Costo di gas ed elettricità “Gap competitivo per le aziende italiane”
L’intervista rilasciata da Luigi Sabadini, consigliere Consorzio Adda Energia.
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L’intervista rilasciata da Luigi Sabadini, consigliere Consorzio Adda Energia.
MILANO FINANZA del 30/01/2026
articolo a firma del Presidente CRISTIAN CAMISA
Giovani e occupazione, Confapi propone al governo un «Patto per talenti Stem»
L’obiettivo è trattenere i laureati in Italia, aumentando l’attrattività degli stipendi e sostenendo la produttività delle PMI, con misure sostenibili per lo Stato
Le piccole e medie industrie italiane affrontano quotidianamente, come ha sottolineato anche il governatore della Banca d`Italia Fabio Panetta, un ristagno della produttività che dura da un quarto di secolo e un vincolo demografico che minaccia la stessa sopravvivenza economica. Il governatore ha anche posto l’accento sull`emigrazione dei giovani laureati che tocca ormai il 10% del totale, con punte preoccupanti tra ingegneri e informatici, e che rappresenta una perdita per l`intera collettività.
Per Confapi questa non è solo una statistica, ma un freno diretto all`innovazione delle nostre imprese, che faticano a reperire quelle competenze tecniche necessarie per compiere il balzo tecnologico richiesto dai mercati globali. Nata nel 1947, Confapi rappresenta oggi oltre 116 mila imprese private, con 1,2 milioni di addetti in tutti i settori industriali e 63 sedi territoriali e distrettuali, in ogni regione d`Italia. Per rispondere alle criticità evidenziate da Banca d`Italia Confapi ha elaborato una proposta concreta, già sottoposta al governo, tesa a contrastare il fenomeno dei cervelli in fuga, per tutti quei giovani laureati che emigrano all`estero dopo essersi formati.
È un «Patto per i Talenti Stem», una strategia per contrastare la fuga dei laureati in discipline tecnico-scientifiche (Stem), rispondere alla crescente domanda delle imprese di personale neolaureato altamente qualificato e trattenere i laureati meritevoli che altrimenti emigrerebbero. La proposta si fonda su tre pilastri principali. 1) Aumentare l`attrattività degli stipendi italiani: un laureato in Germania guadagna l`80% in più e in Francia il 30% in più rispetto a un coetaneo italiano.
La nostra proposta prevede che l`impresa a parità di costo possa attrarre i migliori talenti essendo esonerata dal pagamento all`Inps della componente contributiva, che verrebbe comunque trasferita direttamente in busta paga al lavoratore. In questo modo le offerte delle imprese italiane diventano competitive con l`estero rendendo lo stipendio lordo uguale al netto. 2) Stabilizzare e valorizzare il merito: gli incentivi devono riservati ad assunzioni a tempo indeterminato di laureati Stem under 30 e con almeno 100/110 di voto di laurea. 3) Sostenere la produttività delle pmi. È il segmento più colpito dalla carenza di capitale umano qualificato. Con questa misura l`azienda, anziché versare i contributi previdenziali per il lavoratore neoassunto, li riconoscerebbe in busta paga mentre lo Stato riconoscerebbe i contributi figurativi al lavoratore per un periodo massimo di 5 anni.
Nel complesso si tratta misure ad alto rendimento sociale, che non gravano in modo permanente sui conti pubblici perché limitate nel tempo e con costi sostenibili per lo Stato. La nostra simulazione si basa su un target annuale di 5-6.000 neolaureati Stem, con un tetto salariale lordo annuo tra i 30.000 e 40.000 euro. La quantificazione stimata è ben al di sotto dei 100 milioni per il primo anno.
Una misura del genere sarebbe un segnale importante per la capacità di attrazione dei talenti e la crescita qualitativa della nuova base da cui emergeranno, nei prossimi anni, giovani manager in grado di crescere rapidamente, assumere ruoli di gestione e guidare i processi di innovazione, con un impatto positivo per la produttività e, in ultima analisi, per il tessuto sociale italiano.
