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Rischi fisici: misurazione del rumore interno e delle vibrazioni NUOVO SERVIZIO CONFAPI LECCO SONDRIO

Confapi Lecco Sondrio può supportare la gestione della sicurezza nelle imprese con numerosi servizi, elencati nel sito dedicato dell’associazione: clicca qui.

Con riferimento agli obblighi che riguardano il controllo dei rischi fisici, in particolare:

  • RUMORE INTERNO
  • VIBRAZIONI
Segnaliamo la possibilità di avvalersi di tecnici qualificati, con la strumentazione necessaria per rilevare il livello sonoro e le vibrazioni a cui sono soggetti i lavoratori che svolgono talune mansioni. Si segnalano le  pagine Inail di riferimento che contengono tutti i dettagli sugli effetti dell’esposizione a questi rischi e il PAF Portale Agenti Fisici, per approfondimenti sulle modalità di misurazione di questi rischi.

Inail rumore

Inail vibrazioni

Portale agenti fisici

Le attività del servizio Confapi includono:

1) presa visione dei documenti già esistenti e dei rischi di mansione, in collaborazione con il personale addetto alla sicurezza in azienda;
2) rilevazione strumentale del rumore e/o delle vibrazioni, nelle normali condizioni di lavoro, e raccolta dati sui tempi di esposizione dei lavoratori;
3) stesura della relazione, comprensiva delle conclusioni sul livello di rischio per ogni mansione e sulle raccomandazioni per minimizzare il rischio alla fonte/sorgente e per ridurre gli impatti sull’uomo, tramite adeguate istruzioni di lavoro e dispositivi di protezione.

Per maggiori informazioni e per un eventuale preventivo rivolgetevi in associazione scrivendo a servizi@confapi.lecco.it , o chiamando 0341.282822.

(SN/am)




Codici Ateco 2025: l’impatto della revisione sul reverse charge in edilizia

A decorrere dal 1° aprile 2025, diverrà operativa la nuova classificazione ATECO 2025 (formalmente in vigore dallo scorso 1° gennaio), sostitutiva della precedente tabella ATECO 2007 (aggiornata nel 2022).

Tra gli effetti che potrebbero derivare dall’impiego dei nuovi codici ATECO, ci sono quelli relativi all’applicazione del meccanismo del reverse charge nel settore dell’edilizia.

In termini generali, la misura si applica, ai sensi dell’art. 17 comma 6 lett. a-ter) del DPR 633/72, alle “prestazioni di servizi di pulizia, di demolizione, di installazione di impianti e di completamento relative ad edifici”.

Nonostante la formulazione normativa, tuttavia, al fine di individuare le prestazioni che, sul piano oggettivo, devono essere ricondotte alla disciplina del reverse charge, l’Agenzia delle Entrate, nella circolare n. 14/2015, ha fatto rinvio alla descrizione delle attività contenute in specifici codici ATECO.

L’elenco dei codici ATECO 2007 rilevanti è contenuto nella stessa circolare n. 14/2015, che non è stata oggetto di successivi aggiornamenti sul punto.

È di tutta evidenza che, con l’operatività della nuova tabella ATECO 2025, a partire dal prossimo 1° aprile, si realizzerà un mutamento rispetto alle attività descritte dai codici precedenti.

Di riflesso, anche la circolare n. 14/2015 non potrà risultare coordinata con la classificazione 2025 (restando, invece, ancorata ai codici ATECO 2007 non più adottati), se non farà seguito un nuovo documento di prassi.

Con riferimento alle prestazioni qui di interesse, dalla tabella di raccordo tra le voci ATECO 2025 e quelle 2007, si possono evincere alcune modifiche non di dettaglio, delle quali si riportano sotto alcuni esempi.

Nell’ambito dei servizi di installazione di impianti, nella circolare n. 14/2015 si fa menzione dei codici 43.21.01 (Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione – inclusa manutenzione e riparazione) e 43.21.02 (Installazione di impianti elettronici – inclusa manutenzione e riparazione).

Secondo la nuova classificazione, la voce relativa all’installazione di impianti elettrici è posta a un livello di minor dettaglio (43.21) rispetto a prima (43.21.01), includendo al suo interno, oltre alle attività citate, ad esempio anche l’installazione di impianti di illuminazione stradale (43.21.03), il cui codice non è tra quelli individuati dalla circolare in parola.

