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Iper-ammortamento beni immateriali 4.0: criticità

L’iper-ammortamento riguarda anche i beni immateriali 4.0, quali software, sistemi, piattaforme, applicazioni, algoritmi e modelli digitali, funzionali alla trasformazione digitale delle imprese, elencati nel nuovo Allegato V alla L. 199/2025 (che, in sostanza, va a sostituire, aggiornandolo, il vecchio Allegato B alla L. 232/2016). Tornano quindi agevolabili i beni immateriali 4.0, che erano stati esclusi per il 2025 dal precedente credito d’imposta per investimenti 4.0 anche se rilevanti ai fini dell’IRES premiale.

Il beneficio fiscale si traduce, anche in tal caso, in un incremento del costo di acquisizione del bene immateriale, che determina un aumento della quota annua di ammortamento fiscalmente deducibile.

Pertanto, stando ai chiarimenti forniti in passato dall’Agenzia delle Entrate, la maggiorazione si concretizza in una deduzione che opera in via extracontabile e va fruita in misura non superiore al 50% del costo, ai sensi dell’art. 103 comma 1 del TUIR (circ. Agenzia delle Entrate e MISE 30 marzo 2017 n. 4, § 6.4).

Con riferimento agli iper-ammortamenti per i beni immateriali 4.0, oltre alle problematiche relative al requisito territoriale, che sembrerebbero essere oggetto del decreto attuativo in corso di definizione, emergono ulteriori profili critici non espressamente considerati.

Anzitutto, la norma sui nuovi iper-ammortamenti non ripropone la disposizione prevista in relazione alle precedenti agevolazioni (dalla vecchia maggiorazione del 40% per i beni immateriali correlata all’iper-ammortamento, al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0), in base alla quale si consideravano espressamente agevolabili “anche i costi sostenuti a titolo di canone per l’accesso, mediante soluzioni di cloudcomputing, a beni immateriali di cui all’Allegato B, limitatamente alla quota del canone di competenza del singolo periodo d’imposta di vigenza della disciplina agevolativa”.

Altra questione riguarda il fatto che la norma agevolativa fa riferimento, in linea generale, alla maggiorazione relativamente al “costo di acquisizione” dei beni, per cui dovrebbe essere chiarito se rientrano nell’ambito applicativo anche i software acquistati a titolo di licenza d’uso.

In merito ai vecchi iper-ammortamenti, la circ. Agenzia delle Entrate e MISE n. 4/2017 (§ 6.2.2) aveva affermato che i software elencati nell’Allegato B potevano rientrare tra gli investimenti agevolabili ancorché acquistati a titolo di licenza d’uso, sempre che iscrivibili in bilancio tra le immobilizzazioni immateriali (voce B.I.3 dello Stato patrimoniale) in applicazione di corretti principi contabili (documento OIC 24).

Precedenti interventi di prassi, ancorché riferiti ad agevolazioni differenti, affermavano che non era agevolato il software utilizzato a fronte di canoni periodici, in quanto i costi esauriscono la loro utilità in un solo esercizio (cfr. C.M. n. 51/2000, § 5.1).

Un’altra casistica è quella del c.d. “software integrato” (embedded).

L’Agenzia delle Entrate ha in passato affermato che se un bene 4.0 viene acquistato a un prezzo unitario comprensivo del software necessario per il suo funzionamento, non si deve operare una distinzione tra la componente materiale e quella immateriale dell’acquisto e il bene immateriale deve considerarsi agevolabile unitariamente al bene principale con l’iper-ammortamento (circ. Agenzia delle Entrate e MISE n. 4/2017, § 6.2).

Stando anche ai chiarimenti forniti in passato dall’Agenzia, dovrebbero comunque essere esclusi dall’agevolazione i software relativi alla gestione di impresa in senso lato (es. amministrazione, contabilità, ecc.).
 

(MF/ms)




Transizione 5.0: da domani portale GSE aperto

Il GSE ha comunicato tramite il suo sito che a partire dalle ore 12 di venerdì 30 gennaio, le imprese che dopo il 6 novembre 2025 hanno presentato domanda di ammissione – anche in assenza di risorse disponibili per esaurimento dei fondi – potranno trasmettere le comunicazioni di conferma attraverso la piattaforma informatica del GSE.

