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“LabLab”: la web app per far incontrare giovani e aziende

Grazie ai fondi Next Generation EU, la nuova web app creata da Regione Lombardia – LabLab – offre alle aziende lombarde l’opportunità di presentarsi, attrarre nuovi talenti e i futuri collaboratori. La piattaforma permette di creare un ponte diretto con i giovani e di mostrare in modo concreto le proprie attività e le opportunità di carriera. Le aziende possono personalizzare il proprio profilo, organizzare visite aziendali e individuare i profili più adatti alle proprie esigenze, contribuendo così a colmare il gap tra scuola e lavoro.
LabLab dedica anche una sezione a studenti che frequentano il IV e V anno della scuola superiore. In particolare, la piattaforma permette di approfondire i percorsi formativi offerti dagli ITS Academy lombardi agli studenti che devono proseguire l’obbligo formativo scolastico, far conoscere direttamente i percorsi possibili da intraprendere in azienda per chi è prossimo al completamento della formazione professionalizzante ed esplorare i diversi sbocchi lavorativi.

Una volta registrata, l’azienda può costruire autonomamente un proprio profilo, mettere a disposizione degli slot per far vivere una job experience agli studenti delle classi quarte e quinte delle scuole superiori, visualizzare i loro profili, promuovere sé stessa e le opportunità concrete che può offrire nel mondo del lavoro.

In fase di iscrizione si autorizza il trattamento dei dati personali ai sensi del D. Lgs. 196/2003 e del Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR), concedendo esplicito consenso all’Ufficio Scolastico Territoriale di Lecco e alla Regione Lombardia per la raccolta e il trattamento dei dati personali per le finalità connesse all’organizzazione e gestione del presente evento.

Per il tutorial e la registrazione si rimanda al seguente link.

Per maggiori informazioni scrivere a scuola.lavoro@confapi.lecco.it o chiamare 0341.282822. 

(TM\tm)




Le lettere di intento per il 2025

Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, i soggetti passivi che hanno effettuato operazioni con l’estero in regime di non imponibilità IVA possono già compiere le prime verifiche in merito all’acquisizione della qualifica di “esportatore abituale”.

Chi conseguirà tale qualifica potrà utilizzare, nel corso del 2025, il plafond maturato per avvalersi della facoltà di acquistare beni e servizi, nonché di effettuare importazioni, senza applicazione dell’IVA (art. 8 comma 1 lett. c) del DPR 633/72).

Lo status di “esportatore abituale” si acquisisce avendo registrato, nell’anno solare precedente o nei 12 mesi precedenti, un ammontare di corrispettivi derivanti da cessioni all’esportazione e operazioni assimilate, servizi internazionali e cessioni intracomunitarie, superiore al 10% del volume d’affari “rettificato” (art. 1 comma 1 lett. a) del DL 746/83).

Il volume d’affari del soggetto passivo, determinato ai sensi dell’art. 20 del DPR 633/72 (computando le operazioni effettuate, registrate o soggette a registrazione nell’anno solare o nei 12 mesi precedenti, incluse le variazioni in aumento o in diminuzione), deve infatti essere “rettificato”, escludendo:

  • le cessioni di beni in transito o nei depositi soggetti a vigilanza doganale;
  • le operazioni di cui all’art. 21 comma 6-bis del DPR 633/72, vale a dire le cessioni e prestazioni territorialmente non rilevanti ai fini IVA in Italia per le quali occorre comunque l’emissione della fattura.
I soggetti passivi che maturano la qualifica di “esportatori abituali” possono acquistare beni e servizi (e importare beni), in regime di non imponibilità IVA, nei limiti del plafond maturato, il quale è pari all’ammontare delle operazioni che concorrono alla formazione dello stesso (cessioni all’esportazione e operazioni assimilate, servizi internazionali, cessioni intracomunitarie, ecc.) registrate:
  • nell’anno solare precedente (c.d. plafond fisso);
  • nei 12 mesi precedenti (c.d. plafond mobile).
La scelta tra i due metodi di determinazione del plafond è rimessa alla discrezionalità del soggetto passivo e può essere modificata all’inizio di ciascun anno (ris. Agenzia delle Entrate n. 77/2002), mediante comportamento concludente (Cass. 13 aprile 2021 n. 9615).

