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Presidente Camisa al Mimit sulle pmi: aprire tavolo di crisi

“Per le piccole e medie imprese l’impatto del conflitto in Iran e Medio Oriente è ‘la tempesta perfetta’. Uniamo l’aumento del costo delle materie prime che sta diventando insostenibile, in molti settori hanno addirittura bloccato le quotazioni, quindi un aggravio di costi per le nostre imprese, che si somma a un aumento dei costi energetici e dei costi dei trasporti, perché ricordo che l’80% dei beni essenziali in Italia viaggia su gomma. Tutto ciò significa un aggravio di tutti i costi di carattere logistico a fronte oltretutto di un mercato stagnante.

Per questo. la proposta portata da Confapi al Governo è stata quella di istituire un tavolo di crisi. Pensiamo che l’aumento delle materie prime, sommato all’aumento dell’energia e a una crisi del mercato strutturale impongano delle decisioni immediate che in parte il governo sta portando avanti. Mi riferisco ad esempio alla lotta condivisibile che sta facendo sugli Ets per andare a diminuire le bollette. Abbiamo chiesto però anche di lavorare in Europa per togliere i cosiddetti dazi autoimposti, cioè tutti quei costi legati al Cbam e al Green deal. E poi è necessaria la sterilizzazione dei costi energetici così come un intervento sui costi dei trasporti. Oggi l’80% del trasporto su merci essenziali è su gomma e quindi l’incremento di costi, che poi non possono essere molto spesso tramutati in aumento di listini sui clienti, sta mettendo in seria difficoltà tutto il nostro sistema industriale.
Il rischio vero è la tenuta dei conti delle aziende e quindi è necessario con l’incontro fatto oggi che ci sia un intervento immediato a livello italiano ma anche a livello europeo di sterilizzazione di tutti questi costi, perché altrimenti rischiamo, se non interveniamo oggi, di pagarle a livello di costi sociali, ammortizzatori sociali, nel prossimo futuro”. Lo ha detto il presidente Cristian Camisa al termine del tavolo Pmi svoltosi oggi al Mimit alla presenza del ministro Adolfo Urso.

 

 
 




Rinnovato protocollo Confapi-Carabinieri per la legalità

Rinnovato il Protocollo d’Intesa tra Arma dei Carabinieri e Confapi, Confederazione Italiana della Piccola e Media Industria Privata, a conferma della volontà comune di proseguire e rafforzare la collaborazione già avviata con l’accordo sottoscritto nel 2021 e successivo rinnovo e atto integrativo. L’intesa è stata firmata dal Gen. C.A. Andrea Taurelli Salimbeni, Capo di Stato Maggiore del Comando Generale dell’Arma, e dal Presidente di Confapi, Cristian Camisa.

Il Protocollo mira a promuovere la cultura della legalità e della sicurezza nel sistema delle PMI industriali, attraverso iniziative congiunte di formazione, informazione e studio. Tra gli ambiti di collaborazione, l’organizzazione di conferenze, convegni e seminari in materia di tutela dei dati aziendali, economia circolare e gestione dei rifiuti, analisi dei rischi e delle misure per la prevenzione delle infiltrazioni criminali nell’economia, sicurezza sul lavoro e contrasto al caporalato.

L’Arma garantirà la partecipazione di propri qualificati rappresentanti, con il coinvolgimento di reparti specializzati, alle iniziative di formazione e informazione, mentre Confapi mobiliterà la propria rete territoriale per favorire la partecipazione delle imprese.
Per l’attuazione operativa del Protocollo, i referenti per Confapi sono il Vicepresidente nazionale Francesco Napoli e il Funzionario dell’Ufficio Legale, avv. Angelo Favaron.

Il Protocollo avrà durata triennale e potrà essere rinnovato o aggiornato in base alle esigenze che emergeranno.

 

 




Unionchimica Confapi: circolare su detassazione degli aumenti contrattuali

In relazione all’accordo Unionchimica Confapi del 23 febbraio 2026, e ai chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con Circolare n. 2/E del 24 febbraio 2026, si rende disponibile la circolare informativa relativa alla detassazione degli aumenti contrattuali.

Il documento fornisce indicazioni operative sulle nuove misure fiscali introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, finalizzate a sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori, con particolare riferimento:

  • all’applicazione dell’imposta sostitutiva del 5% sugli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali;
  • al regime agevolato previsto per specifiche indennità legate all’organizzazione del lavoro.
Si invitano le aziende e gli operatori interessati a prendere visione del documento allegato per un approfondimento delle condizioni di accesso e delle modalità applicative.