La possibilità di avanzare le istanze riguarda esclusivamente le domande tecnicamente ammissibili, che devono rispettare tutti i requisiti previsti dal decreto che disciplina il credito d’imposta. In particolare, gli investimenti devono riferirsi a progetti di innovazione avviati dal 1° gennaio 2024 e completati entro il 31 dicembre 2025, realizzati in uno o più beni materiali nuovi strumentali all’attività d’impresa che rispondano ai requisiti di miglioramento dell’efficienza energetica.
Il GSE ha chiarito che l’avanzamento delle istanze tecnicamente ammissibili non comporta, allo stato attuale, il riconoscimento automatico del credito d’imposta, che potrà essere utilizzato in compensazione solo a valle del completamento dell’intero procedimento.
L’iter dovrà concludersi obbligatoriamente entro il 28 febbraio 2026. Entro tale data le imprese dovranno trasmettere sulla piattaforma GSE la comunicazione di completamento, contenente tutte le informazioni necessarie a identificare il progetto di innovazione realizzato. In base all’articolo 12 del decreto MIMIT–MEF del 24 luglio 2024, la comunicazione finale dovrà includere:

  • la data di effettivo completamento del progetto;
  • l’ammontare agevolabile degli investimenti effettuati;
  • l’importo del credito d’imposta spettante;
  • l’attestazione del rispetto degli obblighi PNRR;
  • la certificazione della realizzazione degli investimenti in coerenza con la certificazione ex ante;
  • il possesso della perizia tecnica asseverata e della perizia contabile.
 
(SN/am)
 



Fgas: servizi di controllo sugli impianti con circuito di refrigerazione

Confapi Lecco Sondrio può supportare la gestione della sicurezza nelle imprese con numerosi servizi, elencati nella pagina dedicata del sito dell’associazione.

 

Con riferimento agli obblighi che riguardano gli impianti frigoriferi in uso presso diverse realtà produttive, si segnala l’opportunità di un servizio di consulenza attraverso professionisti qualificati.
La norma di riferimento è il Regolamento (UE) 2024/573.

Nella scheda tematica che si allega, sono riassunti gli elementi principali di questa normativa.

Le attività includono:

1) raccolta e verifica dei certificati e dei documenti dei refrigeratori installati.
2) sopralluoghi e ispezioni per verificare la conformità e per il controllo periodico (controllo perdita) con azienda e personale qualificato (Cerificato e patentino Fgas), registrazione delle attività sul portale FGAS Ministeriale per ricezione mail automatica delle attività svolte da inserire nel Registro FGas.

 

Per maggiori informazioni e per un eventuale preventivo rivolgetevi in associazione servizi@confapi.lecco.it , facendo riferimento a Silvia Negri.
 
(SN/am)




CONAI: aggiornamenti alle liste imballaggi in plastica. Webinar giovedì 12 febbraio 2026

Si segnala un’iniziativa divulgativa di Conai, per segnalare le novità della guida aggiornata 2026 e per mostrare l’uso dello strumento digitale per la ricerca del codice corretto per gli imballaggi da mettere sul mercato.
Il webinar, promosso da CONAI, si intitola “Guida CONAI 2026: novità e approfondimenti sulle liste degli imballaggi in plastica”, e si tiene il 12 febbraio p.v., dalle ore 15.00 alle 16.00.

 

Il webinar è fruibile esclusivamente in streaming e la partecipazione è gratuita.
Iscriversi cliccando qui.

Una volta confermata la presenza, i partecipanti riceveranno in prossimità dell’evento all’indirizzo e-mail indicato nel form, un link di accesso da utilizzare per partecipare all’incontro.
Nel corso dell’evento verranno presentate le principali novità della Guida CONAI 2026, con un approfondimento sugli aggiornamenti delle liste degli imballaggi in plastica in vigore dal 1° gennaio 2026. Durante l’evento è altresì previsto un richiamo al toolCodice Imballaggio, implementato da Conai a inizio 2023, con una dimostrazione pratica delle sue funzionalità e modalità di utilizzo.

Nel corso del webinar è prevista una sessione live di Q&A, con l’obiettivo di rispondere ai più frequenti dubbi, richieste di approfondimento e chiarimenti da parte della platea. Sarà possibile, in fase di iscrizione, inserire dei quesiti ai quali si vuole ricevere risposta nel corso del webinar.

(SN/am)




Webinar fiscale “Legge di bilancio 2026”: slide

Alleghiamo, scaricabili, le slide utilizzate dal dott. Massimo Fumagalli per il webinar fiscale dedicato alla Legge di Bilancio 2026 che si è tenuto mercoledì 28 febbraio 2026.

