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“The Best of Italian Design Miami”: 21-22 ottobre 2026

Nell’ambito della collaborazione tra Confapi e la Camera di Commercio Italiana a Miami, desideriamo segnalarvi un’importante opportunità di internazionalizzazione dedicata alle imprese italiane del settore arredo, design e complementi d’arredo interessate a sviluppare il mercato statunitense.
Il 21 e 22 ottobre 2026, presso il Miami Design District, si terrà la 7ª edizione di “The Best of Italian Design”, boutique event organizzato dalla Camera di Commercio Italiana a Miami, in collaborazione con ICE-Agenzia, il Consolato Generale d’Italia a Miami e le principali associazioni statunitensi di architetti e interior designer.
L’iniziativa prevede la partecipazione di un numero selezionato di aziende italiane e offre l’opportunità di sviluppare relazioni commerciali con oltre 200 professionisti qualificati, tra architetti, interior designer, developer e general contractor, attraverso un format che combina esposizione dei prodotti, incontri B2B, conferenze e momenti di networking.
 
La partecipazione è prevista con una formula “chiavi in mano”, che comprende:
1. postazione espositiva completamente allestita e personalizzata;
2. disponibilità di un magazzino a Miami per la spedizione dei prodotti dall’Italia;
3. trasporto della merce dal magazzino alla sede dell’evento;
4. supporto organizzativo durante tutta la manifestazione.

Le aziende interessate a partecipare possono scrivere a: usa@confapi.org.

(SF/am)




Spese di pubblicità, di rappresentanza e di sponsorizzazione: distinzione e aspetti fiscali

La distinzione tra spese di pubblicità e spese di rappresentanza dipende dalla finalità immediata dell’esborso: promozione diretta di prodotti e servizi nel primo caso, accrescimento dell’immagine e del prestigio dell’impresa nel secondo.

La mera sproporzione del costo o l’assenza di un ritorno economico certo non consente di riqualificare automaticamente la spesa pubblicitaria, poiché la valutazione del rapporto tra costi certi e benefici futuri attesi rientra nelle scelte imprenditoriali.

Per l’Agenzie delle Entrate, la visione distintiva tra le spese di rappresentanza e di pubblicità si fonda sull’indagine dello scopo dell’evento, nel senso che, se l’obiettivo perseguito è quello di accrescere il prestigio e l’immagine dell’impresa con l’aumento della sua notorietà, la spesa va catalogata come spesa di rappresentanza, mentre, se l’obiettivo principale ha una diretta finalità promozionale dei prodotti e servizi commercializzati, essa si connota come spesa di pubblicità.

Tale spartiacque di qualificazione della spesa risulta ormai rispondente anche a una visione distintiva classica della Cassazione.  

Il criterio discretivo tra spese di pubblicità e spese di rappresentanza è rappresentato, nella sostanza, dagli obiettivi immediatamente perseguiti mediante gli esborsi sostenuti, i quali, per iscriversi alla prima categoria, devono necessariamente rispondere a una finalità promozionale specificamente incentrata sui prodotti e compiuta attraverso un’attività reclamistica e organizzativa direttamente calibrata sulla loro vendita

Tra le seconde rientrano, invece, i costi di iniziative imperniate sull’ente e orientate a potenziarne, quale patrocinatore o sovvenzionatore di eventi culturali, il grado di conoscenza, l’immagine e il prestigio fra potenziali e selezionati clienti, ancorché da esse possa derivare, collateralmente e di riflesso, un incremento delle vendite dei prodotti.

Tuttavia, nonostante la riportata visione distintiva classica, nella prassi accertativa, in molte occasioni, si assiste, da parte dei verificatori, a una sorta di compromesso, che determina la derubricazione delle spese di pubblicità in spese di rappresentanza, non sulla base dello spartiacque sopra tracciato, ma sulla base di un unilaterale giudizio di sproporzione tra l’ammontare della spesa sostenuta e un presunto effetto utilitaristico ritraibile dall’esborso, che evoca una confusa combinazione concettuale di antieconomicità/inerenza. 

Tale cambio di considerazione fiscale della spesa non prospetta alcuna rispondenza con il diritto e appare, come detto, una sorta di compromesso conciliativo con l’impresa accertata

Sulla questione si deve invece ritenere ancora attuale lo scrutinio di diritto espresso dalla CTP di Lucca, con la sentenza n. 487/2014, che registrò la compatta condivisione della dottrina per la sua chiara logicità giuridica 

La fattispecie trattata dal giudice di Lucca aveva riguardato una società, operante nel campo dell’installazione di impianti di riscaldamento e condizionamento, civili e industriali, e di protezione antincendio, la quale aveva sponsorizzato una società ciclistica dilettantistica.

