1

“La piccola impresa che vorrei 2023/24”: c’è il brevetto per “Helmit” del Badoni

Mentre la seconda edizione del concorso di Confapi Lecco Sondrio “La piccola impresa che vorrei” è entrata nella fase calda di lavoro con le 23 classi alle prese con la presentazione del progetto (11 aprile ci sarà la consegna dei materiali e il 13 maggio l’evento finale con le premiazioni), arriva il colpo di coda a sorpresa della scorsa edizione.
Il progetto vincitore della prima edizione de “La piccola impresa che vorrei”, “Helmit” realizzato dalla classe 3CITL dell’istituto Badoni di Lecco, ha brevettato il casco dedicato alla sicurezza sul lavoro che gli studenti avevano progettato e di cui avevano anche realizzato un prototipo.
La classe con il supporto di Andrea Beri, amministratore delegato di Ita Spa e tutor del gruppo lo scorso anno, ha presentato il “Brevetto per modello di utilità” che è stato approvato con questo nome “Casco di sicurezza intelligente integrato con rilevamento delle cadute, localizzazione e monitoraggio dei parametri vitali”.

Faccio i complimenti ai ragazzi – commenta il tutor Beri – si sono impegnati veramente tanto per la realizzazione di questo casco innovativo per il mondo del lavoro, io li ho solo aiutati e dato qualche consiglio. Aver ottenuto il brevetto per modello di utilità è un ulteriore traguardo e conferma della qualità di ciò che hanno realizzato”.

Per noi è una bellissima notizia – spiega Marco Piazza direttore di Confapi Lecco Sondrio – il concorso è nato lo scorso anno e ha ricevuto fin da subito molto interesse da parte delle scuole e degli imprenditori coinvolti. “Helmit” è stata una piacevole sorpresa che ci ha stupiti per ideazione e realizzazione, ora aver raggiunto anche il brevetto ne certifica l’ottimo lavoro svolto dai ragazzi e a anche la buona idea del nostro concorso”.

Anna Masciadri
Ufficio stampa
 




Rifiuti: gestione operativa e documentale. Nuovo servizio Confapi Lecco Sondrio

Confapi Lecco Sondrio può supportare la gestione ambientale delle imprese con numerosi servizi, elencati nella pagina dedicata del sito dell’associazione: cliccare qui 

Con riferimento alle norme del Testo Unico Ambientale D.lgs. 152/2006 e smi in tema di rifiuti, l’associazione può assistervi con personale qualificato per una verifica della corretta assegnazione dei codici CER, gestione degli stoccaggi, attività documentali.
Inoltre, con riferimento ai recenti obblighi in tema Rentri, può assistervi nell’avvio delle registrazioni con le nuove modalità.
Nel dettaglio, le attività di supporto per la gestione rifiuti sono le seguenti:

  1. Riepilogo delle regole di gestione rifiuti applicabili all’impresa: deposito temporaneo (contenitori, tempi e volumi in deposito, etichettatura e cartellonistica), classificazione dei rifiuti (identificazione documentata e corretta del codice CER), registrazioni obbligatorie.
  2. Portale Rentri: accesso alla piattaforma e introduzione al suo uso. Orientamento all’uso degli strumenti di supporto messi a disposizione dal Rentri stesso. Esercitazioni in area demo. Predisposizione per l’avvio dell’uso dei nuovi modelli di registro di carico e scarico e dei formulari.
Per maggiori informazioni e un eventuale preventivo scrivere a servizi@confapi.lecco.it o telefonare allo 0341.282822 chiedendo di Silvia Negri. 

