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Imposta di bollo sui libri contabili

Il computo delle 2.500 registrazioni o frazioni di esse va effettuato in modo autonomo per ogni singolo periodo d’imposta.

Con la risposta a interpello n. 144, pubblicata il 13 luglio, l’Agenzia delle Entrate è tornata sulle modalità di determinazione dell’imposta di bollo nell’ipotesi in cui i registri contabili siano tenuti in modalità informatica, con precisazione dei criteri per il computo della soglia delle 2.500 registrazioni.

Rispetto ai registri contabili, l’imposta di bollo è dovuta sul libro giornale e sul libro degli inventari, con esclusione degli altri libri e registri prescritti dalle norme tributarie. Le modalità di determinazione dell’imposta sono differenti in base alla modalità con cui sono tenuti i registri.

Per i registri su supporto cartaceo o tenuti con sistemi meccanografici e trascritti su supporto cartaceo, l’imposta di bollo è dovuta, in base all’art. 16 lett. a) della Tariffa Parte I allegata al DPR 642/72, ogni 100 pagine o frazione di esse, nella misura di 16 euro, per le società di capitali che versano in misura forfetaria la tassa di concessione governativa, oppure di 32 euro, per tutti gli altri soggetti.

Se la contabilità è tenuta su supporto cartaceo, l’imposta di bollo è assolta (artt. 3 del DPR 642/72 e 16 Parte I della Tariffa allegata al DPR 642/72):

  • prima che il registro sia posto in uso, ossia prima di effettuare le annotazioni sulla prima pagina, o su un nuovo blocco di pagine (risposta interpello Agenzia delle Entrate 17 maggio 2021 n. 346);
  • mediante apposito contrassegno, oppure mediante modello F23 utilizzando il codice tributo 458T.
Per i registri tenuti in modalità informatica, in base all’art. 6 comma 3 del DM 17 giugno 2014, l’imposta di bollo è dovuta ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse, nelle misure precedentemente indicate (16 o 32 euro).

Secondo l’indicazione che era stata fornita dalla ris. Agenzia delle Entrate 9 luglio 2007 n. 161 con riferimento all’abrogato DM 23 gennaio 2004, la cui attualità è stata confermata con riguardo alla disciplina vigente anche dalla risposta a interpello 20 febbraio 2025 n. 42, per registrazione deve intendersi ogni singolo accadimento contabile, a prescindere dalle righe di dettaglio.

Dunque, se si guarda al libro degli inventari, per accadimento contabile deve intendersi la registrazione relativa a ciascun cespite, mentre per il libro giornale il concetto di registrazione va riferito a ogni singola operazione rilevata in partita doppia, a prescindere dalle righe di dettaglio interessate.

Se la contabilità è tenuta in modalità informatica, l’imposta di bollo relativa agli atti, ai documenti e ai registri emessi o utilizzati durante l’anno è versata (art. 6 commi 1 e 2 del DM 17 giugno 2014):

  • con modalità esclusivamente telematica, mediante modello F24, utilizzando il codice tributo “2501”;
  • in unica soluzione;
  • entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio.
Delineato il quadro normativo di riferimento, il quesito oggetto dell’istanza di interpello riguarda le modalità di computo delle 2.500 registrazioni con riguardo al libro giornale, ossia se il conteggio delle stesse debba considerarsi unitario e progressivo, cumulando le registrazioni tra anni diversi fino al raggiungimento della suddetta soglia, oppure se il calcolo debba considerarsi autonomo per ogni singolo periodo d’imposta, con conseguente azzeramento del conteggio e versamento almeno dell’imposta minima per ogni anno solare, a prescindere dalle righe residue dell’anno precedente.

L’istante riteneva applicabile il primo criterio, ossia calcolando le 2.500 registrazioni su diversi esercizi, analogamente a quando avviene per i registri tenuti su supporto cartaceo.

Con questa impostazione, se nell’anno N+1 venissero effettuate sul libro giornale 1.500 registrazioni, occorrerebbe versare 16 euro di imposta; se nell’anno N+2 venissero effettuate ulteriori 800 registrazioni (totale progressivo 2.300), non si dovrebbero effettuare ulteriori versamenti in quanto le registrazioni dell’anno N+2 risulterebbero già coperte con il versamento dell’anno precedente.

