1

RENTRI: formazione con l’albo gestori ambientali maggio – luglio 2026

Prosegue il programma di formazione rivolto a imprese ed enti che utilizzano i servizi di supporto messi a disposizione gratuitamente nel portale RENTRI e organizzata dall’Albo nazionale gestori ambientali.

Il programma formativo è articolato in diversi webinar, con l’obiettivo di fornire informazioni sugli aspetti operativi del RENTRI, con un focus sul FIR Digitale e sugli adempimenti diventati obbligatori dal 13/02/2026.
La partecipazione agli eventi è completamente gratuita. I webinar hanno una durata di circa 90 minuti ciascuno e non è previsto il rilascio di attestati di partecipazione.
Il link per la registrazione sarà disponibile 48 ore prima della data di ciascun evento.

Programma dei webinar con l’Albo gestori, di seguito le prossime opportunità:


Venerdì 24 aprile 2026, ore 10:30 Produttori di rifiuti – I servizi di supporto del RENTRI per la tenuta del registro cronologico di carico e scarico digitale
Martedì 12 maggio 2026, ore 10:30 Produttori di rifiuti – I servizi di supporto del RENTRI per la tenuta del registro cronologico di carico e scarico digitale
Giovedì 14 maggio 2026, ore 10:30 I servizi di supporto e l’APP del RENTRI per l’utilizzo e la gestione del FIR digitale
Lunedì 25 maggio 2026, ore 10:30 I servizi di supporto e l’APP del RENTRI per l’utilizzo e la gestione del FIR digitale

In associazione Silvia Negri resta a disposizione per tutte le necessità.

(SN/am)

 




Risorse camerali per la redazione del report di sostenibilità territoriale: da aprile entro novembre 2026

Si segnala che è aperto, presso la Camera di Commercio Como-Lecco, l’avviso pubblico per aderire al servizio di accesso e accompagnamento alla redazione e pubblicazione del rapporto di sostenibilità di territorio, uno strumento avanzato, sviluppato in collaborazione con SUPSI (Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana) e AITI (Associazione industrie ticinesi). 
L’iniziativa vuole promuovere modelli di sviluppo sostenibile supportando le imprese del territorio nella rendicontazione dei propri impatti socio-ambientali.
Il servizio comprende un percorso particolarmente indicato per imprese strutturate o per realtà che hanno già maturato esperienza con il report semplificato e cercano maggiore rigore quantitativo. 
Attraverso una piattaforma dedicata, le aziende possono: 
  • utilizzare un format standardizzato allineato agli standard europei per le PMI (VSME);
  • misurare puntualmente l’impatto socio-ambientale e definire target di miglioramento;
  • personalizzare il documento con grafiche e contenuti aziendali;
  • ottenere un report di alta qualità pronto per la stampa e la pubblicazione.
L’iniziativa è rivolta a 10 imprese lariane che riceveranno gratuitamente l’accesso alla piattaforma dedicata e 10 ore di assistenza tecnica personalizzata per la redazione. Il valore del servizio, configurato come aiuto di Stato “indiretto” in regime de minimis, è stimato in 2.000,00 euro.

Tutti i dettagli al link camerale: cliccare qui 

L’Avviso è aperto sino al raggiungimento del numero di 10 imprese, e comunque non oltre il 30 novembre 2026. Le domande saranno accolte in ordine cronologico sino ad esaurimento delle risorse disponibili.
 
(SN/am)

 




Bando “Rafforza e innova”: scadenza 30 giugno 2026

Il bando promuove progetti di trasferimento di tecnologie e soluzioni innovative che prevedono la collaborazione tra PMI e Organismi di Ricerca (OdR), in qualità di fornitori di servizi avanzati alle imprese in risposta ai loro fabbisogni di ricerca e innovazione (R&I).

Sito regionale

Sito camerale

Si tratta di una sovvenzione a fondo perduto di importo fisso pari a 30.000,00 Euro a fronte di un investimento minimo di spese ammissibili pari a 50.000,00 Euro.
Il bando è attuato tramite procedimento valutativo a sportello e rimane aperto fino a esaurimento della dotazione finanziaria e comunque entro e non oltre il 30 giugno 2026 (ore 15:00).