(SN/am)




Recipienti in pressione: conformità alla direttiva PED. Nuovo servizio Confapi Lecco Sondrio

Confapi Lecco Sondrio può supportare la gestione della sicurezza nelle imprese con numerosi servizi, elencati nella pagina dedicata del sito dell’associazione: cliccare qui

 

Con riferimento agli obblighi che riguardano i recipienti in pressione in uso presso diverse realtà produttive, si segnala l’opportunità di un servizio di consulenza attraverso professionisti qualificati. La Direttiva PED (Pressure Equipment Directive) impone la conformità dei recipienti in pressione per la produzione di aria compressa, e la loro verifica periodica. In caso di nuova installazione, è necessaria la Dichiarazione di Messa in servizio sul portale Civa-INAIL.
Le attività includono:
1) sopralluoghi e ispezioni dettagliate nelle sale compressori per verificare lo stato e la conformità dei recipienti in pressione.
2) raccolta e verifica dei certificati e dei documenti necessari per garantire la conformità degli apparecchi.
3) redazione di documentazione tecnica, assistenza sul portale CIVA.

Per maggiori informazioni e un eventuale preventivo scrivere a servizi@confapi.lecco.it o telefonare allo 0341.282822 chiedendo di Silvia Negri. 

(SN/am)




Inps: trattamenti di integrazione salariale variazioni dal 1° gennaio 2025

L’Inps, con la circolare n. 25 del 29 gennaio 2025, comunica gli importi massimi mensili rivalutati e valevoli per l’anno 2025, da corrispondere ai titolari dei trattamenti di integrazione salariale (cassa integrazione ordinaria, straordinaria, agricola e fis), di indennità disoccupazione NASpI e Dis-Coll nonché dell’assegno per lavoratori socialmente utili.
Con la riforma degli ammortizzatori sociali ormai consolidata dall’anno 2022, ai trattamenti di integrazione salariale viene applicato un unico valore massimale ricalcolato secondo la rivalutazione corrispondente all’indice Istat annuo.

Di seguito la tabella riepilogativa dei trattamenti in vigore dal 1° gennaio 2025.

 

TRATTAMENTI DI INTEGRAZIONE SALARIALE
di cui art. 3, comma 5-bis DL 148/2015
Retribuzione massimale dal 1° gennaio 2024
Cassa Integrazione Ordinaria (CIGO)
Casa Integrazione Straordinaria (CIGS)
Cassa Integrazione Salariale Operai Agricoli (CISOA)
Assegno Integrazione Salariale (FIS)
Importo lordo Importo netto
€ 1.404,03 € 1.322,05
Settore Edile e Lapideo (per intemperie stagionali) € 1.684,85 € 1.586,45
INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE NASpI Importo lordo
Retribuzione mensile di riferimento dal 1° gennaio 2025 € 1.436,61
(no riduzione 5,84%)
Importo massimo mensile dal 1° gennaio 2025 € 1.562,82
(no riduzione 5,84%)
INDENNITA’ DI DISOCCUPAZIONE Dis-Coll Importo lordo
Retribuzione mensile di riferimento dal 1° gennaio 2025 € 1.436,61
(no riduzione 5,84%)
Importo massimo mensile dal 1° gennaio 2025 € 1.562,82
(no riduzione 5,84%)
INDENNITA’ PER ATTIVITA’ SOCIALMENTE UTILI Importo lordo
Importo assegno dal 1° gennaio 2025 € 697,43
(no riduzione 5,84%)

 
(FP/am)
 




Nuove condizioni economiche relative alla quota associativa per l’anno 2025

Come ogni anno trasmettiamo le indicazioni necessarie per il calcolo della quota associativa da versare all’associazione, in conformità con il rapporto associativo in essere.

Quest’anno sono state introdotte alcune novità, di cui ti invitiamo a prendere nota.
Il Consiglio Direttivo di Confapi Lecco Sondrio ha aggiornato la struttura di calcolo degli importi minimali e determinato la percentuale da applicare sulle retribuzioni, fissandola allo 0,60% del monte retributivo lordo erogato ai dipendenti.