Un’altra attività, tra quelle di interesse, che risulta essere stata modificata, è relativa alla “posa in opera di casseforti, forzieri, porte blindate” (43.32.01): quest’ultima voce, dopo la nuova classificazione, include soltanto la “posa in opera di porte blindate”, mentre la posa in opera di casseforti e forzieri sembra confluire negli “altri lavori di completamento e finitura degli edifici” di cui al codice 43.35.00 (non previsto dalla circolare).

Fermo restando che sarebbe auspicabile un aggiornamento delle istruzioni fornite con la circolare n. 14/2015 entro la fine di marzo, qualora ciò non avvenisse, la soluzione più ragionevole da adottare potrebbe essere quella di continuare a fare riferimento, sul piano oggettivo, alla descrizione delle attività precedenti.

I predetti codici ATECO hanno, infatti, la funzione, per espressa affermazione della circolare n. 14/2015 (§ 1.1), di individuare l’ambito oggettivo di applicazione delle prestazioni di cui all’art. 17 comma 6 lett. a-ter) del DPR 633/72, indipendentemente dal fatto che i soggetti passivi svolgano o meno “un’attività economica compresa nei codici della sezione F della classificazione delle attività economiche ATECO”.

A livello sistematico, dunque, i codici all’epoca menzionati nella circolare n. 14/2015 hanno lo scopo di determinare quelle che, secondo l’Amministrazione finanziaria, sono le prestazioni di servizi rilevanti ai fini della disciplina in esame. Ciò induce a ritenere che, in assenza di nuove indicazioni, il quadro definitorio non debba intendersi mutato per via del “semplice” aggiornamento della Tabella ATECO.

Le medesime considerazioni possono essere estese all’ambito applicativo della disciplina del reverse charge per le prestazioni di servizi in subappalto, di cui alla lett. a) dello stesso art. 17 comma 6. La disposizione, applicabile solo in assenza delle condizioni di cui alla successiva lett. a-ter), menziona le prestazioni “rese nel settore edile”. Si ritiene che un soggetto passivo operi in detto settore se le prestazioni rese sono riconducibili alle attività elencate nella Sezione F (“Costruzioni”) della Tabella ATECO 2007. Tuttavia, anche in questo caso, non è determinante il fatto che il soggetto passivo sia identificato con un codice ATECO della Sezione F, essendo comunque necessario, sul piano “oggettivo”, fare riferimento alla attività da questi effettivamente svolta (ris. Agenzia delle Entrate n. 173/2008).

Con riferimento a questa seconda disciplina, si evidenzia, in particolare, che le attività di sviluppo di progetti immobiliari, precedentemente collocate nella sezione F, sono state spostate nella sezione M dedicata alle attività immobiliari (nella nuova classe 68.12).
 

(MF/ms)




Codici Ateco 2025 e adempimenti in scadenza: chiarimenti sull’applicazione della revisione

Dal 1° aprile 2025, sarà operativa la nuova classificazione ATECO 2025.

Sostituirà l’attuale versione della classificazione ATECO 2007 – Aggiornamento 2022.

I codici ATECO 2025 dovranno essere utilizzati per tutti gli adempimenti non solo di natura statistica, ma anche di natura amministrativa e fiscale.

Si veda il comunicato Istat pubblicato di recente sul proprio portale ufficiale.

A tal proposito, per la dichiarazione IVA 2025 e per la CU 2025 l’Agenzia delle Entrate ha comunicato ad AssoSoftware che potrà continuare ad utilizzare la vecchia codifica ossia i codici ATECO 2007.

L’utilizzo obbligatorio o facoltativo dei nuovi codici dipenderà dal tipo di modulistica e dalla data di apertura del canale di trasmissione delle dichiarazioni fiscali. Di seguito sono riportate le indicazioni principali per l’applicazione dei nuovi codici ATECO 2025.

