Api diventa Confapi Lecco Sondrio e si prepara a festeggiare i 75 anni
“E’ un momento molto importante e anche emozionante dopo 75 anni di storia, ringrazio gli imprenditori presenti e chi ha lavorato in questi mesi per portare a termine i cambiamenti di statuto, un passaggio non di certo facile – dichiara in Assemblea Enrico Vavassori, presidente di Confapi Lecco Sondrio -. Questo cambio di nome è il frutto di una decisione collettiva presa insieme agli altri presidenti delle Confapi territoriali a livello nazionale, abbiamo deciso di diventare, anche formalmente e come immagine esterna, una cosa sola: da Lecco a Catania, da Venezia a Torino. Ora tutte le associazioni territoriali del nostro sistema si chiamano Confapi, seguite ovviamente dal nome del territorio che rappresentano”.
A seguire il direttore Marco Piazza ha presentato il nuovo logo che accompagnerà l’associazione nei prossimi anni grazie ad un video emozionale intitolato “Api – Un percorso nella Storia” in cui alle tappe fondamentali dell’associazione sono stati abbinati momenti storici importanti.
Nel corso della serata sono stati svelati agli associati anche i progetti del 75esimo anniversario di Confapi Lecco Sondrio che si festeggerà il prossimo anno. “In realtà il nostro 75esimo è già iniziato – spiega il direttore Piazza -. Celebreremo questo importante traguardo in due momenti. Il primo con un progetto costruito insieme alle scuole della provincia di Lecco intitolato “LA Piccola impresa che vorrei” in cui una ventina di nostri imprenditori stanno affiancando altrettanti classi delle scuole medie e superiori nel realizzare ciò che per loro è una piccola impresa. Il concorso terminerà il 18 aprile quando si terrà l’evento finale al Cenacolo Francescano di Lecco: premieremo le prime tre classi vincitrici e ci sarà come ospite speciale Alex Bellini, esploratore, avventuriero e motivatore che dialogherà con gli studenti. L’obiettivo di questo progetto che abbiamo fortemente voluto è avvicinare il mondo della scuola alle nostre imprese, ma soprattutto capire quali sono i sogni e gli obiettivi dei nostri ragazzi”.
“Sono molto contento di poter portare la mia esperienza a questi ragazzi per spronarli a mettersi al centro del proprio percorso, di osare, sfidarsi, ma cercare sempre un elemento di felicità e soddisfazione che possa guidare le loro scelte – commenta Alex Bellini -. La soddisfazione personale, infatti, è una leva necessaria per poter essere imprenditori, per poter essere pronti alle sfide e difficoltà che si incontreranno. Questo progetto di CONFAPI dà la possibilità di entrare in contatto con aziende del territorio per scoprirle e renderle più vicine, immaginando anche possibili percorsi di cambiamento e crescita, stimolando un confronto capace di favorire un processo di acquisizione di competenze e conoscenze, partendo da una leva emozionale che non deve mai mancare per far si che ciò che facciamo ogni giorno non perda il fattore umano. Noi lasciamo a voi giovani eredità pesanti, basti pensare all’ambiente, vi esorto dunque a non replicare chi vi ha preceduto, ma di generare qualcosa di nuovo partendo da quello che vi appassiona e dai luoghi da cui siete nati, come matrice, come dna identitario di un saper fare e pensare che rende tutte queste storie ricche e diverse.”
L’evento finale di celebrazione del 75esimo di Confapi Lecco Sondrio si terrà al Palataturus di Lecco il 23 maggio 2024 con un evento serata di gala in cui si ripercorrerà la storia dell’associazione e del territorio insieme agli associati e a un ospite che verrà svelato solo nei prossimi mesi.
Durante l’Assemblea straordinaria di Confapi Lecco Sondrio è stato anche presentato dalla docente Sabrina Bonomi, co-fondatrice della Scuola di Economia Civile, il “Bilancio Sociale 2022” dell’Associazione.
Al termine della serata sono state premiate alcune aziende che celebrano i loro anniversari:
Cinquant’anni di fondazione (1973): Eurofer di Calolziocorte, Froma di Valmadrera, O.C.E. di La Valletta Brianza, Sveden di Primaluna.
