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“Corso per imprenditori sull’intelligenza artificiale I livello edizione 2026”: ultimi posti disponibili

L’Intelligenza Artificiale sta rapidamente trasformando il panorama aziendale, offrendo opportunità senza precedenti per innovazione ed efficienza. Consapevoli di questa evoluzione, Confapi Lecco Sondrio è lieta di presentarvi una proposta formativa di base esclusiva e mirata sull’Intelligenza Artificiale, pensata specificamente per le esigenze delle nostre aziende associate e rivolta solo agli imprenditori e imprenditrici.
Questo percorso nasce da un’attenta analisi dei fabbisogni formativi emersi dalla nostra indagine, che ha evidenziato aspettative sulle applicazioni dell’AI e le legittime preoccupazioni sui rischi del suo utilizzo. L’obiettivo è fornire agli imprenditori gli strumenti e le competenze per navigare in questo nuovo scenario, trasformando la conoscenza teorica in capacità pratiche e immediatamente applicabili alla quotidianità lavorativa, raggiungendo un livello di autonomia nell’utilizzo di alcuni dei più efficaci strumenti di AI oggi disponibili.
 
Strutturato secondo il collaudato modello di apprendimento esperienziale di Kolb, il corso è rivolto esclusivamente agli imprenditori/imprenditrici delle PMI delle nostre aziende associate, provenienti dai settori metalmeccanico, manifatturiero e dei servizi. Per garantire l’omogeneità del gruppo e la reale efficacia del percorso, saranno richiesti requisiti minimi di accesso, che prevedono un’ottima familiarità con il sistema MS Office e competenze di base nell’utilizzo di modelli linguistici avanzati, come ChatGPT, per il supporto a compiti testuali e analitici.

Il corso, completamente gratuito, avrà una durata di  16 ore e si svolgerà presso il Politecnico di Milano – Aula A1.1, presso il Polo Territoriale di Lecco (via Previati 1/C) con i docenti del Politecnico Ing. Marco Tarabini e Ing. Manuel Roveri.
Sarà strutturato in 4 moduli con un taglio pratico e interattivo ed è riservato a 30 imprenditori. 

A seguito di iscrizione, la frequenza è da ritenersi obbligatoria. L’onere economico del corso è interamente sostenuto da Confapi Lecco Sondrio con posti limitati.

In caso di mancata partecipazione, verrà applicata una penale di € 400,00 a copertura dei costi sostenuti dall’Associazione.

In allegato il programma del corso. 
 
Per iscriversi, compilare il form cliccando qui

Le iscrizioni chiudono il 9 ottobre 2026. 

(SB/am)




Dichiarazione redditi 2024: in arrivo le comunicazioni di anomalia tra e-fatture e ricavi

Con il provvedimento del 5 ottobre 2026, protocollo n. 271072/2026, l’Agenzia delle Entrate definisce le modalità di comunicazione delle anomalie riscontrate nei confronti dei contribuenti che, nel periodo d’imposta 2023, hanno emesso fatture elettroniche o trasmesso corrispettivi telematici senza far concorrere, in tutto o in parte, tali operazioni alla determinazione del reddito d’impresa indicato nei quadri RF, RG o LM del modello Redditi 2024.

L’attività di controllo si basa sul confronto tra i dati delle fatture elettroniche e dei corrispettivi giornalieri memorizzati e trasmessi telematicamente e le informazioni riportate nella dichiarazione dei redditi.

Le comunicazioni saranno inviate dall’Agenzia mediante posta elettronica certificata al domicilio digitale del contribuente. Le stesse informazioni saranno inoltre consultabili nell’area riservata del sito dell’Agenzia, nella sezione “L’Agenzia scrive” del Cassetto fiscale e del portale “Fatture e Corrispettivi”.

