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Confapi Donne e 6libera.6come6: da nostro studio ancora troppe discriminazioni su luoghi di lavoro

È stato presentato a Torino, in occasione dell’evento “La cultura del rispetto”, organizzato dal Comitato di Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio, il report “Oltre il successo: le discriminazioni invisibili delle donne al vertice”, promosso dall’associazione 6libera.6come6 in collaborazione con il Gruppo Donne Nazionale CONFAPID. Dallo studio su discriminazioni e molestie su imprenditrici e manager italiane, emerge un quadro che sottolinea come il successo professionale femminile, a tutt’oggi, convive e si deve misurare con ostacoli strutturali e culturali.

Secondo i dati dell’indagine, quasi 7 imprenditrici su 10 (69,1%) hanno dichiarato di subire forme di mancato riconoscimento del ruolo e della loro autorevolezza, mentre il 40% riporta commenti sessisti o svalutanti e oltre un terzo (21,6%) afferma di essere esclusa da decisioni strategiche. Le discriminazioni, che riguardano le donne, sia giovani che più mature, non provengono solo dall’interno delle aziende, ma anche da clienti, fornitori e ambienti istituzionali, confermando la persistenza di stereotipi di genere anche ai vertici del sistema produttivo.

“Il nostro Osservatorio digitale contro le molestie e le violenze sul lavoro – 6libera.org – nasce proprio per dare voce e strumenti concreti a queste donne – dichiara Dhebora Mirabelli, responsabile del progetto SAFE – Per un Lavoro senza Violenza, per APS-ETS 6Libera.6come6 – “I dati raccolti dimostrano che la violenza di genere può assumere forme sottili ma pervasive: negare autorevolezza, marginalizzare o delegittimare sono atti che minano la dignità e l’efficacia professionale delle donne leader.”

“Il mondo dell’impresa, e non solo, non può e non deve mai permettersi di sprecare talenti e competenze, soprattutto per motivi di genere” – sottolinea Brigitte Sardo, Presidente Gruppo Donne Nazionale CONFAPID. “Come sistema a tutela delle Pmi, vogliamo costruire una cultura d’impresa fondata sul rispetto, la valorizzazione e la parità. Questo report ci aiuta a individuare gli strumenti più efficaci per sostenere le imprenditrici e garantire un vero equilibrio di opportunità.”

Tra gli strumenti ritenuti più utili dalle imprenditrici per contrastare le discriminazioni emergono: le reti di sostegno e mentoring per l’empowerment delle imprenditrici (33,2%), seguite da incentivi e meccanismi di premialità ESG (circa 22%) e maggiore consapevolezza in tema di tutela legale (circa il 16%). Molte suggeriscono, come azioni concrete di contrasto alla cultura patriarcale in azienda, l’adozione di codici etici correlati da piani aziendali strutturati sulla parità di genere, la formazione professionale continua per i lavoratori e l’implementazione di meccanismi di segnalazione anonima.

Inoltre, grazie al Fondo interprofessionale per le PMI – FAPI, sono stati attivati moduli di formazione obbligatoria sui temi delle discriminazioni, molestie e violenza nei luoghi di lavoro, rivolti alle imprese che applicano i Ccnl Confapi. Dal 2024, nell’ambito di questi percorsi, infatti, si sta sperimentando con successo un meccanismo premiale per incentivare progetti formativi orientati alla cultura del rispetto e dell’uguaglianza di genere nelle Pmi associate alla Confederazione.

Nell’ambito del Progetto SAFE – Per un Lavoro senza Violenza, l’Associazione 6libera.6come6 ha introdotto sperimentazioni pilota in diverse aziende del Nord, Centro e Sud Italia, siano esse micro, piccole, medie e grandi, introducendo innovativi e tecnologici sistemi di segnalazione anonima, formazione ai lavoratori e assistenza legale e sindacale gratuita alle vittime o alle lavoratrici delle Pmi a rischio.

