Quarant’anni di Dimensione Lavoro
Il Giornale di Lecco del 14 luglio 2025, articolo sulla nostra associata di Valmadrera.
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Il Giornale di Lecco del 14 luglio 2025, articolo sulla nostra associata di Valmadrera.
Tra le aziende che lavorano maggiormente con gli Stati Uniti c’è la Novastilmec Spa di Garbagnate Monastero della vicepresidente di Confapi Lecco Sondrio Daria Borgonovo: “La posizione di Trump rispetto all’Europa ci porta innegabilmente a metterci in allerta. Speriamo tutti che questa lettera sia solo una scortese modalità di trattare condizioni diverse, ma la certezza l’avremo solo a cose fatte. Per le aziende di Confapi Lecco Sondrio ciò significa un’ulteriore difficoltà in un panorama di situazioni complesse che dal Covid in poi ci accompagna costantemente. I dazi possono avere diversi risvolti negativi nelle esportazioni, soprattutto di chi realizza macchinari e ha consegne lunghe con contratti già acquisiti. È necessario che il Governo tuteli la nostra competitività portando aiuti sotto diverse forme che possano sostenere indirettamente queste situazioni che ci cadono dall’alto per non lasciare tutto il peso del rischio e l’onere della difficoltà al solo imprenditore”.
Il Giornale di Lecco del 30 giugno 2025, intervista al presidente Enrico Vavassori.
La nuova normativa europea, che entrerà in vigore il 1° settembre 2025, abbassa significativamente le soglie di concentrazione del piombo oltre le quali le leghe contenenti questo metallo, largamente utilizzate in innumerevoli applicazioni, saranno classificate come pericolose per l’ambiente acquatico.
La conseguenza più immediata e allarmante è l’automatica applicabilità delle stringenti norme dell’Accordo ADR (Accordo europeo relativo al trasporto internazionale su strada delle merci pericolose), senza alcun periodo transitorio per l’adeguamento dei trasporti. Ciò significa che, da un giorno all’altro, la movimentazione quotidiana di semilavorati, sfridi e scarti di leghe contenenti piombo dovrà sottostare a nuovi e onerosi obblighi.
Nell’immediato Confapi considera urgenti misure quali: la promozione di un Accordo Multilaterale a livello europeo per introdurre deroghe mirate al trasporto delle leghe metalliche contenenti piombo o, quantomeno, estendere significativamente i tempi di adeguamento per il settore; la concessione di una proroga all’entrata in vigore delle disposizioni ADR per le merci classificate come pericolose a seguito della nuova classificazione del piombo; l’avvio di un tavolo di confronto tecnico interministeriale, coinvolgendo le associazioni di categoria interessate, per valutare appieno l’impatto di tali normative sulle Pmi industriali e identificare soluzioni sostenibili.
“L’Iran minaccia di chiudere lo Stretto di Hormuz in seguito agli attacchi statunitensi contro gli impianti nucleari iraniani. Se ciò si verificasse si aggraverebbe ulteriormente l’isolamento internazionale del regime iraniano oltre a rappresentare un boomerang economico. Hormuz non è solo la vitale rotta di esportazione energetica dell’Iran, ma è anche fondamentale per la sicurezza nazionale dei Paesi del Golfo. La razionalità, dunque, suggerisce che la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte di Teheran sia improbabile, ma tutti gli scenari devono essere presi in considerazione e la paventata chiusura non può essere esclusa a priori”. Lo evidenzia il presidente di Confapi Cristian Camisa commentando l’escalation militare in Medio Oriente.
“La chiusura di Hormuz – aggiunge – porterebbe il prezzo del petrolio oltre i 100 dollari a barile e del gas naturale oltre i 100 dollari per MWh. Secondo le nostre stime, uno shock energetico di questa entità rischierebbe di costare al nostro Paese oltre 10 miliardi di euro all’anno, colpendo in modo trasversale cittadini e imprese. L’aumento dei costi energetici potrebbe spingere l’inflazione oltre il 6%, erodendo il potere d’acquisto delle famiglie e comprimendo ulteriormente la domanda interna. La crescita economica nazionale, già fragile, rischierebbe una flessione che noi stimiamo intorno al -0,6% del Pil. E in questo momento l’Italia non può davvero permetterselo”.
