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Direttiva SUP: contenuto minimo di plastica riciclata nel Pet per bevande

Gli obiettivi dalla Direttiva UE 2019/904 (chiamata SUP Single Use Plastic) sono stati fissati da tempo in questi termini:
  • l’incremento del tasso di raccolta delle bottiglie in plastica è fissato al 77% dell’immesso al consumo entro il 2025 e al 90% entro il 2029.
  • la percentuale di PET riciclato necessariamente presente nelle bottiglie in PET deve raggiungere il 25% entro il 2025 e il 30% entro il 2030.
A valle di quanto emerso dal recente Tavolo di Crisi del “Comparto Riciclo Plastiche” promosso dal MASE Ministero dell’Ambiente e della Salute Energetica, si segnalano le linee guida per la corretta osservanza della Direttiva UE 2019/904, nota come Direttiva SUP, in merito al contenuto minimo di plastica riciclata post-consumo per le bottiglie in PET per bevande.

Si allega direttamente la recente circolare informativa redatta dai consorzi coinvolti: Conai, Coripet e Corepla che entra nel dettaglio delle caratteristiche e della qualità della plastica da riciclo.

(SN/am)
 




Rentri: ultimissime per gestire il FIR digitale (xFIR)

Dal 13/02/2026 i trasportatori e i destinatari devono essere in grado di gestire il FIR cartaceo o digitale (xFIR), sulla base delle modalità utilizzate dal produttore/ detentore. Infatti, la modalità di emissione del FIR da parte del produttore/detentore definisce l’adempimento da parte di tutta la filiera:
  • se il produttore/detentore è obbligato a emettere digitalmente il FIR, oppure ha scelto di farlo su base volontaria, tutta la filiera (trasportatori e destinatari) deve gestire il FIR in formato digitale.
  • se il produttore/detentore emette il FIR in formato cartaceo, in quanto soggetto non obbligato all’emissione digitale, la gestione del FIR deve avvenire in formato cartaceo per l’intera filiera.
Si sottolinea inoltre che, in mancanza di disponibilità dei servizi RENTRI non dovuta ad interventi di manutenzione ordinaria o straordinaria, la gestione del FIR in formato digitale deve seguire le modalità operative del decreto n.25 del 5/02/2026, consultabile sul sito del Rentri.

Con l’occasione si segnala anche la nota dell’ispettorato del lavoro che interviene sui dubbi sollevati in tema di legittimità dell’uso dei sistemi di geolocalizzazione, finalizzati alla tracciabilità dei rifiuti, nell’ambito del sistema RENTRI.

La norma vigente (l’art. 188-bis del d.lgs. n.152/2006 lettera b) impone il tracciamento “dei dati afferenti ai percorsi dei mezzi di trasporto nei casi stabiliti […]”. Tale prescrizione costituisce condizione di esercizio dell’attività d’impresa e pertanto si esula dal campo di applicazione dell’art. 4 della legge n. 300/1970 (tutela libertà e dignità dei lavoratori).

Infine, nell’imminenza del passaggio al sistema di tracciabilità digitale, si ricorda che da giovedì 12/02/2026 sono disponibili sull’area operatore del Rentri le funzioni utili a passare al FIR digitale dal giorno successivo, venerdì 13/02/2026.

Per venire incontro a chi avesse perso qualche istruzione, si allegano queste slide:

  • Gestione e firma del FIR digitale, da parte del produttore
  • Restituzione del FIR digitale, dal destinatario al produttore
  • Trasmissione del FIR digitale a Rentri (solo rifiuti pericolosi)
     
Per chiarimenti, in associazione potete contattare Silvia Negri silvia.negri@confapi.lecco.it, 0341.282822.

 

(SN/am)

 




Certificazione della parità di genere: bando regionale annualità 2025-2027

Si ricorda alle imprese che è aperto da aprile 2025 un bando rivolto alle Pmi che intendono conseguire la Certificazione della parità di genere, ai sensi della norma UNI/PdR 125:2022.

La domanda di finanziamento deve essere presentata in forma telematica, attraverso il sistema informativo Bandi e Servizi, fino ad esaurimento della dotazione finanziaria e comunque entro il 30 giugno 2027.

Sito camerale 

Sito regionale 

La dotazione finanziaria è destinata a coprire due tipi di costi:

  • 40% – Linea A) per “Servizi consulenziali di accompagnamento alla certificazione”
  • 60% – Linea B) per “Servizio di certificazione della parità di genere”.
Il contributo è concesso a fondo perduto, sotto forma di voucher aziendale. Il valore del voucher varia in relazione al numero di dipendenti delle sedi operative/unità produttive, localizzate sul territorio della regione Lombardia.