 
 




Transizione 5.0. Camisa a Governo: bene decreto legge per assicurare risorse. Ripristinata fiducia tra Stato e imprese

Il Presidente di Confapi, Cristian Camisa, ha preso parte presso il Mimit al confronto tra le associazioni nazionali d’impresa e il Governo, rappresentato dal Ministro al Mimit, Adolfo Urso, dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti, e dal Ministro per gli Affari europei, il PNRR e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, su Transizione 5.0.

“Abbiamo accolto con favore l’impegno espresso dai ministri che tutte le domande presentate entro il 27 novembre e in possesso dei requisiti previsti saranno accolte nonché il fatto che, con apposito decreto, verranno assicurate le risorse necessarie a copertura dei crediti d’imposta, offrendo così certezze e continuità agli investimenti programmati dalle aziende e conclusi entro il 31 dicembre”. Lo ha detto il Presidente Camisa, al termine dell’incontro.

“In una lettera inviata nei giorni scorsi al ministro Urso – ha aggiunto il Presidente di Confapi – abbiamo evidenziato che nonostante la misura avesse registrato una fase iniziale di lento assorbimento – con un impegno di risorse inferiore a 1,5 miliardi di euro a inizio settembre, a fronte dei 6,3 miliardi stanziati per il 2025 – le ultime settimane di operatività avevano visto una significativa e rapida adesione da parte delle imprese. Come Confapi, abbiamo infatti costantemente e proattivamente sostenuto l’efficacia di Transizione 5.0, anche in presenza di complessità burocratiche dovute ai vincoli europei. A differenza di altre associazioni, che hanno chiesto di riallocare le risorse su altri strumenti e quindi dovrebbero assumersene le responsabilità”.

“I prossimi tre anni – ha concluso Camisa – saranno decisivi per innovare, digitalizzare e rendere sostenibili le nostre imprese. In tale percorso Transizione 5.0 è fondamentale e il credito d’imposta ha già funzionato ed è conosciuto dalle aziende.  Serve continuità, mentre l’iper e il super ammortamento premieranno quasi esclusivamente la grande industria. Occorre che il Governo metta davvero al centro il mondo delle piccole e medie industrie”.




Confapi. Cristian Camisa confermato presidente

Cristian Camisa è stato confermato presidente di Confapi per il prossimo triennio nel corso dell’Assemblea generale privata svoltasi oggi al Parco dei Principi Grand Hotel di Roma. Piacentino, 51 anni, Camisa è presidente e amministratore delegato della T.T.A., azienda che opera nel settore meccanico. Alla guida della Confederazione italiana della Piccole e Medie industrie private italiane da novembre del 2022, è attualmente anche membro del Cese, il Comitato Economico e Sociale Europeo.

“Sono commosso e onorato – le prime parole del presidente Camisa dopo l’elezione – Ringrazio l’assemblea e tutte le imprenditrici e imprenditori di Confapi per la fiducia che mi è stata rinnovata. Una grande responsabilità nel rappresentare una parte così importante del sistema produttivo italiano in un momento storico così delicato e carico di sfide, tra cui quelle legate a innovazione e sostenibilità, per continuare a essere competitivi sui mercati internazionali. Continueremo a portare avanti con ancora più forza e determinazione le istanze delle nostre imprenditrici e dei nostri imprenditori, staremo loro vicini, saremo il megafono delle loro esigenze senza compromessi e alchimie dialettiche”.

Nel corso del suo intervento in Assemblea, Camisa ha ricordato i risultati conseguiti in questo triennio da Confapi. “Abbiamo consolidato in modo significativo – ha detto – il nostro ruolo nel sistema della rappresentanza imprenditoriale italiana, ampliando la nostra presenza non solo nei principali tavoli decisionali nazionali, ma anche in quelli europei. Siamo rientrati nel Cnel, siamo stati riconfermati al Cese e siamo stati nominati nella Cabina di regia del Piano Mattei e dell’Internazionalizzazione. Sempre sul fronte dell’internazionalizzazione abbiamo stipulato protocolli d’intesa con Sace e Simest e collaboriamo fattivamente con Ice per supportare le nostre aziende per massimizzare l’efficacia delle azioni internazionali sotto ogni punto di vista. Sul fronte della bilateralità, vero pilastro del welfare e dell’assistenza sanitaria per i nostri dipendenti, collaboriamo con Cgil, Cisl e Uil”.