Per potersi avvalere del c.d. plafond mobile, però, l’attività deve essere stata avviata da almeno 12 mesi (art. 1 comma 1 lett. a) del DL 746/83; cfr. circ. Agenzia delle Dogane n. 8/2003, § 4, e Cass. 15 febbraio 2013 n. 3788).

Il metodo del plafond fisso è, invece, spendibile dal 1° gennaio dell’anno solare successivo a quello di inizio dell’attività. Per cui, adottando tale metodo, una società costituita a settembre 2024 potrebbe avvalersi della facoltà di effettuare acquisti e importazioni senza applicazione dell’IVA già dal 1° gennaio 2025.

Per poter effettuare acquisti in regime di non imponibilità ai sensi dell’art. 8 comma 1 lett. c) del DPR 633/72, gli esportatori abituali sono tenuti a redigere la dichiarazione d’intento, conformemente al modello approvato dall’Agenzia delle Entrate (provv. n. 96911/2020).

La lettera d’intento è, quindi, trasmessa per via telematica all’Agenzia delle Entrate, la quale rilascia apposita ricevuta telematica con l’indicazione del protocollo di ricezione.

Per questa ragione, approssimandosi la fine dell’anno, i soggetti passivi che hanno acquisito (o presumono di acquisire) il predetto status di “esportatore abituale” devono predisporre le lettere d’intento, se intendono effettuare acquisti e importazioni “senza IVA” dal 1° gennaio 2025.

La vigente disciplina consente, infatti, di presentare la dichiarazione d’intento:

  • per una singola operazione;
  • oppure per una o più operazioni, sino a concorrenza di uno specifico ammontare del plafond disponibile.
La seconda modalità è quella più adottata dagli operatori perché consente di esporre un valore presunto pari alla quota parte del plafond che si stima venga utilizzato nel corso dell’anno verso uno specifico fornitore (si veda la risposta a interrogazione parlamentare n. 5-10391/2017).

Peraltro, è possibile avvalersi di una sola dichiarazione d’intento anche per più operazioni d’importazione, fino a concorrenza di un determinato ammontare da utilizzare nell’anno di riferimento (cfr. nota Agenzia delle Dogane n. 69283/2019).

La preparazione della lettera d’intento, relativa a più forniture effettuate dallo stesso soggetto o a più operazioni in Dogana, richiede dunque, evidentemente, un attento monitoraggio del plafond maturato da parte dell’esportatore abituale.

Si segnala che l’Amministrazione finanziaria ha riconosciuto la possibilità di emettere dichiarazioni d’intento nei confronti di più fornitori anche se l’ammontare complessivo supera il plafond disponibile (cfr. risposta Agenzia delle Entrate n. 27195/2017).

Se agisce così, però, l’esportatore abituale dovrà prestare particolare attenzione – nel corso dell’anno – alle forniture ricevute in regime di non imponibilità ex art. 8 comma 1 lett. c) del DPR 633/72, al fine di non incorrere nel c.d. “splafonamento”.

(MF/ms)




Copertura assicurativa contro le calamità naturali: obbligo dall’1 gennaio 2025

L’obbligo assicurativo, introdotto dalla Legge di Bilancio 2024 (art. 1, commi 101 e ss. della L. 30 dicembre 2023, n. 213), entrerà in vigore il 1° gennaio 2025 e interesserà tutte le imprese con sede legale o stabile organizzazione in Italia, relativamente ai danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali a terreni, fabbricati, impianti, macchinari e attrezzature industriali e commerciali, rilevati a bilancio.

Manca però ancora la definizione degli aspetti attuativi, che deve avvenire attraverso la pubblicazione del decreto interministeriale presentato dal Mimit il 23 settembre 2024 e al vaglio del Consiglio di Stato dal 14 novembre, secondo la stampa specializzata: esso definisce le imprese soggette all’obbligo assicurativo, l’oggetto della copertura assicurativa e le calamità naturali e gli eventi catastrofali da assicurare (alluvioni, inondazioni, esondazioni, terremoti e frane).

premi saranno proporzionali al rischio, tenendo conto delle caratteristiche del territorio e della vulnerabilità dei beni assicurati.

Le compagnie assicurative, entro i limiti della propria tolleranza al rischio e in coerenza con il fabbisogno di solvibilità globale, non potranno rifiutarsi di stipulare polizze con le imprese. SACE S.p.A. potrà riassicurare il rischio assunto dalle compagnie assicurative mediante la sottoscrizione di apposite convenzioni, a condizioni di mercato.