Il nuovo schema prevede che le quote vengano calcolate come segue:

  • 0,60% sul monte retributivo lordo erogato ai dipendenti, con un importo minimo nei seguenti casi:
    • 800 Euro annui per aziende fino a 4 dipendenti
    • 1.200 Euro annui per aziende fino a 6 dipendenti
In questi ultimi due casi la modalità di pagamento della quota associativa è tramite ri.ba. Le scadenze sono:
  • 10 maggio 2025
  • 10 settembre 2025
  • 10 gennaio 2026
Chiediamo, nel caso di modifiche rispetto allo scorso anno nei dati comunicati per l’emissione delle ri.ba, di compilare il modulo allegato alla presente comunicazione e inviarlo alla mail associazione@confapi.lecco.it entro il 24 febbraio 2025.

Per la quantificazione del “minimale” relativo all’anno in corso, il riferimento è al numero di dipendenti di gennaio 2025.

(MP/sg)




Conai: webinar 13 febbraio 2025 per la scadenza imminente

Si segnala il webinar promosso da Conai per supportare le imprese nell’adempimento della scadenza di fine febbraio.

Giovedì 13 febbraio, dalle 11:00 alle 12:00 webinar
Partecipazione gratuita ma occorre registrarsi. Prenota il tuo posto.

Saranno illustrate le novità della Guida 2025 e sarà fatto un focus sui principali adempimenti e sulle opportunità per le imprese, tra le quali le richieste di rimborso/esenzione del Contributo Ambientale, il cui termine di presentazione scade il prossimo 28 febbraio.
Nel corso del webinar è prevista una sessione live di domande e risposte con i referenti Conai, con l’obiettivo di rispondere ai più frequenti dubbi, richieste di approfondimento e chiarimenti da parte della platea. In fase di iscrizione, è possibile inserire dei quesiti ai quali si vuole ricevere risposta nel corso del webinar.

Una volta confermata la presenza, i partecipanti riceveranno in prossimità dell’evento all’indirizzo e-mail indicato nel form, un link di accesso da utilizzare per partecipare all’incontro.

 
(SN/am)
 
 




Gestione separata Inps: aggiornamenti per i calcolo contributivo 2025

È stata pubblicata il 30 gennaio la circolare n. 27, con cui l’INPS ha reso note le aliquote e il valore del minimale e del massimale del reddito o dei compensi erogati per il calcolo dei contributi dovuti per l’anno 2025 dai soggetti iscritti alla Gestione separata ex art. 2 comma 26 della L. 335/95.

Nel dettaglio, per i collaboratori coordinati e continuativi e figure assimilate, iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, le aliquote contributive applicate per il 2025 sono confermate nelle seguenti misure:

  • 35,03% in caso di contribuzione aggiuntiva DIS-COLL (ad esempio, co.co.co., amministratori e sindaci di società);
  • 33,72% per i soggetti per i quali non è prevista la contribuzione aggiuntiva DIS-COLL (ad esempio i venditori porta a porta);
  • per i soggetti già pensionati, o assicurati presso altre forme di previdenza obbligatorie, l’aliquota per il 2025 è confermata al 24%.
La circolare si sofferma poi sui magistrati onorari del contingente a esaurimento e sui lavoratori sportivi nel dilettantismo.

Per questi ultimi e, in particolare, per i co.co.co. sportivi e i collaboratori amministrativo-gestionali dell’area del dilettantismo sportivo iscritti alla Gestione separata (non assicurati presso altre forme di previdenza obbligatoria), l’aliquota contributiva IVS è pari al 25% e si applica al superamento dell’importo di compenso pari a 5.000 euro annui (fino al 31 dicembre 2027 la contribuzione dovuta ai fini IVS deve essere calcolata sul 50% dell’imponibile contributivo).

Sono inoltre dovute le aliquote aggiuntive per maternità, malattia, ANF e DIS-COLL, per un totale di 2,03%, calcolate sulla totalità dei compensi al netto della sola franchigia di 5.000 euro annui.

