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Lettere di intento per il 2024

I soggetti in possesso della qualifica di esportatori abituali, al fine di effettuare acquisti o importazioni senza l’applicazione dell’IVA, sono tenuti a redigere la dichiarazione d’intento, conformemente al modello approvato dall’Agenzia delle Entrate (provv. n. 96911/2020).

La lettera d’intento è, quindi, trasmessa per via telematica all’Agenzia delle Entrate, la quale rilascia apposita ricevuta telematica con l’indicazione del protocollo di ricezione.

In vista della fine dell’anno, i soggetti passivi che hanno acquisito (o presumono di acquisire) il predetto status di “esportatore abituale” devono predisporre le lettere d’intento, se intendono effettuare acquisti e importazioni “detassati” nel 2024.

Stando all’attuale disciplina, la compilazione della dichiarazione d’intento può infatti:

  • essere relativa a una singola operazione;
  • oppure riguardare una o più operazioni sino a un dato importo del plafond disponibile.
La seconda modalità è quella più adottata dagli operatori perché consente, come detto, di indicare l’importo fino a concorrenza del quale si intende acquistare senza applicazione dell’IVA ai sensi dell’art. 8 comma 1 lett. c) del DPR 633/72 ed è possibile esporre un valore presunto pari alla quota parte del plafond che si stima venga utilizzato nel corso dell’anno verso uno specifico fornitore (cfr. risposta a interrogazione parlamentare n. 5-10391/2017).

Peraltro, la prassi ha confermato che si può utilizzare una sola dichiarazione d’intento anche per più operazioni d’importazione, fino a concorrenza di un determinato ammontare da utilizzarsi nell’anno di riferimento (cfr. nota Agenzia delle Dogane n. 69283/2019).

La preparazione della dichiarazione d’intento, relativa a più forniture effettuate dallo stesso soggetto o a più operazioni in Dogana, richiede dunque, evidentemente, un attento monitoraggio del plafond maturato nel corso dell’anno (es. 2023) da parte dell’esportatore abituale.

Si rammenta che il plafond si considera utilizzato al momento di effettuazione dell’operazione secondo l’art. 6 del DPR 633/72 (circ. Agenzia delle Dogane n. 8/2003).

Fermo quanto descritto, è da segnalare che l’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto la possibilità di emettere dichiarazioni d’intento nei confronti di più fornitori per un importo complessivo superiore al plafond disponibile.

Infatti, l’Amministrazione finanziaria accetta le lettere d’intento anche se l’ammontare complessivo supera il plafond disponibile poiché lo stesso si esaurisce in relazione agli acquisti effettivi e non sulla base di quanto dichiarato (cfr. risposta Agenzia delle Entrate n. 27195/2017).

Qualora si intendesse indicare nella dichiarazione d’intento un plafond maggiore di quello effettivamente maturato, l’esportatore abituale dovrà prestare particolare attenzione – nel corso dell’anno – alle forniture ricevute con applicazione del regime di non imponibilità ex art. 8 comma 1 lett. c) del DPR 633/72, al fine di non incorrere nel c.d. “splafonamento”.

Dovrebbe, comunque, essere possibile rettificare in diminuzione, senza particolari formalità, l’importo del plafond indicato nella lettera d’intento, trattandosi di una facoltà dell’esportatore abituale quella di acquistare in regime di non imponibilità IVA.

Le medesime argomentazioni dovrebbero quindi valere anche per l’eventuale revoca di una dichiarazione d’intento già presentata (cfr. circ. Agenzia delle Entrate n. 41/2005, § 5.3; circ. Assonime nn. 5/2017 e 20/2018).

È necessario, tuttavia, dare pronta notizia al fornitore dell’intenzione di ridurre l’ammontare della dichiarazione d’intento o di revocarla, possibilmente avvalendosi di mezzi che consentano all’esportatore abituale di provare l’esistenza e la data in cui è avvenuta la comunicazione (es. PEC o email), al fine di prevenire contestazioni.