I soggetti obbligati 
Sono esclusi dall’obbligo assicurativo, in quanto non iscritti nel registro delle imprese i piccoli imprenditori o i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti e coloro che esercitano un’attività professionale organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti della famiglia.

I beni da assicurare
La stipula delle polizze assicurative si applica specificamente ai beni patrimoniali classificati come immobiliimpianti e macchinari, come indicato nell’articolo 2424 del c.c. (voce B-II, numeri 1), 2) e 3)).
Le aziende dovranno stipulare polizze per i beni immobili quali: terreni,  fabbricati,  macchinari,  le attrezzature industriali e commerciali. Ai fini dell’adempimento dell’obbligo di assicurazione, lo stesso deve prevedere un eventuale scoperto o franchigia non superiore al 15% del danno e l’applicazione di premi proporzionali al rischio.

Le calamità
La normativa specifica che l’assicurazione deve coprire i danni  cagionati da calamità naturali e eventi catastrofali quali:

  • terremoti
  • alluvioni
  • frane
  • inondazioni
  • esondazioni.
Le imprese che non avranno stipulato un’assicurazione entro il termine previsto vedranno ridotte le loro possibilità di accedere a contributi, sovvenzioni e agevolazioni finanziarie pubbliche, soprattutto in caso di calamità naturali. 
 
(MF/ms)



Aggiornata la guida dell’Agenzia delle Entrate sull’imposta di bollo

La Guida dell’Agenzia Entrate sull’imposta di bollo è stata recentemente aggiornata, nella sezione dedicata alla consultazione dell’elenco delle fatture elettroniche non più assoggettate a bollo, a seguito di accoglimento della richiesta di riesame.

Si ricorda che nel portale “Fatture e corrispettivi” il soggetto IVA o un suo intermediario con delega al servizio di “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici” o al servizio di “Consultazione dei dati rilevanti ai fini IVA” può consultare l’elenco delle fatture elettroniche per le quali, in virtù dell’accoglimento della richiesta di riesame, l’ufficio ha riconosciuto il non assoggettamento all’imposta di bollo.

In tal caso, anche la precedente indicazione dell’assoggettamento all’imposta di bollo della fattura elettronica, rappresentata con la dicitura “BOLLO SI” nell’ultima colonna dell’elenco B, viene aggiornata in “BOLLO NO”; per tale fattura elettronica l’attestazione di assoggettamento all’imposta di bollo, prodotta in formato pdf/a, non sarà più disponibile.

Di seguito, un esempio dell’elenco messo a disposizione:

Già nella schermata iniziale della funzionalità per il “Pagamento dell’imposta di bollo” viene data evidenza al contribuente della presenza di una richiesta di riesame accolta per il trimestre selezionato, mediante una “i” informativa posta accanto al numero di fatture dell’elenco B.

La figura che segue ne riporta un esempio:

Sempre in tema di imposta di bollo l’Agenzia ha pubblicato l’Interpello n. 230 del 27 novembre 2024, con il quale ha chiarito che nel caso dell’affidamento “in house”, di servizi di interesse economico generale di livello locale, previsto dall’art. 7, comma 2, del D.Lgs. 31 marzo 2023, n. 36, per gli atti della procedura non sia dovuta ulteriore imposta di bollo rispetto a quella da assolvere al momento della stipula del contratto.

L’imposta di bollo è disciplinata dal D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 642, il quale all’art. 1 dispone che sono soggetti all’imposta gli atti, documenti e registri indicati nell’annessa tariffa. Si applica l’imposta di bollo fin dall’origine, in particolare:

  • alle scritture private contenenti convenzioni o dichiarazioni anche unilaterali con le quali si creano, si modificano, si estinguono, si accertano o si documentano rapporti giuridici di ogni specie; in generale, i contratti rientrano nel novero delle scritture della Tariffa richiamata e sono soggetti all’imposta di bollo nella misura di 16 euro per ogni foglio.

Ne deriva che tali affidamenti ‘diretti’ sono soggetti alle disposizioni dettate in tema di imposta di bollo secondo le modalità indicate dall’allegato I.4 al Codice dei contratti pubblici, richiamato dall’art. 18, comma 10, del medesimo Codice, secondo i chiarimenti forniti con la circolare del 28 luglio 2023, n. 22/E e con la risposta n. 446/2023. L’imposta di bollo è dovuta al momento della stipula del contratto e non sugli atti successivi.
 
