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Formazione ambiente: corsi disponibili in associazione

Con la presente si segnala che è stato rivista e aggiornata la proposta dei corsi sui temi ambientali e sulle certificazioni, quella sulla sicurezza chimica è in fase di revisione.

I temi disponibili sono:

  • Imballaggi, rifiuti e Rentri
  • Emissioni e scarichi
  • Gestione energia
  • Adr
  • Esg
  • Certificazione ISO 14001
  • Reach, Moca, microplastiche, sds
Invitiamo tutti gli associati a consultare le proposte di corsi sul sito dedicato e ad avanzare eventuali richieste specifiche che possono essere comunque organizzate ad hoc e finanziate dal Fapi.

Alcuni corsi sono già programmati, altri invece possono essere programmati non appena ci viene inviata la segnalazione di interesse.

Se ci sono richieste su temi specifici, scrivete pure in associazione o contattate Silvia Negri, in modo da valutare e formalizzare nuove proposte.

(SN/am)
 




Dal 1° luglio viene applicato un dazio forfettario di 3 euro sulle piccole spedizioni extra ue

E’ entrato in vigore dal 1° luglio il dazio forfetario di 3 euro per le spedizioni e-commerce e, dunque, è formalmente al via la nuova stagione regolatoria e doganale inaugurata dall’Unione europea per arginare fenomeni massivi di introduzione di merce di ridotto valore, fino a oggi in esenzione da dazi e sottoposte a oneri dichiarativi semplificati e controlli ridotti.

Con il Regolamento (Ue) 2026/382 il Consiglio Ue ha infatti riformato il trattamento doganale delle piccole spedizioni da Paesi terzi e ha introdotto, in via temporanea dal 1° luglio 2026 al 1° luglio 2028, un dazio fisso di 3 euro per articolo sulle vendite a distanza di beni importati con valore intrinseco della spedizione fino a 150 euro.

In sostanza, beni che, per franchigia generale e in applicazione di una clausola c.d. de minimis, non scontavano imposta in dogana, ora iniziano a pagare il dazio per tutte le operazioni effettuate secondo lo schema IOSS o per quelle postali, con un criterio applicativo fisso del tutto innovativo, qualunque sia il valore della merce importata, da 1 a 150 euro; sopra questa soglia, la dichiarazione assume le vesti di dichiarazione ordinaria, applicandosi invece il dazio di tariffa, variabile – se presente – in ragione della tipologia di merce in importazione.

Sulla novità, già oggetto di Guidelines Ue e, in Italia, di illustrazione con la circ. delle Dogane n. 17/2026, si deve anzitutto osservare che essa si pone, per gli importatori (in genere, le piattaforme web o i loro rappresentanti), come ulteriore tassello di un nuovo framework regolatorio rivolto al rafforzamento dei controlli e alla progressiva digitalizzazione delle informazioni di prodotto mediante i nuovi product identifiers (PID), fino al ripensamento della definizione di importatore (con introduzione in dogana del concetto di deemed importer), alla responsabilizzazione piena delle citate piattaforme e all’introduzione di una handling fee che si aggiunge al dazio in commento, quale pacchetto che vedrà luce tra la fine del 2026 e il 2027.

Un quadro, insomma, estremamente complesso, che vede rinviata la handling fee italiana ma che pone il commercio elettronico al centro delle riforme di settore, fiscali in generale e doganali in particolare.

Dal punto di vista tecnico, dal 1° luglio l’esenzione abrogata è quella che era prevista per i beni di valore trascurabile dagli artt. 23 e 24 del Reg. n. 1186/2009, una ipotesi di esenzione per i beni di valore inferiore a 150 euro, nata inizialmente per piccole spedizioni occasionali e che, nel tempo, è stata il varco a mezzo del quale l’e-commerce ha fino a oggi beneficiato di un regime di tassazione di confine di estremo favore.

Per queste operazioni, dunque, ove eseguite in ambito IOSS o postali, si applica ora un dazio uniforme di 3 euro per articolo in luogo dei precedenti benefici, dazio che è intrinsecamente collegato al concetto di distance sale delineato dall’art. 14 par. 4 punto 2 della Direttiva 2006/112/CE, come cessioni di beni spedite o trasportate dal fornitore o per suo conto, anche quando il fornitore interviene indirettamente nel trasporto o nella spedizione dei beni, da un territorio terzo o da un terzo Paese, a un cliente in uno Stato membro, in cui la fornitura dei beni è effettuata per una persona non soggetta ad imposta.