In particolare, la comunicazione conterrà:

  • gli elementi identificativi del contribuente e della dichiarazione dei redditi interessata;
  • il numero identificativo della comunicazione,
  • la data di emissione,
  • il codice atto
  • il periodo d’imposta di riferimento;
  • le modalità attraverso cui il contribuente potrà chiedere chiarimenti o segnalare all’Amministrazione finanziaria elementi, fatti e circostanze non conosciuti dal Fisco, che possano giustificare l’irregolarità rilevata;
  • le istruzioni operative per correggere eventuali errori o omissioni tramite ravvedimento operoso, beneficiando della riduzione delle sanzioni prevista dalla normativa.
In presenza di errori od omissioni, il contribuente potrà regolarizzare la propria posizione mediante ravvedimento operoso ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo n. 472/1997, beneficiando della riduzione delle sanzioni in funzione del tempo trascorso.

La regolarizzazione resta possibile salvo la notifica di atti di liquidazione, accertamento, irrogazione delle sanzioni o specifiche comunicazioni di irregolarità. 

(MF/ms)




Agenzia delle Dogane: dal 2027 nuova piattaforma per la trasmissione degli Intrastat

Per la presentazione degli elenchi riferiti a periodi inclusi nel 2027, la piattaforma telematica diventerà l’unico strumento disponibile per la compilazione e la trasmissione dei dati.

L’Agenzia delle dogane e dei monopoli accelera il percorso di digitalizzazione degli adempimenti Intrastat con il rilascio della nuova evoluzione dell’applicativo Intr@web online.

Con un avviso pubblicato il 22 luglio, l’Amministrazione ha, infatti, comunicato che dal prossimo 14 ottobre sarà disponibile la nuova versione della piattaforma, dotata delle funzionalità User to system (U2S).

La novità riguarda gli operatori che compilano e trasmettono direttamente gli elenchi Intrastat.

Attraverso il nuovo sistema U2S sarà possibile effettuare la compilazione e l’invio manuale degli elenchi, inclusi i file nel formato scambi.cee e i file Csv, direttamente tramite la piattaforma online.

Per gli elenchi relativi a periodi compresi nell’anno 2026, gli utenti potranno utilizzare il nuovo Intr@web, ma resteranno comunque disponibili alcuni strumenti alternativi da utilizzare nel caso in cui la piattaforma online risultasse temporaneamente indisponibile o presenti anomalie.

In particolare, Adm manterrà attivi il pacchetto Intr@web versione 27000 e il servizio Intra online, quest’ultimo destinato soprattutto alla compilazione manuale di elenchi di dimensioni ridotte.

La fase transitoria avrà però una durata limitata.

L’Agenzia ha, infatti, chiarito che per la presentazione degli elenchi riferiti a periodi inclusi nel 2027, Intr@web diventerà l’unico strumento disponibile per la compilazione e la trasmissione dei dati. Di conseguenza, il pacchetto Intr@web versione 27000 e il servizio Intra online saranno definitivamente dismessi a partire dall’8 febbraio 2027.

Un altro passaggio rilevante è previsto dal 4 novembre 2026, quando nello stesso ambiente entreranno in funzione anche i nuovi servizi System to system (S2S).

Si tratta di servizi informatici destinati agli operatori che utilizzano propri software gestionali e che consentiranno lo scambio automatizzato delle informazioni tra i sistemi aziendali e quelli dell’Agenzia delle dogane.

In questa fase, particolare attenzione sarà dedicata alla corretta gestione dei flussi di comunicazione tra gli applicativi degli operatori economici e i servizi di Adm per la ricezione degli elenchi Intrastat.

Sui nuovi servizi S2S l’Agenzia richiama un precedente avviso dedicato alla pubblicazione relativi tracciati.

Parallelamente saranno disponibili nel nuovo ambiente anche i servizi oggi erogati tramite il Servizio telematico doganale (Std), anche questi destinati a uscire progressivamente di scena, poiché Adm ne ha annunciato la dismissione nel corso del 2027.

Le Dogane ricordano, infine, che l’accesso ai nuovi servizi U2S e S2S sarà consentito esclusivamente previa autenticazione nell’area riservata del sito istituzionale Adm secondo le modalità indicate nell’apposito allegato all’avviso.
 