Anche per i suddetti soggetti, già pensionati o assicurati presso altre forme di previdenza obbligatorie, l’aliquota è del 24% (si applica la riduzione del 50% dell’imponibile fino al 2027).

Si ricorda che l’onere contributivo è ripartito tra committente, 2/3, e collaboratore 1/3, mentre il pagamento deve essere effettuato dal committente entro il 16 del mese successivo a quello di effettiva corresponsione del compenso, tramite F24.

Per i liberi professionisti con partita IVA iscritti alla Gestione separata l’aliquota è del:
– 26,07%, se non pensionati e non assicurati presso altre forme pensionistiche obbligatorie;
– 24%, se pensionati o assicurati presso altre forme previdenziali obbligatorie.

Per i liberi professionisti del settore sportivo dilettantistico l’aliquota IVS (25%) si applica sul 50% dei compensi al netto della franchigia di 5.000 euro, mentre la contribuzione aggiuntiva ai fini previdenziali dell’1,07% è calcolata sul totale dei compensi percepiti al netto della franchigia di 5.000 euro annui.

Se il professionista è coperto da altra forma di previdenza obbligatoria, o titolare di pensione diretta, l’aliquota è del 24% ai soli fini IVS, calcolata sul 50% dei compensi percepiti fino al 2027.

Per i professionisti l’onere contributivo è a carico degli stessi e il versamento deve essere eseguito, tramite F24, alle scadenze fiscali previste per il pagamento delle imposte sui redditi (saldo 2024, primo e secondo acconto 2025).

Infine, l’INPS rende noti sia il massimale di reddito ex art. 2 comma 18 della L. 335/95 che, per il 2025, viene fissato a 120.607 euro, sia il minimale di reddito, il quale risulta pari a 18.555 euro.

Nel dettaglio, gli iscritti per i quali è applicata l’aliquota del 24% avranno l’accredito dell’intero anno con un contributo annuo di 4.453,2 euro.

Invece, gli iscritti per i quali il calcolo della contribuzione avviene applicando l’aliquota maggiore avranno l’accredito con un contributo annuale pari ai seguenti importi:

  • 4.837,29 euro per i professionisti che applicano l’aliquota del 26,07%;
  • 4.837,29 euro per i lavoratori autonomi sportivi che producono reddito ex art. 53 del TUIR del settore dilettantistico che applicano l’aliquota del 25% e 198,54 euro per l’aliquota aggiuntiva per le prestazioni minori (1,07%);
  • 6.256,75 euro per i collaboratori e le figure assimilate che applicano l’aliquota del 33,72%;
  • 6.499,82 euro per i collaboratori e le figure assimilate che applicano l’aliquota del 35,03%;
  • 5.015,42 euro per le co.co.co. e figure similari dei lavoratori sportivi del settore dilettantistico, per i quali si applica l’aliquota del 25% ai fini IVS e 376,67 euro per l’aliquota aggiuntiva per le prestazioni minori (2,03%).
Vengono anche dettagliati gli importi degli amministratori di enti locali iscritti alla Gestione separata come liberi professionisti, dei magistrati onorari confermati che esercitano le funzioni in via non esclusiva (sia in assenza di altra forma di previdenza obbligatoria sia in presenza di altra forma di previdenza obbligatoria).
 

(MF/ms)




Sviluppi sull’obbligo comunicativo della pec degli amministratori di società

A decorrere dal 1° gennaio 2025, l’art. 1 comma 860 della L. 207/2024 (legge di bilancio 2025), modificando l’art. 5 comma 1 del DL 179/2012, ha esteso agli amministratori di imprese costituite in forma societaria l’obbligo di comunicare la PEC (ossia il proprio domicilio digitale, di cui all’art. 1 comma 1 lett. n-ter) del DLgs. 82/2005) al Registro delle imprese.