Il computo si interrompe alla chiusura del singolo esercizio

Di diverso avviso l’Agenzia, secondo la quale l’espressione dell’art. 6 comma 3 del DM 17 giugno 2014 “ogni 2.500 registrazioni o frazioni di esse” attribuirebbe autonoma rilevanza anche a un numero di registrazioni inferiore alla soglia di 2.500.

Conseguentemente, se nel corso dell’esercizio il libro giornale è utilizzato per registrare un numero di operazioni costituenti una frazione della soglia di 2.500 registrazioni, il presupposto impositivo sarebbe comunque soddisfatto e il relativo importo sarebbe dovuto per l’esercizio di riferimento, entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio.

In sostanza, ai fini dell’imposta di bollo dovuta sul libro giornale tenuto in modalità informatica, il computo delle 2.500 registrazioni o frazioni di esse va effettuato in modo autonomo per ogni singolo periodo di imposta, interrompendosi alla chiusura del singolo esercizio.

A giudizio dell’Agenzia, la diversa impostazione rispetto alla tenuta cartacea dei registri trova giustificazione nel testo stesso della disposizione che fa dipendere il presupposto impositivo dall’uso del registro durante l’anno mediante le relative operazioni di registrazione.
 

(MF/ms)




PPWR: dichiarazione di conformità da parte del fabbricante

Con riferimento al tema PPWR già trattato nelle precedenti circolari, si allega alla presente la nota informativa di Conai che contiene le istruzioni per la redazione della dichiarazione di conformità da parte del fabbricante.
I fabbricanti, che sono responsabili dell’immissione sul mercato dell’imballaggio, devono redigere la dichiarazione di conformità a partire dal 12 agosto 2026. La dichiarazione deve essere redatta in 8 punti e può essere integrata anche successivamente, tenendo sotto controllo le revisioni al documento.
Per la redazione, il fabbricante deve ottenere dai suoi fornitori dei materiali le informazioni di cui non è direttamente a conoscenza e le deve conservare. Laddove previsto, deve eseguire delle analisi per dimostrare l’assenza di talune sostanze dai materiali immessi sul mercato.

Per tutti i dettagli si rimanda all’allegato, fonte Conai, e al sito, ricco di molte altre indicazioni.

Per eventuale supporto nell’adempimento di questi obblighi potete scrivere in associazione silvia.negri@confapi.lecco.it

(SN/am)




Tax credit 4.0 anno 2025: entro il 31 luglio le comunicazioni di completamento

Non rispettare il termine comporta il mancato perfezionamento della procedura per la fruizione.

Scade il 31 luglio 2026 il termine previsto dall’art. 2 del DM 15 maggio 2025 per le comunicazioni di completamento necessarie, per i soggetti inclusi nella disponibilità delle risorse, ai fini del credito d’imposta 4.0 relativo agli investimenti prenotati nel 2025 ed effettuati entro il 30 giugno 2026.

L’art. 1 comma 446 della L. 207/2024, si ricorda, ha previsto il riconoscimento, nel rispetto di un limite di spesa specifico, del credito d’imposta 4.0 di cui all’art. 1 comma 1057-bis della L. 178/2020 – vale a dire quello relativo alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali materiali nuovi indicati nell’Allegato A alla L. 232/2016 – anche agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, ovvero entro il 30 giugno 2026 ma a condizione che entro il 31 dicembre 2025 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

A tal fine, il DM 15 maggio 2025, come modificato dal DM 16 giugno 2025, ha approvato i modelli di comunicazione e definito la relativa procedura, prevedendo la necessità di presentare una comunicazione preventiva, rilevante ai fini della prenotazione delle risorse (comunque entro il termine del 31 gennaio 2026), una comunicazione preventiva con acconto, da presentare entro 30 giorni dalla prima, e, da ultimo, una comunicazione di completamento degli investimenti, a seguito del completamento degli stessi.

Si ricorda che in relazione al credito d’imposta 4.0 in esame era stato comunicato l’esaurimento delle risorse disponibili, con possibilità tuttavia di presentare ancora comunicazioni preventive; in caso di nuova disponibilità di risorse, è stato previsto che il GSE ne avrebbe dato comunicazione alle
imprese secondo l’ordine cronologico di trasmissione delle domande.

Tanto premesso, ove siano state presentate la comunicazione preventiva e di acconto nei suddetti termini e sia stato comunicato il via libera da parte del GSE, per poter beneficiare del credito d’imposta per beni materiali 4.0 con ordine e acconto minimo del 20% avvenuti entro il 31 dicembre 2025, gli investimenti avrebbero dovuto essere effettuati, a norma dell’art. 109 del TUIR, entro lo scorso 30 giugno; diversamente il credito d’imposta 4.0 non spetta.