(MF/ms)




Rentri: vademecum, tutorial e corsi

Sul sito dell’albo gestori è consultabile la notizia relativa al vademecum che è stato reso disponibile per aiutare le imprese ad accedere ai contenuti presenti nell’ampia pagina di “supporto” del sito del Rentri.

 

In particolare si segnalano i due video tutorial sulla gestione del nuovo Fir (vidimazione, compilazione, gestione, sottoscrizione, trasmissione).

Confapi Lecco Sondrio resta a disposizione, contattare Silvia Negri (area ambiente e sostenibilità) 0341.282822 silvia.negri@confapi.lecco.it.

Si segnala che è possibile partecipare ai corsi sul Rentri organizzati in associazione, sul sito le nuove date di gennaio.

(SN/am)

 




Cancellazione dall’albo di soggetti coinvolti nella gestione delle Aee e dei Raee

La Legge 14 novembre 2024 n. 166 stabilisce che dal 15 novembre 2024 i soggetti interessati gestiscano i propri adempimenti attraverso il portale del Centro di Coordinamento RAEE (CdC).
Di conseguenza, si informa che l’Albo Nazionale Gestori Ambientali sta procedendo d’ufficio alla cancellazione delle iscrizioni alla categoria 3-bis per le imprese coinvolte a far data dal 15 novembre 2024.
Infatti, ai sensi del combinato disposto di due recenti disposizioni normative, la categoria 3-bis dell’Albo gestori ambientali, definita “distributori e installatori di Apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), trasportatori di Rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) in nome dei distributori, installatori e gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature, di cui al DM 8 marzo 2010, n. 65”, deve ritenersi abrogata.

La notizia è direttamente consultabile sul sito dell’Albo.

In accordo con tale recente previsione, l’albo precisa che, qualora le imprese coinvolte risultino iscritte anche ad altre categorie, l’iscrizione relativa a queste ultime non subirà alcuna modifica e rimarrà regolarmente attiva.

(SN/am)




Acciaio, calo anche nel Lecchese

La Provincia del 4 dicembre 2024, evento “Bilanci d’acciaio” a cui ha partecipato il nostro consigliere Andrea Beri. 




Gruppo Giovani Imprenditori: “Stand Up Comedy di Natale” martedì 10 dicembre

Il Gruppo Giovani imprenditori di Confapi Lecco Sondrio organizza, in occasione delle festività natalizie, una piacevole serata dedicata al tema dell’imprenditoria e delle sue sfide. A intrattenere la platea sarà Mario Raz, stand up comedian, introdotto da Andrea Pellizoni. 

Vi aspettiamo martedì 10 dicembre 2024, alle ore 19.00, presso l’Auditorium di Officina Badoni (Corso Giacomo Matteotti, 7 – Lecco).
Seguirà cena a buffet sempre presso OffiCoffee, l’area food di Officina Badoni.
 

Adesioni cliccando qui entro venerdì 6 dicembre 2024. 

Alleghiamo locandina.

(SG/sg)




“Festa delle imprese”: premiata Officine Santafede

Articoli pubblicati sull’evento organizzato da La Provincia-Unica TV, premiata la nostra associata di Primaluna.