(MF/ms)




Controllo incrociato Pos-RT: in arrivo le segnalazioni di anomalia

Stanno arrivando in questi giorni le lettere di compliance a commercianti ed esercenti relative alle possibili anomalie riscontrate dal Fisco tra i dati dei pagamenti elettronici ricevuti tramite POS e gli importi riportati nelle fatture elettroniche e nei corrispettivi comunicati all’Agenzia delle Entrate.

Oggetto del controllo

In via preliminare, è bene ricordare le due variabili che l’Agenzia delle Entrate mette a confronto per rilevare l’infrazione:

  • Dati POS (i flussi trasmessi dagli acquirer): si tratta delle informazioni afferenti all’insieme dei pagamenti elettronici (transazioni tramite carte di credito, di debito, prepagate o altre app di pagamento) effettivamente accettati, autorizzati e registrati. Questi dati vengono trasmessi in via telematica all’Anagrafe tributaria direttamente dagli intermediari gestori dei circuiti di pagamento (gli acquirer bancari).
  • Variabile RT (i corrispettivi telematici): si tratta dell’insieme delle operazioni memorizzate all’atto dell’emissione del documento commerciale e trasmesse in via aggregata (totali giornalieri) dal Registratore Telematico (RT). L’elemento discriminante è la modalità di pagamento indicata sullo scontrino: solo i documenti commerciali nei quali l’operatore ha selezionato come modalità di incasso il “pagamento elettronico” confluiscono nel relativo totale XML giornaliero inviato telematicamente al Fisco.
Secondo la formulazione originaria della norma, in presenza di discrepanza tra queste due fonti di dati, seppure non vi sia evasione di imposta (il documento commerciale è comunque emesso e contabilizzato), il contribuente compie una violazione sanzionabile.

Sanzioni ed evoluzione normativa

La norma prevede una sanzione di 100 euro per ciascuna trasmissione errata (leggasi disallineata), con un massimo di 1.000 euro a trimestre, e senza possibilità di ridurre la sanzione avvalendosi delle disposizioni in materia di cumulo giuridico.

Inoltre, il mancato allineamento dei dati telematici POS-RT non si esaurisce nella pur pesante sanzione pecuniaria di 100 euro per singola trasmissione giornaliera.

Occorre infatti ricordare che tale violazione rileva anche sotto il profilo della sanzione accessoria di cui all’art. 12, comma 2, del D.Lgs. n. 471/1997, che prevede la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività (da tre giorni a un mese, elevata da un mese a sei mesi qualora l’importo complessivo dei corrispettivi oggetto di contestazione eccedesse i 50.000 euro) in caso di quattro distinte violazioni commesse in giorni diversi nell’arco di un quinquennio.

L’art. 33 del D.Lgs. 7 agosto 2026, n. 148 (noto come Decreto correttivo o Decreto “Omnibus”) interviene riformando l’impianto sanzionatorio dei corrispettivi telematici, istituendo una specifica causa di non punibilità sotto forma di franchigia per i disallineamenti tra registrazioni di cassa e flussi finanziari dei pagamenti elettronici.

La disposizione introduce una soglia di tolleranza pari al 5%, inserendo alla lettera a) del comma 1 una modifica diretta all’ultimo periodo dell’art. 11, comma 2-quinquies, del D.Lgs. n. 471/1997.

Segnalazioni di anomalia del Fisco

Come detto, in questi giorni gli esercenti si stanno vedendo recapitare segnalazioni per cui:

  • i pagamenti elettronici ricevuti tramite Pos (con la specificazione dell’esclusione dei pagamenti in contanti o ricevuti in altre modalità)
  • risultano di importo più alto rispetto a quello delle fatture elettroniche e dei corrispettivi inviati all’agenzia delle Entrate nell’ambito dello stesso arco temporale.
Ricevuta la comunicazione il contribuente può:
  1. giustificare l’anomalia: fornendo chiarimenti o segnalando eventuali dati o elementi utili attraverso il canale di assistenza Civis;
  2. adeguarsi alla comunicazione, sanando la propria posizione con il ravvedimento operoso.
 