Come indicato nell’ultimo provvedimento di ammissione, ad aprile 2026 sono state accettate altre 10 domande.

Per essere guidati nella stesura di un progetto, per trovare un organismo di ricerca partner e per la presentazione della domanda, ApiTech è a disposizione, potete contatta Silvia Negri.

(SN/am)




Confapi nazionale: indagine sul rilevamento dei consumi energetici pmi

Ricordiamo, per chi non l’avesse ancora compilata, che Confapi nazionale sta promuovendo un’indagine finalizzata a rilevare i consumi energetici delle pmi industriali con l’obiettivo di comprendere meglio le esigenze delle aziende e supportare lo sviluppo di politiche efficaci a sostegno del sistema produttivo che rappresenta.

L’analisi riguarderà temi strategici e di grande attualità per le imprese, tra cui:

  • l’impatto dei costi energetici sulla competitività aziendale;
  • le soluzioni energetiche adottate;
  • gli strumenti di supporto disponibili.
L’indagine sarà attiva fino alle ore 18:00 di giovedì 30 aprile 2026.

Per compilarla CLICCA QUI
 
I risultati consentiranno a Confapi di elaborare approfondimenti mirati e prendere posizioni utili a rafforzare la resilienza delle pmi nell’attuale contesto economico e ambientale.

Data l’importanza del tema trattato invitiamo a partecipare all’indagine.

 




Visita alla Seval di Colico “Dove lo scarto diventa risorsa”: venerdì 8 maggio alle ore 14.30

Il Gruppo Giovani Imprenditori di Confapi Lecco Sondrio organizza una visita aziendale alla Seval di Colico, venerdì 8 maggio alle ore 14.30.

Azienda familiare nata oltre 30 anni fa nel settore delle linee elettriche di alta tensione, Seval nel 1999 ha sviluppato la divisione Ecologia cogliendo le opportunità del nascente mercato dei RAEE, investendo in nuovi impianti e competenze. Oggi il gruppo conta 7 stabilimenti e tratta oltre 130mila tonnellate di rifiuti ogni anno con un’attenzione all’impatto ambientale e alla sostenibilità.

Ad accogliere il gruppo sarà Roberto Ardenghi, titolare della Seval, esempio concreto di trasformazione industriale intelligente. Seguirà la visita presso i reparti produttivi.

Perché partecipare?

  • Storia imprenditoriale raccontata da chi l’ha vissuta in prima persona
  • Scoprire come si trasforma un’azienda tradizionale in un modello innovativo
  • Esplorare da vicino macchinari e processi all’avanguardia
  • Capire come organizzazione e visione fanno davvero la differenza
Appuntamento venerdì 8 maggio 14.15 presso la Seval di Colico (via la croce 14, Colico).

 

Adesioni entro lunedì 4 maggio al seguente link https://forms.gle/kj9UE3DsoszKpQqc7

(SG/sg)