Per gli investimenti ultimati alla data del 30 giugno 2026 (investimenti prenotati nel 2025 ma effettuati nel termine “lungo” del 2026), occorrerà presentare anche la comunicazione di completamento, a norma dell’art. 2 comma 4 del DM 15 maggio 2025, entro il termine del 31 luglio 2026 (cfr. anche FAQ GSE 29 settembre 2025).

Per gli investimenti completati nel 2025 la comunicazione doveva essere invece presentata entro lo scorso 31 marzo 2026. Il mancato invio da parte delle imprese delle comunicazioni nei termini e nelle modalità previste comporta il mancato perfezionamento della procedura per la fruizione del credito d’imposta.

Per quanto esposto, qualora gli investimenti prenotati nel 2025 non siano stati effettuati entro il termine del 30 giugno 2026, o nel diverso caso in cui gli investimenti siano stati effettuati entro tale termine ma non venga presentata la comunicazione di completamento entro il 31 luglio, non si potrà fruire del credito d’imposta 4.0. Per tali beni, per i quali non si può quindi beneficiare del credito 4.0, si potrebbe valutare l’ammissione al nuovo iper-ammortamento ex L. 199/2025, fermo restando che sul punto si attendono indicazioni nell’annunciata circolare.

Il credito d’imposta 4.0 sarà utilizzabile in compensazione nel modello F24 dal decimo giorno del mese successivo a quello della trasmissione dei dati dal Ministero all’Agenzia (cfr. art. 2 comma 8 del DM 15 maggio 2025), in tre quote annuali di pari importo.

Secondo l’Agenzia delle Entrate se l’investimento è completato entro il 30 giugno 2026 si può fruire della prima quota già nel 2026 e della seconda e terza quota rispettivamente dal 2027 e dal 2028 (fermo restando che la quota annuale può essere fruita anche in anni successivi a quello dal quale può essere utilizzata). In tal caso nel modello F24 va utilizzato il codice tributo “7077” e deve essere indicato sempre come anno di riferimento l’anno di completamento comunicato al MIMIT/GSE, in questo caso il 2026, e lo stesso anno 2026 va indicato anche quando si fruisce delle quote di credito negli anni successivi (cfr. FAQ 29 gennaio 2026).

Altro aspetto da considerare è l’indicazione nel modello REDDITI 2026. Le istruzioni per la compilazione del quadro RU con riferimento al codice credito “2L” richiedono infatti l’indicazione degli investimenti anche solo prenotati nel periodo d’imposta oggetto della dichiarazione (entro il 31 dicembre 2025) ma effettuati successivamente, nel termine “lungo” del 30 giugno 2026. A tal fine occorre compilare, oltre al rigo RU5 colonna 2 (in cui indicare il credito maturato), il rigo RU140 nel modello REDDITI 2026, denominato “Investimenti beni strumentali (effettuati dopo la chiusura del periodo d’imposta)”.
 

(MF/ms)




Formazione sicurezza chimica MOCA: corsi disponibili in Associazione

Con la presente si segnala che nell’offerta formativa di Confapi, sono stati introdotti una serie di corsi sulla sicurezza chimica, per i materiali che vengono a contatto con alimenti (MOCA), che si aggiungono a quelli sui temi ambientali e sulle diverse tipologie di certificazioni.
La trattazione è rivolta a produttori di imballi o utilizzatori, ed è declinata in base ai materiali:
  • Legno e sughero
  • Carta, plastica e altri imballaggi alimentari
Invitiamo tutti gli associati a consultare le proposte di corsi sul sito dedicato e ad avanzare eventuali richieste specifiche che possono essere comunque organizzate ad hoc e finanziate dal Fapi.

Alcuni corsi sono già programmati, altri invece possono essere programmati non appena ci viene inviata la segnalazione di interesse.