In attesa di indicazioni da parte del MIMIT che possano dissipare i numerosi dubbi interpretativi che la nuova disposizione solleva, in linea con l’orientamento fornito da Unioncamere nazionale (in una nota del 10 gennaio 2025, di cui, al momento, non si ha disponibilità), molti uffici del Registro delle imprese stanno precisando che, a fronte della richiesta comunicazione della PEC degli amministratori alle società di nuova costituzione (società di capitali e di persone costituite dal 1° gennaio 2025), in sede di domanda di iscrizione (MODELLO S1), la PEC degli amministratori potrà anche coincidere con il domicilio digitale della società di riferimento e dovrà essere indicata nel Modello Intercalare P di ciascun amministratore, nel riquadro recapiti dei DATI DOMICILIO.

In assenza di tale indicazione, gli uffici sospenderanno la pratica in attesa di regolarizzazione; diversamente, interverrà un provvedimento di rifiuto (si vedano le Camere di Commercio di Alessandria-Asti e Monte Rosa-Laghi-Alto Piemonte).

Indicazioni maggiormente dettagliate sono, invece, fornite dalla Camera di Commercio di Vicenza.
Si ribadisce, innanzitutto, che, a seguito della ricordata nota Unioncamere del 10 gennaio 2025 e del confronto intercorso tra i Conservatori del Registro delle imprese del Triveneto, l’obbligo di comunicazione della PEC da parte degli amministratori delle imprese costituite in forma di società:

  • è applicabile (fin da subito, sebbene in attesa dei chiarimenti richiesti da Unioncamere al MIMIT) alle nuove società costituite dal 1° gennaio 2025 (avendo come riferimento la data dell’atto);
  • riguarda gli amministratori delle società di capitali e delle società di persone (in queste ultime, in particolare, è rivolto ai soci cui è affidata l’amministrazione in base all’atto costitutivo).
È stabilito, altresì, che: gli amministratori possano eleggere il proprio domicilio digitale presso il domicilio digitale comunicato dalla società; la comunicazione del domicilio digitale avviene valorizzando il campo “email certificata PEC” all’interno dell’Intercalare P dell’amministratore; in ogni caso (domicilio digitale proprio dell’amministratore o domicilio digitale della società presso cui è eletto il domicilio da parte dell’amministratore), l’ufficio verifica la validità del domicilio comunicato; l’ufficio sospende la domanda che presenti irregolarità rispetto a quanto sopra indicato.

Relativamente agli amministratori di società costituite in data anteriore al 1° gennaio 2025, invece, la Camera di Commercio di Vicenza dichiara di restare in attesa dei chiarimenti richiesti al MIMIT tramite Unioncamere.

Allo stato attuale, peraltro, l’Ufficio previsa che, comunque, riceve le comunicazioni dei domicili digitali (verificando la validità degli stessi) ove sia presente detta informazione nella compilazione di domande relative al rinnovo/modifica delle cariche amministrative sociali o del domicilio degli amministratori, ma non sospende questo tipo di domande ove non sia presente l’informazione.

A fronte di ciò, anche il Registro delle imprese di Pordenone e Udine ha rivisto il proprio orientamento, avendo inizialmente sostenuto che la PEC in questione non avrebbe potuto coincidere con quella della società.

Tale precisazione, per quanto di dubbia corrispondenza rispetto alla ratio della disposizione, semplifica notevolmente il nuovo obbligo.

Gli amministratori che non hanno già una propria PEC, infatti, potranno utilizzare quella della società. Nel caso di un unico soggetto con più incarichi di amministratore in diverse società, inoltre, sarà possibile indicare, per ciascun incarico, quello della corrispondente società.

Nulla, comunque, sembra precludere all’amministratore che sia già titolare di una PEC (in quanto, ad esempio, a ciò obbligato quale libero professionista) di comunicarla al Registro delle imprese in adempimento del nuovo obbligo.