Chi volesse approfondire il tema e coinvolgere professionisti qualificati può rivolgersi in associazione scrivendo ad Apiservizi o chiedendo di Silvia Negri.

(SN/am)




Webinar “GSE in-forma imprese” 2026: iniziative formative gratuite per le aziende

Il GSE rinnova il proprio impegno al fianco del tessuto produttivo italiano con il lancio della nuova edizione di “GSE in-forma imprese“, il programma formativo digitale patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. L’iniziativa è pensata specificamente per supportare le aziende e le Associazioni di categoria nella comprensione delle complesse opportunità legate all’efficienza energetica e alle fonti rinnovabili.

Il primo appuntamento del percorso, dal titolo “Introduzione ai servizi GSE per le imprese e le associazioni di categoria“, si è tenuto questa mattina e ha fornito una visione d’insieme chiara e immediata dell’intero portafoglio di servizi offerti. Durante l’incontro, le diverse agevolazioni e soluzioni sono state analizzate per macroaree tematiche, permettendo ai partecipanti di orientarsi con facilità tra i vari strumenti di incentivazione e supporto disponibili per l’anno 2026.

Per iscriversi ai prossimi webinar in programma è possibile consultare la sezione dedicata del portale GSE “GSE in-forma imprese”.
 
(RP/rp)




Stefania Auci a Lecco: “Le saghe famigliari sono la storia di un territorio”

Sala gremita ieri sera nella sede di Confapi Lecco Sondrio per la presentazione dell’ultimo romanzo di Stefania Auci, “L’alba dei leoni (Editore Nord), nuovo capitolo della saga dedicata alla famiglia Florio.
Circa 150 persone hanno accolto e applaudito la scrittrice siciliana, attualmente ai vertici delle classifiche dei libri più venduti in Italia, che con questo romanzo torna alle origini della famiglia che nell’Ottocento costruì un impero imprenditoriale.

Ad aprire la serata è stato il presidente di Confapi Lecco Sondrio, Enrico Vavassori: “Questa sera facciamo qualcosa di diverso. Per una volta non raccontiamo l’impresa con numeri, grafici, bilanci e proiezioni di mercato. Raccontiamo l’impresa attraverso le emozioni. I Florio sono una famiglia che ha saputo internazionalizzare i propri prodotti e la propria azienda seguendo principi che, ancora oggi, rappresentano per noi imprenditori una vera stella polare. La loro storia rafforza in me una convinzione sempre più forte: le nostre imprese familiari sono state, sono e continueranno a essere uno dei pilastri della nostra economia, in Italia e nel mondo”.

Intervistata da Anna Masciadri, responsabile comunicazione di Confapi Lecco Sondrio, Stefania Auci ha raccontato la genesi del romanzo, che segue “I leoni di Sicilia” (2019) e L’inverno dei leoni (2021):
I Florio sono di Bagnara Calabra. La loro storia inizia lì, tra povertà e miseria. La voglia di riscatto e di ascesa sociale nasce nel Settecento, in quel piccolo paese affacciato sullo Stretto di Messina, da dove Paolo e Ignazio partono per costruire un impero. Per me era fondamentale tornare alle origini di questi personaggi e di questa famiglia, per chiudere un cerchio”.

Tradotti in 42 Paesi, i romanzi di Stefania Auci hanno conquistato lettori in tutto il mondo. Dal primo volume, “I leoni di Sicilia”, è stata tratta anche una serie televisiva prodotta da Disney Channel. Con la saga dei Florio, l’autrice trapanese ha, inoltre, contribuito al successo di un nuovo filone letterario dedicato alle grandi saghe familiari imprenditoriali: “Credo che questo genere interessi molto perché permette di scoprire la storia di un territorio che magari non si conosce. È stato così anche per voi con il romanzo dedicato alla famiglia Badoni, “Una casa di ferro e di vento”. Le persone si ritrovano in queste storie”, ha concluso l’autrice.
 

Anna Masciadri
Ufficio stampa




Costo di gas ed elettricità “Gap competitivo per le aziende italiane”

L’intervista rilasciata da Luigi Sabadini, consigliere Consorzio Adda Energia. 




