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Agevolazioni sulle forniture di gas naturale – imprese “gasivore”: apertura sessione suppletiva del portale per le dichiarazioni relative all’annualità di competenza 2026

Informiamo le aziende interessate che la Csea – Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali – con circolare n. 5/2026/GAS (disponibile al link https://www.csea.it/settore-gas/circolare-n-5-2026-gas/) ha reso nota l’apertura della sessione supplettiva del portale “gasivori” per l’annualità di competenza 2026.

Il portale telematico per la presentazione delle dichiarazioni per l’anno 2026 in sessione suppletiva sarà disponibile dal 27 febbraio 2026 e fino alle ore 23:59 del 31 marzo 2026.

Decorso tale termine, in assenza delle previste dichiarazioni, decade il diritto al riconoscimento, per l’anno di competenza 2026, delle agevolazioni di cui al D.M. 21 dicembre 2021.
Per la verifica dei requisiti di accesso alle agevolazioni si rimandano le aziende interessate alla consultazione della precedente informativa sul tema riportata sul portale di Confapi Lecco Sondrio (circolare n. 564 del 2 ottobre 2025).

Gli uffici dell’Associazione restano comunque a disposizione per ulteriori chiarimenti e per fornire tutto il supporto necessario allo svolgimento delle procedure.

(RP/rp)




Rifiuti: nuovo modello MUD 2026 atteso entro marzo, slittamento dei termini di presentazione

Il nuovo MUD “Modello Unico di Dichiarazione” sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale come allegato al DPCM di approvazione. In base alla normativa vigente, l’entrata in vigore del modello è attesa entro il 1° marzo 2026 ma per ora non ci sono aggiornamenti. Il termine per la presentazione delle dichiarazioni sarà fissato al centoventesimo giorno successivo alla data di pubblicazione in Gazzetta. La pubblicazione del nuovo modello, predisposto con il supporto tecnico di ISPRA, comporterà uno slittamento del termine di presentazione, che non coinciderà con la scadenza ordinaria del 30 aprile 2026.

Negli ultimi anni la pubblicazione del MUD è spesso avvenuta a ridosso delle scadenze ordinarie, anche il 2026 non fa eccezione e non ci sono ancora certezze sulla scadenza di presentazione.
Si prevede un aggiornamento del MUD a cui il MASE starebbe lavorando per i rifiuti prodotti e gestiti nel 2025. Si parla di modifiche limitate e puntuali, in linea con gli aggiornamenti introdotti negli ultimi anni. Gli interventi dovrebbero riguardare specifici adeguamenti legati all’evoluzione del quadro normativo e all’entrata in uso del Rentri.

(SN/am)




Istat indice gennaio 2026

Comunichiamo che l’indice Istat di gennaio 2026, necessario per l’aggiornamento dei canoni di locazione è pari a + 0,8% (variazione annuale) e a + 2,2 % (variazione biennale).
 
Entrambi gli indici considerati nella misura del 75% diventano rispettivamente + 0,6 % e + 1,65 %.

(MP/am)
 
 




Ccnl Unionchimica Confapi: ipotesi di rinnovo 23 febbraio 2026

Si informano le aziende dei settori della chimica, concia e settori accorpati, plastica e gomma, abrasivi, ceramica e vetro che è stata sottoscritta in data 23 Febbraio 2026, tra UNIONCHIMICA e FILCTEM CGIL, FEMCA CISL e UILTEC UIL l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Unionchimica Confapi.
Di seguito si evidenziano le principali novità.

L’intesa prevede un incremento economico medio a regime, così ripartito nei vari settori:

  • 208 euro per Plastica e Gomma,
  • 237 euro per Chimico e Concia,
  • 201 euro per Ceramica, Vetro e Abrasivi.
Identiche, per tutti i settori, saranno le tempistiche in cui verranno erogate le cinque tranche di aumento salariale:
  • 1 gennaio 2026,
  • 1 aprile 2027,
  • 1 dicembre 2027,
  • 1 giugno 2028,
  • 1 dicembre 2028.
La prima tranche, di 61 euro, sarà uguale per tutti i comparti.
 