Il nuovo dazio costituisce un diritto doganale ed è pertanto soggetto a IVA (a eccezione delle ipotesi IOSS), ai sensi dell’art. 69 del DPR 633/72, mentre la Commissione Ue, nelle linee guida rilasciate in materia lo scorso 2 giugno, osserva che la novità normativa sarà applicabile indipendentemente dal regime di riscossione IVA utilizzato (IOSS, regime speciale o IVA standard) e dal fatto che le merci sono dichiarate nei tracciati H1, H6 o H7.

Per maggiore precisione, si rileva che l’art. 2 del Reg. 2026/382 stabilisce chiaramente che, per spedizione di beni di valore inferiore a 150 euro, il nuovo dazio si applica se: l’importazione dei beni è esente dall’IVA a norma dell’art. 143 paragrafo 1 lett. c bis) della direttiva 2006/112/Ce; oppure le merci sono contenute in spedizioni postali quali definite all’art. 1 punto 24 del Reg. 2015/2446.

Sul lato applicativo, posto che, per i beni commerciali, si deve sottolineare che il valore intrinseco corrisponde al prezzo dei beni, escludendo i costi di trasporto e assicurazione, per la dichiarazione l’unità di riferimento è l’item, cioè uno o più beni in una spedizione che condividono classificazione tariffaria, descrizione e, quando richiesto, origine.

Perciò, il dazio si applica ora per riga di dichiarazione, indipendentemente dalla quantità (numero degli articoli), a condizione che il valore intrinseco di tutte le merci incluse nella dichiarazione non superi 150 euro.

La nuova politica fiscale, regolatoria e doganale introdotta dall’Ue con, tra l’altro, la misura in commento, rappresenta la nuova sfida per piattaforme e provider di servizi logistici e di sdoganamento, impegnati nell’analisi di nuovi modelli di compliance e ristrutturazione dei flussi, con utilizzo di schemi dichiarativi nuovi o tradizionali, l’uso di regimi sospensivi di prossimità o, ancora, la modifica dei soggetti coinvolti nelle dichiarazioni, in un’ottica di bilanciamento tra imposizione diretta e indiretta a gestione estremamente complessa.
 
(MF/ms)




Previdenza complementare FAQ Ministero del lavoro: meccanismo di adesione automatica Legge di Bilancio 2026

Facendo seguito alla nostra circolare del “Legge di Bilancio 2026: novità in materia di lavoro” del 7 Gennaio 2026informiamo le Aziende Associate che, nel Portale dedicato alla Previdenza complementare, sviluppato dal Ministero del lavoro in collaborazione con Mefop (https://www.lavoro.gov.it/previdenza-complementare/glossario-e-faq/faq), sono state pubblicate alcune Faq che forniscono prime indicazioni esplicative e operative sull’attuazione del meccanismo di adesione automatica alla previdenza complementare e la destinazione del trattamento di fine rapporto, introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, con decorrenza 1° luglio 2026.

Le Faq, rispondenti alla sollecitazioni in vista dell’imminente entrata in vigore delle nuove disposizioni dal prossimo 1° luglio, ha espressamente richiesto al Ministero del Lavoro, in attesa dell’emanazione dei testi ufficiali, di dare prime indicazioni sulle questioni più rilevanti delle nuove norme, tra cui l’applicabilità o meno dell’adesione automatica ai nuovi assunti non di prima occupazione.

Si tratta di prime risposte, in vista dell’emanazione delle Istruzioni e Indicazioni Covip e del decreto interministeriale.