A fronte dell’indeducibilità sostenuta dall’Agenzia, che adduceva la mancata inerenza rispetto all’attività d’impresa e l’antieconomicità della spesa, non solo inidonea a incidere in modo apprezzabile sulle vendite dei prodotti/servizi della società, ma anche sproporzionata ed eccedente il c.d. valore normale di mercato, la CTP di Lucca ribadì, nella citata sentenza, come non fosse dato comprendere perché la pubblicità effettuata in ambito sportivo amatoriale, per un’azienda che aveva come attività l’installazione di impianti idraulici e termici, non fosse per definizione inerente all’attività esercitata. In altri termini, non era dato comprendere, per il giudice di Lucca, perché l’ufficio affermasse la totale ininfluenza sul pubblico della scritta e logo “A. Impianti termoidraulici civili ed industriali” e perché i destinatari della pubblicità avrebbero dovuto essere limitati al solo pubblico della gara e non a tutti i soggetti gravanti nell’ambiente, quindi anche agli operatori del settore e a tutto l’indotto, da concepire quale potenziale mercato e ambito di ampliamento di acquirenti e quindi fonte di potenziale incremento del reddito.

Per il giudice di Lucca la scelta del mondo sportivo è una scelta imprenditoriale che si accompagna a una particolare inclinazione del titolare, ma ciò non significa che di pubblicità non si tratti

Di particolare rilevanza sono anche le considerazioni del giudice di Lucca in ordine alla non economicità ed eccessività dei costi pubblicitari rispetto al volume d’affari. Si ritiene utile riportare testualmente il passo della CTP di Lucca: «l’Ufficio, pare ritenere antieconomico tutto quello che, a priori, non sia valutabile come economicamente vantaggioso, ma vantaggioso a priori, in tema di pubblicità, può essere solo il minor costo, ma il risultato vantaggioso cui mira l’imprenditore con la pubblicità non è il minor costo, ma la maggiore conoscenza sul mercato. La ponderazione costi (certi) – benefici (futuri attesi) è una scelta esclusiva dell’imprenditore. Così come è irrilevante affermare che spendere troppo senza un ritorno certo è diseconomico». 

È elementare che, in periodi di crisi e di mercato stanco, l’offerta dev’essere potenziata in tutte le varie maniere, e anche la pubblicità può diventare un costo rilevante rispetto al risultato concreto, ma necessario per un potenziale ritorno economico futuro. È ovvio che la pubblicità mira a soddisfare delle aspettative di tipo economico/aziendale, ma non vi è certezza che ci riesca. È proprio in tale modo che l’antieconomicità raccordata alle spese di pubblicità dovrebbe venire esaminata e non certo secondo i canoni di crescita della redditività e del numero dei clienti valutati a posteriori.
 

(MF/ms)




Registro dei titolari effettivi: in vigore dal 23/7 ma non ancora operativo

E’ entrato in vigore il 23 luglio 2026, il nuovo Registro dei titolari effettivi, come ridisegnato dal DLgs. 10 giugno 2026 n. 122.

Per la sua operatività, tuttavia, occorre ancora attendere alcuni provvedimenti attuativi.

Si ricorda che il DLgs. 122/2026 interviene sul DLgs. 231/2007 e sul DM 55/2022 al fine di assicurare il puntuale recepimento degli artt. 11, 12, 13 e 15 della direttiva 2024/1640/Ue, garantendo la piena coerenza dell’ordinamento nazionale con i nuovi livelli di trasparenza richiesti dal diritto unionale.

Si ridefinisce in modo più equilibrato e strutturato il regime di accesso al Registro dei titolari effettivi delineando un sistema graduato e proporzionato e, soprattutto, introducendo il concetto di legittimo interesse qualificato, nonché procedure di verifica e specifiche ipotesi di esclusione.

L’accesso alle informazioni sulla titolarità effettiva è consentito alle autorità, ai soggetti obbligati al rispetto degli obblighi antiriciclaggio e a quelli aventi un legittimo interesse.

Il legittimo interesse si presume in capo a taluni soggetti.