Presidente Camisa su Milano Finanza: Giovani e occupazione, proposta al governo

MILANO FINANZA del 30/01/2026
articolo a firma del Presidente CRISTIAN CAMISA
 
Giovani e occupazione, Confapi propone al governo un «Patto per talenti Stem»
 
L’obiettivo è trattenere i laureati in Italia, aumentando l’attrattività degli stipendi e sostenendo la produttività delle PMI, con misure sostenibili per lo Stato
 
Le piccole e medie industrie italiane affrontano quotidianamente, come ha sottolineato anche il governatore della Banca d`Italia Fabio Panetta, un ristagno della produttività che dura da un quarto di secolo e un vincolo demografico che minaccia la stessa sopravvivenza economica. Il governatore ha anche posto l’accento sull`emigrazione dei giovani laureati che tocca ormai il 10% del totale, con punte preoccupanti tra ingegneri e informatici, e che rappresenta una perdita per l`intera collettività.

Per Confapi questa non è solo una statistica, ma un freno diretto all`innovazione delle nostre imprese, che faticano a reperire quelle competenze tecniche necessarie per compiere il balzo tecnologico richiesto dai mercati globali. Nata nel 1947, Confapi rappresenta oggi oltre 116 mila imprese private, con 1,2 milioni di addetti in tutti i settori industriali e 63 sedi territoriali e distrettuali, in ogni regione d`Italia. Per rispondere alle criticità evidenziate da Banca d`Italia Confapi ha elaborato una proposta concreta, già sottoposta al governo, tesa a contrastare il fenomeno dei cervelli in fuga, per tutti quei giovani laureati che emigrano all`estero dopo essersi formati.
È un «Patto per i Talenti Stem», una strategia per contrastare la fuga dei laureati in discipline tecnico-scientifiche (Stem), rispondere alla crescente domanda delle imprese di personale neolaureato altamente qualificato e trattenere i laureati meritevoli che altrimenti emigrerebbero. La proposta si fonda su tre pilastri principali. 1) Aumentare l`attrattività degli stipendi italiani: un laureato in Germania guadagna l`80% in più e in Francia il 30% in più rispetto a un coetaneo italiano.
La nostra proposta prevede che l`impresa a parità di costo possa attrarre i migliori talenti essendo esonerata dal pagamento all`Inps della componente contributiva, che verrebbe comunque trasferita direttamente in busta paga al lavoratore. In questo modo le offerte delle imprese italiane diventano competitive con l`estero rendendo lo stipendio lordo uguale al netto. 2) Stabilizzare e valorizzare il merito: gli incentivi devono riservati ad assunzioni a tempo indeterminato di laureati Stem under 30 e con almeno 100/110 di voto di laurea. 3) Sostenere la produttività delle pmi. È il segmento più colpito dalla carenza di capitale umano qualificato. Con questa misura l`azienda, anziché versare i contributi previdenziali per il lavoratore neoassunto, li riconoscerebbe in busta paga mentre lo Stato riconoscerebbe i contributi figurativi al lavoratore per un periodo massimo di 5 anni.
Nel complesso si tratta misure ad alto rendimento sociale, che non gravano in modo permanente sui conti pubblici perché limitate nel tempo e con costi sostenibili per lo Stato. La nostra simulazione si basa su un target annuale di 5-6.000 neolaureati Stem, con un tetto salariale lordo annuo tra i 30.000 e 40.000 euro. La quantificazione stimata è ben al di sotto dei 100 milioni per il primo anno.
Una misura del genere sarebbe un segnale importante per la capacità di attrazione dei talenti e la crescita qualitativa della nuova base da cui emergeranno, nei prossimi anni, giovani manager in grado di crescere rapidamente, assumere ruoli di gestione e guidare i processi di innovazione, con un impatto positivo per la produttività e, in ultima analisi, per il tessuto sociale italiano.
 




Presentazione ricerca E.B.M. metalmeccanici

Inviamo alle aziende associate i risultati della ricerca Il lavoro nelle PMI della metalmeccanica: un’indagine conoscitiva presso le imprese e i lavoratori”, promossa dall’Ente Bilaterale Metalmeccanici (E.B.M.) e realizzata in collaborazione con REF, società che opera con ricerche e consulenze personalizzate ed osservatori indipendenti.
 
L’iniziativa è stata presentata il 19 gennaio scorso presso il CNEL, alla presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, dei Segretari Generali Nazionali di FIM, FIOM e UILM e della Presidenza di Unionmeccanica, a conferma della rilevanza istituzionale dei temi affrontati.

In allegato potete scaricare la presentazione. 