Riepiloghiamo di seguito:
1) Viene precisato che il meccanismo di adesione automatica prevede che il lavoratore di prima assunzione come dipendente privato potrà rinunciare all’adesione automatica al Fondo negoziale di riferimento, scegliendo un qualsiasi fondo pensione o decidendo di lasciare il TFR in azienda. In assenza di scelta esplicita, decorsi 60 giorni scatta l’adesione automatica alla previdenza complementare.
Per il caso del lavoratore non di prima assunzione (ossia chi ha già avuto precedenti rapporti di lavoro nel settore privato) occorre distinguere tra soggetti che dichiarano di avere un’adesione a previdenza complementare alimentata in tutto o in parte da TFR e coloro che in fase di assunzione dichiarano di non avere tale forma di adesione.
La competenza dei versamenti e la decorrenza dell’adesione scattano automaticamente dalla data di assunzione. Non si attende più il termine del periodo di ripensamento per far partire i conteggi, come avveniva in passato (ossia dal settimo mese).
 
2) Per i soggetti non di prima assunzione che dichiarano di avere già un’adesione ad un fondo pensione alimentata in precedenza con TFR totale o parziale, scatta l’adesione automatica , salvo si opti per aderire esplicitamente ad un fondo pensione liberamente scelto. In coerenza con la natura non reversibile della scelta di destinare il TFR alla previdenza complementare già operata, la quota di TFR continua di norma a essere conferita a previdenza complementare. I dettagli saranno precisati dalle Direttive Covip in uscita.
Per soggetti non di prima assunzione che dichiarano di non avere già un’adesione ad un fondo pensione alimentata in precedenza con TFR totale o parziale non scatta l’adesione automatica e il TFR resta in azienda. Il lavoratore può sempre rivedere tale scelta destinando il TFR maturando a favore di un Fondo pensione liberamente scelto con apposito modulo di adesione a un conto fondo.

3) Con riguardo agli obblighi di informativa , il Ministero del Lavoro precisa che i Datori di Lavoro devono fornire informativa al lavoratore sugli accordi collettivi applicabili in tema di previdenza complementare, sul meccanismo di adesione automatica, sulla forma pensionistica complementare destinataria dell’adesione automatica, sulle diverse scelte disponibili e sulla relativa tempistica. Per il lavoratore che dichiara di non essere un soggetto di prima assunzione come dipendente privato, il Datore di Lavoro deve anche verificare quale sia stata la scelta in precedenza compiuta dal lavoratore in merito alla previdenza complementare, facendosi rilasciare apposita dichiarazione. L’informativa è resa all’atto dell’assunzione, in modo da consentire la scelta nei 60 giorni, e il datore conserva traccia della consegna.
Unitamente all’informativa obbligatoria, il DL deve consegnare la modulistica per la destinazione del TFR, della cui fornitura dovrà tenere traccia, rilasciandone una copia controfirmata al lavoratore. Se tale modulistica non è compilata entro 60 giorni dall’assunzione scatta l’adesione automatica per i lavoratori di prima assunzione e per i riassunti con fondo pensione alimentato in precedenza con TFR totale o parziale.
Quanto all’operatività, viene precisato che, nelle more della disponibilità del nuovo modulo, e in via transitoria, la scelta può essere fatta per iscritto in forma libera.

4) Rispetto all’adesione automatica, il Datore di lavoro ne dà alla forma pensionistica complementare di destinazione e inizia a effettuare i relativi versamenti dal mese successivo alla scadenza dei sessanta giorni utili ad effettuare una scelta diversa. Tali versamenti comprendono quanto dovuto dalla data di prima assunzione e l’adesione decorre da detta data. Il recupero riguarda il TFR ei contributi maturati nel periodo; la valorizzazione delle quote decorre dall’effettivo versamento al fondo.
E’ poi il Fondo a comunicare all’iscritto l’avvenuta destinazione automatica, precisando le linee di investimento di default e le modifiche effettuabili, indicando anche la documentazione informativa essenziale resa disponibile sul sito web, utile ad avere consapevolezza dei diritti connessi alla partecipazione alla previdenza complementare.

5) Nelle situazioni concomitanti con il decorso del periodo di prova , è previsto che l’adesione automatica, in mancanza di scelta esplicita del lavoratore decorsi 60 giorni dall’assunzione, deve perfezionarsi a prescindere dalla durata del periodo di prova. In caso di cessazione del rapporto durante il periodo di prova prima del decorso dei 60 giorni, l’adesione automatica non si considera perfezionata.
 