Si pensi, ad esempio, ai giornalisti professionisti e ai pubblicisti iscritti all’Albo di cui alla L. 69/63, che agiscono per finalità giornalistiche, di segnalazione o di qualsiasi altra forma di comunicazione mediatica che sono connesse alla prevenzione o al contrasto del riciclaggio, dei reati presupposto associati o del finanziamento del terrorismo.

In aggiunta a tali legittimati, peraltro, possono avere accesso alle informazioni sulla titolarità effettiva i soggetti, compresi quelli portatori di interessi diffusi, che dimostrino, caso per caso, un legittimo interesse all’accesso, in relazione alla finalità di prevenire e contrastare il riciclaggio, i reati presupposto associati o il finanziamento del terrorismo.

La richiesta motivata di accesso, corredata della relativa documentazione a supporto, deve attestare l’appartenenza a una delle categorie in capo alle quali l’interesse legittimo si presume ovvero la professione svolta o la funzione esercitata da altro richiedente, connessa con le predette finalità, nonché, salve alcune eccezioni, il legame con le imprese, le persone giuridiche private, i trust o gli istituti giuridici affini cui afferiscono le informazioni oggetto dell’istanza di accesso.

La richiesta è valutata dalla Camera di Commercio e contro l’eventuale diniego è possibile avvalersi dei mezzi di tutela riconosciuti dall’art. 25 della L. 241/90 (in materia di accesso agli atti).

Il diniego all’accesso potrebbe anche essere correlato a circostanze eccezionali, comunicate contestualmente alle informazioni relative al titolare effettivo, che espongano quest’ultimo a un rischio sproporzionato di frode, rapimento, ricatto, estorsione, molestia, violenza o intimidazione, nonché correlate al fatto che esso sia una persona incapace o minore d’età.

Avverso le determinazioni della Camera di Commercio sull’istanza di accesso ai dati dei titolari effettivi che abbiano comunicato tali circostanze eccezionali possono avvalersi dei mezzi di tutela di cui all’art. 25 della L. 241/90 sia il richiedente l’accesso che il controinteressato.

Ai fini della concreta operatività del Registro secondo le nuove regole, occorre attendere, come si diceva, alcuni provvedimenti attuativi. In particolare:

  • un decreto del MIMIT – da adottare entro 60 giorni dal 23 Luglio – dovrà aggiornare le specifiche tecniche per la comunicazione dei dati e delle informazioni sulla titolarità effettiva per adeguarle a quanto previsto in ordine alla comunicazione delle circostanze eccezionali che potrebbero precludere l’accesso;
  • entro la medesima data, e previo parere del Garante per la protezione dei dati personali, dovrà essere aggiornato il disciplinare tecnico previsto dall’art. 11 comma 3 del DM 55/2022;
  • successivamente all’adozione dei suddetti provvedimenti, infine, il MIMIT dovrà ulteriormente intervenire a sancire l’operatività del sistema di accesso ai dati e alle informazioni sulla titolarità effettiva ai sensi del DLgs. 122/2026.
Pur non trattandosi di termini perentori, appare ipotizzabile che l’operatività del Registro dei titolari effettivi sulla base delle nuove indicazioni normative diventi effettiva prima che il Consiglio di Stato si pronunci definitivamente sulla controversia che ha comportato la sospensione della previgente disciplina e la rimessione di alcune questioni alla Corte di Giustizia Ue.

Dopo la sentenza 21 maggio 2026, cause riunite C-684/24 e C-685/24, dei giudici europei, infatti, il Consiglio di Stato sembrerebbe avere fissato la prima udienza al 20 maggio 2027.

Peraltro, non pare comunque possibile ipotizzare una riattivazione del Registro dei titolari effettivi in esito a una preventiva decisione del Consiglio di Stato; ciò in quanto la nuova disciplina degli accessi da parte dei vari soggetti legittimati, della verifica e del riconoscimento dell’interesse legittimo e dei casi di esclusione dell’accesso risulterebbe comunque priva delle necessarie condizioni di operatività.
 

(MF/ms)




Chiusura uffici Confapi Lecco Sondrio dal 6 al 26 agosto

Informiamo che gli uffici dell’Associazione rimarranno chiusi dal 6 al 26 agosto.

Le attività riprenderanno regolarmente da giovedì 27 agosto. 

