palio un montepremi complessivo di 9 mila euro, destinato all’acquisto di materiale didattico o al finanziamento di attività scolastiche: al 1° classificato andranno 4.000 euro, al 2° classificato: 3.000 euro e al 3° classificato  2.000 euro.

 

Ospite d’onore della mattinata sarà Marco Riva, figura di spicco del motorsport internazionale ed ex dirigente del reparto corse Yamaha, noto per il suo lavoro al fianco di Valentino Rossi. Riva porterà ai ragazzi la sua testimonianza su cosa significhi eccellenza, gestione del team e innovazione tecnologica.

Queste le classi partecipanti alla terza edizione de “La Piccola Impresa che vorrei”: 3B LES – 3CLES – 3A LES Bertacchi di Lecco, 3O meccanico – 3P Meccanico dell’Istituto Fiocchi Lecco, 3A e 3B Professionale commerciale dell’Istituto Parini di Lecco, Edilizia – Grafica – Operatore elettrico dell’Istituto Clerici di Merate, 3-4-5- Indirizzo Aeronautico Istituto Volta di Lecco, 3A BATL Istituto Badoni di Lecco, 3 Costruzione Ambiente Territorio – 4 Grafici Saraceno-Romegialli di Morbegno, 4 A Sistemi informativi industriali – 4 BA amministrazione finanza marketing – 3C liceo delle scienze umane – 3A liceo scientifico dell’istituto Pinchetti di Tirano.

Queste le aziende che faranno da tutor alle classi: Co.El di Torre de’ Busi, Deca di Monte Marenzo, Dispotech di Gordona, Froma di Valmadrera, Imsa di Lecco, La Meccanoplastica di Calolziocorte, Novastilmec di Garbagnate Monastero, Officine Piki di Valvarrone, Pozzi Albino di Colico, Pura Comunicazione di Sondrio, Rapitech di Lecco, SCT Informatica di Lecco, Sepam di Galbiate, STF di Barzago, S.T.M. di Delebio, Tecnofar di Gordona,  TMC di Cesana Brianza, Torneria Automatica Alfredo Colombo di Verderio, VML di Brivio.  




Industria. Camisa: Protezionismo UE rischia di penalizzare Pmi

“L’allarme lanciato dalle imprese della trasformazione dell’acciaio all’Unione Europea non può essere ignorato. Il rischio concreto è che le politiche protezionistiche europee, nate per difendere la produzione primaria, finiscano per penalizzare gravemente tutta la filiera manifatturiera a valle, composta in larga parte da Pmi”. Lo dichiara il Presidente di Confapi, Cristian Camisa.
“Le imprese della trasformazione – spiega – si trovano strette tra l’aumento dei costi delle materie prime, la rigidità dell’offerta europea e la concorrenza internazionale. I dazi e le barriere commerciali rischiano di generare un effetto paradossale: proteggere a monte e distruggere valore a valle. Il comparto della trasformazione e della filiera nel suo insieme rappresenta un pilastro dell’industria italiana ed europea, garantendo occupazione, export e competitività. Se viene meno l’accesso a input a prezzi competitivi l’intero sistema produttivo perde efficienza. Non possiamo permetterci una deindustrializzazione silenziosa”.
Il Presidente di Confapi richiama quindi le istituzioni europee e nazionali a un intervento urgente: “Serve una politica industriale che tenga insieme tutta la filiera. Difendere l’acciaio europeo significa difendere tutta la filiera. Occorre introdurre meccanismi di salvaguardia per tutta la supply chain, garantire approvvigionamenti a condizioni sostenibili e evitare distorsioni che spingano le aziende a delocalizzare. Le proteste annunciate sono il segnale di un disagio reale. È il momento di ascoltare le imprese e agire. Senza un riequilibrio delle politiche commerciali – conclude Camisa – il rischio è quello di compromettere in modo strutturale la competitività della manifattura europea”.