Con questo appuntamento Confapi Lecco Sondrio prosegue il percorso avviato nel 2022 dedicato al racconto della storia imprenditoriale italiana attraverso la letteratura. Tra gli incontri precedenti, l’associazione ha ospitato Alessandra Selmi con “Al di qua del fiume”, dedicato al villaggio operaio di Crespi d’Adda, Lorenzo Bonini e Paolo Valsecchi con “La casa di ferro e di vento”, sulla storia dei Badoni, e Silvia Cinelli con “L’elisir dei sogni”, che ha raccontato al pubblico lecchese le origini della famiglia Campari.
Considerato il grande interesse suscitato dall’evento, le prenotazioni sono chiuse. Chi non fosse prenotato potrà comunque presentarsi e sarà inserito in una lista d’attesa: l’ingresso sarà consentito in caso di assenze tra i partecipanti registrati.
L’intervista del presidente Enrico Vavassori rilasciata al Giornale di Lecco lunedì 9 febbraio 2026.
Trasmettiamo, in allegato e scaricabili, le slide utilizzate dall’Ing. Guido Sala durante il seminario tecnico del 5 febbraio scorso dal titolo “Industria 4.0 e Conto Termico 3.0 Applicazioni e vantaggi”.
Per maggiori info contattare l’associazione: silvia.negri@confapi.lecco.it
(SN/am)
Lo studio mira in particolare a esplorare come un approccio territoriale (place-based) alla politica industriale possa essere efficacemente attuato nelle diverse regioni europee.
In questo contesto, il contributo degli stakeholder attivi nel settore chimico è fondamentale. Per questo motivo, vi invitiamo gentilmente a partecipare allo studio compilando un breve questionario online, disponibile cliccando qui.
La survey resterà aperta fino a venerdì 13 febbraio.
Il questionario intende raccogliere informazioni sulle principali sfide che il settore chimico e le singole organizzazioni stanno affrontando, con particolare riferimento ai territori in cui operano, nonché indicazioni su come le politiche europee, nazionali e locali possano fornire un supporto più efficace.
(MP/sg)
La nuova versione:
Le principali novità includono:
Si allega la dispensa del webinar che si è tenuto in associazione in data 27/01/2026 da parte del docente qualificato ing. Calvi. I corsi da lui tenuti coerentemente con i nuovi obblighi sono disponibili sul sito dell’associazione.
Formazione base e aggiornamento rischio elettrico
La nuova edizione mantiene la suddivisione dei livelli 1A, 2A, 1B e 2B e specifica che l’attività formativa, per quanto attiene le parti teoriche, può essere svolta mediante Corsi frontali oppure Corsi a distanza in modalità sincrona, ossia corsi in videoconferenza sincrona (non è ammessa invece la modalità e-learning).
La norma CEI 11-27 / 2025 prevede inoltre che gli addetti ai lavori elettrici svolgano un aggiornamento della formazione di almeno 4 ore ogni 5 anni, sia per la parte relativa ai lavori fuori tensione e in prossimità che per la parte dei lavori sotto tensione, in coerenza con quanto previsto dal D. Lgs. 81/2008.
Inoltre è molto importante l’addestramento operativo, attraverso simulazioni, affiancamento e/o altre iniziative utili alla corretta applicazione (pratica) delle procedure operative previste dalla norma. Lo scopo è completare la formazione teorica con le conoscenze pratiche necessarie agli addetti ai lavori elettrici PES PAV PEI per eseguire le procedure operative in sicurezza. Spetta al Datore di Lavoro definire le iniziative aggiuntive che possono risultare utili ai lavoratori in base alle specifiche attività di mansione, con rischio elettrico.
(SN/am)
Il corso che avevamo annunciato nella circolare Confapi n.695 dell’ 11 dicembre 2025 è stato ripensato per agevolare una partecipazione più estesa. Ora comprende una parte didattica da remoto e la partecipazione in presenza solo per la parte laboratoriale, dove l’interazione è indispensabile. Ogni sessione formativa affronta un tema specifico di CSR Responsabilità Sociale di Impresa, come da presentazione allegata.
Il corso si compone di
Il corso è rivolto preferibilmente a:
Per questi temi, in associazione, potete fare riferimento a Silvia Negri.
(SN/am)