 

Ambito Indicazioni
Modulistica con canale di trasmissione aperto dal 1° aprile 2025 Obbligo di utilizzo del codice ATECO 2025 (es. modello IVA TR 2025).
Modulistica con canale di trasmissione ancora aperto al 1° aprile 2025 Possibilità di utilizzo del codice ATECO 2025 o del codice ATECO 2007 (es. modello IVA 2025 e CU 2025).
Modello IVA 2025 È possibile usare il codice ATECO 2007 oppure il codice ATECO 2025, ma in questo caso va impostato il campo “Situazioni particolari” con il valore 1.
Certificazione Unica (CU) 2025 Si può utilizzare sia il codice ATECO 2007 che il codice ATECO 2025, senza necessità di impostazioni particolari.

Sul portale ISTAT, nella sezione Documentazione tecnica e classificazioni è disponibile una tavola di raccordo (conversione o corrispondenza) tra ATECO 2025 e ATECO 2007 aggiornamento 2022.
 
(MF/ms)




“Mercato fermo, serve la svolta”

La Provincia del 9 marzo, servizio dedicato alla partecipazione della Rete Ufficio Estero e Unionmeccanica alla fiera Mecpse di Bologna.




Presentazione piattaforma per internazionalizzazione “Access2Markets”

Informiamo che il prossimo 25 marzo, dalle ore 10:00 alle ore 12:30, la Commissione europea organizza un nuovo seminario di presentazione del portale Access2Markets, la piattaforma dell’Unione Europea dedicata alle informazioni commerciali per le aziende che vogliono internazionalizzarsi.
 
L’iniziativa ha l’obiettivo di illustrare le sue diverse sezioni di importazione ed esportazione, l’accesso all’elenco delle barriere commerciali individuate, come contattare il punto di ingresso unico per le barriere commerciali, le statistiche commerciali, lo strumento di autovalutazione delle regole di origine (ROSA), My Trade Assistant for Procurement, MyTradeAssistant for Services and Investment e il Trade Defense Instruments (TDI) SME Helpdesk. A fine webinar sarà previsto uno spazio di Q&A.
L’evento si svolgerà in inglese ed è previsto l’interpretariato in lingua italiana.

Sarà possibile iscriversi fino alle ore 12:00 del 21 marzo 2025, comunicando l’interesse a partecipare a comunicazione@confapi.lecco.it

Per maggiori informazioni sulla piattaforma consultare il link: https://trade.ec.europa.eu/access-to-markets/it/home

 




Dazi. Camisa: no a linea Macron, Governo negozi

“Assistiamo con preoccupazione all’escalation di guerra commerciale tra Ue e Usa. Non crediamo che replicare alla minaccia statunitense di dazi sull’import europeo con nuovi dazi, come ha dichiarato il presidente francese Emanuel Macron, rappresenti la giusta soluzione”. È quanto dichiara il presidente di Confapi Cristian Camisa.

“Rispondere a dazi con altri dazi – aggiunge – metterà le aziende europee in forte crisi perché in un mondo globalizzato non si sa bene quali saranno gli effetti di lungo termine di azioni protezionistiche a parte l’ovvio aumento dell’inflazione. Bisogna inoltre ricordare che è l’Unione europea che dovrebbe offrire agli Stati Uniti una road map per arrivare a un graduale riduzione del surplus commerciale nei confronti di Washington. Occorre insomma negoziare in silenzio evitando uscite che rischiano solo di far male all’economia. Siamo certi che il nostro Governo, con la premier Giorgia Meloni in primis, saprà affrontare con la dovuta attenzione questo delicato problema, anche grazie allo straordinario rapporto che abbiamo con gli Stati Uniti. Bisogna continuare a lavorare – conclude Camisa – per avviare una trattativa concreta per evitare danni enormi per la nostra economia ma soprattutto per le Pmi industriali che già stanno soffrendo molto in questo momento”.