(MP/am) 




Confapi Lecco Sondrio presenta il bilancio di sostenibilità 2025: cresce l’impatto positivo sul territorio

Confapi Lecco Sondrio compie un decisivo passo avanti nel proprio percorso di responsabilità sociale e territoriale, con il Bilancio di Sostenibilità 2025 e Report di Impatto, giunto alla settima edizione e presentato ufficialmente agli associati l’11 giugno scorso in Assemblea (cliccare qui per consultarlo). Il documento, redatto secondo il paradigma dell’economia civile, misura in modo scientifico le ricadute concrete generate dall’agire associativo sul territorio circostante rispetto a sei precisi domini di valore: dono, gratuità e meritorietà; inclusione e fraternità; democrazia partecipativa; comunità e sussidiarietà circolare; beni relazionali e felicità; beni comuni.
I dati confermano un trend positivo: l’indicatore composito di impatto ha registrato un incremento di un punto e mezzo rispetto all’anno precedente, posizionando stabilmente Confapi Lecco Sondrio nell’area di prestazione medio-alta. I miglioramenti più significativi si sono concentrati in particolare in due domini chiave. Comunità e sussidiarietà circolare, trainata dall’impegno dell’associazione nei tavoli di networking territoriale e dalle iniziative di sinergia e collaborazione attiva. Beni relazionali e felicità: grazie al forte investimento sul dialogo tra imprenditori e studenti e alla promozione di eventi culturali e formativi volti a rimettere al centro le relazioni e la condivisione della conoscenza.
L’orientamento, la formazione e l’inserimento dei giovani all’interno delle piccole e medie imprese si confermano tra i pilastri strategici di Confapi. Tra le iniziative di maggior rilievo realizzate nel corso del 2025 spiccano i progetti dedicati alle scuole e alla diffusione della cultura d’impresa, come i concorsi “La piccola impresa che vorrei” e “Futuri possibili”, oltre alle attività di laboratorio come “Ragazze in lab”. L’offerta dell’associazione si è inoltre estesa con percorsi formativi mirati per l’inserimento lavorativo di inoccupati, disoccupati e NEET, favorendo l’inclusione attiva nel mercato del lavoro locale.
In linea con le sfide del nostro tempo, Confapi Lecco Sondrio ha intensificato il supporto alle imprese nell’ambito della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica. Al centro dell’attenzione vi è la riflessione etica associata all’Intelligenza Artificiale e ai suoi impatti sul lavoro e sull’ambiente. Parallelamente, l’associazione ha dato l’esempio anche sul fronte interno della sostenibilità energetica: la sede fisica è stata oggetto di interventi per la riduzione dell’impatto energetico, accompagnati dall’acquisto di garanzie d’origine da fonti rinnovabili. Ad oggi, l’attività complessiva di Confapi Lecco Sondrio contribuisce attivamente al raggiungimento di 11 dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Grazie al coinvolgimento di un numero più allargato di stakeholder interni ed esterni attraverso focus group dedicati, l’associazione ha già tracciato la rotta per i prossimi passi. Tra gli impegni programmatici per il futuro vi sono: rendere strutturale e comunicare in modo ancora più capillare il Report di Impatto; incrementare la collaborazione con gli istituti scolastici per l’orientamento motivazionale ed etico degli studenti; intensificare la condivisione di buone pratiche attraverso lo sviluppo di reti di impresa strategiche con altre associazioni territoriali di Confapi.

 

Presentare il Bilancio di Sostenibilità e il Report di Impatto è ormai per noi un appuntamento consolidato – spiega Marco Piazza, direttore di Confapi Lecco Sondrio -. Abbiamo scelto da tempo di associare questo momento all’Assemblea ordinaria di approvazione del bilancio d’esercizio perché crediamo fermamente che la salute economica di un’associazione e delle sue imprese debba sempre camminare di pari passo con la responsabilità sociale e la creazione di valore per la nostra comunità. Questo strumento non è un semplice adempimento formale, ma una bussola strategica fondamentale. Misurare scientificamente il nostro impatto sul territorio ci consente di capire cosa stiamo facendo e dove dobbiamo continuare a migliorare. I risultati positivi di quest’anno, con un indicatore di impatto in crescita costante, confermano la bontà della nostra missione: affiancare le piccole e medie imprese nell’affrontare le sfide del futuro, coniugando competitività, innovazione e forte attenzione al benessere delle persone e del nostro territorio”.