Decreto 1 maggio. Camisa: punto di ripartenza. Bene salario giusto e giovani

“Il Decreto 1 maggio approvato oggi dal Governo va nella direzione da sempre auspicata da Confapi. In particolare mi riferisco al ‘salario giusto’ e agli incentivi per le assunzioni di giovani e donne”. Lo dichiara il Presidente di Confapi, Cristian Camisa.

“Diminuire radicalmente il numero dei contratti affidandoli a chi ha reale rappresentanza – spiega – è il solo modo per garantire una sana competitività e quindi azzerare la contrattazione pirata, valorizzando il ruolo delle parti sociali mettendo finalmente così la parola fine al dumping contrattuale che troppo spesso ha penalizzato imprese e lavoratori”.

“Investire sui giovani è poi fondamentale – aggiunge – L’emigrazione all’estero dei giovani laureati tocca ormai il 10% del totale, con punte preoccupanti tra ingegneri e informatici, e rappresenta una perdita per l’intera collettività. Non è solo una statistica, ma un freno diretto all’innovazione delle nostre imprese, che faticano a reperire quelle competenze tecniche necessarie per compiere il balzo tecnologico richiesto dai mercati globali”.

“Ci auguriamo – conclude Camisa – che questo Decreto rappresenti un punto per una ripartenza economica del Paese che, forse mai come in questo momento, necessita di una forte e sostanziale coesione tra Governo Istituzioni, parti sociali e lavoratori”.

 




Confapi al Senato su revisione sistema incentivi

Confapi, rappresentata dal consigliere Jonathan Morello Ritter e dal Direttore Affari legislativi e istituzionali, Stefania Multari, è stata audita presso l’Aula della Commissione Industria del Senato dalle Commissioni riunite Industria del Senato e Attività produttive della Camera, nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo recante revisione del sistema degli incentivi.

“Gli incentivi alle imprese – ha affermato Ritter – devono essere concepiti come strumenti capaci di generare un effetto moltiplicatore, non solo a beneficio diretto delle aziende che ne usufruiscono, ma anche dell’intero indotto che ne deriva”.

“È positivo – ha spiegato – il provvedimento volto a riordinare le 2.374 agevolazioni attualmente disponibili, con l’obiettivo di renderle più accessibili, in particolare alle piccole e medie imprese”.

Confapi esprime con chiarezza l’esigenza delle PMI industriali di operare in un contesto normativo stabile e comprensibile. Per questo Ritter ha sottolineato che “la certezza delle regole è un elemento imprescindibile per favorire gli investimenti”.

In merito alla necessità per le imprese di poter effettuare una programmazione efficace, Ritter ha aggiunto: “Un orizzonte temporale di stabilità compreso tra i 3 e i 5 anni rappresenta il minimo necessario per consentire alle imprese di pianificare e realizzare interventi strutturali. Al contrario, un continuo mutamento delle norme genera incertezza, riduce la fiducia e rischia di frenare lo sviluppo economico”.




Elezioni sindaco città di Lecco: dibattito tra i candidati in Confapi

In vista delle prossime consultazioni elettorali per il Comune di Lecco, in programma il 24-25 maggio, Confapi Lecco Sondrio organizza un confronto pubblico tra i candidati alla carica di Sindaco: Filippo Boscagli, Giovanni Colombo, Mauro Fumagalli, Mauro Gattinoni e Francesca Losi.

L’incontro si terrà mercoledì 20 maggio 2026 alle ore 18 presso la nostra sede di Via Pergola 73 a Lecco.

Riteniamo fondamentale che il mondo dell’impresa e la cittadinanza possano conoscere da vicino le visioni e i programmi di chi si candida a guidare la città.

Il dibattito si concentrerà su temi cruciali per lo sviluppo economico e sociale del territorio, con particolare riferimento a:

  1. Viabilità e Infrastrutture
  2. Lavoro e Imprese
  3. Sicurezza
L’evento verrà trasmesso in diretta sui canali YouTube e Facebook di Confapi Lecco Sondrio.

Per partecipare è consigliata l'iscrizione CLICCANDO QUI