“Attualmente – conclude Camisa – l’unica arma in mano alle aziende è quella di dotarsi di sistemi industriali di autoproduzione dell’energia elettrica a base fotovoltaica in abbinamento alle nuove batterie Bess. Al Governo chiediamo sempre di più un supporto a queste tecnologie soprattutto quando realizzate dalle aziende per autoproduzione e autoconsumo”.
“Dal prossimo anno, con l’obbligo di pagare per le emissioni di CO₂, il conto sarà ancora più salato. Anzi, tragicomico: o ridiamo o piangiamo. Anche perché, con gli attuali livelli di produzione al minimo storico, il problema sembra essersi “risolto da solo”: se non produco, non emetto. E se non emetto, non pago. Un paradosso perfetto, ma disastroso”.
“L’Ilva – conclude Camisa – rischia di diventare il simbolo di una transizione ecologica fatta senza industria, senza acciaio, senza futuro”.
La Provincia di mercoledì 25 giugno, servizio sul nuovo accordo Stato-Regioni.
CLICCANDO QUI è possibile vedere e scaricare il servizio fotografico realizzato durante la serata.
“Abbiamo raggiunto un risultato fondamentale – ha affermato -: la stabilità di governo. Ora è necessario affrontare con decisione due ostacoli che da anni scoraggiano gli investimenti, sia interni che internazionali: la burocrazia e il costo dell’energia”, ha dichiarato Napoli. “Semplificare i procedimenti amministrativi e avviare un serio processo di digitalizzazione della Pubblica Amministrazione sono passaggi essenziali per far ripartire la produttività”.
Sul fronte dell’energia, Napoli ha evidenziato le conseguenze delle scelte passate: “Stiamo ancora pagando a caro prezzo il referendum del 1987 che ha detto no al nucleare. È ora di guardare avanti con pragmatismo: dobbiamo puntare sulle energie rinnovabili, semplificando le autorizzazioni e sostenendo concretamente le fonti pulite, come la biomassa legnosa”. “L’Italia dispone di un patrimonio boschivo di 11 milioni di ettari, ma continua a importare legname dall’estero. È una contraddizione che dobbiamo superare, valorizzando le nostre risorse in modo sostenibile”, ha concluso.
La presenza di Confapi al Festival del Lavoro testimonia l’impegno costante dell’associazione a promuovere un modello di sviluppo produttivo fondato su innovazione, sostenibilità e competitività.
Quest’anno, prima di cenare insieme e dopo il successo della presentazione del libro “L’elisir dei sogni – La saga dei Campari” avvenuto nella nostra sede lo scorso febbraio, visiteremo la Galleria Campari di Sesto San Giovanni.
La visita guidata, della durata di circa un’ora, sarà un viaggio insolito nella storia di Milano, attraverso i luoghi, l’industria, il gusto, l’arte e la creatività che da oltre 150 anni lega la città al nome di una delle bevande più amate al mondo.
Galleria Campari è un museo aziendale dedicato al rapporto tra il marchio Campari e il mondo dell’arte e si trova nello storico stabilimento aperto nel 1904, trasformato poi nei nuovi Headquarters di Campari Group tra il 2007 e il 2009.
La Galleria deve la propria forza alla ricchezza dell’Archivio storico Campari, vero e proprio giacimento culturale trasversale che raccoglie oltre 4.000 opere tra cui poster originali della Belle Époque e grafiche pubblicitarie dagli Anni 30 agli Anni 90.
Dopo la visita, in programma alle ore 19.00, seguirà apericena presso il ristorante Sangiorgio (Falckvillage Hotel Viale Italia 598 – Sesto San Giovanni).
Adesioni entro il 5 giugno 2025 cliccando qui
(SG/sg)