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Imprese e territorio, parola ai direttori: Marco Piazza (API)

Intervista del direttore di Api Lecco Sondrio Marco Piazza con Lecconotizie. 

Per leggerla CLICCARE QUI.

 




Il bilancio idrico nelle imprese

L’acqua è una risorsa importante anche per le aziende di produzione. Oltre alla disponibilità per l’uso igienico potabile che va garantito al personale, l’acqua è spesso impiegata negli impianti, nei sistemi di raffreddamento, nei processi di lavorazione, negli scambiatori di calore, come additivo vero e proprio, nelle formulazioni chimiche, nei lavaggi industriali. Si allega un breve elenco delle proprietà chimiche dell’acqua, associate alla presenza di alcune sostanze disciolte in varie concentrazioni.
La carenza idrica che stiamo vivendo, collegata al cambiamento climatico, costringe anche le imprese a riconsiderare gli usi dell’acqua, a valutare le possibilità di riuso interno, magari in circuiti chiusi, a studiare i modi per diminuire gli sprechi, per abbassare la dispersione per evaporazione, ove possibile, ad impostare un monitoraggio puntuale per intervenire su eventuali perdite.

Un’azienda che voglia essere sostenibile non può non provare a fare il suo bilancio idrico, per controllare i flussi in ingresso e uscita, per ottimizzare la risorsa il più possibile. Se non avete mai affrontato il tema e vi interessa un supporto su questo aspetto, anche in vista di migliorare i sistemi di gestione ambientale interna, contattate l’associazione scrivendo a silvia.negri@api.lecco.it.




Webinar “Etichettatura ambientale degli imballaggi” giovedì 30 marzo ore 11

A seguito del nuovo obbligo di etichettatura ambientale per tutti gli imballaggi immessi al consumo in Italia, Confapi, in collaborazione con Conai, organizza per giovedì 30 marzo ore 11 un webinar per illustrare i principali contenuti delle Linee Guida pubblicate dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per il corretto adempimento da parte delle imprese e rispondere ai quesiti che i partecipanti possono anche anticipare in fase di iscrizione.

Per partecipare è necessario iscriversi CLICCANDO QUI

Una volta confermata la presenza, i partecipanti riceveranno in prossimità dell’evento all’indirizzo email indicato nel form, il link di accesso per partecipare all’incontro.

(SN/am)

 




Valute estere febbraio 2023

Agli effetti delle norme dei titoli I e II del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come modificato dal decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344, che vi fanno riferimento, le medie dei cambi delle valute estere calcolati a titolo indicativo dalla Banca d’Italia sulla base delle quotazioni di mercato sono accertate per il mese di febbraio 2023 come segue:

 

  Per 1 Euro
Dinaro Algerino 146,249
Peso Argentino 205,2916
Dollaro Australiano 1,5514
Real Brasiliano 5,5386
Dollaro Canadese 1,44
Corona Ceca 23,7124
Renminbi (Yuan)Cina Repubblica Popolare 7,3244
Corona Danese 7,4447
Yen Giapponese 142,377
Rupia Indiana 88,5004
Corona Norvegese 10,9529
Dollaro Neozelandese 1,7016
Zloty Polacco 4,7415
Sterlina Gran Bretagna 0,8855
Nuovo Leu Rumeno 4,9087
Rublo Russo 0
Dollaro USA 1,0715
Rand (Sud Africa) 19,1765
Corona Svedese 11,1725
Franco Svizzero 0,9905
Dinaro Tunisino 3,3293
Hryvnia Ucraina 39,1794
Forint Ungherese 384,914
 

 
Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, al seguente link, cambi di febbraio, sono a disposizione i dati sui cambi relativi alle restanti valute riportate nel decreto in oggetto.

(MP/ms)
 




Dalle imprese le richieste: via l’Irap e la detassazione degli utili reinvestiti

La Provincia del 21 marzo 2023, il presidente di Confapindustria Lombardia Luigi Sabadini commenta la riforma fiscale. 




“Era atteso il rialzo dei tassi, ma pesa l’onere in più”

La Provincia del 20 marzo 2023, parla Piero dell’Oca vicepresidente di Confirete e consigliere Api Lecco Sondrio.