(MF/am)




Seminario “Industria 4.0 e conto termico 3.0: applicazioni e vantaggi”

Il 2026 segna un nuovo passaggio nell’evoluzione dei meccanismi di incentivazione, con l’entrata in vigore delle nuove misure Industria 4.0 e Conto Termico 3.0.

Pur mantenendo una continuità con le normative precedenti, i nuovi strumenti introducono importanti novità tecniche ed economiche: torna l’incentivazione di alcune categorie di software, diventa possibile agevolare le infrastrutture di rete e gli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili, aprendo nuove opportunità per le imprese.

Per fare chiarezza su questo scenario in evoluzione, abbiamo organizzato un seminario tecnico, in programma presso la nostra associazione giovedì 5 febbraio 2026 alle ore 14,30, pensato per fornire una panoramica sintetica ma concreta:

  • delle opportunità disponibili,

  • delle modalità di accesso agli incentivi,

  • dei limiti normativi e degli aspetti a cui prestare particolare attenzione.
     

Per partecipare è obbligatoria l’iscrizione CLICCANDO QUI

(SN/am)




Aziende in fuga dall’Italia “Servono incentivi stabili”

L’intervista che il presidente Enrico Vavassori ha rilasciato per l’inserto “Imprese e lavoro” de La Provincia pubblicata lunedì 26 gennaio 2026.




Italia-Germania. Confapi: appello a Meloni e Merz da pmi italiane e tedesche

“È passato poco più di un mese da quando la nostra comune Confederazione europea delle associazioni delle Pmi e delle Mid-Cap, European Entrepreneurs CEA-PME, ha lanciato il suo call to action “S.O.S. European Industry”. Osservando ciò che è accaduto nel mondo in questo breve periodo di tempo, sentiamo la forte necessità di rivolgerci al Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, e al Cancelliere tedesco, Friedrich Merz, affinché dimostrino unità tra i nostri Paesi e agiscano insieme a livello nazionale ed europeo per salvaguardare la nostra ricchezza comune, prodotta dai due maggiori sistemi manifatturieri d’Europa, rappresentati dalle piccole e medie industrie private italiane e dal Mittelstand tedesco”. È quanto si legge in un comunicato congiunto sottoscritto dal Presidente di Confapi, Cristian Camisa, e da quello di BVMW, la Confederazione tedesca delle Pmi, Christoph Ahlhaus.

“All’indomani di un nuovo Ordine Mondiale catalizzato da Stati Uniti, Cina e Russia – si legge – l’Europa deve restare salda e, per farlo, deve concentrarsi non solo su un’azione politica chiaramente autonoma, ma anche sulla propria forza economica. Ciò significa procedere quanto prima all’adozione provvisoria dell’accordo con il Mercosur, attraverso l’Accordo Commerciale Interinal, garantendo pienamente la reciprocità delle regole per tutte le merci scambiate tra i due blocchi, e avviare la negoziazione di nuovi accordi di libero scambio con altri attori strategici a livello globale, come l’India, dimostrando che l’Europa è in grado di aprire nuovi mercati alla propria industria quando questa è minacciata da dazi ingiustificati ed esposta a pratiche di concorrenza sleale. È necessario poi rafforzare la competitività europea riducendo il carico burocratico a livello nazionale ed europeo, tutelando in particolare la neutralità tecnologica e promuovendo un’innovazione sviluppata con, per e dalle Pmi e Mid-Cap. Normative controproducenti, obblighi di rendicontazione non giustificati e regole penalizzanti per l’economia devono essere resi più favorevoli alle imprese, semplificati e, ove possibile, eliminati. Inoltre bisogna promuovere, ove possibile e in tutti i settori, una preferenza per i prodotti e i servizi europei quando vengono utilizzate risorse dei contribuenti europei, che provengono in larga parte da piccole e medie industrie con sede nell’Unione. Infine, sarebbe importante ottenere una riduzione rapida e significativa dei prezzi dell’energia in Europa, utilizzando tutti gli strumenti disponibili, anche attraverso la revisione di alcuni elementi del Green Deal, come il Sistema europeo di scambio delle emissioni, al fine di raggiungere la neutralità climatica con un approccio orientato al mercato. Le piccole e medie imprese – conclude la nota congiunta – rappresentano la chiave per la sopravvivenza dell’economia europea, del modello sociale europeo e della stessa Unione Europea”.