Per quanto riguarda il welfare contrattuale, è stato definito l’aumento dello 0,10% a carico delle imprese sulla quota di Fondapi, il fondo di previdenza integrativa complementare di settore, a partire dal 1° gennaio 2026.
 
La parte normativa introduce numerose novità in materia di:
  • Relazioni industriali, con rafforzamento del ruolo dell’Osservatorio Nazionale e definizione di linee guida per l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali;
  • Organizzazione del lavoro, con disciplina di polivalenza e polifunzionalità e aggiornamenti in materia di classificazione del personale;
  • Periodo di prova, con ridefinizione delle durate nei diversi settori;
  • Malattia e aspettativa, con unificazione dell’aspettativa non retribuita post comporto (10 mesi) e prolungamento del comporto per lavoratori con disabilità certificata;
  • Congedi e tutele per gravi patologie, in recepimento della Legge n. 106/2025;
  • Salute e sicurezza, con previsione di polizza per il preposto, disciplina degli accomodamenti ragionevoli e gestione del microclima;
  • Tempo di vestizione, con definizione contrattuale del relativo trattamento;
  • TFR, con unificazione della disciplina sull’anticipazione;
  • Istituti sindacali, con aggiornamenti su assemblee e strumenti digitali.
Per un esame completo delle nuove disposizioni contrattuali si rinvia alla circolare tecnica allegata.
 
(FV/fv)



OPERATORE MACCHINE UTENSILI A CONTROLLO NUMERICO

Bermec Precision srl, azienda specializzata in lavorazioni meccaniche di precisione conto terzi, ricerca “operatore macchine utensili a controllo numerico” per ampliamento del team.

Sono benvenute candidature con pregressa esperienza o di giovani diplomati con interesse per la lavorazione meccanica (fresatura, tornitura) e la programmazione di macchine CNC.

Sede di Lavoro: Talamona (SO)

Tipo di contratto offerto: contratto a tempo determinato iniziale

Impegno orario: full time

N° posti di lavoro vacanti: 2
Il presente annuncio è rivolto ad entrambi i sessi, ai sensi delle leggi 903/77 e 125/91, e a persone di tutte le età e tutte le nazionalità, ai sensi dei decreti legislativi 215/03 e 216/03. L’informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento Europeo 2016/679 è consultabile al seguente link.




Capolavoro per Lecco 2026: visita guidata giovedì 26 febbraio ore 18

Giovedì 26 febbraio 2026, alle ore 18, presso Palazzo delle Paure a Lecco (piazza XX Settembre), Confapi Lecco Sondrio organizza una visita guidata dedicata alle aziende associate al Capolavoro per Lecco 2026 dal titolo “Lessico famigliare”.

L’edizione di quest’anno ci invita a riscoprire il valore delle relazioni all’interno della famiglia, tra generazioni diverse, e al tempo stesso il valore della “bottega”, cioè dell’ambiente di lavoro e dell’impresa, come luogo di scambio di saperi, attraverso un dialogo generativo da quale tutti sono arricchiti.

A condurci a questa scoperta sarà l’esperienza della bottega dei Bellini, che si collocano a Venezia nel fiorire del periodo rinascimentale.
Le tre opere che esporremo, tutte di grande bellezza, realizzate in un arco di tempo relativamente breve, ci permetteranno di sondare l’influenza che la lezione del padre Jacopo ebbe sui due figli Giovanni e Gentile, ma anche gli stimoli inevitabili che i due giovani eredi fornirono all’arte del genitore.