Il Presidente ha quindi presentato il programma strategico per il suo prossimo mandato che metterà i territori ancora di più al centro della Confederazione. “La ricchezza di Confapi – ha sottolineato – risiede proprio nella pluralità dei nostri territori: farli dialogare, metterli in rete e valorizzarne le specificità significa rendere l’Associazione più forte, più rappresentativa e al servizio di chi fa impresa. Promuoveremo un’agenda di dialogo e proposte per affrontare le crisi industriali del Centro-Nord, il cuore produttivo del Paese, rafforzare le filiere, sostenere la transizione verde e digitale nonché valorizzare il capitale umano come leva di competitività e coesione. Per il Sud del Paese, invece, avvieremo un progetto che punterà su legalità, innovazione, reti e sviluppo sostenibile, creeremo sportelli territoriali e percorsi di formazione per dirigenti. Continueremo a svolgere il nostro ruolo all’interno delle Istituzioni, italiane ed europee, e a incidere sulle politiche industriali, promuovendo un modello di sviluppo fondato su innovazione, equità e competitività”.

“I prossimi tre anni saranno fondamentali per rimanere competitivi sui mercati nazionali e internazionali. Per farlo – ha concluso – vogliamo sempre di più essere un punto di riferimento come l’unica vera Confederazione della piccola e media industria privata italiana”.

L’assemblea di Confapi ha eletto all’unanimità Filiberto Martinetto presidente emerito della Confederazione che prende il posto di Maurizio Casasco che da oggi non ricopre più alcun ruolo all’interno di Confapi. Martinetto, 91 anni, è uno dei pilastri di Confapi dove ricopre l’incarico di Tesoriere nonché di Presidente della Commissione dei Saggi.

 
 




Preposto: come esercitare il ruolo di vigilanza per la sicurezza

Come noto, il testo unico della sicurezza D.lgs. 81/2008 assegna alla figura del preposto alcuni obblighi di vigilanza dei suoi sottoposti, sul rispetto delle norme di sicurezza applicabili.

In particolare, l’art. 19 del decreto 81/2008 prevede a carico del Preposto quanto segue:

  1. Sovrintendere e vigilare sull’osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione.
  2. In caso di rilevazione di non conformità comportamentali in ordine alle disposizioni e istruzioni impartite dal datore di lavoro e dirigenti ai fini della protezione collettiva e individuale, intervenire per modificare il comportamento non conforme, fornendo le necessarie indicazioni di sicurezza
  3. In caso di mancata attuazione delle disposizioni impartite o di persistenza dell’inosservanza, interrompere l’attività del lavoratore e informare i diretti superiori.
Per documentare lo svolgimento di questo compito, si propone in allegato un fac-simile, eventualmente personalizzabile, di Modulo per la Registrazione dell’Attività di Vigilanza del Preposto.
Il modulo può essere utilizzato anche come strumento per adempiere gli obblighi di verifica di efficacia della formazione sicurezza ricevuta dal personale, come descritto nella circolare Confapi 636 del 13 novembre 2025.
In sintesi, il modulo allegato permette di:
  • formalizzare e verbalizzare l’attività di Vigilanza che il Preposto ha l’obbligo di svolgere secondo quanto previsto dall’art. 19 del D. Lgs. 81/08, con particolare riferimento alle modifiche apportate dalla Legge 215/2021.
  • documentare con una checklist di valutazione, l’efficacia dell’attività formativa svolta, osservando il lavoratore durante lo svolgimento della prestazione lavorativa, attraverso la verifica dei comportamenti durante l’esercizio delle proprie mansioni sul posto di lavoro. In questo caso le checklist compilate dai preposti dovranno essere analizzate durante la riunione periodica per verificare il raggiungimento dei risultati attesi dalla formazione (Accordo CSR n.59 del 17/04/2025 parte IV – indicazioni metodologiche per la progettazione, erogazione e monitoraggio dei corsi – verifica dell’efficacia della formazione, durante lo svolgimento della prestazione lavorativa).
Confapi Lecco Sondrio resta a disposizione per supportare le imprese nell’applicazione di quanto sopra.