Confapi e Fiap al MIMIT. Trasporti e logistica a fianco delle Pmi italiane per vincere le sfide industriali e geopolitiche

La logistica e il trasporto a sostegno del sistema produttivo delle PMI e quindi attività cruciali per lo sviluppo economico e sociale dell’Italia. E’ questo il tema centrale del convegno organizzato settimana scorsa da Confapi e Fiap a Roma su “Libro Bianco Made in Italy 2030: Manifattura e logistica integrata per una nuova strategia industriale”, nel Salone degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), alla presenza del titolare del dicastero, Adolfo Urso.

Il presidente delle Confederazione italiana piccola e media industria privata (Confapi) Cristian Camisa e quello della Federazione italiana autotrasportatori professionali (Fiap) Roberto Scarpa si sono soffermati sulle difficoltà e le sfide che il mondo produttivo ha di fronte; e di quanto la logistica, settore in piena trasformazione, sia determinante per affrontare e vincere tali sfide.

Il convegno è stata anche l’occasione per annunciare l’ingresso di Fiap in Confapi, per una collaborazione strategica su tutte le filiere produttive. Con circa 2.000 imprese associate per oltre 80.000 addetti, Fiap è la principale realtà associativa nel settore del trasporto merci e della logistica; con l’ingresso di Fiap salgono a 118.000 le PMI rappresentate da Confapi, con 1,3 milioni di addetti.

La logistica e il trasporto merci sono leve strategiche per la competitività del sistema produttivo italiano, è il messaggio emerso con chiarezza anche dal contributo degli accademici Carlo Alberto Carnevale Maffè (Professore di Strategy & Entrepreneurship, SDA Bocconi School of Management) e Damiano Frosi (Direttore degli Osservatori Contract Logistics “Gino Marchet” – PoliMI). Lo stesso Libro Bianco del Mimit, curato da Paolo Quercia, responsabile dell’Ufficio studi del dicastero di via Veneto, sottolinea come “un ecosistema industriale di filiera si sviluppa su processi di commercio, distribuzione e vendita”.

“La logistica rappresenta uno snodo strategico per l’intero sistema industriale, soprattutto per l’Italia che, per la sua posizione geografica, è una naturale piattaforma marittima, aeroportuale ed energetica nel Mediterraneo. Per questo, una logistica integrata ed efficiente è essenziale per rafforzare la manifattura, attrarre investimenti e accrescere il ruolo del Paese nelle catene europee e globali del valore”, ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

“In questa prospettiva – ha aggiunto – si inserisce il Libro Bianco “Made in Italy 2030”, frutto di un ampio confronto con tutti gli attori del sistema produttivo, tra cui Confapi, che ringrazio per la collaborazione. Il documento definisce il quadro delle riforme che stiamo portando avanti: dalle politiche industriali ed energetiche a quelle fiscali e per la concorrenza, fino agli strumenti per la transizione tecnologica e il sostegno alla ricerca”.

“La scelta che abbiamo fatto di un percorso in comune con Fiap è importante, perché manifattura e logistica sono due componenti inscindibili della competitività del Made in Italy e solo attraverso una visione condivisa sarà possibile affrontare le sfide che attendono il nostro sistema produttivo, sia nei mercati interni sia in quelli internazionali”, ha dichiarato il Presidente nazionale di Confapi Cristian Camisa, mentre il Direttore sviluppo e territori della Confederazione, Andrea Paparo, ha sottolineato come “con l’unione delle forze tra Confapi e Fiap avremo effetti positivi che non saranno solo dimensionali, anche sui mercati esteri”.

“Con Confapi abbiamo deciso di condividere un percorso comune perché entrambe abbiamo a cuore, prima di tutto, la competitività e la forza delle imprese italiane: un patrimonio che il nostro sistema Paese deve preservare e valorizzare”, ha commentato il Presidente di Fiap, Roberto Scarpa, mentre il Segretario generale della Confederazione, Alessandro Peron, ha notato come “il mercato sta cambiando velocemente, con modelli distributivi dove la logistica diventa sempre più strategica nella scelta dell’utente finale. Ecco perché una logistica forte può rendere l’Italia più forte”.

Per Carlo Alberto Carnevale Maffè “La logistica oggi non è più mero trasporto ma infrastruttura al tempo stesso critica e strategica: critica perché presidia le catene del valore sotto stress; strategica perché è tra i maggiori produttori di real-world data”.