(MF/ms)




Confapi Lecco Sondrio ospita il Roadshow per le imprese di Sace, Simest e CDP

Confapi Lecco Sondrio promuove una giornata di alto profilo strategico e formativo rivolta al tessuto imprenditoriale locale, non solo alle aziende associate. Giovedì 8 ottobre, la sede dell’associazione in via della Pergola 73 sarà il centro dove accogliere aziende, professionisti e istituzioni per una doppia iniziativa focalizzata sullo sviluppo economico, sui finanziamenti all’export e sui servizi avanzati per la competitività aziendale.
Si comincia alle ore 14.30 con la tappa lecchese del Roadshow di Confapi, Sace (Servizi assicurativi e finanziari per le imprese), CDP (Cassa depositi e prestiti) e Simest (Soluzioni per l’internazionalizzazione delle imprese). L’apertura dei lavori vedrà un confronto diretto tra le imprese e i principali player della finanza agevolata e del sostegno al Made in Italy. I saluti introduttivi saranno affidati a Enrico Vavassori, Presidente di Confapi Lecco Sondrio, e a Filippo Boscagli, Sindaco di Lecco. A seguire, un articolato programma di interventi tecnici illustrerà opportunità concrete di sviluppo ed export: “Strumenti Simest a supporto dell’internazionalizzazione”, un panel interattivo su requisiti, iter e documentazione con Federica Ingrosso (Senior Specialist Relazioni Esterne per SIMEST). Seguirà l’intervento su “Strumenti assicurativo-finanziari e supporto formativo all’export” a cura di Roberto Leidi (Relationship Manager Sales PMI – Lombardia per SACE). Chiuderà la prima parte “Le soluzioni CDP per la crescita delle imprese italiane” di Andrea Lenzi (Relazioni Business Imprese Lombardia Ovest per CDP).
La giornata proseguirà con la presentazione integrata della dei servizi che Confapi Lecco Sondrio mette a disposizione delle PMI per affrontare le sfide del mercato: Api Formazione, percorsi strategici per lo sviluppo e la valorizzazione del capitale umano. ApiTech: soluzioni e progetti di transizione digitale e innovazione tecnologica. Ufficio Estero: consulenza operativa e orientamento ai processi di internazionalizzazione. Welfare: progetti su misura per il benessere organizzativo e aziendale. Consorzio Adda Energia: strategie e tutele per l’approvvigionamento energetico a condizioni competitive.

L’evento è aperto a tutte le aziende interessate a partecipare, anche le non associate, per partecipare è necessario iscriversi compilando il form a questo link
“Siamo estremamente orgogliosi di ospitare presso la nostra sede una giornata di tale rilevanza per il tessuto produttivo del nostro territorio – spiega il direttore dell’associazione Marco Piazza -. Riunire in un unico appuntamento i principali player nazionali dello sviluppo economico come SACE, CDP e SIMEST, insieme alla presentazione integrata di tutti i nostri servizi associativi, dimostra la volontà di Confapi Lecco Sondrio di essere un punto di riferimento concreto e proattivo per le PMI. In un contesto economico complesso e in continua evoluzione, offrire alle nostre imprese sia le chiavi per accedere ai mercati internazionali e ai finanziamenti strategici, sia il supporto quotidiano su formazione, innovazione tecnologica, energia e welfare, significa dare risposte chiare ed efficaci alle loro esigenze di crescita. Invito tutti gli imprenditori a partecipare: sarà un’importante occasione di confronto, aggiornamento e networking”.

Anna Masciadri
Ufficio stampa




Iperammortamento: la certificazione contabile è sottoposta a regole precise

Per espressa previsione normativa, ai fini della spettanza del c.d. iperammortamento, ex art. 1, commi 427-436, Legge n. 199/2025, oltre alla perizia tecnica asseverata per tutti i beni agevolati, è necessaria la certificazione contabile del revisore.

Si ponga attenzione al fatto che l’obbligo di certificazione opera:

  • indipendentemente dall’importo dell’investimento, ed è finalizzato
  • all’attestazione dell’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la loro corrispondenza alla documentazione contabile predisposta dall’impresa (art. 7, comma 1, del D.M. MIMIT-MEF 7 maggio 2026).
Quanto all’individuazione del soggetto abilitato al rilascio, l’art. 7, comma 2, del medesimo Decreto distingue due ipotesi.