Italia – Algeria. Camisa a tavola rotonda imprenditoriale

Il Presidente, Cristian Camisa, ha partecipato alla Tavola Rotonda Imprenditoriale Italia-Algeria svoltasi ad Algeri a cui hanno preso parte il ministro degli Esteri e Vicepremier Antonio Tajani e Mohamed Arkab, Ministro di Stato e Ministro dell’Energia della Repubblica algerina.
“Italia e Algeria – ha spiegato Camisa nel corso del suo intervento – hanno relazioni consolidate, rafforzate dalla vicinanza geografica e basate su legami storici forti, all’interno dei quali la collaborazione economico-commerciale rappresenta certamente uno degli aspetti più strategici. Il nostro obiettivo è coniugare la cooperazione in ambito energetico a nuove opportunità di collaborazione in settori come la meccanica avanzata, le infrastrutture, l’agroindustria e l’innovazione tecnologica. L’Algeria sta portando infatti avanti un ambizioso piano di diversificazione economica. Le nostre PMI industriali possono svolgere un ruolo chiave nello sviluppo imprenditoriale di questo Paese, contribuendo alla diversificazione economica e alla creazione di nuove opportunità di crescita grazie alla loro flessibilità e capacità di innovazione. A riprova di questo interesse Confapi sta organizzando una missione imprenditoriale ad Algeri dedicata ai settori della metalmeccanica e dell’automotive con l’obiettivo di sviluppare opportunità d’affari anche nell’ottica di avviare investimenti solidi e di lungo periodo in questo Paese. Siamo pronti – ha concluso il Presidente – a svolgere un ruolo attivo nella costruzione di un partenariato sempre più solido e forte con l’Algeria, facilitando il dialogo tra imprese, istituzioni e associazioni di categoria”.



“All’estero non ci sono pregiudizi In Italia non si può dire lo stesso”

La Provincia, inserto “Faber”, articolo dedicato alla nostra associata TMC.




“Nella gestione dell’azienda emerge il tratto femminile”

La Provincia, inserto “Faber”, servizio dedicato alla nostra associata Gicar. 




“Mecspe 2025” a trazione lecchese con le aziende di Confapi Lecco Sondrio

Incontri, relazioni pubbliche, aperitivi di networking e approfondimenti di settore. La folta delegazione lecchese di Confapi Lecco Sondrio è presente in questi giorni a “Mecspe”, la fiera della manifattura che oggi si chiude a Bologna e che storicamente rappresenta uno dei momenti più importanti del settore.

Ben dodici le aziende associate a Confapi Lecco Sondrio che espongono e che ieri sono state visitate dal presidente di Confapi Lecco Sondrio Enrico Vavassori, dal presidente di Unionmeccanica nazionale Luigi Sabadini e dal direttore Marco Piazza: R4 Automazioni di Cisano Bergamasco, Caruso Fastners di Merone, A. Matic di Annone Brianza, Commetal di Olginate, Conti di Barzago, Deca di Monte Marenzo, Fonderia Mapelli di Olginate, Gnecchi di Olginate, Sanmiro di Cesana Brianza, Sime di Mandello del Lario, STF di Barzago, Techma di Monte Marenzo.

E’ stata un’edizione proficua – spiega il direttore Piazza – abbiamo parlato con le associate, il momento non è particolarmente facile, ma in fiera ci sono stati molti incontri interessanti per le aziende con possibili nuovi clienti, sono tutti molto soddisfatti di essere qui a Bologna: c’è fermento nel settore”.

E’ stato un piacere incontrare i nostri imprenditori – dichiara il presidente Vavassoripartecipare a eventi fieristi è sempre fondamentale per le aziende, il contatto diretto è un valore aggiunto. La nostra associazione organizza diverse collettive in Italia e all’estero grazie alla Rete Ufficio Estero, le nostre imprese sono molto soddisfatte quindi credo che la strada intrapresa sia quella giusta e invito altri imprenditori ad aderire”.

Confapi Lecco Sondrio è a “Mescpe” con lo stand di “Made in Lecco”, promosso dalla Rete Ufficio Estero, e anche con quello di Unionmeccanica Confapi nazionale con a capo il suo presidente Luigi Sabadini, past president dell’associazione di via Pergola.
Ieri pomeriggio, infine, si è tenuto allo stand di Unionmeccanica Confapi un momento istituzionale dedicato alle associate presenti con aperitivo di networking in cui sono intervenuti il presidente nazionale di Confapi Cristian Camisa, il presidente della categoria metalmeccanici Luigi Sabadini, Elisa Lodi Senior Relationship Manager Sales Pmi di Sace e Francesca Alicata Chief External Relations di Simest.

Anna Masciadri 
Ufficio stampa