Cinquant’anni di fedeltà associativa (1973): Fusi Funi Metalliche di Molteno, SMV Forging di Rogeno.
Venticinque anni di fedeltà associativa (1998): Brivaplast di Ornago, Com.Steel di Calusco d’Adda, Delmi di Valmadrera, Emmeplast di Cernusco Lombardone, Eurotecnica di Brivio, Frigerio Giuseppe di Lecco, Growermetal di Calco, Industria Carpenteria Metallica di Paderno d’Adda, Italgard di Inverigo, Marcital di Olginate, Molino Anselmo Colombo di Paderno d’Adda, Piazza srl di Calolziocorte, Tis di Valmadrera, Tamil di Valgreghentino, Tecnint HTE di Osnago.
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“Restiamo forti con la qualità”
Pubblicate Linee Guida SNPA per imprese soggette ad AIA
Si tratta di un aggiornamento del precedente documento, redatto nel 2007, alla luce dell’evoluzione normativa dell’ultimo decennio. Le nuove modalità di supervisione da parte delle Autorità di Controllo si sono rese necessarie per far fronte alle complesse dinamiche gestionali delle installazioni in AIA e del loro potenziale impatto sull’ambiente.
E’ importante assicurarsi che il PMC Piano di Monitoraggio e Controllo preveda il monitoraggio del contributo che ciascuna installazione è tenuta a rendere verso gli obiettivi dell’economia circolare, attraverso indicatori chiave che consentano di verificare il raggiungimento di obiettivi ambientali che il Gestore fa propri all’interno della politica ambientale, parte integrante del Sistema di Gestione Aziendale (SGA).
Qui si elencano i criteri per la valutazione del contributo all’economia circolare:
● utilizzo dell’energia
● uso delle materie prime
● prevenzione e produzione rifiuti
● riduzione/sostituzione di sostanze chimiche pericolose
● simbiosi industriale
(SN/am)
Approvato dall’Europa l’atteso decreto che spinge l’attivazione delle CER
La notizia è sul sito del MASE con i commenti del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin.
Ora il territorio può davvero diventare protagonista del futuro energetico nazionale. Grazie alle CER ciascuna impresa e ciascun cittadino potrà contribuire alla produzione di energia rinnovabile, e averne i benefici economici derivanti dall’autoconsumo, pur non disponendo direttamente degli spazi necessari alla realizzazione degli impianti FER Fonti Energetiche Rinnovabili.
Per le Comunità realizzate nei comuni sotto i 5.000 abitanti, è previsto un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili in relazione all’investimento effettuato per realizzare un nuovo impianto o per potenziarne uno esistente. Questa misura è finanziata con 2,2 miliardi dal PNRR, con l’obiettivo di realizzare una potenza complessiva di almeno 2 Gigawatt. Il contributo a fondo perduto potrà essere cumulato con la tariffa incentivante entro limiti definiti.
Nella presentazione che si può scaricare dal sito si possono leggere in sintesi tutti gli aspetti tecnici più importanti.
I benefici previsti riguardano tutte le tecnologie rinnovabili: fotovoltaico, eolico, idroelettrico e biomasse. Per le CER, i destinatari del provvedimento possono essere gruppi di cittadini, condomìni, piccole e medie imprese, ma anche enti locali, cooperative, associazioni ed enti religiosi. La potenza dei singoli impianti non può superare 1 Megawatt e devono trovarsi sotto la stessa cabina primaria. Il soggetto gestore della misura è il GSE, che valuterà i requisiti di accesso ai benefici ed erogherà gli incentivi e che, su istanza dei soggetti interessati, potrà eventualmente verificare l’ammissibilità in via preliminare. L’atto costitutivo della comunità deve evidenziare nell’oggetto sociale che il fine prevalente è il beneficio ambientale, economico e sociale del territorio della comunità.