Un’ulteriore facoltà, riconosciuta dalla prassi amministrativa, è quella di non avvalersi del plafond per determinate operazioni, senza però revocare del tutto la lettera d’intento presentata.

Fermo restando che è preferibile manifestare la propria volontà di non “spendere” il plafond mediante mezzi di prova certi, come quelli di cui sopra (es. PEC o email), è stata riconosciuta validità anche al comportamento concludente del cessionario o committente (cfr. interpello Agenzia delle Entrate n. 954-6/2018).

Possibile incrementare l’utilizzo del plafond

Opposto è il caso, invece, in cui l’esportatore abituale intenda acquistare beni e servizi senza applicazione dell’IVA per un importo superiore a quello indicato nella dichiarazione d’intento.

È concessa tale possibilità, producendo una nuova dichiarazione ove indicare l’ulteriore ammontare sino al quale si intende acquistare, da uno specifico fornitore, senza corresponsione dell’imposta (cfr. interpello Agenzia delle Entrate n. 954-6/2018 e ris. n. 120/2016).

(MF/ms)




Manovra: Confapi a Chigi per riunione con premier Meloni

Confapi, rappresentata dal Direttore delle Relazioni Istituzionali, Annalisa Guidotti, ha preso parte a Palazzo Chigi alla riunione sulla Legge di Bilancio, presieduta dal Presidente del Consiglio Giorgia meloni, tra il Governo e le associazioni datoriali. Tra i temi portati al tavolo e la necessità che il Pnrr sia messo a terra e porti benefici anche alle aziende che sui territori producono sviluppo e lavoro. Inoltre l’auspicio che il finanziamento, spostato verso RepowerEu, possa avere il placet dell’Europa e siano messi così a disposizione delle aziende dei crediti di imposta per sostenere la transizione gemella che ha necessità di essere sostenuta con delle tappe graduali ma anche con un sostegno da parte del Governo per i numerosi investimenti che gravano di più sulle piccole e medie imprese. In merito ai fringe benefit, Guidotti auspica “un allargamento perché hanno aiutato i lavoratori della piccola e media industria” e aggiunge che “vanno bene le agevolazioni sulle assunzioni di personale ma in questo momento ci troviamo nel paradosso per cui non troviamo le risorse umane. E quindi vorremmo che fossero premiati coloro che rimangono in azienda attraverso una detassazione degli straordinari”.

 




Il rilancio passa dalla scuola

Il Giornale di Lecco del 27 novembre 2023, intervista al presidente di Api Lecco Sondrio Enrico Vavassori. 