Confapi in audizione al Senato su dl fiscale e dl accise 2

Il vicepresidente di Confapi, Francesco Napoli, è stato audito presso la 6ª Commissione ‘Finanze e Tesoro’ del Senato della Repubblica in merito ai DDL di conversione del DL Fiscale e DL Accise 2.
“I decreti legge in esame si inseriscono in un contesto internazionale particolarmente complesso – ha affermato Napoli –, con tensioni geopolitiche e incertezze sui mercati energetici globali. Le Pmi industriali, spesso caratterizzate da una minore capacità di assorbire shock esogeni, risultano particolarmente esposte e il costo dell’energia rappresenta una variabile strategica. Diventa quindi fondamentale promuovere politiche per l’efficienza energetica e l’autoproduzione da fonti rinnovabili attraverso, ad esempio, la valorizzazione di un mix energetico, incluso il contributo dalla produzione di energia da biomassa legnosa. Sarebbe importante sbloccare centinaia di impianti per la produzione di energia dalle rinnovabili bloccati a livello locale”.
Confapi esprime apprezzamento per le misure già adottate dal Governo, riconoscendo un concreto sollievo per le imprese e sottolinea tuttavia la necessità di ulteriori iniziative per sostenere resilienza e capacità di investimento.
“È fondamentale – ha evidenziato Napoli – concentrare tutte le energie del sistema produttivo nazionale al fine di scongiurare il rischio di un possibile lockdown energetico. Uno scenario di tale natura rappresenterebbe un evento estremamente critico, che il nostro Paese non può permettersi”.
Il DL fiscale aveva ridotto al 35% del credito d’imposta fruibile il beneficio, determinando un recupero solo parziale del beneficio atteso. Con il DL Accise 2 viene incrementato il plafond da 537 milioni a oltre 1,3 miliardi, con credito d’imposta pari all’89,77%. “Si tratta di un intervento che consente di rispettare l’impegno del Governo – ha specificato il vicepresidente –, assicurando risorse per investimenti già effettuati. Per questo, apprezziamo la scelta di garantire le risorse alle imprese, soprattutto alle Pmi industriali. Il rispetto degli impegni costituisce una precondizione per rafforzare la fiducia e il principio del legittimo affidamento”.
Secondo Confapi, quindi, permane la criticità della quota del 10,33% non ricompresa nel credito d’imposta. Si propongono quindi il riconoscimento integrale o il recupero tramite iperammortamento 2026–2028 e l’utilizzo del credito in compensazione tramite F24 in quote quinquennali. “Tale soluzione – ha spiegato – ristabilirebbe simmetria con precedenti già applicati dall’Agenzia delle Entrate. In alternativa, propone strumenti finanziari tramite il Fondo Centrale di Garanzia per le Pmi per coprire il gap”.
Confapi valuta positivamente gli interventi per l’autoproduzione da fonti rinnovabili e sistemi di accumulo. Sulle misure emergenziali per il contrasto all’aumento dei costi dei carburanti, si apprezza la proroga del taglio delle accise di 20 centesimi al litro e l’estensione al combustibile HVO, sottolineando la necessità di monitorare i prezzi energetici e valutare ulteriori interventi.
Napoli ha poi evidenziato difficoltà nel settore dei trasporti per l’asimmetria del fuel surcharge e proposto il calcolo al netto di accise e Iva. Infine, rilevando criticità sui rimborsi Iva, Confapi propone un canale prioritario e accelerato per lo sblocco dei crediti a favore delle imprese.



Confapi alla Camera per indagine conoscitiva sistema Italia

Il vicepresidente di Confapi, Francesco Napoli, è stato audito presso la X Commissione “Attività produttive” della Camera dei deputati nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla capacità competitiva del sistema Italia, sulle dinamiche del PIL (1992-2025) in rapporto alla media UE e sulle leve di intervento sui settori produttivi per sostenere la crescita economica.
“Sappiamo bene che nel periodo considerato – ha evidenziato Napoli – l’Italia è cresciuta meno della media europea, con una dinamica di crescita del PIL significativamente più contenuta rispetto a quella registrata dalla media dell’Unione Europea. Numerosi studi condotti da istituzioni nazionali e internazionali individuano fattori strutturali che hanno rallentato la crescita, tra cui il progressivo rallentamento della produttività dalla metà degli anni Novanta. Tra le cause – ha specificato il vicepresidente di Confapi – la struttura del tessuto imprenditoriale con forte presenza di imprese sotto i 50 dipendenti e un elevato ‘nanismo imprenditoriale’ che limita investimenti e crescita. Si aggiungono la dinamica demografica, con invecchiamento della popolazione e bassa partecipazione al lavoro, e l’elevato debito pubblico. Inoltre persistono forti divari territoriali tra Nord e Sud che limitano il potenziale complessivo del Paese”.
Confapi ritiene che nel contesto europeo, le sfide della crescita e della competitività sono sempre più legate ai processi di digitalizzazione e decarbonizzazione, ma la tempistica delle misure non è in linea con le necessità delle imprese, soprattutto rispetto a USA e Cina. L’Industrial Accelerator Act è stato approvato senza risorse aggiuntive, pur restando uno strumento utile per innovazione e transizione. A livello nazionale, il Libro Bianco definisce una roadmap al 2030 per crescita e competitività.
In sintesi, Confapi ritiene necessario superare interventi frammentari con una politica economica e industriale organica e di lungo periodo, soprattutto in un momento che vede le Pmi industriali sotto pressione per costi energetici, logistica e trasporti, con una riduzione dei margini (−2% / −5%) e rischi per la sostenibilità.
 