Per partecipare è obbligatoria l’iscrizione CLICCANDO QUI

(AM/am)
 




DL energia. Camisa: segnale positivo ma non basta

“Il Decreto Legge Energia approvato ieri dal Governo, secondo le prime anticipazioni, delinea un quadro di interventi che sembra dare una prima risposta concreta alle nostre sollecitazioni. Sono nel complesso misure necessarie, e ne diamo un giudizio positivo, ma ancora non sufficienti per permettere alle nostre PMI manifatturiere di recuperare la competitività perduta rispetto ai partner europei e ai competitor extra-UE. Auspichiamo che il testo finale non subisca annacquamenti perché le nostre imprese hanno bisogno di certezze, non di interventi spot”. Lo dichiara il Presidente di Confapi, Cristian Camisa.
“Entrando nel dettaglio delle singole misure – aggiunge – il decreto affronta finalmente il nodo del costo dell’energia attraverso il taglio della componente ASOS per le PMI in Media Tensione (MT), finora escluse dai benefici riservati alla Bassa Tensione o ai grandi energivori. Si tratta di una misura fondamentale che Confapi ha chiesto con forza per eliminare, seppur temporaneamente, il peso degli oneri generali di sistema che grava per circa il 15-20% sulla bolletta delle industrie manifatturiere, meccaniche e plastiche innanzitutto. Tuttavia, l’abbattimento di circa 45 €/MWh è un sollievo che deve diventare strutturale: la manovra si muove timidamente verso modelli europei dove la fiscalità generale copre i costi di sistema, ma il percorso è ancora lungo”.
“Positivo – dice ancora il Presidente di Confapi – il giudizio sui PPA (Power Purchase Agreements) resi accessibili alle piccole realtà tramite contrattazioni aggregate. L’idea che il GSE agisca come garante di ultima istanza, supportato da SACE, risponde direttamente alle nostre proposte. Accogliamo con favore lo strumento, ma saremo intransigenti sull’attuazione pratica: non possiamo permettere che l’efficacia della misura sia frenata da eccessi burocratici. Lo strumento deve essere snello, o resterà una scatola vuota. Anche le semplificazioni per il repowering in aree industriali sono giudicate un passaggio importante per l’autoproduzione, ma restano una soluzione parziale se non inserite in un piano più vasto”.
“Confapi – conclude Camisa – è critica sull’impatto del sistema ETS2. Sebbene il decreto introduca misure di decarbonizzazione, il rischio di un nuovo aggravio sui costi energetici è altissimo. La transizione non deve trasformarsi in una tassa sulla produzione. Chiediamo trasparenza totale sui costi ETS2 in bolletta e meccanismi che proteggano la liquidità delle imprese, evitando odiose doppie tassazioni per chi è già in regime di opt-out. Con un prezzo all’ingrosso italiano fermo a 107 €/MWh, contro gli 87 euro della Germania e i 63 della Francia, ogni ulteriore carico è insostenibile”.
 
 



Crediti Iva è vittoria del buonsenso

“L’approvazione in Commissione Finanze del Senato della risoluzione sullo sblocco immediato dei crediti IVA per le imprese in crisi di liquidità è una vittoria del buonsenso che accoglie le grida d’allarme lanciate da mesi dal mondo delle piccole e medie imprese industriali.” Con queste parole, Cristian Camisa, Presidente di Confapi, commenta favorevolmente il via libera all’atto che impegna il Governo a superare il “circolo vizioso” della fideiussione obbligatoria.
“Fino ad oggi – spiega – molte PMI industriali si sono trovate intrappolate in un meccanismo perverso: lo Stato deve loro somme ingenti (crediti IVA strutturali), ma per restituirle richiede una garanzia fideiussoria. Tuttavia, le banche non concedono tale garanzia proprio perché l’impresa, non incassando il proprio credito, presenta una momentanea crisi di liquidità e un’erosione del patrimonio netto”.
“Lo Stato non ti paga perché sei in difficoltà, ma sei in difficoltà proprio perché lo Stato non ti paga – precisa Camisa – Chiedere una fideiussione a un’azienda a cui mancano i propri soldi è un ostacolo burocratico che ha rischiato di spingere verso il fallimento realtà produttive che sono invece sane e vitali.”
La risoluzione approvata oggi, su iniziativa del Presidente della Commissione Finanze del Senato, Massimo Garavaglia, introduce due pilastri fondamentali per la salvaguardia del tessuto produttivo: o una “corsia d’urgenza” per la verifica dei crediti IVA spettanti, con erogazione immediata entro due mesi dalla richiesta, o in caso di esito positivo della verifica, l’impresa non dovrà più presentare costose fideiussioni bancarie o assicurative, o l’Agenzia delle Entrate dovrà valutare la solidità dell’azienda non solo sulla base del bilancio passato, ma sulla continuità aziendale e sulla capacità di generare fatturato.