UE: con stop a norme imballaggi vince la filiera italiana

Coldiretti, Filiera Italia, Cia, Confapi, Ancc-Coop, Ancd-Conad, Legacoop, Legacoop Agroalimentare, Legacoop Produzione&Servizi, Ue.Coop, Flai Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil ottengono lo stop alle restrizioni sulla normativa sugli imballaggi, garantendo così la tutela del settore agroalimentare e di asset strategici per il Paese.
In particolare, il voto prevede l’esenzione dagli obblighi previsti dal regolamento per i prodotti soggetti ad un alto tasso riciclo, valorizzando così le alte performance italiane. Ottenuta, inoltre, la tutela delle bioplastiche totalmente compostabili e biodegradabili. Un risultato che valorizza il primato dell’Italia in tale settore e conferma come tali materiali possano costituire un elemento di forza anche con Paesi schierati su posizioni diverse rappresentando soluzioni incontestabilmente sostenibili. L’Italia, infatti, è diventata negli ultimi anni punto di riferimento globale nel materiale innovativo riciclabile ed ha già raggiunto in termini di riciclo obiettivi superiori alla stragrande maggioranza degli altri Paesi: il tasso di riciclo complessivo degli imballaggi in Italia ha raggiunto quota 73,3% nel 2021, superando l’obiettivo del 70% fissato per il 2030, collocando il nostro Paese al secondo posto in Europa per riciclo degli imballaggi pro-capite. A trarre vantaggio da questa vittoria, non sono solo le sole aziende degli imballaggi ma a ritrosofiliere fondamentali per il nostro Paese quali l’intero settore agroalimentare, dalla produzione, alla trasformazione e distribuzione, con decine di migliaia di imprese e centinaia di migliaia di posti di lavoro. Le modifiche alla norma consentiranno, inoltre, la prosecuzione di ingenti investimenti fatti in innovazione e in bioraffinerie prime al mondo oggi in funzione, di cui l’Italia è leader attraverso società quali Eni Versalis – Novamont che, insieme ad altre partecipate pubbliche e campioni nazionali, aderiscono a Filiera Italia. Parliamo di bioplastiche e di bioprodotti da fonti rinnovabili concepiti per la tutela del suolo e delle acque, attraverso la riconversione di siti industriali non più competitivi, nel rispetto delle specificità locali e in partnership con tutti gli attori della filiera. La leadership che il nostro Paese detiene in tali prodotti innovativi è ulteriormente confermata dal fatto che Cina e Stati Uniti stanno cercando di imitare tali prodotti e processi innovativi nella loro corsa agli sviluppi industriali del biomanufacturing.
Per l’agroalimentare in particolare, la nuova proposta salva il settore vitivinicolo, dall’obbligo del riuso delle bottiglie, a tutela del consumatore garantendo il mantenimento degli alti standard sanitari e di qualità delle produzioni made in Italy. Inoltre, salvo anche il settore dell’ortofrutta e, in particolare la IV gamma, dal divieto di confezionamento sotto a 1,5 kg: un risultato che tutela la qualità e la shelf life delle produzioni e, indirettamente, riduce lo spreco alimentare che altrimenti sarebbe aumentato vertiginosamente in pieno contrasto con gli attuali obiettivi europei. Altro risultato positivo riguarda il settore del florovivaismo dove finalmente i vasi da fiori e da piante sono inquadrati come fattore della produzione. Tali modifiche rappresentano un importante risultato soprattutto a tutela della competitività delle imprese dell’agroalimentare italiano e del potere di acquisto dei consumatori in un momento di grande difficoltà economica.
 



Piccole aziende di successo

Il Giornale di Lecco del 27 npvembre 2023, articolo sulla nostra associata Novastilmec. 




“Italia ingessata ma siamo solidi”

La Provincia del 23 novembre 2023, due pagine dedicate alla nostra associata Italgard del consigliere Api Danilo Gabbioni. 




Bando regionale per le pmi: economia circolare nelle filiere plastica e tessile

Sono stati inseriti in una delibera regionale i criteri di un bando che uscirà all’inizio del 2024 e che favorirà iniziative di gestione rifiuti in chiave circolare, tramite iniziative di simbiosi industriale o di altro tipo che aumentino il ciclo di vita dei materiali.
Si allega quindi la Dgr n. 1326 del 13/11/2023.

I criteri approvati tengono conto del prezioso confronto che è avvenuto fra la regione e i vari portatori di interesse, per migliorare l’accessibilità del bando stesso.

A seguire, indicativamente ad inizio 2024, sarà approvato con decreto il bando vero e proprio, nel rispetto dei criteri stabiliti con la Dgr che fornisce già delle indicazioni abbastanza precise, in particolar modo per le tipologie di interventi e le spese ammissibili.
Invitiamo le imprese a consultare le informazioni, così da prepararsi per tempo alla partecipazione al bando.

(SN/am)




Aziende che aderiscono al programma “Whp”: rendicontazione

Si segnala alle imprese iscritte al programma “Whp” (Workplace Health Promotion – Aziende che promuovono la salute sul luogo di lavoro) che è già possibile compilare la rendicontazione “Whp 2023” sul portale: cliccare qui

L’accesso avviene tramite link nell’area Ats dedicata: cliccare qui

La scadenza per la compilazione è il 15/01/2024.