Simest, Confapi e 4Impact insieme per inserimento professionisti africani in pmi

Simest, la società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti che sostiene l’internazionalizzazione delle imprese italiane, Confapi, Confederazione italiana della piccola e media industria privata, e E4Impact Foundation, organizzazione che promuove la job creation in Africa attraverso lo sviluppo di nuove imprese e la formazione, hanno siglato oggi a Milano un protocollo d’intesa. L’obiettivo è quello di sviluppare e promuovere nuove possibili iniziative a sostegno dell’internazionalizzazione delle aziende italiane in particolare nei paesi africani.
Il protocollo è stato firmato da Regina Corradini D’Arienzo, Amministratore delegato di SIMEST, da Cristian Camisa, Presidente Nazionale di Confapi, e da Letizia Moratti, Presidente di E4Impact.
La partnership mira a soddisfare le esigenze di lavoratori nelle imprese italiane, coinvolgendo partner qualificati in Italia e in Africa, offrendo così ai professionisti africani opportunità di formazione, percorsi di integrazione e contratti di lavoro equivalenti a quelli dei collaboratori italiani.
In particolare, Simest si impegnerà ad analizzare e proporre attività comuni per promuovere l’internazionalizzazione delle imprese associate a Confapi, considerando anche i servizi offerti da E4Impact con l’obiettivo di favorire partnership tra aziende africane ed europee. Inoltre, SIMEST selezionerà e valuterà progetti imprenditoriali di interesse per le imprese associate, grazie al know how e all’esperienza di E4Impact nel contesto africano per offrire un eventuale sostegno finanziario. Promuoverà l’implementazione di strumenti di finanza agevolata e supporto all’export gestiti da SIMEST, valorizzando il progetto di Labour Migration di E4Impact, che mira a soddisfare le esigenze di professionalità qualificata delle imprese italiane, garantendo condizioni dignitose ai lavoratori africani.
Confapi si impegnerà a facilitare il dialogo tra le imprese associate e E4Impact per identificare le esigenze occupazionali e i profili professionali necessari. Inoltre, verificherà, attraverso le organizzazioni territoriali, che le attività di selezione dei lavoratori siano condotte nel rispetto delle normative vigenti. Si assicurerà anche che la sicurezza e la dignità dei lavoratori nelle imprese associate siano tutelate.
E4Impact Foundation, da oltre 15 anni impegnata in Africa, raccoglierà le esigenze occupazionali delle imprese associate a Confapi e identificherà, tramite agenzie di selezione del personale locali, profili di professionisti africani con vari livelli di specializzazione da presentare alle imprese richiedenti. Inoltre, offrirà supporto durante i colloqui di assunzione, assistendo i candidati africani nella gestione delle dinamiche di selezione e valutazione. Infine, metterà a disposizione operatori qualificati per facilitare il trasferimento in Italia dei candidati selezionati.

Questo accordo segna un ulteriore passo significativo nell’integrazione dei lavoratori africani nel tessuto produttivo italiano, promuovendo una migrazione lavorativa dignitosa” afferma Letizia Moratti, Presidente di E4Impact Foundation. “Siamo particolarmente felici che il progetto con CONFAPI si sia ampliato coinvolgendo anche SIMEST, offrendo così un’opportunità concreta per soddisfare due esigenze fondamentali: da un lato, quelle delle imprese italiane che rischiano di dover rallentare le loro attività a causa della mancanza di personale; dall’altro, quelle dei professionisti africani in cerca di opportunità lavorative in un contesto che li valorizzi, garantendo condizioni di lavoro e di vita dignitose”.

“L’accordo sottoscritto oggi s’inserisce nel solco del nostro impegno per accompagnare gli investimenti del settore produttivo a favore di un aspetto fondamentale quale il capitale umano. La formazione riveste infatti una valenza strategica per le imprese. Da qui la decisione di favorirne il finanziamento attraverso la nostra Misura Africa”, ha dichiarato l’Amministratore delegato di Simest (Gruppo CDP), Regina Corradini D’Arienzo. “Realizzata con la Farnesina e inserita nel Piano Mattei, la Misura pone infatti un focus specifico proprio sulla formazione professionale dei giovani del continente da impiegare nelle imprese italiane, sia in Africa che in Italia, dando quindi una risposta concreta alla carenza di manodopera in determinati mestieri così come manifestata dagli imprenditori. La collaborazione con E4Impact Foundation e con Confapi ci permette di rendere ancora più efficace la nostra azione, ponendo le basi per un’intesa istituzionale in grado di produrre un duplice risultato in supporto del nostro sistema produttivo e delle comunità locali in Africa”.

“Questo protocollo tra Confapi, Simest e E4Impact Foundation – spiega il Presidente di Confapi, Cristian Camisa – rafforza le strategie e le azioni che la nostra Confederazione da anni sta mettendo in atto nella consapevolezza che la partnership con il continente africano sia strategica per il nostro sistema e in generale per tutto il nostro Paese. Siamo convinti che il modello economico, produttivo e sociale delle nostre piccole e medie industrie possa trovare terreno fertile nel continente africano in una logica win-win. Stiamo lavorando alacramente a una labour migration che, oltre a garantire dignità, ci aiuti a risolvere in maniera più appropriata le carenze di manodopera che il nostro sistema produttivo lamenta”.