Forum Italia-Germania. Camisa: rafforzare asse industriale per competere

“Oggi l’Europa, e in particolare Italia e Germania, sono davanti a una scelta netta: essere protagonisti della catena del valore globale oppure ridursi a un semplice mercato di consumo. Noi non abbiamo alcun dubbio: scegliamo la prima opzione. Oggi più che mai è quindi necessario attuare un cambio di marcia: il modello attuale è arrivato a un punto di stallo e va superato con una roadmap chiara fondata su integrazione tecnologica, revisione delle catene del valore e investimento strutturale sui giovani”. Lo afferma il Presidente di Confapi, Cristian Camisa, intervenendo sul futuro dell’asse industriale italo-tedesco al Forum imprenditoriale Italia-Germania di Roma.
“Il primo grande ostacolo è il divario nei tempi decisionali. Ci confrontiamo con competitor globali che assumono decisioni immediate – aggiunge – mentre nel nostro sistema i processi richiedono anni. Questa lentezza incide direttamente sulla competitività delle nostre imprese industriali. La crisi del settore automotive è l’esempio più evidente di un modello superato. Serve una profonda revisione delle catene del valore, un’integrazione complessiva della supply chain anche sul piano tecnologico, superando la separazione tra chi produce e chi commercializza per arrivare a modelli collaborativi e coordinati. Necessario poi un percorso strategico di partnership sulle materie prime critiche: senza riserve Europee il nostro sistema industriale sarà sempre dipendente dalla Cina. In questo percorso – sottolinea Camisa – occorre trovare quel coraggio per cambiare il modello industriale e arrivare ad una vera integrazione industriale”.
“La Germania è per noi un partner fondamentale: oltre 140 miliardi di export italiano, quasi il 20% dell’export complessivo italiano, è destinato a Berlino. Più di 1.700 aziende tedesche sono radicate nel nostro tessuto industriale: non semplici filiali, ma componenti del tessuto industriale italiano che generano 75 miliardi di fatturato e occupano circa 190.000 addetti”, evidenzia Camisa.
A fronte di ciò ci sono migliaia di piccole e medie imprese italiane che sono fornitori strategici dei produttori tedeschi, spesso invisibili ma fondamentali nel processo produttivo grazie alla loro qualità produttiva ed efficienza.
“Nonostante questa profonda interdipendenza, il modello attuale rallenta per tre ragioni decisive: energia e sicurezza, competitività e sovranità tecnologica, burocrazia e costi amministrativi che soffocano le Pmi industriali”, avverte il Presidente di Confapi.
“Per rispondere alla carenza di competenze tecniche è necessaria una rivoluzione culturale: ad esempio un Erasmus rivisto sulla parte industriale tra Italia e Germania – prosegue – non uno scambio simbolico ma un’infrastruttura permanente. Immaginiamo un tecnico meccatronico formato in un ITS italiano che lavori sei mesi in Baviera e torni in Veneto con nuovi standard e metodi e viceversa: questa non è fuga di cervelli, è brain circulation”.
“Confapi è pronta a costruire con i partner tedeschi un’infrastruttura stabile di cooperazione industriale e advocacy europea, perché senza produzione l’Europa perde: innovazione, salari, coesione sociale e capacità geopolitica. In sinergia con i nostri omologhi tedeschi continueremo a lavorare sui principali dossier industriali europei. Rafforzare la partnership tra le PMI industriali italiane e tedesche non è uno slogan, è una tabella di marcia. Ed è il momento di agire”, conclude Camisa.
 
 



Confapi: la consulta dei direttori

Si è riunita a Roma la Consulta dei direttori, con il coordinamento del Direttore nazionale per i Rapporti Territoriali, Andrea Paparo, presente per la nostra associazione il direttore Marco Piazza.

La riunione è stata aperta dal Presidente Cristian Camisa, che ha delineato il quadro attuale e tracciato la linea strategica da seguire nei prossimi mesi.

Con un’ampia partecipazione, come sempre, da parte di tutti i territori, l’incontro ha rappresentato un momento di condivisione fondamentale per fare il punto sul lavoro svolto, sugli obiettivi raggiunti e per guardare al futuro attraverso strategie comuni. Numerose le idee e le proposte emerse a supporto delle PMI, pronte per essere tradotte in azioni concrete. Intenso l’ordine del giorno: al centro della riunione le relazioni industriali e i rinnovi contrattuali, gli aggiornamenti sulle attività legislative, le comunicazioni sulle attività confederali svolte e quelle di prossima programmazione. Sono stati inoltre illustrati aggiornamenti sull’export e presentate nuove convenzioni.