Se ci sono richieste su temi specifici, scrivete pure in associazione, contattate Silvia Negri o Stefania Beretta, in modo da valutare e formalizzare nuove proposte. 0341.282822, formazione@confapi.lecco.it

(SN/am)




Rifiuti urbani: superfici tassabili, verifica della gestione e dell’applicazione della tassa rifiuti Tari

Nell’ambito delle attività svolte dall’Associazione in materia ambientale, segnaliamo che, per quanto attiene ai rifiuti delle imprese decadenti dal processo produttivo o altri rifiuti di tipo urbano, possiamo supportare le imprese con queste servizi:
  1. Consultazione del regolamento rifiuti comunale
  2. Verifica della gestione e della raccolta differenziata dei rifiuti aziendali di tipo urbano
  3. Controllo della denuncia delle superfici e della TARI applicata
  4. Eventuali attività di regolarizzazione

Ricordiamo i rifiuti delle imprese, decadenti dal processo produttivo, devono essere gestiti come rifiuti speciali. Gli altri rifiuti di tipo urbani, derivanti dalle pulizie degli uffici, dai servizi igienici, dalle aree per la consumazione dei pasti e simili, devono essere gestiti come rifiuti urbani, secondo le norme nazionali e nel rispetto dei regolamenti locali per il ritiro. Il servizio svolto per conto dei Comuni dalle società partecipate di gestione rifiuti è soggetto alla TARI.
La tassazione è basata sulla denuncia delle superfici da parte delle imprese e sui regolamenti dei Comuni. Se avete dei dubbi sulla coerenza e conformità della gestione rifiuti e della tassazione corrispondente, potete chiedere all’associazione un supporto per verificare ed eventualmente regolarizzare la gestione.

Per maggiori informazioni e per un eventuale preventivo potete scrivere a servizi@confapi.lecco.it o telefonare 0341.282822 chiedendo di Silvia Negri. 

Ricordiamo che Confapi Lecco Sondrio può supportare la gestione ambientale delle imprese con numerosi servizi, elencati nella pagina dedicata del sito dell’associazione.

(SN/am)




Nuova finanza per la crescita: tornano i Basket Bond della Lombardia

Si segnala un’interessante opportunità di finanza alternativa al credito bancario per la crescita della tua impresa.

A maggio, infatti, Regione Lombardia ha ufficialmente rifinanziato il bando dedicato a Minibond e Basket Bond, strumento di grande rilievo sul fronte del credito e del finanziamento alternativo.
Se si sta, infatti, valutando di investire nella propria azienda, di digitalizzare i processi e puntare sulla sostenibilità questa è un’opportunità da considerare con attenzione.
 
Caratteristiche Minibond:

  • Importo minimo di €1,5m – massimo: €10m
  • Durata legale indicativa 7 anni
  • Preammortamento indicativo 12 mesi
  • Tasso fisso o variabile su Euribor6m e legato al merito di credito dell’Emittente (supportato dal beneficio della Garanzia)
 
Possono candidarsi le imprese che:
  • Sono PMI (occupati ≤250persone, almeno uno tra fatturato ≤50 mln € e totale attivo ≤43 mln € )
  • Hanno almeno due bilanci approvati
  • Hanno una o più sedi operative, oggetto dell’intervento, in Lombardia
  • Rispettano i seguenti parametri:
  1. Fatturato ≥ €5m
  2. PFN/EBITDA < 5,0x
  3. PFN/PN < 3,0x
  4. EBITDA/Fatturato > 4,0%
 
Investimenti finanziabili:
  • Sviluppo di reti e filiere (Azione 1.3.4): interventi per transizione digitale, crescita dimensionale e innovazione.
 
Sono finanziabili:
  1. acquisto di macchinari, impianti, hardware e software
  2. costi del personale e della ricerca contrattuale per l’innovazione di processi o prodotti
  3. consulenze per il consolidamento aziendale.
  • Produzione sostenibile ed economia circolare (Azione 2.6.1): progetti per ridurre l’uso di risorse, recuperare materiali e migliorare l’efficienza energetica.
Oltre alle spese sopra descritte, include:
  1. attività di ricerca industriale/sviluppo sperimentale
  2. acquisto di impianti a fonti rinnovabili con sistemi di accumulo
Per maggiori informazioni contattare l’Associazione: 0341.282822, servizi@confapi.lecco.it

(MS/am)




Webinar Confapi su “PPWR” di giovedì 9 luglio 2026: slides utilizzate

In allegato si rendono disponibili le slide proiettate e illustrate nel corso del webinar relativo agli obblighi introdotti dal nuovo Regolamento Imballaggi e Rifiuti di Imballaggio.

Vi informiamo che nei prossimi giorni ci verranno trasmesse le risposte ai chiarimenti per i quali è stato possibile fornire un riscontro immediato. Potete scriverci per averle.

Per i punti che necessitano di un’interpretazione ufficiale, la Commissione Europea — come anticipato nel corso del webinar — emanerà nelle prossime settimane ulteriori FAQ e note esplicative. Sarà nostra cura informare tempestivamente le imprese associate.