Finanza agevolata, per le imprese è difficile accedere ai bandi

Il Giornale di Lecco del 20 marzo 2023, articolo sull’indagine del nostro Centro Studi.




Tfr: indice di rivalutazione relativo al mese di febbraio 2023

L’Istat ha diffuso l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, risultato nel mese di febbraio 2023 indice pari a 118,5.
 
In applicazione dell’art. 5 della Legge n. 297/82, nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro dal 15 febbraio 2023 al 14 marzo 2023, la percentuale di rivalutazione da applicare al Tfr ammonta a 0,440355%.
 
(FV/fv)



Modello Redditi SC 2023: le novità in merito al bonus investimenti

Le istruzioni al modello Redditi SC 2023 prevedono alcune novità in relazione all’indicazione nel quadro RU del bonus investimenti in beni strumentali ex L. 178/2020. È infatti richiesta, oltre alla consueta indicazione dell’agevolazione, la compilazione dei nuovi righi RU150 (titolare effettivo), 151 (cumulo) e 152 (dati relativi al 2020) ai fini del rispetto delle disposizioni comunitarie, consentendo altresì la possibilità di rettificare i dati degli investimenti 2021 mediante la compilazione del nuovo rigo RU141.
In linea generale, il credito d’imposta per investimenti in beni strumentali trova indicazione nella Sezione I, indicando al rigo RU1 lo specifico codice credito in relazione ai beni agevolabili:
  • L3” per gli investimenti in beni strumentali nuovi materiali e immateriali “ordinari” di cui all’art. 1 comma 1055 della L. 178/2020 effettuati fino al 31 dicembre 2022, ovvero entro il termine “lungo” del 30 novembre 2023 con prenotazione;
  • 2L” per gli investimenti in beni strumentali nuovi materiali 4.0 di cui all’art. 1 comma 1057 e/o 1057-bis della L. 178/2020;
  • 3L” per gli investimenti in beni strumentali nuovi immateriali 4.0 di cui all’art. 1 comma 1058 della L. 178/2020.
Oltre all’indicazione del credito maturato nel rigo RU5, vanno poi compilati i righi RU130 e RU140 nella sezione VI.
Il rigo RU130 è ora denominato “Investimenti beni strumentali 2022 (effettuati nel periodo d’imposta)” e, rispetto ai precedenti modelli REDDITI, prevede un maggior dettaglio dei costi. Viene infatti richiesto, nelle nuove colonne 4A, 4B e 4C, di indicare la suddivisione dei costi dei beni materiali “4.0” in base alla classificazione nel primo, secondo o terzo gruppo di beni di cui all’Allegato A alla L. 232/2016. Le nuove istruzioni forniscono indicazioni per la compilazione anche nel caso della c.d. interconnessione “tardiva”, riprendendo, in sostanza, i chiarimenti forniti nelle FAQ di settembre 2022 per il modello Redditi 2022.

Anche quest’anno, poi, è prevista l’indicazione degli investimenti solo prenotati nel periodo d’imposta oggetto della dichiarazione ma effettuati nel termine “lungo” del 2023. A tal fine occorre compilare, oltre al rigo RU5 colonna 2, il rigo RU140 nel modello Redditi 2023, ora denominato “Investimenti beni strumentali 2022 (effettuati dopo la chiusura del periodo d’imposta)”.

Tanto premesso, rispetto al precedente modello Redditi 2022, “ai fini del rispetto delle disposizioni previste dall’articolo 22 del Regolamento (UE) 2021/241 (Dispositivo per la ripresa e la resilienza) a tutela degli interessi finanziari dell’Unione”, nella Sezione IV del quadro RU sono stati introdotti i nuovi righi RU150 “Titolare effettivo” e RU151 “Cumulo”. In particolare, nel rigo RU150 sono richieste informazioni volte ad accertare la titolarità effettiva dei destinatari dei fondi. Nel rigo RU151 sono invece richieste informazioni per verificare il rispetto del principio di divieto di doppio finanziamento. Tali informazioni sono richieste per i periodi d’imposta 2020, 2021 e 2022. Si segnala che i righi RU150 e 151 vanno compilati non solo con riguardo al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali, ma anche in relazione al credito formazione 4.0 e al credito ricerca, sviluppo e innovazione.
Sempre nella sezione IV del quadro RU, è stato inoltre introdotto, ai soli fini del bonus investimenti in beni strumentali, il nuovo rigo RU152, denominato “Dati relativi al periodo 1° – 31 gennaio 2020”. I soggetti che hanno fruito nel periodo d’imposta 2020 dei crediti d’imposta in beni strumentali materiali e immateriali 4.0, sono tenuti a indicare nel rigo RU152 l’ammontare dei costi sostenuti dal 1° al 31 gennaio 2020 (colonna 1 e 3) e il rapporto (in percentuale) tra costi sostenuti dal 1° al 31 gennaio 2020 e il totale dei costi sostenuti nel periodo 2020 riferiti ai predetti crediti d’imposta (colonna 2 e 4).