“Per il 95% delle imprese, secondo una nostra indagine – spiega Damiano Frosi – la logistica è ormai riconosciuta come una funzione sempre più strategica; questa quota sale al 97% per le grandi aziende. Tra Pmi e grandi c’è però un significativo gap sul fronte della digitalizzazione: il 37% delle grandi ha adottato un transportation management System (TMS), contro appena il 10% delle Pmi”.




Norme Ue. Regolamento imballaggi (PPWR), Confapi: costi insostenibili per le pmi industriali, chiediamo moratoria delle sanzioni

Confapi esprime profonda preoccupazione per l’impatto economico e burocratico delle nuove regole dell’Unione europea in materia di imballaggi sulle piccole e medie imprese italiane, strette tra i ritardi normativi di Bruxelles e costi operativi che colpiranno direttamente la marginalità e la competitività del sistema produttivo in un momento storico già complesso. È l’allarme lanciato dalla Confederazione Italiana della Piccola e Media Industria Privata, quando manca meno di un mese al 12 agosto 2026, data in cui scatteranno i primi obblighi del Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR-Packaging and Packaging Waste Regulation, Regolamento UE 2025/40).
 
Un’analisi di impatto elaborata da Confapi mette in evidenza che mancano ancora alcuni atti delegati e di esecuzione fondamentali da parte della Commissione Europea. E permangono incertezze interpretative su aspetti nevralgici: la definizione esatta di “fabbricante”, la stesura della Dichiarazione di Conformità (DoC), le modalità operative di vigilanza e tracciabilità, le norme grafiche sull’etichettatura e le disposizioni sul divieto di PFAS (Per-and polyfluoroalkyl Substances) nei materiali a contatto con gli alimenti. Nonostante la Commissione abbia promesso linee guida e FAQ (frequently asked questions), la macchina burocratica europea appare ferma, lasciando le imprese in un pericoloso limbo normativo a pochissimi giorni dal via.
 
Confapi richiama l’attenzione sul rischio concreto che questo ritardo istituzionale si traduca in sanzioni ingiuste e blocchi doganali immediati per le imprese che non hanno elementi certi per adeguarsi. Per evitare il collasso operativo del sistema delle PMI Industriali, la Confederazione chiede al Governo italiano e alle istituzioni europee tre misure urgenti: moratoria sulle sanzioni con la sospensione totale dei provvedimenti sanzionatori per tutta la fase transitoria e fino a quando il quadro normativo, comprensivo di linee guida e FAQ, non sarà definitivo e pienamente applicabile; clausola di salvaguardia per le scorte al fine di consentire lo smaltimento progressivo e senza limiti temporali di tutte le scorte di magazzino dei packaging già acquistati o prodotti dalle imprese; flessibilità sulle etichette validando l’utilizzo delle etichette già stampate o ordinate per evitare pesanti sprechi economici e materiali, che risulterebbero in totale contrasto con la filosofia ecologica e circolare della norma.
 
“Non siamo di fronte a una transizione ecologica, ma a una transizione burocratica che rischia di desertificare il nostro sistema produttivo”, afferma il Presidente di Confapi, Cristian Camisa, “Le nostre PMI industriali da anni hanno intrapreso un percorso volto alla sempre maggiore sostenibilità ed hanno già investito risorse economiche importanti. Pretendere l’adeguamento entro il 12 agosto, in piena estate, a norme dai contorni ancora confusi, senza che la stessa Commissione Europea abbia completato la pubblicazione di linee guida e FAQ e non abbia pubblicato gli atti attuativi, condanna le imprese europee a un ulteriore incremento dei costi, riducendo ancora di più marginalità in un contesto storico-economico complesso. Non si può fare politica industriale sulla pelle delle imprese. Chiediamo al Governo italiano di farsi promotore di una linea del buon senso in Europa: serve una moratoria immediata per bloccare la scure delle sanzioni e della burocrazia prima che sia troppo tardi. Senza imprese competitive, l’Europa verde sarà solo un continente deindustrializzato e impoverito”, conclude Camisa.
 