(FV/fv)




Unigec-Unimatica: circolare su detassazione degli aumenti contrattuali

In relazione all’accordo Unigec-Unimatica Confapi dell’8 aprile 2025 e ai chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con Circolare n. 2/E del 24 febbraio 2026, si rende disponibile la circolare informativa relativa alla detassazione degli aumenti contrattuali.

Il documento fornisce indicazioni operative sulle nuove misure fiscali introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, finalizzate a sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori, con particolare riferimento:

  • all’applicazione dell’imposta sostitutiva del 5% sugli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali;
  • al regime agevolato previsto per specifiche indennità legate all’organizzazione del lavoro.
Si invitano le aziende e gli operatori interessati a prendere visione del documento allegato per un approfondimento delle condizioni di accesso e delle modalità applicative.

(FV/fv)




Uniontessile Confapi: circolare su detassazione degli aumenti contrattuali

In relazione all’accordo Uniontessile Confapi del 18 febbraio 2025 e ai chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con Circolare n. 2/E del 24 febbraio 2026, si rende disponibile la circolare informativa relativa alla detassazione degli aumenti contrattuali.
Il documento fornisce indicazioni operative sulle nuove misure fiscali introdotte dalla Legge di Bilancio 2026, finalizzate a sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori, con particolare riferimento:
  • all’applicazione dell’imposta sostitutiva del 5% sugli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali;
  • al regime agevolato previsto per specifiche indennità legate all’organizzazione del lavoro.
Si invitano le aziende e gli operatori interessati a prendere visione del documento allegato per un approfondimento delle condizioni di accesso e delle modalità applicative.

(FV/fv)




Effetti della nuova classificazione Ateco 2025: ulteriori chiarimenti dal Mase per le imprese elettrivore/gasivore

A seguito dell’entrata in vigore dei nuovi codici Ateco 2025, si è reso necessario chiarire gli effetti della riclassificazione sui settori inclusi nell’Allegato 1 della Comunicazione della Commissione Europea 2022/C 80/01 (CEEAG) e nell’Allegato 1 del Decreto Ministeriale n. 541 del 21 dicembre 2021, adottati prima dell’entrata in vigore della nuova versione NACE Rev. 2.1, con l’obiettivo di dare certezza sui settori agevolabili alla Csea e alle imprese che, tramite il portale dedicato, presentano la dichiarazione per l’inserimento nell’elenco delle imprese elettrivore e/o gasivore ai fini dell’accesso all’agevolazione.
 
Il Mase (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), al termine delle interlocuzioni con gli Uffici della Commissione europea, ha pertanto fornito alla Csea indicazioni operative per recepire l’aggiornamento normativo nell’ambito delle agevolazioni a favore delle imprese a forte consumo di energia (elettrivore) e di gas naturale (gasivore), indicando che “il principio interpretativo secondo il quale, nel presupposto che l’eleggibilità del settore debba essere mantenuta per i settori ritenuti eleggibili in base alla valutazione effettuata dalla Commissione in sede di classificazione NACE Rev. 2, l’approccio corretto è quello di seguire un’analisi basata sulla descrizione dell’attività sostanziale. In altri termini, l’attività ritenuta meritevole di agevolazione dovrebbe rimanere tale anche a seguito della riclassificazione e a prescindere dalla denominazione formale attribuita con la riclassificazione”.
A tal fine, il MASE ha trasmesso una tabella di corrispondenza.
 
Successivamente il MASE ha fornito ulteriori chiarimenti in merito a specifiche fattispecie di riclassificazione NACE Rev.2.1. Al tal fine in allegato sono riportate le tabelle di corrispondenza aggiornate.
 
Pertanto, ai fini della presentazione dell’istanza di accesso alla misura agevolativa, le imprese sono tenute a indicare, nel campo “Codice Ateco prevalente indicato nella dichiarazione IVA relativa all’ultimo anno del periodo di riferimento”, il codice dell’attività economica effettivamente svolta, come riportato nel “Modello IVA 2025 – periodo d’imposta 2024”.
 
Il requisito d’accesso sarà verificato in relazione alle citate tabelle di corrispondenza.
 
Restiamo comunque a disposizione per eventuali chiarimenti dovessero necessitare.
 