6) Con riguardo ai contratti a termine, è previsto infine che l’ adesione automatica possa operare, ma solo se il rapporto ha durata tale da consentire il decorso dei 60 giorni dall’assunzione senza che il lavoratore abbia espresso una scelta; nei rapporti di durata inferiore l’automatismo non si perfeziona. Resta ferma la facoltà del lavoratore a termine di aderire con scelta esplicita.
 
In allegato un modello di Informativa aziendale e Modulo provvisorio, sviluppato da Mefop nell’ambito della collaborazione con il Ministero del lavoro.

(FV/fv)




Made in ConfApi | Puntata 8 | Alla scoperta di Aludesign-Skylotec

Informiamo le aziende associate della nuova puntata di “Made in Confapi”, la nostra video-rubrica nata per dare voce e visibilità alle eccellenze associate.

 

E’ online sul nostro canale YouTube la nuova puntata, dedicata a una realtà straordinaria del nostro territorio: Aludesign-Skylotec.

Situata a Cisano Bergamasco, l’azienda è da oltre cinquant’anni un punto di riferimento internazionale nella progettazione, produzione e commercializzazione di attrezzature per l’arrampicata sportiva e per la sicurezza nei lavori in quota (sistemi anticaduta, discensori, imbracature, caschi, connettori e molto altro).

Sarà l’amministratore delegato, David Natali, a guidarci all’interno dello stabilimento per svelare i segreti, l’innovazione e la passione che guidano questa grande impresa.

Buona visione!
 
CLICCA QUI PER VEDERE IL VIDEO

(AM/am)




Seminario Tecnico: “Iper-Ammortamento 2026: le misure attuative”

Martedì 7 luglio 2026 alle ore 14.30, presso la nostra sede in via Pergola 73 a Lecco, si terrà il seminario tecnico focalizzato sui nuovi provvedimenti attuativi dell’Iper-Ammortamento 2026

 

L’incontro rappresenta un’importante occasione per orientarsi tra le novità normative e cogliere tempestivamente le opportunità di investimento per la Sua impresa.

Insieme ai nostri esperti, il Dott. Massimo Fumagalli (Commercialista) e l’Ing. Guido Sala, approfondiremo:

  • le opportunità disponibili: i vantaggi fiscali previsti per il nuovo anno.
  • le modalità di accesso: la roadmap e i requisiti per richiedere gli incentivi.
  • i limiti normativi: le criticità e gli aspetti tecnici a cui prestare la massima attenzione per evitare sanzioni.
     
Per partecipare è obbligatoria l’iscrizione CLICCANDO QUI

 

(MP/am)




Dazi. Camisa: via libera UE dà certezze alle imprese, ora vigilare

Confapi esprime soddisfazione per il via libera definitivo arrivato dal Parlamento europeo ai due regolamenti commerciali che attuano l’accordo sui dazi tra Unione Europea e Stati Uniti. Una decisione che dà stabilità e tutele fondamentali per il sistema manifatturiero italiano, in particolare per la galassia delle piccole e medie imprese industriali private, anche se alcuni settori rimangono penalizzati dalle politiche dell’attuale amministrazione USA.
“Il voto dell’Europarlamento, espresso da un’ampia e trasversale maggioranza parlamentare – commenta il presidente Cristian Camisa – ha il merito di mettere la parola fine a una lunga fase di instabilità, restituendo alle nostre imprese quel clima di certezze e prevedibilità indispensabile per pianificare gli investimenti e difendere le quote di mercato oltreoceano. Il superamento dell’incertezza tariffaria è la notizia che il comparto produttivo attendeva, ma la distensione dei rapporti transatlantici non deve tradursi in un calo di attenzione, anche perché rimangono settori produttivi ancora penalizzati. Inoltre – aggiunge – occorre monitorare costantemente e rigorosamente l’andamento degli scambi sulla base delle clausole di salvaguardia e protezione inserite nei testi normativi. Tali meccanismi di tutela e di eventuale sospensione temporanea delle concessioni sono vitali per difendere l’ecosistema produttivo italiano ed europeo”.
Confapi continuerà a seguire da vicino l’evoluzione degli scenari commerciali internazionali, collaborando con le istituzioni affinché la cooperazione economica tra UE e USA si sviluppi nel segno della reciprocità, della stabilità e della reale tutela del tessuto produttivo delle Pmi.