 
L’ANALISI DI IMPATTO CONFAPI
 
Nel dettaglio, secondo l’analisi di impatto elaborata dalla Confederazione, l’adeguamento ai primi requisiti del PPWR e alle correlate normative sulla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) rischia di tradursi in un ulteriore aggravio di costi per le imprese. Per una PMI industriale con un catalogo di circa 10-15 referenze di packaging, i costi fissi di partenza sono tutt’altro che trascurabili. L’iter di conformità si apre con un audit documentale interno per mappare i fornitori e raccogliere le schede tecniche dei materiali, un’operazione che comporta un costo stimato tra i 500 e i 2.000 euro a seconda della complessità della filiera. Il vero scoglio economico è però rappresentato dalla sicurezza chimica. Per garantire l’assenza di PFAS nei materiali a contatto con gli alimenti sotto la soglia di 25 parti per miliardo (ppb), le aziende devono ricorrere a test di screening di laboratorio accreditati, il cui costo varia tra i 150 e i 300 euro per singolo campione analizzato. A questo si aggiunge la necessità di consulenze tecniche esterne altamente specializzate per redigere il Fascicolo Tecnico e la Dichiarazione di Conformità (DoC). Nel complesso, l’esborso per adeguarsi alla nuova normativa si attesta tra i 5.000 e i 15.000 euro. Inoltre, per le imprese che esportano in Europa, lo scenario si complica ulteriormente. L’iscrizione al registro EPR non è più cumulativa: le aziende devono registrarsi singolarmente in ogni Stato membro di destinazione delle merci con relativi costi. In questo scenario, le sanzioni amministrative nazionali sono severe: le multe possono andare da poche migliaia di euro a oltre 100.000 euro, con la sanzione accessoria del sequestro e del blocco commerciale di tutti i lotti di merce non conformi.



Sace e Confapi insieme per far crescere l’export italiano

Accordo di collaborazione per roadshow sul territorio, iniziative congiunte di business matching e operazioni mirate per cluster d’impresa, distretti e filiere produttive
Sviluppare e promuovere nuove iniziative a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane nel mondo. Con questo obiettivo, SACE (l’Export Credit Agency partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze) e Confapi (Confederazione italiana della piccola e media industria privata) hanno firmato un accordo di collaborazione che mette mettere a fattor comune azioni per supportare i percorsi di sviluppo delle imprese sui mercati esteri.
L’intesa, firmata oggi dall’Amministratore Delegato di SACE Michele Pignotti e dal Presidente di Confapi Cristian Camisa, prevede la realizzazione di iniziative mirate ed eventi promozionali congiunti – quali il roadshow nazionale promosso da Confapi in collaborazione con SACE, CDP e SIMEST – volti a favorire l’accesso agli strumenti assicurativo-finanziari di SACE per proteggere i rischi, rafforzare la competitività e supportare la crescita in sicurezza nei mercati internazionali.
L’accordo prevede inoltre lo sviluppo di iniziative congiunte di business matching finalizzate a mettere in contatto le imprese associate a Confapi con buyer esteri selezionati in funzione delle esigenze di acquisto e dell’offerta produttiva delle associate Confapi.
Infine, Confapi fornirà il proprio supporto nell’identificazione di cluster di imprese, distretti e filiere produttive — inclusi i relativi Champion e le aziende appartenenti — rispetto ai quali sviluppare iniziative mirate. SACE supporterà le imprese associate mediante strumenti finanziari dedicati, servizi di advisory per la gestione dei rischi di filiera e progetti pilota di internazionalizzazione destinati a cluster settoriali, in coordinamento con le reti territoriali di Confapi.
“Oggi come non mai, esportare è fondamentale per sostenere la crescita, ma c’è bisogno di strumenti che aiutino le imprese a selezionare le opportunità, sostenere la competitività e proteggersi dai rischi -, ha dichiarato l’Amministratore Delegato di SACE Michele Pignotti -. Siamo lieti di rafforzare la nostra collaborazione con una realtà come Confapi, che rappresenta tante PMI del nostro tessuto produttivo e che con noi persegue l’obiettivo di supportare la competitività e il valore del Made in Italy nel mondo. L’accordo di oggi supporta gli obiettivi del nostro Piano Strategico SACE50 con cui puntiamo rafforziamo le nostre collaborazioni di sistema, per massimizzare gli impatti concreti della nostra azione sui territori e sull’economia”.
“L’accordo con SACE consolida una sinergia che negli anni ha già prodotto risultati concreti e che oggi compie un ulteriore salto di qualità” – ha dichiarato il Presidente di Confapi, Cristian Camisa -. “La collaborazione tra Confapi e SACE non si è mai interrotta: già nel 2026, in vista del rinnovo formale del Protocollo che sottoscriviamo oggi, abbiamo continuato a organizzare iniziative congiunte sui territori, con nove tappe già realizzate e altre cinque in programma nel prossimo autunno. Un percorso che conferma il valore del fare sistema e della vicinanza alle PMI Industriali. In un contesto internazionale sempre più complesso, il supporto di SACE rappresenta uno strumento fondamentale per rafforzare la competitività e accompagnare le imprese nei percorsi di internazionalizzazione e crescita sui mercati esteri”.
 