(RP/rp)



Dal 16 marzo 2026 in vigore le novità sul Rating di Legalità

Il Rating di Legalità cambia volto dal 16 marzo 2026: infatti, con l’entrata in vigore del nuovo Regolamento pubblicato nella GU n. 33 del 10 febbraio 2026 e nel Bollettino dell’Autorità AGCM (supplemento al Bollettino n. 6 del 10 febbraio 2026), sono vigenti le novità:
  • il rating attribuito o rinnovato avrà una durata di tre anni;
  • verrà riconosciuto un punteggio aggiuntivo all’impresa che, alla presentazione della domanda di rinnovo, risulti averlo già ottenuto, in via continuativa, per almeno tre volte precedenti;
  • l’attestato di attribuzione del rating verrà rilasciato anche in lingua inglese, in modo da rendere l’attestazione più spendibile sui mercati esteri.
Si tratta di uno strumento ormai cruciale per l’accesso ai bandi e per ottenere premialità nei punteggi. Il Rating di legalità è stato istituito dall’art. 5-ter del decreto-legge n. 1/2012 al fine di promuovere l’introduzione di principi etici nei comportamenti aziendali. L’attribuzione del rating richiede il rispetto di elevati standard di legalità da parte delle imprese e misura, premiandola, una gestione aziendale trasparente, etica e virtuosa.

Qui il sito AGCM dedicato, su cui sono presenti la normativa, le modalità per la richiesta di rating, l’elenco delle imprese con rating di legalità.

Le altre novità sono:

  • l’esercizio dell’azione penale per reati 231 o sanzioni antitrust diventano cause di esclusione.
  • obblighi di comunicazione: il mancato rispetto può costare la riduzione al punteggio base.

(SN/am)
 




Lavori usuranti e lavoro notturno: invio comunicazione on-line entro il 31 marzo 2026

È prossima la scadenza di un importante adempimento annuale, ovvero la comunicazione per il monitoraggio annuale dei lavori usuranti e notturni.
I datori di lavoro che hanno impiegato nell’anno 2025 dipendenti in lavorazioni usuranti o in lavoro notturno, devono predisporre e inviare entro il 31 marzo 2026 la comunicazione obbligatoria modello LAV_US al Ministero del Lavoro e Politiche Sociali attraverso l’applicazione “usuranti” presente sul portale ministeriale “Servizi Lavoro
 
Modalità di comunicazione
Le disposizioni ministeriali prevedono orami da tempo l’accesso all’applicazione “usuranti” solo con credenziali Spid o Cie. Ricordiamo che la comunicazione è di tipo statistico e la sua funzione è quella di fornire un monitoraggio dei periodi in cui ogni lavoratore ha svolto lavori di cui all’art. 1, co. 1. lettere da a) a d) del D.Lgs. n.67/2011 per le fattispecie che seguono.
 
  1. Il lavoro usurante ai sensi del D.M. 19 maggio 1999:
ovvero, lavori in galleria, cava o miniera: mansioni svolte in sotterraneo con carattere di prevalenza e continuità; lavori nelle cave: mansioni svolte dagli addetti alle cave di materiale di pietra e ornamentale; lavori nelle gallerie: mansioni svolte dagli addetti al fronte di avanzamento con carattere di prevalenza e continuità; lavori in cassoni ad aria compressa; lavori svolti dai palombari; lavori ad alte temperature: mansioni che espongono ad alte temperature, quando non sia possibile adottare misure di prevenzione, quali, a titolo esemplificativo, quelle degli addetti alle fonderie di 2ª fusione, non comandata a distanza, dei refrattaristi, degli addetti ad operazioni di colata manuale; lavorazione del vetro cavo: mansioni dei soffiatori nell’industria del vetro cavo eseguito a mano e a soffio; lavori espletati in spazi ristretti, con carattere di prevalenza e continuità ed in particolare delle attività di costruzione, riparazione e manutenzione navale, le mansioni svolte continuativamente all’interno di spazi ristretti, quali intercapedini, pozzetti, doppi fondi, di bordo o di grandi blocchi strutture; lavori di asportazione dell’amianto: mansioni svolte con carattere di prevalenza e continuità.
 
  1. Il lavoro usurante notturno, per le categorie di lavoratori:
– a turni che prestano la loro attività per almeno 6 ore consecutive, nel periodo notturno (periodo di almeno 7 ore consecutive comprendenti l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino; di conseguenza è periodo notturno quello tra le 24 e le 7, ovvero tra le 23 e le 6, ovvero tra le 22 e le 5), per un numero di giorni lavorativi all’anno non inferiore 64 giorni, per coloro che maturano i requisiti per l’accesso anticipato dal 1° luglio 2009;
– diversi da quelli di cui al punto precedente, che prestano la loro attività per almeno 3 ore nell’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino, per periodi di lavoro di durata pari all’intero anno lavorativo.
 