(SN/am)
L’Europa approva i criteri DNSH per attività economiche sostenibili
Il Regolamento 2023/2486 definisce quando si possa considerare che un’attività economica contribuisce in modo sostanziale all’uso sostenibile e alla protezione delle acque e delle risorse marine, alla transizione verso un’economia circolare, alla prevenzione e alla riduzione dell’inquinamento o alla protezione e al ripristino della biodiversità e degli ecosistemi e se non arreca un danno significativo a nessun altro obiettivo ambientale; Modifica il regolamento delegato (UE) 2021/2178 per quanto riguarda la comunicazione al pubblico di informazioni specifiche relative a tali attività economiche.
I criteri DNSH individuati dal Regolamento, applicabili dal 1° gennaio 2024, sono identificati nell’allegato II (jpg allegato) con riferimento alle attività economiche elencate. Vi invitiamo a consultare l’allegato alla voce di interesse (es. attività manifatturiere).
Per consultare il testo completo del regolamento occorre collegarsi al sito della Gazzetta Ufficiale Europea.
(SN/am)
Transizione energetica nelle pmi: webinar giovedì 14 dicembre 2023
“Efficienza energetica, sistemi di accumulo e vettori energetici alternativi” è il titolo del webinar gratuito organizzato per il pomeriggio di giovedì 14 dicembre 2023.
L’obiettivo è fornire alle imprese una visione ampia sulle modalità più efficaci per affrontare le sfide poste dalla transizione energetica e per sfruttare al meglio le opportunità offerte dalle CER Comunità Energetiche.
Programma allegato. Tutte le informazioni per iscriversi e partecipare sul sito camerale.
(SN/am)
Novità Conai di fine anno 2023
Si tratta di tre argomenti trattati nel più recente Cda Conai di novembre, in particolare:
- Imballaggi in cellulosa: nuova procedura di applicazione o esclusione del CAC Contributo Ambientale Conai sugli imballaggi in “cellulosa modificata chimicamente” o in “cellulosa rigenerata”, con indicazioni sulla relativa etichettatura.
- Import ed export di imballaggi: aggiornamento circolare 1° dicembre 2021 – procedura di esenzione del Contributo ambientale Conai per i consorziati che acquistano imballaggi vuoti e/o pieni destinati solo all’esportazione. Nuova agevolazione per gli esportatori di imballaggi pieni.
- Piccoli commercianti: aggiornamento circolare del 29 novembre 2018 – procedura di applicazione del CAC Contributo ambientale Conai in “prima cessione” per i commercianti di imballaggi vuoti. Nuova agevolazione per i “piccoli commercianti” importatori di imballaggi vuoti.
Con l’occasione si segnala per gli interessati il bilancio 2023 di sostenibilità di CONAI (dati 2022)
(SN/am)
Whistleblowing: questionario per il monitoraggio delle criticità
Date le difficoltà generate dalle nuove norme del D.Lgs. n. 24/2023, l’Autorità nazionale Anticorruzione ha avviato un monitoraggio attraverso un questionario da sottoporre ai soggetti – sia del settore pubblico che del settore privato – chiamati ad attivare i canali interni di segnalazione all’interno delle proprie amministrazioni/enti.
Si tratta di un’indagine anonima, con domande obbligatorie su tematiche di particolare rilevanza, volta a rilevare le principali problematiche affrontate o da affrontare da parte dei suddetti soggetti.
Il questionario è compilabile online fino a venerdì 22 dicembre.
I contributi e le risposte forniranno spunti all’Autorità nell’ottica di fornire successivi orientamenti di carattere generale anche con riferimento ai canali interni di segnalazione.
(MF/ms)
Dichiarazioni di intento: segnalazione di falsi esportatori abituali
Si tratta di lettere, emesse dall’Ufficio analisi e strategie antifrode dell’Agenzia delle Entrate, che hanno a oggetto la “segnalazione falsi esportatori abituali 2023” e contengono in calce la tabella con i dati identificativi dei (presunti) falsi esportatori abituali intercettati dall’Amministrazione finanziaria.
Nelle comunicazioni si attesta che le lettere d’intento, trasmesse ai fornitori destinatari della informativa, sono da considerare “ideologicamente false” in quanto rilasciate da operatori che non risultano avere i requisiti per essere qualificati “esportatori abituali”.