Altra novità rilevante è l’introduzione del nuovo rigo RU141, denominato “Investimenti beni strumentali 2021”. Secondo le istruzioni, sono tenuti a compilare tale rigo i contribuenti che hanno compilato nel modello REDDITI 2022 il rigo RU140 (che conteneva i dati degli investimenti in beni strumentali 2021 effettuati dopo la chiusura del periodo d’imposta e fino al 30 giugno 2022) e devono rettificare gli importi ivi esposti per eventi intervenuti dopo la data di presentazione del predetto modello ed entro il 31 dicembre 2022. Il rigo RU141 va compilato indicando nelle colonne da 1 a 5 le eventuali variazioni in diminuzione dei predetti importi e nelle colonne da 6 a 8 le eventuali variazioni in diminuzione degli importi dei crediti individuati, rispettivamente, con i codici L3, 2L e 3L esposti nella sezione I del modello REDDITI 2022. Tali importi vanno sottratti dai residui da indicare nel rigo RU12.
Il rigo RU141 non va, invece, compilato nel caso in cui la predetta rettifica venga operata mediante una dichiarazione integrativa del modello Redditi 2022.

(MF/ms)
 




Mud 2022 dati 2023: adempimento annuale e modalità di presentazione

Come noto, ogni anno gran parte delle aziende è tenuta alla dichiarazione dei rifiuti prodotti nell’anno precedente.
Le norme prevedono che l’adempimento possa essere svolto attraverso due modalità: ordinaria e semplificata. Per eventuali dubbi sui soggetti obbligati, sul sito della Camera di Commercio di Milano Monza e Lodi sono ben elencati i soggetti esenti, cliccare qui

Le informazioni generali si trovano sul sito Ecocamere

La comunicazione semplificata può essere utilizzata dai soli dichiaranti per i quali ricorrono contemporaneamente queste condizioni:

  • sono produttori iniziali di non più di 7 rifiuti;
  • i rifiuti sono prodotti nell’unità locale a cui si riferisce la dichiarazione;
  • per ogni rifiuto prodotto non si utilizzano più di tre trasportatori e più di tre destinatari.
La comunicazione semplificata non può essere compilata da:
  • gestori di rifiuti (soggetti che effettuano attività di recupero, smaltimento e trasporto);
  • produttori di rifiuti che li producono fuori dall’unità locale.
 
Comunicazione semplificata
Compilazione del modulo word e trasmissione via pec di un unico pdf
 
Si scarica dal sito dedicato il pdf con le istruzioni (creazione di un solo documento formato pdf).

Si trasmette via Pec all’indirizzo unico “comunicazionemud@pec.it” il file ottenuto in formato pdf
Si pagano i diritti di segreteria alla Cciaa competente: 15 euro
 
Chi desidera assistenza nella comunicazione semplificata può chiedere supporto all’associazione chiamando o scrivendo a silvia.negri@api.lecco.it
 
Comunicazione ordinaria
Compilazione digitale e trasmissione telematica
 
Le istruzioni si trovano sul sito mud telematico.

Si esegue la compilazione digitale tramite il programma apposito e la trasmissione telematica
Si pagano i diritti di segreteria: 10 euro
 
Per chi desidera affidare la comunicazione ordinaria ad un soggetto esterno all’azienda, consultare la circolare Api dedicata al Servizio compilazione Mud ed eventualmente richiederlo scrivendo a silvia.negri@api.lecco.it 

(SN/am)