  1. Il lavoro usurante a catena (indicate nell’allegato 1 dello stesso decreto):
ovvero, prodotti dolciari, additivi per bevande e altri alimenti; lavorazione e trasformazione delle resine sintetiche e dei materiali polimerici termoplastici e termoindurenti; produzione di articoli finiti, etc.; macchine per cucire e macchine rimagliatrici per uso industriale e domestico; costruzione di autoveicoli e di rimorchi; apparecchi termici: di produzione di vapore, di riscaldamento, di refrigerazione, di condizionamento; elettrodomestici; altri strumenti e apparecchi; confezione con tessuti di articoli per abbigliamento ed accessori; etc.; confezione di calzature in qualsiasi materiale, anche limitatamente a singole fasi del ciclo produttivo;
 
  1. Il lavoro usurante autisti:
ovvero, conducenti di veicoli di capienza complessiva non inferiore a 9 posti adibiti a servizio pubblico di trasporto collettivo
 
Per quanto riguarda la tipologia di comunicazione, inizio del lavoro a catena, evidenziamo che per la stessa i tempi d’invio del modello LAV_US sono entro i 30 giorni dal suo inizio.
 
Segnaliamo che nel modello vanno inseriti i dati anagrafici aziendali e dei singoli lavoratori impegnati nelle attività usuranti, suddivisi per unità produttiva ove svolgono attività; il caricamento è possibile anche attraverso un file massivo in formato.csv.
Il modello appare con le seguenti sezioni da compilare:
  • “datore di lavoro”, in cui vanno indicati i dati aziendali;
  • “dati Inps“, con l’indicazione del codice statistico contributivo, codice di autorizzazione e n. matricola;
  • “dati Inail” con l’indicazione del codice cliente Inail;
  • “altro Ente” in cui va indicato l’eventuale altro ente a cui l’azienda risulta iscritta;
  • “elenco delle unità produttive” in cui vanno indicate le unità produttive nelle quali sono impiegati lavoratori in attività usuranti (anche in somministrazione), riportando i loro dati anagrafici, il codice fiscale e il periodo nel quale ha svolto le lavorazioni usuranti;
  • “dati di invio”.
 
Sanzioni
È prevista una sanzione amministrativa da Euro 500,00 a Euro 1.500,00 in caso di mancata osservazione dell’obbligo di comunicazione.
 
Servizio di assistenza
Le richieste di chiarimento possono essere inoltrate al servizio di assistenza attivato dalla Direzione generale per le politiche dei servizi per il lavoro attraverso il format da compilare all’indirizzo oltre alle risposte a quesiti FAQ da consultare prima della compilazione.
 
(FP/am)



Rapporto statistico parità di genere: comunicazione del biennio 2024-2025 entro il 30 aprile 2026

Le aziende pubbliche e private che occupano più di 50 dipendenti sono tenute alla redazione periodica del rapporto biennale statistico sulla situazione del personale maschile e femminile.
 
A partire dal 1° marzo 2026 sul portale “Servizi Lavoro” del Ministero del lavoro e delle politiche sociali è disponibile il modello telematico per la compilazione e trasmissione del “Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile” relativo al biennio 2024-2025 e previsto dal Decreto Interministeriale del 3 giugno 2024: la compilazione è obbligatoria per le imprese con più di 50 dipendenti, mentre è consigliata per le imprese con un numero inferiore di dipendenti, poiché utile in caso di partecipazione a bandi di gara.
 
I dati contenuti dal rapporto, una volta trasmessi, consentono di effettuare da parte dello Stato azioni di controllo e monitoraggio costante sull’attività lavorativa dei due sessi nei vari settori economici.
La valutazione rivolge l’attenzione su temi quali assunzioni, formazione, promozione professionale, livelli d’inquadramento, passaggi di categoria/qualifica, altri fenomeni di mobilità, intervento di Cig, licenziamenti, prepensionamenti e pensionamenti, retribuzioni effettivamente corrisposte.
 
La compilazione, esclusivamente on-line, del rapporto biennale riferito al periodo 2024-2025 è possibile previo accesso con le credenziali SPID o CiE.
 
I dati potranno poi essere consultati da ogni Consigliera di Parità Regionale al fine di poter modulare interventi e politiche attive inerenti le pari opportunità.
 
In caso di mancata trasmissione del rapporto nei termini prescritti, la Direzione interregionale del Lavoro inviterà le aziende stesse a provvedere entro sessanta giorni; una volta trascorso il termine e persistendo l’assenza della comunicazione, potranno essere applicate sanzioni amministrative e nei casi gravi potrà essere disposta la sospensione per un anno dei benefici contributivi eventualmente goduti dall’azienda.
 