Per le imprese soggette a revisione legale dei conti la certificazione è rilasciata dai soggetti incaricati della revisione ai sensi del D.Lgs. 27 gennaio 2010, n. 39; per le imprese non obbligate per Legge alla revisione legale, essa è rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti iscritti nella sezione A del registro di cui all’art. 8 del medesimo Decreto legislativo.

In entrambi i casi è richiesto il possesso di idonee coperture assicurative (art. 7, comma 2, primo periodo).

Nell’assunzione dell’incarico, il revisore legale o la società di revisione devono osservare i principi di indipendenza elaborati ai sensi dell’art. 10 D.Lgs. n. 39/2010; il Decreto richiama, in attesa della loro adozione, quelli previsti dal codice etico IFAC.

La disciplina non prevede un beneficio aggiuntivo per il compenso relativo alla certificazione contabile, neppure per le imprese non obbligate alla revisione legale.

Inoltre, trattandosi di un adempimento necessario per ottenere l’incentivo, si ritiene che il relativo costo non incrementi la base sulla quale calcolare la maggiorazione.

Ai sensi dell’art. 9, comma 2, del D.M. 7 maggio 2026, l’impresa deve conservare e rendere disponibile tutta la documentazione necessaria a verificare la correttezza e la veridicità di quanto dichiarato tramite la piattaforma informatica: perizie, attestazioni, fatture, documenti di trasporto e ogni altro documento relativo all’acquisizione dei beni agevolati.

Il GSE, sulla base della convenzione con il Ministero prevista dall’art. 1, comma 435, Legge n. 199/2025, verifica i requisiti tecnici e i presupposti dell’agevolazione, nonché la conformità degli investimenti ai dati dichiarati, entro i termini dell’art. 43 D.P.R. n. 600/1973 (vedi termini per l’acc.to).

Il GSE può richiedere ulteriore documentazione alle amministrazioni pubbliche interessate.

Si tenga conto che la certificazione deve essere disponibile al momento della comunicazione di completamento: l’art. 3, comma 3, D.M. 7 maggio 2026 richiede infatti che questa sia corredata dalle attestazioni di possesso della documentazione tecnica e contabile prevista dagli artt. 6 e 7.

Occorre quindi coordinare l’incarico al revisore con il completamento dell’investimento e, per i beni degli allegati IV e V Legge n. 199/2025, con l’avvenuta interconnessione.

L’art. 4 del Decreto prevede infatti che la maggiorazione del costo di acquisizione dei beni rileva, ai fini della determinazione delle imposte sui redditi:

  • a decorrere dal periodo d’imposta nel quale l’impresa trasmette al GSE la comunicazione di completamento degli investimenti,
  • sempre che il bene oggetto di investimento sia entrato in funzione entro il medesimo periodo d’imposta.
È dunque necessaria l’avvenuta l’interconnessione dei beni al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura posto che la comunicazione di completamento la richiede espressamente.

La fruizione della maggiorazione è, in ogni caso, subordinata alla ricezione della comunicazione di esito positivo delle verifiche effettuate dal GSE rispetto a ciascuna comunicazione di completamento degli investimenti.
 
(MF/ms)




Mancato collegamento tra POS e RT: sanzioni invariate

Dal 1° gennaio 2026, i soggetti che certificano le operazioni mediante documento commerciale sono tenuti a garantire l’integrazione tra il processo di rilevazione dei corrispettivi e quello di rilevazione dei pagamenti elettronici.

L’obbligo è disposto dall’art. 2 comma 3 del DLgs 127/2015 ed è duplice: da un lato richiede agli esercenti di memorizzare e trasmettere, unitamente ai corrispettivi, anche i dati degli incassi elettronici; dall’altro impone di comunicare il collegamento tra i POS e i registratori telematici utilizzati (o la procedura web dell’Agenzia delle Entrate).

La memorizzazione dei dati di pagamento è effettuata registrando, con i dati della cessione o prestazione, la forma di incasso utilizzata e il relativo ammontare, di modo che questi dati siano riportati sul documento commerciale e trasmessi in forma aggregata unitamente ai corrispettivi.