Alla luce di tale scenario, il vicepresidente Napoli ha sottolineato: “È necessario ridurre la dipendenza energetica dall’estero e rafforzare la produzione interna attraverso rinnovabili e nucleare di quarta generazione. Prioritari anche l’abbattimento del cuneo fiscale, la riduzione del costo del lavoro e il rilancio degli investimenti pubblici e privati”. Per Confapi è inoltre necessaria una riforma strutturale e una maggiore armonizzazione fiscale europea. Il cuneo fiscale elevato riduce competitività e salari netti, rendendo indispensabile una riduzione strutturale. Inoltre è stato evidenziato che le Pmi industriali soffrono di debole patrimonializzazione e dipendenza dal credito bancario, per questo, la semplificazione normativa e burocratica è fondamentale. Per lo sviluppo della competitività infine Napoli ha posto l’accento sul capitale umano: “Competenze, attrazione e trattenimento dei talenti sono fattori chiave”. Infine ha rilanciato la proposta di Confapi per un “Patto per i Talenti STEM” con l’obiettivo di contrastare la fuga dei laureati. “Le Pmi industriali devono essere poste al centro delle politiche economiche e fiscali nazionali ed europee per la crescita e la competitività” ha concluso Napoli.
 




Concorso “La piccola impresa che vorrei 2025/26”: mercoledì 6 maggio la finale

Mercoledì 6 maggio 2026 si terrà la finale della terza edizione del nostro concorso “La piccola impresa che vorrei” che quest’anno vede impegnate 18 classi di istituti di scuole secondarie di secondo grado delle province di Lecco e di Sondrio, e altrettante aziende che li stanno affiancando. 

In questi giorni la giuria (Guido Baggioli, Alice Dell’Oca, Alessandro Leidi, Anna Masciadri e Katia Sala) sta visionando i progetti per decidere i tre vincitori a cui andranno questi premi in denaro che verranno utilizzati per acquistare materiale scolastico o finanziare attività della scuola: 4 mila euro al primo classificato, 3 mila al secondo e 2 mila al terzo. 

L'ospite della finale del 6 maggio in Sala Ticozzi sarà Marco Riva, ex dirigente di Yamaha Corse che ha lavorato per anni nella squadra di Valentino Rossi. 

Queste le classi partecipanti al concorso: IIS Pinchetti Tirano 4A SIA-Pura Comunicazione, IIS Pinchetti Tirano 4BA AFM – STM, IIS Pinchetti Tirano 3C LSU – Tecnofar, IIS Pinchetti Tirano 3A LS – Dispotech, Istituto Volta Lecco indirizzo aeronautico – Novastilmec, IIS Badoni Lecco 3 BATL – Co.El, IIS Bertacchi Lecco 3C LES – Froma, IIS Bertacchi Lecco 3A LES – Imsa, IIS Bertacchi Lecco 3B LES – Deca, IIS Fiocchi Lecco 3O Mecccanico – Rapitech e SCT, IIS Fiocchi Lecco 3P Servizi commerciali – TMC, IIS Parini Lecco 3A PROF – VML, IIS Parini Lecco 3B PROF – STF, CFP Clerici Lecco Servizi d’impresa – Torneria Automatica Alfredo Colombo, CFP Clerici Merate grafica – La Meccanoplastica, CFP Clerici Merate operatore elettrico – Sepam, IS Saraceno Romegialli Morbegno3 CAT – Pozzi Albino, IS Saraceno Romegialli Morbegno 4 GRAF – Officine Piki.