Quanto alle società costituite in data anteriore al 1° gennaio 2025, infine, si ricorda che, in occasione dell’estensione dell’obbligo di PEC a società e imprenditori individuali, nel caso di soggetti già iscritti, era stata fissata una data entro la quale si sarebbe dovuto provvedere, precisandosi che la sanzione (quella prevista dall’art. 2630 c.c., in misura raddoppiata, o quella di cui all’art. 2194 c.c., in misura triplicata) sarebbe stata applicata previa diffida a regolarizzare il tutto entro 30 giorni, mentre, nel caso di nuove iscrizioni, si è stabilito che l’ufficio del Registro delle imprese che riceva una domanda priva di indicazione del domicilio digitale, in luogo dell’irrogazione della sanzione prevista dall’art. 2630 c.c., sospende la domanda in attesa che la stessa sia integrata con il domicilio digitale.
 

(MF/ms)




Promozione della salute: venerdì 14 febbraio webinar alimentazione e fumo

Vi informiamo che è in programma il webinar gratuito “Alimentazione e fumo: cosa succede al nostro corpo quando smettiamo” venerdì 14 febbraio dalle 14:30 alle 15:30 promosso da ATS Brianza in collaborazione con LILT Milano Monza Brianza.
L’intervento avrà come relatore la dr.ssa Carla Favaro, biologa nutrizionista.

Si parlerà di alcune strategie sane che aiutano a superare il desiderio della sigaretta senza però condurre all’aumento del peso corporeo.
Inoltre sarà presentata l’iniziativa: “SchiscettaPerfetta

Infatti partecipa al webinar un professionista di ATS Brianza, operativo nella S.S. Sorveglianza Nutrizionale, che rivolgendosi ad Aziende sprovviste di mensa interna o a dipendenti che per scelta non ne usufruiscono, promuove un’alimentazione sana e bilanciata attraverso associazioni alimentari corrette a beneficio di tutti coloro che quotidianamente consumano il pranzo fuori casa.

Al termine dell’incontro, è previsto uno spazio di 15 minuti per rispondere a dubbi e/o domande da parte degli ascoltatori.

Clicca qui per iscriverti e partecipare: https://events.teams.microsoft.com/event/a08685b4-5bd7-4b0c-a480-e3d44c30b0a5@621d034a-feca-4efd-b066-8f2dda01ac8e

Per maggiori informazioni contatta promozionesalute@ats-brianza.it

(SN/am)
 




Rimborso spese dipendenti: chiarimenti sulla tracciabilità delle spese di parcheggio

I nuovi obblighi di tracciabilità delle spese di trasferta, ai fini della non imponibilità in capo al dipendente/deducibilità per la società, sono tra le novità più discusse di questo inizio anno e per le quali sarebbe utile un intervento di fonte ufficiale.

L’art. 51 comma 5, ultimo periodo del TUIR, introdotto dalla legge di bilancio 2025, dispone che, dal 1° gennaio 2025 (soggetti “solari”), i rimborsi delle spese per vitto, alloggio, viaggio e trasporto effettuati mediante autoservizi pubblici non di linea di cui all’art. 1 della L. 21/92 (taxi o noleggio con conducente), per le trasferte o le missioni di cui al medesimo comma 5, non concorrono a formare il reddito di lavoro dipendente se i pagamenti delle predette spese sono eseguiti con versamento bancario o postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento previsti dall’art. 23 del DLgs. 241/97, quali carte di credito, debito e prepagate. Tale obbligo, visto il generico riferimento al comma 5, riguarderebbe le trasferte sia all’interno che fuori dal Comune.

Analogo obbligo di pagamento mediante mezzi tracciabili è previsto anche ai fini della deducibilità dal reddito d’impresa delle spese per vitto, alloggio, viaggio e trasporto effettuati mediante i suddetti autoservizi pubblici, nonché dei rimborsi analitici relativi alle medesime spese, sostenute per le trasferte dei dipendenti ovvero corrisposti a lavoratori autonomi (art. 95 comma 3-bis del TUIR, introdotto dall’art. 1 commi 81-83 della L. 207/2024).