PPWR: risposte alle domande ricevute in occasione del webinar del 9 luglio 2026

Con la presente completiamo le azioni connesse al webinar Confapi del 9/07/2026 sul nuovo Regolamento Imballaggi (PPWR) – i cui primi obblighi entreranno in vigore il prossimo 12 agosto – trasmettendo in allegato un primo documento di risposte ai quesiti (FAQ) emersi nel corso dell’incontro.
Per le tematiche più complesse, che necessitano di ulteriori chiarimenti da parte della Commissione Europea, vi informiamo che negli ultimi confronti, la stessa Commissione e gli Stati Membri hanno concordato sull’opportunità di mantenere provvisoriamente come riferimento l’orientamento esistente, per poi intervenire con eventuali modifiche al quadro normativo nel corso del prossimo autunno.

In tale contesto, la Commissione Europea ha ribadito l’intenzione di pubblicare ulteriori note esplicative e FAQ dedicate entro il prossimo 12 agosto, reiterando la propria contrarietà a qualsiasi ipotesi di rinvio dell’entrata in vigore. Con riferimento ad un eventuale periodo di moratoria delle sanzioni, al momento non sono state assunte decisioni, pur rimanendo un’opzione ancora aperta.

Al fine di denunciare questa forte incertezza normativo-interpretativa, nei giorni scorsi Confapi ha diffuso un comunicato stampa che vi invitiamo a leggere, con l’impatto economico e burocratico della nuova disciplina sulle PMI industriali italiane.

Sarà nostra premura tenervi aggiornati sugli sviluppi a livello europeo, non appena ci saranno novità.

(SN/am)




Evento esclusivo “Incoming settore meccanico” per le aziende Confapi Lecco Sondrio

Nell’ambito della collaborazione tra Confapi e ICE-Agenzia, segnaliamo alle aziende associate un’importante opportunità di sviluppo internazionale dedicata alle imprese del settore meccanico.
 
EVENTO INCOMING BUYER
Confapi Lecco Sondrio è lieta di ospitare un evento di incoming con incontri B2B tra aziende italiane e buyer esteri accuratamente selezionati.
ICE-Agenzia selezionerà operatori provenienti da Francia, Belgio, Svizzera, Marocco, Tunisia, Algeria e Polonia, individuando i buyer sulla base del profilo delle aziende che aderiranno all’iniziativa.
  • Date: martedì 24 novembre e mercoledì 25 novembre 2026
  • Luogo: sede di Confapi Lecco e Sondrio, a Lecco in via della Pergola 73
 
SETTORI DI RIFERIMENTO
L’iniziativa è rivolta alle imprese associate Confapi Lecco Sondrio operanti nei seguenti comparti:
  • produzione di macchine utensili, macchinari per il confezionamento, centri di lavoro e robotica;
  • produzione di macchine e veicoli per la movimentazione dei carichi;
  • produzione automotive;
  • costruzione impianti per i settori oil & gas ed energia;
  • subfornitura per i settori sopra indicati.
 
MODALITA’ DI ADESIONE
Per partecipare è necessario compilare il modulo di iscrizione entro il 30 luglio al seguente link: https://forms.gle/G2zdaR3bS4HhmMb69
 
CONDIZIONI DI PARTECIPAZIONE
La partecipazione è gratuita.
Restano a carico delle aziende esclusivamente le eventuali spese di viaggio, vitto e alloggio.
Le imprese saranno ammesse in ordine cronologico di iscrizione, fino a esaurimento dei posti disponibili.
La lingua di lavoro sarà l’inglese. Il team di interpreti dell’Ufficio Estero di Confapi Lecco Sondrio sarà presente in loco a disposizione delle aziende per eventuale supporto linguistico.
 
Considerata la modalità di selezione dei buyer e il numero limitato di posti disponibili, Vi invitiamo a manifestare il Vostro interesse quanto prima.

Per qualsiasi informazione o chiarimento, restiamo a disposizione: imprese@confapi.lecco.it, 3455719950.

In allegato l’invito.

(SF/am)