Per informazioni è disponibile Stefania Abbiati, Gestione e Sviluppo Programmi Intersettoriali della Direzione Sanitaria dell’agenzia tutela della salute (ATS) della Brianza.

(SN/am)
 




L’intelligenza artificiale nei processi aziendali: evento Pid a Fino Mornasco

Mercoledì prossimo in calendario un evento del ciclo “Connessioni: non solo tecnologia” (4° edizione), proposto dal Pid (Punto Impresa Digitale) della Camera di Commercio Como-Lecco.

L’incontro “Intelligenze collaborative: l’inserimento dell’Ai nei processi aziendali si terrà mercoledì 29 novembre, dalle ore 10.00 alle 12.30, presso la sede dell’impresa Colombo Industrie Tessili S.r.l. (via Guanzasca 6, Fino Mornasco).

Lo scopo dell’evento è approfondire l’intelligenza artificiale nei processi aziendali: l’approvvigionamento sostenibile, la formazione aziendale, il benessere del dipendente.

Per iscriversi cliccare qui

Coordinamento tecnico-scientifico svolto da Politecnico di Milano-Polo territoriale di Lecco, CNR-Sede di Lecco, in collaborazione con la rete territoriale per il trasferimento digitale e tecnologico.

(SN/am)




Sostenibilità: opportunità di corsi e risorse da Opnm

La sostenibilità è diventata il tema che tutti devono affrontare. Sollecitata da diverse parti, è a tutti gli effetti una disciplina da studiare e da applicare. Si vanno definendo e ampliando i servizi per conoscere e misurare la sostenibilità. Api Lecco Sondrio intende aiutare le imprese associate nell’affrontare la sfida della sostenibilità attivando opportunità di formazione, di assistenza e anche di copertura dei costi.

Nel sito di Api dedicato alla formazione, potete consultare il programma del corso “conoscere e misurare la sostenibilità” previsto a febbraio 2024, disponibile gratuitamente grazie alle risorse FAPI, ma potete anche richiedere corsi su misura, eventualmente con docenti di vostra conoscenza.

La novità è che l’Organismo Paritetico Nazionale Metalmeccanici (Opnm), ha deciso l’erogazione di contributi per coprire i costi di formazione sul tema sostenibilità.

Il contributo è compreso fra 400 e 500 euro per azienda, a fronte della presentazione delle evidenze (anche cumulative) di svolgimento, entro il 31/07/2024. Per avere il contributo, il docente incaricato deve possedere e certificare i requisiti del Decreto interministeriale 6 marzo 2013 (tutti i dettagli nel bando che si allega).

Api Lecco Sondrio è in grado di organizzare queste sessioni di formazione aziendali o interaziendali con un docente qualificato. La durata dei corsi (4, 6, 8 ore o più) può essere modulata sulla base degli obiettivi, del numero e del livello delle persone da coinvolgere. Si allega un programma indicativo di corso che si può personalizzare.

Con l’occasione si ricorda che la camera Como Lecco ha reso disponibile uno strumento semplificato e guidato per permettere alle imprese di imparare a fare una rendicontazione della sostenibilità (Csr semplificato).
Se volete sapere come funziona e avere l’assistenza che serve per applicarlo nella propria realtà, riguardate la circolare Api n.321 del 1 giugno 2023 e contattate silvia.negri@api.lecco.it

Infine si segnalano alcuni strumenti audio-video per sensibilizzare e trasmettere in modo semplice la cultura della sostenibilità. Si tratta di alcuni podcast realizzati da soggetti che collaborano con la Camera di Commercio Como-Lecco, in continuità con le attività del progetto Smart. “SOStenibilità” è un podcast in 6 tappe: cliccare qui 

E’ possibile ascoltare i podcast anche su Anchor.fm, su tutte le principali piattaforme di streaming, sul sito di Progetto Smart e sul canale Youtube di Progetto Smart.

(SN/am)