“Accogliamo con estremo favore l’impegno chiesto al Governo per una circolare interpretativa che riconosca la “crisi da credito IVA”. Non possiamo permettere che i dipendenti vadano a casa e che i libri finiscano in tribunale solo perché la burocrazia è più lenta delle necessità del mercato,” conclude Camisa “Ora ci aspettiamo che l’Esecutivo voglia dare seguito immediato a questo atto, trasformando i principi del Codice della Crisi d’Impresa in ossigeno reale per le nostre PMI industriali”.
 
 
 




Unionchimica Confapi: sottoscritta ipotesi accordo per rinnovo Ccnl

È stata sottoscritta ieri l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL Unionchimica-Confapi con Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil, relativo ai settori della Chimica, della Plastica e Gomma, degli Abrasivi, della Ceramica e del Vetro. Il contratto, scaduto il 31 dicembre 2025, interessa oltre 2.800 aziende e più di 50.000 lavoratrici e lavoratori su tutto il territorio nazionale. La vigenza del nuovo CCNL copre il triennio 2026-2028, con decorrenza dal 1° gennaio 2026 e scadenza al 31 dicembre 2028.

L’accordo prevede incrementi retributivi ai livelli medi dei settori interessati pari a: 237 euro per il settore Chimico; 208 euro per il settore Plastica e Gomma; 201 euro per i settori Abrasivi, Ceramica e Vetro. Gli aumenti sono stati definiti tenendo conto dell’andamento inflattivo e con l’obiettivo di tutelare il potere d’acquisto delle lavoratrici e dei lavoratori occupati nei comparti rappresentati. Il rinnovo interviene su diversi istituti contrattuali, con particolare attenzione ai temi dell’Intelligenza Artificiale, degli Appalti, della Salute e Sicurezza, al comporto per i lavoratori disabili e al miglioramento del trattamento economico per il congedo parentale.

Elemento innovativo del nuovo CCNL è la regolamentazione del cosiddetto “Tempo Tuta”, tema particolarmente sentito nei comparti di applicazione del contratto, al quale le parti hanno voluto dedicare un intervento specifico per prevenire contenziosi a livello aziendale e garantire maggiore certezza applicativa.

“Il rinnovo del CCNL in tempi così brevi dalla data di scadenza e le materie definite sulle quali si è concentrato il negoziato, che doveva dare risposte a una piattaforma sindacale articolata e complessa – ha dichiarato il Presidente di Unionchimica Confapi, Delio Dalola – dimostrano la responsabilità di Unionchimica Confapi e delle aziende rappresentate nel ricercare sempre, con Filctem, Femca e Uiltec, soluzioni condivise per evitare il prolungamento della trattativa e incertezze per le imprese. La parte economica definita – ha concluso Dalola – tiene conto dell’andamento inflattivo e vuole essere una risposta seria alla salvaguardia delle retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori occupati nei settori rappresentati”.




Tfr: indice di rivalutazione relativo al mese di gennaio 2026

L’Istat ha diffuso l’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati, risultato nel mese di gennaio 2026 indice pari a 100,4.
 
In applicazione dell’art. 5 della Legge n. 297/82, nei casi di risoluzione del rapporto di lavoro dal 15 gennaio 2026 al 14 febbraio 2026, la percentuale di rivalutazione da applicare al Tfr ammonta a 0,363025 %.
 
(FV/fv)