Invece, l’obbligo di collegamento consiste in una comunicazione da effettuare mediante apposito servizio sul portale Fatture e Corrispettivi, indicando che un determinato POS (fisico o virtuale) è abbinato a un determinato registratore.

Sotto il profilo sanzionatorio, dunque, occorre tenere distinti i due obblighi. In caso di omessa rilevazione e invio dei pagamenti elettronici, si applica una sanzione pari a 100 euro per ciascuna errata trasmissione, con un massimo di 1.000 euro per trimestre (art. 11 comma 2-quinquies del DLgs. 471/97).

Sono previste, poi, le sanzioni accessorie ex art. 12 comma 2 del DLgs. 471/97, che consistono nella sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività, ovvero dell’attività medesima, per un periodo da tre giorni a un mese, ove nel corso di un quinquennio siano contestate 4 distinte violazioni compiute in giorni diversi.

L’art. 33 del DLgs. 148/2026 ha però introdotto una soglia di tolleranza tale per cui le suddette sanzioni (comprese quelle accessorie) non si applicano se, tra il numero di operazioni regolate con pagamento elettronico, registrate e memorizzate ai fini della trasmissione dei corrispettivi, e il numero dei pagamenti elettronici accettati, vi è una discrepanza non superiore al 5%. Ad esempio, se gli incassi elettronici rilevati sul registratore sono 190 e i pagamenti elettronici registrati dal POS abbinato sono 200, la sanzione non opera, in quanto lo scarto tra i due numeri (indipendentemente dall’importo delle operazioni) non supera il 5% (10 operazioni).

Peraltro, in ragione dell’art. 3 comma 2 del DLgs. 472/97, la soglia di tolleranza dovrebbe avere effetto retroattivo (ossia anche per le violazioni antecedenti al 12 agosto 2026, data di entrata in vigore del DLgs. 148/2026).

Per quanto riguarda, invece, le ipotesi di omesso/tardivo collegamento tra POS e RT, la disciplina sanzionatoria è rimasta invariata. In tal caso, sono previste:

  • la sanzione da 1.000 a 4.000 euro ex art. 11 comma 5 del DLgs. 471/97;
  • le sanzioni accessorie ex art. 12 comma 3 del DLgs. 471/97 (sospensione della licenza/autorizzazione all’esercizio dell’attività per un periodo da 15 giorni a 2 mesi, e da 2 a 6 mesi in caso di recidiva).
Si ricorda che, per i POS già in uso a gennaio 2026, la comunicazione andava effettuata entro il 20 aprile scorso. Per i POS attivati successivamente, invece, deve provvedersi tra il sesto giorno del secondo mese successivo alla data di disponibilità dello strumento ed entro l’ultimo giorno lavorativo dello stesso mese. Ad esempio, per un POS attivato a settembre, il collegamento va comunicato tra il 6 e il 30 novembre. Le stesse scadenze valgono nelle ipotesi di variazione dei collegamenti già comunicati.

Pur in assenza di indicazioni ufficiali, ove l’esercente si avveda di un errore nei suddetti adempimenti, dovrebbe poter ricorrere al ravvedimento operoso, con riduzione della sanzione da 1/9 a 1/7 del minimo (ipotizzando l’assenza di controlli fiscali), a seconda di quando avviene il ravvedimento (art. 13 comma 1 lett. da a-bis) a b-bis) del DLgs. 472/97). In caso di PVC, il ravvedimento sarebbe però inibito, limitatamente alla richiamata sanzione dell’art. 11 comma 5 del DLgs. 471/97 (art. 13 comma 1 lett. b-quater) del DLgs. 472/97).

Supponiamo che un operatore abbia omesso di comunicare entro la scadenza del 20 aprile 2026 il collegamento di un POS attivo da gennaio, avvedendosi della violazione nel mese di settembre. Per ravvedersi, questi dovrebbe:

  • versare la sanzione pari a 125 euro (1/8 di 1.000 euro, in quanto il ravvedimento avviene entro l’anno dalla violazione);
  • comunicare l’abbinamento tra gli strumenti.
Per il versamento della sanzione potrebbe essere utilizzato il codice tributo “8911”.