La lettera contiene un invito al fornitore destinatario a interrompere o a evitare per l’anno in corso di emettere fatture senza applicazione dell’imposta.
Nel contempo, l’Agenzia delle Entrate si premura di ricordare al destinatario che la provata consapevolezza della falsità della lettera d’intento comporta il recupero dell’IVA e delle relative sanzioni sul fornitore “in quanto direttamente e consapevolmente partecipe alla realizzazione di un’operazione fraudolenta (cfr. Cass. nn. 23610/2011, 9940/2015, 4593/2015, 19896/2016, 1988/2019, 14979/2020, 3306/2022)”.
Inoltre, l’Agenzia delle Entrate segnala che è possibile avvalersi delle disposizioni dell’art. 26 del DPR 633/72 qualora il fornitore “ritenesse” di dover “ripristinare la corretta imponibilità di fatture già emesse”: è, dunque, rimessa alla valutazione discrezionale del soggetto passivo la decisione di rettificare le operazioni già fatturate.
La regolarizzazione dovrebbe essere fatta con una nota di debito di sola imposta o, alternativamente, tramite nota di credito (anche riepilogativa) per stornare delle fatture già emesse ed emettere fatture sostitutive per operazioni imponibili.
Ci si può chiedere quale sia quindi il corretto comportamento da tenere per le operazioni concluse prima del ricevimento della comunicazione.
In assenza di colpa, non dovrebbe essere sanzionabile il comportamento tenuto dal fornitore, non verificandosi l’ipotesi di fatturazione in regime di non imponibilità in assenza della dichiarazione d’intento o in mancanza del riscontro della trasmissione telematica della stessa, per cui sono previste sanzioni dal 100% al 200% dell’imposta (art. 7 comma 3 e 4-bis del DLgs. 471/97).
Anche sotto il profilo dell’imposta sembra difficile ipotizzare una responsabilità del fornitore sul presupposto che dell’omesso pagamento del tributo risponde esclusivamente il cessionario o committente, qualora la dichiarazione d’intento sia stata rilasciata in mancanza dei presupposti richiesti dalla legge (art. 7 comma 3, secondo periodo, del DLgs. 471/97).
Anche nella prospettiva delle pronunce della Cassazione sopra citate, sussiste la corresponsabilità del fornitore, per l’imposta non applicata e le relative sanzioni, solo in presenza di un comportamento colpevole, ovvero quando emerge che il fornitore avrebbe potuto e dovuto riscontrare la falsità della dichiarazione, adottando gli ordinari canoni di diligenza.
Ma salvo prova contraria, il fornitore si dovrebbe ritenere non colpevole, non avendo gli strumenti per verificare la sussistenza dei requisiti per la qualifica dell’esportatore abituale della controparte. Inoltre, pare davvero difficile ipotizzare una omessa o carente diligenza, se il fornitore ha tempestivamente riscontrato la trasmissione telematica delle lettere d’intento e correttamente indicato il relativo protocollo nelle fatture emesse.
Resta il fatto che la sistemazione a cui è invitato il fornitore può esporre lo stesso al concreto rischio di non riuscire ad esercitare la rivalsa nei confronti del cliente, il quale, se realmente in frode, difficilmente provvederà a corrispondere l’IVA tardivamente addebitata.
Qualche perplessità, infine, sorge intorno alla perentorietà della comunicazione che qualifica con certezza i soggetti intercettati come falsi esportatori, non prevedendo l’ipotesi che l’anomalia riscontrata derivi da errori e non da comportamenti fraudolenti.
Infatti, la segnalazione potrebbe essere generata anche da un banale errore commesso nella compilazione della dichiarazione IVA, posto che le anomalie sono riscontrate, in prima battuta, sulla base dei controlli automatici di informazioni attinte nelle banche dati.
Tutto ciò può arrecare un evidente e immediato pregiudizio all’esportatore abituale, che viene qualificato come soggetto “frodatore”, anche nei casi in cui abbia semplicemente commesso un errore.
(MF/ms)