(FP/am)



Unionchimica Confapi: webinar “Le restrizioni sulle microplastiche all’interno del regolamento Reach”

Invitiamo a partecipare al webinar “La restrizione sulle microplastiche all’interno del Regolamento REACH. La spinta del Regolamento REACH per la riduzione delle microplastiche intenzionalmente aggiunte nei prodotti”, organizzato da Unionchimica Confapi, in collaborazione con MIMIT ed ENEA che si terrà il prossimo martedì 24 marzo alle ore 10.00 in modalità online.
Nel corso del webinar sarà illustrata la voce di restrizione n. 78 del Regolamento REACH, con particolare riferimento al campo di applicazione della norma, ai periodi transitori, alle deroghe previste e ai nuovi obblighi di informazione introdotti dalla restrizione stessa.
Il tema delle microplastiche nasce dalla crescente attenzione verso un fenomeno riconosciuto come una delle principali fonti di inquinamento ambientale su scala globale. La maggior parte dell’inquinamento da microplastiche deriva infatti dalla degradazione di plastiche più grandi – come pneumatici usati, superfici sportive artificiali o fibre rilasciate dal lavaggio di indumenti sintetici.
Con l’adozione del Regolamento (UE) 2023/2055, che modifica il regolamento REACH, il quadro normativo europeo ha introdotto nuove restrizioni sulle microparticelle di polimeri sintetici e limiti stringenti sulle microplastiche aggiunte intenzionalmente nei prodotti, con l’obiettivo di ridurne la dispersione nell’ambiente.
La normativa prevede inoltre obblighi di comunicazione lungo la catena di fornitura e verso l’Agenzia europea delle sostanze chimiche (ECHA), con informazioni anche sugli usi delle microplastiche nei siti industriali. Parte di tali obblighi è già in vigore in parte dal 17 ottobre 2025, mentre ulteriori disposizioni entreranno progressivamente in applicazione nei prossimi anni.

La normativa prevede:

  • obblighi di comunicazione lungo la catena di fornitura a valle ed in parte anche nei confronti dell’Agenzia Europea della Chimica ECHA, con una serie di informazioni anche sugli usi delle microplastiche presso i siti industriali. L’obbligo in parte già in vigore dal 17 ottobre 2025;
  • divieto di progressiva immissione sul mercato dal 17/10/2027 di prodotti da sciacquare (cosmetici) salvo eccezioni specifiche;
  • divieto di progressiva immissione sul mercato dal 17/10/2028 di prodotti quali, ad esempio, Detergenti, cere, lucidanti e prodotti per la profumazione dell’aria.
La restrizione interesserà in modo diretto diverse tipologie di imprese, tra cui:
  • produttori di polimeri e materie prime plastiche (pellet, polveri, fiocchi, fibre o scaglie utilizzati come input per la produzione industriale);
  • utilizzatori industriali a valle, che incorporano microplastiche nei processi di estrusione, compounding o formulazione di miscele;
  • imprese che immettono sul mercato prodotti finiti contenenti microplastiche.
Tra le principali filiere potenzialmente coinvolte rientrano:
  • estrusione e stampaggio della plastica
  • lavorazioni della gomma
  • adesivi e composti chimici per l’edilizia
  • produzione di cosmetici e detergenti
  • tessile e conceria
  • fertilizzanti e biocidi
  • dispositivi medici
  • filiera del packaging plastico
  • materiali per pavimentazioni sportive (materiali plastici di riempimento e intaso)
  • recupero e riciclo degli scarti plastici (post lavorazione e post consumo) e rigranulatori
Il webinar rappresenta quindi un’importante occasione per le imprese per comprendere se e in quale misura siano soggette ai nuovi obblighi di comunicazione, sia come produttori di polimeri o prodotti contenenti microplastiche, sia come utilizzatori industriali che incorporano tali materiali nei propri processi produttivi.
La partecipazione consentirà inoltre di acquisire gli elementi necessari per rispondere alle richieste informative della catena di fornitura, effettuare eventuali comunicazioni all’ECHA e adeguarsi correttamente alle restrizioni previste dalla normativa europea.

Tutte le informazioni sull’evento, incluso il link per la registrazione, sono disponibili al seguente indirizzo:
https://reach.mise.gov.it/eventi2/388-save-the-date-24-marzo-2024-webinar-enea-mimit-confapi-sulle-microplastiche,

Il link di accesso al webinar sarà inviato solo dopo l’avvenuta registrazione.

(SN/am)