(SN/am)




Evento Inail e Ats Brianza per le aziende: martedì 2 dicembre 2025

ATS della Brianza, in collaborazione con ATS Insubria, Inail e Università del Salento, hanno organizzato per inizio dicembre un evento dedicato alla promozione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro:

“PMP 5.0: Sviluppo di strumenti tecnici e organizzativi a supporto di interventi di prevenzione per lo sviluppo di ecosistemi a rete resilienti”, martedì 2 dicembre 2025 dalle ore 9.15 alle ore 17.00 presso la sede di ATS Brianza in Viale Elvezia, 2 – Monza (sala “Argon” di Helios Hotel).

L’incontro è inserito nell’ambito del progetto BRIC. In particolare verranno presentati i risultati del progetto, valorizzando le buone pratiche emerse e stimolando il confronto tra professionisti, parti sociale, operatori e istituzioni impegnati nella prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro.

In allegato è disponibile la locandina dell’evento con le indicazioni per l’iscrizione.

L’evento formativo prevede l’assegnazione di 7,8 crediti ECM.
 
(SN/am)




Energy Release 2.0: approvate le regole operative del GSE e gli schemi contrattuali per l’attuazione del meccanismo

Facciamo seguito alle precedenti circolari sul tema per informare le Aziende Associate che il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – Mase, con Decreto direttoriale n. 72 del 19 novembre 2025, ha approvato le Regole Operative aggiornate dal GSE, unitamente agli schemi contrattuali che disciplinano l’anticipazione e la successiva restituzione dell’energia nell’ambito del meccanismo Energy Release.

Di seguito il link al comunicato del MASE.

Ricordiamo che l’Energy Release prevede per i clienti finali energivori l’anticipazione per un periodo di 3 anni di una quota parte delle quantità di energia elettrica rinnovabile nella disponibilità del GSE e delle relative garanzie di origine al prezzo di 65 €/MWh, in cambio dell’impegno delle imprese, singolarmente o in forma aggregata, alla realizzazione o potenziamento di impianti rinnovabili attraverso i quali, nei 20 anni successivi a decorrere dall’entrata in esercizio degli impianti stessi, l’energia anticipata dovrà essere restituita.

Il GSE dovrà rendere noto il quantitativo di energia assegnato in funzione delle manifestazioni di interesse pervenute da parte delle imprese elettrivore, rimodulato rispetto al volume previsto dal Bando e procedere entro la fine dell’anno alla stipula dei contratti di anticipazione, assicurando l’erogazione dell’energia a prezzo calmierato con effetto dal 1° gennaio 2025.

Nei primi mesi del 2026 sarà avviata la procedura competitiva gestita dal GSE per l’assegnazione degli obblighi di realizzazione dei nuovi impianti rinnovabili destinati alla restituzione ventennale dell’energia anticipata. Gli impianti dovranno essere completati entro 40 mesi dalla firma dei contratti.

Restiamo comunque a disposizione per eventuali ulteriori chiarimenti dovessero necessitare.

(RP/rp)
 




Rentri: dal 15 dicembre 2025 scatta l’obbligo di iscrizione per il terzo gruppo di imprese

Rentri significa Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti, Il passaggio al RENTRI è graduale e coinvolge le imprese in tre raggruppamenti e in tra fasi temporali.
Si allega pdf con il dettaglio degli obblighi e delle tempistiche.

Dopo l’avvio del sistema, avvenuto il 13/02/2025, ora ci si avvicina alla terza fase, quella in cui le imprese sotto i 10 addetti, con rifiuti pericolosi, che hanno potuto utilizzare finora il nuovo modello di registro in formato cartaceo, vidimato in camera di commercio, devono passare alla registrazione digitale, dematerializzata.

C’è tempo due mesi: dal 15 dicembre ed entro il 13 febbraio 2026 si devono iscrivere al RENTRI e usare i servizi disponibili sul web, tutte le imprese produttrici di rifiuti speciali pericolosi. L’iscrizione si può anticipare in modo volontario: dal momento in cui ci si iscrive bisogna utilizzare il sistema. Occorre dunque accedere all’area “operatori” del sito del Rentri e seguire le istruzioni, accedendo con le credenziali del datore di lavoro e in seguito indicando le altre figure “incaricate” che potranno in seguito accedere a Rentri con il proprio Spid.