Queste le aziende che hanno fatto da tutor alle classi: Co.El di Torre de’ Busi, Deca di Monte Marenzo, Dispotech di Gordona, Froma di Valmadrera, Imsa di Lecco, La Meccanoplastica di Calolziocorte, Novastilmec di Garbagnate Monastero, Officine Piki di Valvarrone, Pozzi Albino di Colico, Pura Comunicazione di Sondrio, Rapitech di Lecco, SCT Informatica di Lecco, Sepam di Galbiate, STF di Barzago, S.T.M. di Delebio, Tecnofar di Gordona,  TMC di Cesana Brianza, Torneria Automatica Alfredo Colombo di Verderio, VML di Brivio.  

 

 




Rischio Radon: misurazione della concentrazione

Confapi Lecco Sondrio può supportare la gestione della sicurezza nelle imprese con numerosi servizi, elencati nella pagina dedicata del sito dell’associazione.

Con riferimento agli obblighi che riguardano il rischio Radon, sinteticamente riportai nella scheda tematica che si allega, Confapi può mettervi in contatto con esperti qualificati.
Le attività includono:

1) sopralluoghi e ispezioni dettagliate nei locali a rischio.
2) preparazione del piano di misura, ove necessario, e campionamenti
3) redazione tecnica con i risultati, consulenza sulle eventuali azioni di risanamento.
Per maggiori informazioni e per un eventuale preventivo rivolgetevi in associazione servizi@confapi.lecco.it , facendo riferimento alla dott.ssa Silvia Negri.
 
(SN/am)




Sistema nazionale di interscambio dei pallet: meccanismi e valori

Con il 2026 l’interscambio dei pallet è una regola obbligatoria e sono previsti degli automatismi economici.
Questo dice il Decreto n.182 del 2 dicembre 2025 che ha aggiornato in Italia la disciplina per la gestione dell’interscambio dei pallet standardizzati nel territorio nazionale.
L’obiettivo è eliminare la discrezionalità degli accordi informali e garantire una maggiore precisione documentale. Le nuove disposizioni definiscono un quadro normativo più uniforme per mittenti, destinatari e operatori della filiera.
  • Rientrano nella disciplina i pallet standardizzatiriutilizzabili e identificabili tramite marchio registrato del sistema di appartenenza (es. EPAL, EUR-UIC o equivalenti).
  • Sono esclusi pallet a perdere, pallet proprietari o appartenenti a circuiti chiusi di noleggio e spedizioni internazionali senza rottura di carico in Italia.
Obbligo di restituzione
Chi riceve la merce è obbligato a restituire:
  • lo stesso numero di pallet ricevuti
  • la stessa tipologia
  • qualità equivalente, se indicata nei documenti
Fa fede quanto riportato nel documento di trasporto del mittente e le indicazioni non possono essere modificate dal destinatario.
Definizione delle responsabilità
Il vettore:
  • non ha obbligo di gestione dei pallet
  • non è responsabile della mancata restituzione
  • può solo richiederne la riconsegna
La normativa ribadisce che la responsabilità resta in capo al soggetto ricevente.
Valore economico del pallet
Il valore dei pallet non è fissato per legge dal Ministero. La norma stabilisce che ogni sistema pallet pubblichi ufficialmente il valore medio di mercato tre volte l’anno sui propri canali ufficiali.
Buono pallet: requisiti obbligatori e possibili sanzioni
Poiché l’interscambio è l’obiettivo principale della norma, nei casi in cui il destinatario non può restituire i pallet alla consegna, deve emettere un buono pallet indicando:
  • data di emissione e numero progressivo
  • dati identificativi dell’obbligato alla restituzione e del beneficiario
  • tipologia, quantità e qualità (se prevista) di pallet
In assenza di uno solo di questi elementi, il possessore può richiedere il pagamento immediato del valore di mercato. Se i pallet non sono restituiti entro 6 mesi dall’emissione del buono, scatta l’obbligo automatico di pagamento del valore di mercato.
Decorsi 24 mesi dall’entrata in vigore delle nuove disposizioni (scadenza dicembre 2027) il buono pallet sarà valido esclusivamente in formato digitale.
Si allegano il testo del decreto e una scheda tematica sintetica delle novità.
 

(SN/am)