Forum PMI Italia – America Latina a Buenos Aires: 6-8 settembre 2026

Informiamo che IILA, l’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana, in collaborazione con ADIMRA, l’Associazione degli Industriali Metallurgici della Repubblica Argentina, organizza il X Forum PMI Italia – America Latina, che si terrà a Buenos Aires dal 6 all’8 settembre 2026.

 

Settori di riferimento:

  • Metalmeccanica, energia e attrezzature industriali
Fornitori industriali, macchinari, attrezzature produttive e catene del valore legate all’energia e all’industria.
 
  • Digitalizzazione, automazione e IA applicata all’industria
Industria 4.0, automazione industriale, robotica, software industriale, intelligenza artificiale e trasformazione digitale dei processi produttivi.
 
  • Agroindustria e tecnologia alimentare
Innovazione tecnologica applicata ai processi agroindustriali, ai macchinari, alle attrezzature e alla creazione di valore aggiunto.
 
  • Tessile e abbigliamento
Design, innovazione, sostenibilità e tecnologie applicate alla produzione tessile e dell’abbigliamento.
 
Attività previste:
  • Cena di benvenuto e networking istituzionale e imprenditoriale
  • Workshop tematici e spazi di networking
  • Incontri B2B imprenditoriali e istituzionali, programmati previamente attraverso una piattaforma dedicata
  • Visite tecniche settoriali
 
Chi partecipa al forum:
  • PMI industriali e tecnologiche dell’Italia e dell’America Latina
  • Camere imprenditoriali e associazioni di settore
  • Organismi pubblici nazionali e internazionali
  • Istituzioni finanziarie e organismi multilaterali
  • Università, centri tecnologici ed enti per l’innovazione
 
Costi di partecipazione:
Gli organizzatori si faranno carico del pernottamento e prima colazione in hotel (fino a un totale di 3 notti, dal 6 all’9 settembre), dei pranzi e dei trasporti per tutta la durata dell’attività.
Si precisa che il costo dei biglietti aerei, dell’assicurazione di viaggio e di tutto ciò che non è stato espressamente specificato sopra, sarà interamente a carico di ciascun partecipante.
 
Modalità di iscrizione:
Per partecipare, le aziende devono iscriversi al form https://forms.gle/tArtepeUTN2Kjwuk8 entro il 7 luglio 2026, confermare la propria iscrizione poi scrivendo a comunicazione@confapi.lecco.it.

 

Il nostro Ufficio Estero è a disposizione per supportare le aziende associate sia nell’accompagnare i rappresentanti al Forum e assisterli nell’attività commerciale e con interpretariato, sia per eventualmente partecipare al Forum in rappresentanza dell’azienda, qualora qualcuno sia interessato ma impossibilitato a a partecipare.

Si allega brochure informativa.

(MP/am)

 




Camisa: andamento speculativo mercato carburanti crea danni a pmi industriali

“Il divario insostenibile tra il calo del prezzo del petrolio greggio e l’immobilismo dei prezzi dei carburanti alla pompa rende evidente un andamento speculativo del mercato. Nonostante il valore del Brent continui a scendere, registrando una contrazione del 35% rispetto ai massimi raggiunti già due mesi fa, i costi energetici per il sistema produttivo italiano non accennano a diminuire in modo analogo, evidenziando una rigidità ingiustificata e asimmetrica”. È questa l’analisi del Presidente Cristian Camisa che denuncia la difficoltà per le Pmi industriali manifatturiere di far fronte al forte incremento dei costi dei fattori produttivi.

“Assistiamo ancora una volta – spiega – a una dinamica intollerabile: quando si verificano tensioni geopolitiche o di mercato, i prezzi della benzina e del gasolio aumentano con precisione immediata; quando invece la materia prima diminuisce, i costi rimangono anelastici. Siamo di fronte a un mercato che si muove con dinamiche speculative, situazione che crea enormi difficoltà al nostro sistema produttivo, colpendo in modo particolare le nostre piccole e medie imprese industriali. Le Pmi non hanno la forza finanziaria per assorbire questa asimmetria, chiediamo perciò un intervento immediato delle autorità di controllo per fare chiarezza sulla filiera, se necessario anche con la convocazione di un tavolo di monitoraggio straordinario sui margini di raffinazione e distribuzione, insieme a meccanismi di sterilizzazione fiscale per alleggerire la pressione sulle imprese”, conclude Camisa.