Si segnala il Tutorial per la procedura di iscrizione.

Nell’area DEMO è possibile provare l’iscrizione, come si definiscono le unità locali, come si assegnano i registri cronologici di carico e scarico, come si individuano gli incaricati e i sub-incaricati.

Nell’area FORMAZIONE del sito è possibile consultare tutorial, slide, guide e faq.

Confapi Lecco Sondrio organizza corsi di gruppo da 2 ore, in particolare il 24/11 e il 1/12, per iscriversi, consultare la pagina dell’area formazione dedicata.

Silvia Negri resta a disposizione per eventuali necessità, sia al telefono sia attraverso assistenza in azienda (moduli da 2 ore): silvia.negri@confapi.lecco.it

(SN/am)

 




Cessione intra UE: chiarimenti sui mezzi di prova

Per dimostrare che i beni trasferiti a un soggetto passivo in altro Stato membro sono stati oggetto di una cessione intracomunitaria può essere offerto – e deve essere valutato dalle autorità fiscali – qualsiasi mezzo di prova, qualora il cedente non sia in grado di fornire gli elementi previsti dall’art. 45-bis del regolamento Ue 282/2011.

Con questo principio, contenuto nella sentenza 13 novembre 2025 relativa alla causa C-639/24, la Corte di Giustizia ha fatto prevalere, ancora una volta, il principio di neutralità fiscale, ribadendo che la non imponibilità IVA sancita dall’art. 138 della direttiva 2006/112/Ce non può essere messa in discussione laddove “siano soddisfatte le condizioni sostanziali di una cessione intracomunitaria” (causa C-639/24, punto 20; cfr. anche causa C-21/16, Euro Tyre).

Fra i requisiti indispensabili al fine di beneficiare del regime di favore, il citato art. 138 della direttiva 2006/112/Ce richiede che il bene ceduto sia spedito o trasportato al di fuori dello Stato membro del venditore a destinazione di altro territorio Ue. La norma, tuttavia, non subordina la concessione della non imponibilità alla circostanza che il cedente “sia in possesso di elementi di prova specifici” (causa C-639/24, punto 17).

A tale scopo, viene in aiuto l’art. 45-bis del regolamento Ue 282/2011, con il quale vengono stabilite, al paragrafo 1, alcune presunzioni relative che differiscono a seconda che il trasporto sia a carico del venditore o dell’acquirente e che sono valide solo se il trasporto è effettuato da un terzo per
conto della parte che vi è obbligata.

Nel primo caso, si presume che i beni siano stati spediti o trasportati nello Stato membro di destinazione se il venditore, oltre alla propria dichiarazione in tal senso, è in grado di produrre alternativamente:

  • almeno due elementi di prova non contraddittori, rilasciati da due diverse parti indipendenti e diverse da quelle tra cui interviene la compravendita, fra quelli previsti, ossia documenti relativi al trasporto o spedizione quali ad esempio un documento o una lettera CMR firmata, una polizza di carico, una fattura di trasporto aereo, una fattura emessa dallo spedizioniere;
  • uno degli elementi di prova previsti al punto precedente unitamente a uno dei seguenti documenti, anche in questo caso rilasciati da due diverse parti indipendenti e diverse da quelle tra cui interviene la compravendita: una polizza assicurativa o i documenti bancari attestanti il pagamento della spedizione o trasporto, i documenti ufficiali rilasciati da una pubblica autorità (ad esempio un notaio) che attesti l’arrivo dei beni nello Stato di destinazione, una ricevuta rilasciata da un depositario nel medesimo Stato Ue che confermi il deposito dei beni in detto Stato membro.
Nel diverso caso in cui la spedizione o il trasporto dei beni siano stabiliti in capo all’acquirente, è necessario che il fornitore disponga, oltre che della documentazione richiesta nel caso precedente, anche di una dichiarazione resa per iscritto dallo stesso acquirente che certifichi l’avvenuto trasporto a suo carico e che identifichi lo Stato membro di destinazione dei beni.