 




Confapi con Luigi Sabadini al Tavolo Automotive del MIMIT

Confapi, rappresentata dal Presidente di Unionmeccanica Luigi Sabadini, ha preso parte al Tavolo Automotive, presieduto dal ministro Adolfo Urso, svoltosi questa mattina presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Nel corso del suo intervento, Sabadini ha ribadito l’importanza dell’azione politica del ministro Urso e del Governo presso le istituzioni europee e ha tracciato una linea chiara: sebbene si registrino i primi segnali di pragmatismo da parte di Bruxelles, la strada per mettere in sicurezza la filiera italiana è ancora lunga e in salita.
Confapi ha quindi accolto con favore il pacchetto automotive europeo di dicembre 2025, che segna un cambio di rotta, seppur non sufficiente, rispetto al passato, reso possibile dall’azione avviata nell’ottobre 2024 con il non paper italiano proposto dal ministro Urso e supportato da Confapi insieme a European Entrepreneurs – CEA-PME e alle altre organizzazioni delle PMI industriali europee.
Come rappresentante delle Pmi industriali della filiera e, più in generale, dell’indotto automotive, Sabadini ha inoltre evidenziato che “l’apertura dell’UE al proseguimento dell’utilizzo dei motori termici dopo il 2035, in una percentuale del 10%, non è comunque sufficiente e deve raggiungere almeno il 25%, senza astruse normative, se si vuole tutelare la sovranità industriale del continente, che non significa solo il mantenimento della capacità produttiva, ma anche del know-how e delle competenze delle nostre risorse umane”.
“Restano comunque fermi i target 2030: non aver modificato l’obiettivo del -55% per le auto – ha evidenziato Sabadini – rischia di strozzare i produttori e, a cascata, l’intera componentistica”. Sabadini ha poi sottolineato che “il pacchetto europeo non garantisce a sufficienza l’uso di componentistica europea per l’intera gamma, con il rischio di una desertificazione della filiera”.
In questo quadro, Sabadini ha rilanciato la proposta di un Erasmus per le PMI industriali, avanzata dal presidente Camisa con la BVMW, l’associazione delle PMI tedesche, per favorire un’integrazione della supply chain e il passaggio dalla fuga dei cervelli alla brain circulation.
“Esprimiamo quindi grande apprezzamento per le misure nazionali messe in campo dal ministro Urso – ha sottolineato Sabadini – ma è necessario che le risorse siano messe a disposizione delle PMI industriali in tempi celeri”. “L’energia resta la ‘tassa occulta’ che soffoca la competitività italiana: servono misure urgenti per ridurre i costi, senza tralasciare il tema delle materie prime, l’introduzione di una CIG per la transizione tecnologica e il rafforzamento delle politiche attive e delle competenze”, ha concluso.



La nuova giunta avrà 5 vicepresidenti. Assegnate le deleghe

Si è svolta la prima riunione della nuova Giunta presieduta da Cristian Camisa. Sono stati nominati vicepresidenti: Corrado Alberto (con delega al Made in Italy e Sviluppo Imprese familiari), Massimo De Salvo (con delega alla Competitività, Ricerca e Sviluppo sostenibile), Francesco Napoli (con delega al Sud, Protocollo Arma dei Carabinieri e Ministero degli Interni – Enea: Italia in classe A, Forestazione: legno energia – economie aree interne), Massimo Paniccia (con delega a Credito, Finanza e Fisco), Luigi Pino (con delega ai Rapporti con i Territori e le Categorie).
Gli altri membri di Giunta che affiancheranno il Presidente confederale per il prossimo triennio sono: Filiberto Martinetto (Presidente emerito), Erasmo Antro, Giorgio Binda (con delega alla Transizione digitale, Intelligenza artificiale, Ricerca e Sviluppo), Bruno Bisetti, Angelo Bruscino, Gian Piero Cozzo, Dante Damiani, Carlo De Romedis, Giorgio Delpiano, Cristina Di Bari (con delega alla Transizione ambientale, ESG, Education e Formazione), Vincenzo Elifani (con delega ai rapporti con le Camere di Commercio italiane all’estero), Magno Garro, Gianfranco Lusuardi, Raffaele Marrone (con delega alla Zes unica), Dhebora Mirabelli, Mauro Orsini, Luigi Sabadini, Marco Tenaglia, Marco Trevisan, Paolo Uberti, Enrico Vavassori.
Il Presidente Camisa ha affidato ulteriori tre deleghe a imprenditori che non fanno parte della Giunta: Gian Francesco Lecca, delega alla Continuità territoriale aerea e marittima; Massimo Marengo, delega all’Energia; Annapaola Cavanna, delega al packaging.