Sarebbero comunque auspicabili chiarimenti con riguardo alle modalità di rimozione della violazione, posto che, in base alle funzionalità del servizio presente sul portale Fatture e Corrispettivi, non sembra possibile comunicare il collegamento con data antecedente a quella impostata in automatico dal sistema.
 

(MF/ms)




Valute estere agosto 2026

Art. I

Agli effetti delle norme dei titoli I e II del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come modificato dal decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344, che vi fanno riferimento, le medie dei cambi delle valute estere calcolati a titolo indicativo dalla Banca d’Italia sulla base delle quotazioni di mercato sono accertate per il mese di agosto 2026 come segue:

 

  Per 1 Euro
Dinaro Algerino 154,1016
Peso Argentino 1737,289
Dollaro Australiano 1,6325
Real Brasiliano 5,9684
Dollaro Canadese 1,6123
Corona Ceca 24,1788
Renminbi (Yuan)Cina Repubblica Popolare 7,8092
Corona Danese 7,4755
Yen Giapponese 184,1019
Rupia Indiana 110,6529
Corona Norvegese 10,9274
Dollaro Neozelandese 1,9623
Zloty Polacco 4,3096
Sterlina Gran Bretagna 0,85606
Nuovo Leu Rumeno 5,2493
Rublo Russo 0
Dollaro USA 1,1593
Rand (Sud Africa) 18,7357
Corona Svedese 11,0232
Franco Svizzero 0,9362
Dinaro Tunisino 3,3814
Hryvnia Ucraina 51,811
Forint Ungherese 363,3824
 

 
Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, al seguente link, cambi di agosto, sono a disposizione i dati sui cambi relativi alle restanti valute riportate nel decreto in oggetto.
 




Qualificazione dei tecnici manutentori antincendio: il nuovo sistema è a regime da fine settembre 2026

Il periodo transitorio, più volte prorogato, si è concluso il 25 settembre 2026 e dal 26 settembre 2026 è a regime il sistema di qualificazione dei tecnici manutentori antincendio, previsto dal D.M. 1° settembre 2021.

Sul sito dei Vigili del Fuoco ci sono i dettagli di questa norma.

Le attività di manutenzione dei presidi antincendio possono quindi essere svolte esclusivamente da tecnici in possesso della qualificazione prevista dal decreto (TMQ Tecnico Manutentore Qualificato). La nuova figura, grazie alle conoscenze e competenze acquisite attraverso sessioni formative teoriche e pratiche, è l’unica titolata a svolgere le manutenzioni obbligatorie.
L’aspirante tecnico manutentore antincendio, per esercitare l’attività di manutenzione nel settore antincendio per uno (o più di uno) degli specifici Presidi antincendio che sono stati previsti dal Legislatore (i vari Presidi sono indicati rispettivamente con le sigle P1, P2, P3, P4, P5, P6, P7, P8.1, P8.2, P9, P10, P11, P12, P13 e P14) deve sostenere un esame davanti ad un’apposita Commissione del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco.
Sono previsti due tipi di esame, rispettivamente Esame completo (caso 1), a seguito della frequenza del corso di formazione previsto dal Legislatore, svolto presso i Soggetti formatori accreditati; Esame ridotto (caso 2), a cui possono accedere gli aspiranti tecnici manutentori antincendio che sono già in possesso, alla data del 25 settembre 2022, degli specifici requisiti richiesti dal Legislatore. 

Si invitano gli addetti alla sicurezza e/o gli Rspp delle imprese a far verificare i contratti in essere per gli interventi sui presidi antincendio oggetto di manutenzione per acquisire la documentazione di qualifica dei tecnici impiegati. In base alle normative vigenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro (D.lgs. 81/2008, art. 26) e ai criteri specifici introdotti dal D.M. 1 settembre 2021 (Decreto Controlli), bisogna richiedere:
• Attestato di Tecnico Manutentore Qualificato: rilasciato dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco a seguito del superamento dell’esame teorico-pratico, completo del dettaglio per specifico presidio.
La qualifica non è generica: occorre verificare la corrispondenza esatta tra le attrezzature presenti in azienda e l’abilitazione del tecnico (es. un tecnico qualificato solo per gli estintori non può effettuare la manutenzione delle porte tagliafuoco o degli impianti sprinkler).
Regime Transitorio: in attesa dell’esame, si può accettare la ricevuta di presentazione dell’istanza di esame inviata telematicamente ai Vigili del Fuoco entro il 25 settembre 2026 (deroga temporanea fino al 31 marzo 2027).