Una questione particolare riguarda le spese di parcheggio, per le quali l’Agenzia delle Entrate (consulenza giuridica 31 gennaio 2019 n. 5) ha affermato, in merito all’art. 51 comma 5 del TUIR, che, in caso di trasferte fuori dal Comune in cui si trova la sede di lavoro, il rimborso al dipendente delle spese di parcheggio, configurandosi quale rimborso di spese diverse da quelle di viaggio, trasporto, vitto e alloggio:

  • è assoggettabile interamente a tassazione laddove il datore di lavoro abbia adottato i sistemi del rimborso forfetario e misto;
  • rientra tra le “altre spese” (ulteriori rispetto a quelle di viaggio, trasporto, vitto e alloggio) escluse dalla formazione del reddito di lavoro dipendente fino all’importo massimo di 15,49 euro giornalieri (25,82 per le trasferte all’estero) nei casi di rimborso analitico.
Con C.M. n. 326/97 (§ 2.4.1) sono state infatti ricomprese tra le “altre spese (ulteriori rispetto a quelle di viaggio, trasporto, vitto e alloggio (…)” riconducibili alle franchigie suddette [15,49 euro al giorno, elevato a euro 25,82 per le trasferte all’estero], a titolo di esempio, quelle riguardanti la “lavanderia, il telefono, il parcheggio, le mance etc. (…) anche non documentabili, se analiticamente attestate dal dipendente in trasferta, fino ad un importo di lire 30.000. L’eventuale corresponsione, in aggiunta al rimborso analitico, di una indennità indipendentemente dall’importo, concorre interamente a formare il reddito di lavoro dipendente”.

Si tratterebbe quindi di spese diverse da quelle per cui opera il nuovo obbligo di pagamenti tracciabili, riguardante soltanto i rimborsi delle spese di vitto, alloggio, viaggio e trasporto effettuati mediante autoservizi pubblici non di linea.

Di conseguenza, il rimborso delle spese sostenute dai dipendenti per il parcheggio in caso di trasferta fuori dal territorio Comunale sembra non imponibile nei suddetti limiti di 15,49 euro/25,82 euro (e deducibile in capo alla società) anche se tali spese sono state sostenute in contanti.

In caso di trasferte all’interno del Comune, i rimborsi delle spese (tranne quelle di viaggio e trasporto comprovate e documentate) concorrono in ogni caso a formare il reddito di lavoro dipendente.

Ad analoghe conclusioni si ritiene di poter pervenire con riferimento ai rimborsi corrisposti ai lavoratori autonomi.

Al riguardo, occorre innanzitutto ricordare che, come già ribadito in più occasioni, dal 2025 non concorrono più alla formazione del reddito i rimborsi delle spese sostenute dall’esercente arte o professione per l’esecuzione di un incarico e addebitate analiticamente in capo al committente (art. 54 comma 2 lett. b) del TUIR). Allo stesso tempo, tali spese non sono deducibili dal reddito di lavoro autonomo del soggetto che le sostiene (art. 54-ter comma 1 del TUIR).

Pertanto, ai fini della deducibilità del costo, la tracciabilità, o meno, del pagamento rileverebbe, in linea di principio, soltanto in capo al committente che rimborsa il posteggio all’esercente arte o professione.

Tuttavia, dal momento che, come sopra riportato, sotto il profilo oggettivo le spese relative al parcheggio non rientrano tra quelle per le quali il pagamento deve essere tracciato ai sensi dell’art. 1 commi 81 lett. b) e 82 della L. 207/2024, pare ragionevole ritenere che il committente, fermi restando i consueti requisiti di inerenza e documentazione dell’onere, possa dedurre il rimborso delle spese di parcheggio anche qualora queste siano state pagate dal lavoratore autonomo (prestatore del servizio) in contanti.
 

(MF/ms)