(SN/am)




Camisa eletto vicepresidente di European Entrepreneurs Cea-Pme (Pmi europee)

Cristian Camisa, Presidente di Confapi, è stato eletto nuovo vicepresidente di European Entrepreneurs Cea-Pme dall’executive board della più grande confederazione europea tra Associazioni nazionali di piccole e medie imprese volontariamente associate. Fondata nel 1992, CEA-PME (Confédération Européenne des Associations de Petites et Moyennes Entreprises) ha sede a Bruxelles e riunisce 30 associazioni nazionali e settoriali europee, con 2,4 milioni di aziende per un totale di 20 milioni di dipendenti. Ha compiti di rappresentanza e tutela degli interessi nei confronti delle istituzioni dell’Unione europea, sostegno operativo alle imprese e attività di networking internazionale con realtà analoghe degli altri continenti.

Camisa, 52 anni, è Presidente e amministratore delegato di T.T.A. (Tecno Taglio Acciai), azienda manifatturiera piacentina attiva dal 1976 nel settore degli acciai. È stato più volte relatore in iniziative e audizioni presso il Parlamento europeo in rappresentanza della piccola e media industria privata.  Attualmente è membro del Cese (Comitato economico e sociale europeo), organo consultivo dell’Unione e che comprende rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro, formula pareri su questioni riguardanti l’UE per Commissione europea, Consiglio dell’UE e Parlamento europeo, fungendo così da ponte tra le istituzioni decisionali dell’UE e i cittadini dell’Unione.

Dichiara Cristian Camisa: “Sono onorato della nomina e consapevole della sfida che attende il mondo delle piccole e medie industrie private. L’Europa sta attraversando un momento cruciale. Le ultime previsioni economiche per il 2026 mostrano chiaramente un preoccupante rallentamento, con il resto del mondo che continua a crescere a un ritmo più sostenuto. La competitività delle nostre aziende manifatturiere, cuore pulsante dell’economia europea, è messa a dura prova da una pluralità di fattori, tra cui l’impennata dei costi energetici. I 26 milioni di Pmi e Mid-Cap presenti in tutto il continente hanno bisogno di un contesto che permetta loro di prosperare. Per questo motivo, mi impegnerò perché CEA-PME assuma un ruolo sempre più proattivo nei confronti delle istituzioni europee. È cruciale che la UE acceleri i processi decisionali: Stati Uniti e Cina hanno tempi rapidi sul varo di norme e approvazione di politiche industriali di settore, la UE deve sburocratizzarsi e adeguarsi ai tempi imposti da un mondo che va a una velocità in costante crescita”.




Confapi: Passarello nuovo direttore relazioni sindacali

Graziano Passarello è il nuovo Direttore delle relazioni sindacali di Confapi. Passarello proviene da Confindustria, dove negli ultimi 13 anni ha ricoperto vari incarichi sia sul territorio (Sicilia) sia a Roma nell’area Lavoro, welfare e capitale umano, occupandosi di Relazioni industriali e contrattazione collettiva, e nell’area Affari legislativi, regionali e diritto d’impresa, occupandosi di Affari legislativi e diritto pubblico. Passarello, 38 anni, ha una laurea in giurisprudenza alla Luiss e specializzazione in Public affairs e Relazioni istituzionali alla Luiss Business School. In Confapi, avrà la responsabilità della materia giuslavoristica e del coordinamento delle relazioni sindacali e industriali. 



Webinar “Le novità in materia di previdenza complementare” lunedì 27 luglio 2026, ore 10

Alla luce delle recenti novità in materia di previdenza complementare, Confapi organizza un webinar di approfondimento per il prossimo 27 luglio alle ore 10.00 dedicato al nuovo meccanismo di adesione automatica ai fondi pensione complementari.
 
Il webinar rappresenta un’importante occasione per analizzare il nuovo quadro normativo e approfondirne gli aspetti operativi per le imprese.
 
Dopo l’introduzione del Direttore delle Relazioni Sindacali di Confapi, Graziano Passarello, interverranno:
  • Mauro Bichelli, Direttore di Fondapi
  • Alex Paiella, Direttore di Previndapi
 
Per confermare la partecipazione vi invitiamo a compilare il form di registrazione disponibile al seguente LINK 

Il link di collegamento sarà inviato, previa registrazione, nel corso della giornata del 24 luglio.