Webinar: accordo Ue-Mercosur 3 luglio ore 15

Informiamo le aziende associate che il 3 luglio 2026, dalle ore 15 alle ore 17, di terrà il webinar "Accordo UE-Mercosur: opportunità, impatti e strumenti operativi per le PMI italiane", promosso in collaborazione con l'Agenzia ICE, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e le principali sigle datoriali tra cui Confapi, Confartigianato e CNA.

E' un appuntamento dedicato alle imprese interessate ad approfondire le prospettive offerte da uno dei più importanti accordi commerciali tra l'Unione Europea e i Paesi del Mercosur. Durante l'incontro verranno analizzati i principali impatti dell'accordo sul commercio internazionale, le opportunità di accesso ai mercati sudamericani per le aziende italiane e gli strumenti operativi utili per affrontare al meglio i processi di internazionalizzazione. Saranno, inoltre, approfonditi aspetti legati alle procedure doganali, alle regole di origine e alle strategie per cogliere nuove occasioni di business nei mercati di riferimento. 

Per partecipare è nevessario registrarsi cliccando su questo link: Scheda di adesione | WEBINAR Accordo UE – Mercosur: Opportunità, impatti e strumenti operativi per le PMI italiane

(FM/am)




Transizione energetica. Napoli: PMI protagoniste del cambiamento

Il vicepresidente di Confapi Francesco Napoli è intervenuto alla tavola rotonda “Humanising Energy. Progetti e lessici per la transizione energetica”, organizzata nell’ambito della prima tappa del roadshow “Humanizing Energy – Italia in Classe A”, dedicato alla sostenibilità energetica in ambito urbano.
L’iniziativa, promossa dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, da ENEA, dall’Ordine degli Architetti PPC di Roma e provincia e dal Comune di Roma, ha riunito istituzioni, professionisti, ricercatori e imprese per un confronto sulle sfide della rigenerazione urbana e della transizione energetica.
Nel corso del suo intervento, Napoli ha ribadito il ruolo centrale delle piccole e medie imprese nel processo di trasformazione energetica del Paese.
“Per le piccole e medie imprese la sostenibilità non è uno slogan, ma una necessità concreta che si misura quotidianamente con i costi dell’energia, la competitività sui mercati, la capacità di innovare e creare occupazione”.
Il vicepresidente di Confapi ha sottolineato come le PMI stiano già investendo in efficientamento energetico, fonti rinnovabili e innovazione, evidenziando però la necessità di un quadro stabile e di strumenti adeguati a sostegno degli investimenti.
“Le PMI rappresentano oltre il 90% del tessuto produttivo italiano. Senza il loro pieno coinvolgimento e senza misure capaci di accompagnarne gli investimenti, nessuna transizione sarà realmente possibile. Servono politiche industriali che garantiscano stabilità, accesso al credito, semplificazione amministrativa, certezza normativa e investimenti nella formazione, affinché le imprese possano programmare il proprio futuro e non limitarsi a rincorrere continui cambiamenti di scenario”.
Particolare attenzione è stata dedicata al tema del costo dell’energia e alla necessità di rafforzare le infrastrutture energetiche, soprattutto nel Mezzogiorno, dove la crescita delle fonti rinnovabili rischia di essere frenata dai limiti delle reti elettriche.
“Garantire energia sicura, sostenibile e competitiva non è soltanto una questione ambientale, ma una priorità strategica per la crescita del Paese, per la competitività delle imprese e per la tutela dell’occupazione”.
Napoli ha inoltre evidenziato l’importanza di accompagnare lo sviluppo delle rinnovabili con sistemi di accumulo energetico, reti intelligenti e una pianificazione infrastrutturale adeguata.
“Per rendere efficaci gli investimenti nelle rinnovabili non basta aumentare la capacità installata. Occorre sviluppare contestualmente sistemi di accumulo energetico, reti intelligenti e infrastrutture in grado di distribuire e valorizzare l’energia prodotta”.
Nel corso del dibattito è stato infine affrontato il tema della rigenerazione urbana e territoriale come leva strategica per lo sviluppo sostenibile, la riduzione dei consumi energetici e la crescita economica dei territori.