Per dimostrare l’effettivo adempimento degli obblighi di manutenzione agli organi di controllo (ATS, Vigili del Fuoco), il fornitore qualificato deve tassativamente rilasciare:

  • Rapporto di intervento / Verbale di manutenzione: firmato dal Tecnico Manutentore Qualificato al termine di ogni controllo periodico. Deve contenere l’elenco dei presidi controllati, l’esito dei test e le eventuali anomalie riscontrate o parti sostituite.
  • Aggiornamento del Registro Antincendio: il manutentore deve datare e firmare il registro dei controlli dell’azienda (cartaceo o digitale) a riprova dell’avvenuta manutenzione, come richiesto dall’Art. 3, comma 2 del D.M. 1 settembre 2021.
(SN/am)
 
 



ISO 9001: 2026 revisione della norma sulla qualità pubblicata il 16 settembre 2026

La nuova ISO 9001:2026 è stata ufficialmente pubblicata il 16 settembre 2026 e si tratta della prima revisione completa dello standard di gestione della qualità dall’edizione del 2015. La norma è già disponibile per l’acquisto sul portale di UNI – Ente Italiano di Normazione sia in lingua italiana che in inglese.
È previsto un periodo di transizione standard della durata di 3 anni a partire dalla fine del mese di pubblicazione. Il 30 settembre 2029 segna il termine ultimo. Oltre questa data, tutti i vecchi certificati basati sulla ISO 9001:2015 cesseranno di essere validi.
In Italia, le modalità operative dettagliate saranno gestite e comunicate da ACCREDIA, ente di accreditamento nazionale.
Principali novità della ISO 9001:2026

La nuova struttura non stravolge l’impianto precedente e si mantiene allineata con l’High Level Structure delle altre norme ISO), però introduce requisiti più stringenti legati alle sfide moderne del mercato:

  • Cultura della qualità ed etica (Clausola 5.1): viene fortemente potenziato il ruolo della leadership. I leader aziendali devono dimostrare concretamente come promuovono l’etica e una solida cultura della qualità all’interno dell’organizzazione.
  • Separazione tra rischi e opportunità (Clausola 6.1): rispetto al passato, la gestione dei rischi e l’analisi delle opportunità di business vengono ora strutturate in sotto-clausole distinte per garantire un’analisi separata e più mirata.
  • Cambiamenti climatici e sostenibilità (Clausole 4.1 e 4.2): vengono integrati in modo permanente i requisiti relativi ai cambiamenti climatici e ai fattori ESG, richiedendo alle imprese di valutare l’impatto della sostenibilità sul proprio contesto operativo.
  • Modifiche al sistema di Gestione (Obbligo “Shall”): qualsiasi modifica apportata al sistema di gestione della qualità non è più una semplice raccomandazione, ma un obbligo vincolante che deve essere formalmente comunicato e verificato nella sua efficacia.
  • Arrivo dell’Annex A: viene introdotto per la prima volta un allegato informativo di circa 15 pagine, pensato per chiarire i dubbi interpretativi sorti con l’edizione 2015 e guidare l’applicazione delle clausole dalla 4 alla 10.
  • Tecnologia e resilienza: la norma risponde all’instabilità delle supply chain globali e all’accelerazione tecnologica, spingendo le aziende verso una maggiore continuità operativa e digitalizzazione.
Per tutte le conseguenze che derivano da queste modifiche, si invitano le imprese a seguire corsi di aggiornamento e a farsi supportare da personale qualificato. In associazione potete rivolgervi alla dott.ssa Silvia Negri.
 
(SN/am)