Si tratta di presunzioni relative che possono essere confutate dalle autorità fiscali (art. 45-bis par. 2).

Nel fatto di causa oggetto della sentenza in commento (C-639/24), veniva contestata a una società croata la non imponibilità IVA relativa a una cessione di tronchi di quercia a un soggetto passivo sloveno, in ragione della non conformità della documentazione prodotta dalla cedente rispetto a quanto previsto dal più volte citato art. 45-bis.

Opponendosi ai rilievi dell’Amministrazione finanziaria nazionale, il venditore sosteneva che la norma consentirebbe di dimostrare più facilmente che sussistono le condizioni per beneficiare della non imponibilità di cui all’art. 138 della direttiva 2006/112/Ce, tuttavia i soggetti passivi che non siano in possesso della documentazione di cui all’art. 45-bis dovrebbero comunque poter dimostrare che, nella sostanza, tutte le condizioni richieste per beneficiare della non imponibilità di cui all’art. 138 della direttiva 2006/112/Ce siano soddisfatte.

È dello stesso avviso la Corte di Giustizia, la quale ricorda che l’art. 45-bis “non elenca in modo esaustivo gli elementi di prova necessari per dimostrare l’esistenza di una cessione intracomunitaria” (causa C-639/24, punto 16).

D’altro canto, se i venditori non avessero la facoltà di avvalersi di ulteriori e differenti elementi probatori, coloro che non possono disporre della documentazione prevista dalla norma sarebbero privati del regime di favore anche nell’ipotesi in cui la cessione intracomunitaria avesse “effettivamente avuto luogo” (causa C-639/24, punto 19).

È appena il caso di sottolineare che, in ambito nazionale, la stessa Agenzia delle Entrate, nella circ. n. 12/2020, ha precisato, in conformità con i principi unionali, che l’art. 45-bis non preclude agli Stati membri la possibilità di applicare “norme o prassi nazionali ulteriori in materia di prova delle cessioni intracomunitarie, eventualmente più flessibili della presunzione prevista dal Regolamento IVA”.
 

(MF/ms)




Istat indice ottobre 2025

Comunichiamo che l’indice Istat di ottobre 2025, necessario per l’aggiornamento dei canoni di locazione è pari a + 1,1% (variazione annuale) e a + 1,8% (variazione biennale).
 
Entrambi gli indici considerati nella misura del 75% diventano rispettivamente + 0,825 % e + 1,35%.

(MP/ms)
 




Valute estere ottobre 2025

Art. I

Agli effetti delle norme dei titoli I e II del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, come modificato dal decreto legislativo 12 dicembre 2003, n. 344, che vi fanno riferimento, le medie dei cambi delle valute estere calcolati a titolo indicativo dalla Banca d’Italia sulla base delle quotazioni di mercato sono accertate per il mese di ottobre2025 come segue:
 

  Per 1 Euro
Dinaro Algerino 151,0818
Peso Argentino 1664,9908
Dollaro Australiano 1,7781
Real Brasiliano 6,2614
Dollaro Canadese 1,628
Corona Ceca 24,3154
Renminbi (Yuan)Cina Repubblica Popolare 8,281
Corona Danese 7,468
Yen Giapponese 176,1526
Rupia Indiana 102,8353
Corona Norvegese 11,6633
Dollaro Neozelandese 2,0198
Zloty Polacco 4,2488
Sterlina Gran Bretagna 0,87155
Nuovo Leu Rumeno 5,0872
Rublo Russo 0
Dollaro USA 1,163
Rand (Sud Africa) 20,0976
Corona Svedese 10,9699
Franco Svizzero 0,9289
Dinaro Tunisino 3,4056
Hryvnia Ucraina 48,4752
Forint Ungherese 389,9117
 

 
Sul sito dell’Agenzia delle Entrate, al seguente link, cambi di ottobre, sono a disposizione i dati sui cambi relativi alle restanti valute riportate nel decreto in oggetto.

(MP/ms)