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Sabadini per Confapi in audizione al Senato su crisi ex Ilva

Confapi, rappresentata dal Presidente di Unionmeccanica Lecco, Luigi Sabadini è stata audita dalla IX Commissione permanente del Senato nell’ambito dell’esame del decreto-legge recante misure urgenti per assicurare la continuità operativa degli stabilimenti ex Ilva.
“Ci troviamo di fronte a un quadro generale di forte preoccupazione per le migliaia di Pmi industriali che rappresentiamo – ha affermato Sabadini nel corso del suo intervento -.  La situazione di criticità che interessa lo stabilimento di Taranto si protrae ormai da troppo tempo e si inserisce in un contesto siderurgico globale caratterizzato da una crescente sovraccapacità produttiva rispetto alla domanda. Tale scenario contribuisce a rendere meno evidente, agli occhi degli utilizzatori finali, il progressivo calo produttivo dell’impianto, ma non ne attenua gli effetti sul sistema industriale nazionale. Nonostante ciò, la continuità produttiva dell’ex Ilva rimane un presupposto imprescindibile. Per tale ragione Confapi intende svolgere in modo costruttivo il proprio ruolo di rappresentanza delle migliaia di piccole e medie imprese associate, affinché il sito di Taranto possa tornare a essere una grande acciaieria competitiva, sostenibile e orientata alla produzione di acciaio ‘verde’“.
“Il settore metallurgico ad alta intensità energetica – ha detto Sabadini – vive una condizione di profonda vulnerabilità, con una crisi evidente in tutto il comparto alluminio e ricadute dirette sul mercato italiano. Le criticità principali riguardano l’aumento strutturale dei costi energetici aggravato dall’ETS, la crescente scarsità di rottame e un mercato a valle indebolito dalla crisi dell’automotive. L’entrata in vigore del CBAM nel 2026 e le pratiche di elusione dei competitor cinesi rischiano di provocare ulteriori aumenti dei costi energetici, riduzione dei margini, nuove chiusure industriali e crescente dipendenza lungo la supply chain. È fondamentale che l’Italia sostenga l’intenzione della Commissione di rafforzare le misure antielusione del CBAM, in linea con gli obiettivi del Piano d’Azione UE per la siderurgia, al fine di tutelare l’industria europea”.
Confapi accoglie con interesse la recente Comunicazione della Commissione europea sul rafforzamento della sicurezza economica, che definisce l’approccio rafforzato dell’UE per affrontare i rischi economici e l’iniziativa ResourceEU, sottolineando l’importanza dell’integrazione del sito di Taranto nelle strategie UE. Tuttavia rimangono privi di interventi risolutivi i nodi strategici: costi dell’energia, disponibilità del rottame, rapporto con il territorio e piena integrazione con il Piano d’Azione per l’Acciaio e i metalli. È necessario maggiore chiarezza sulle ipotesi di assetto produttivo e sulla possibile divisione dello stabilimento.
“Proponiamo – ha aggiunto Sabadini – interventi su bilancio energetico regionale, sviluppo dell’acciaio circolare tramite riciclaggio delle navi, utilizzo del carbonio circolare e applicazione delle prescrizioni AIA in un quadro di bilancio energetico territoriale. Pur comprendendo l’obiettivo di non interrompere gli impianti, l’articolo 1 mantiene una logica emergenziale e non risolve la fragilità finanziaria delle imprese della filiera. Valutiamo positivamente gli interventi per incrementare gli indennizzi già liquidati ai proprietari di immobili danneggiati dall’inquinamento prodotto dagli stabilimenti ex ILVA, sugli indennizzi energetici alle imprese energivore e sul sostegno al reddito e alla formazione dei lavoratori, ribadendo però la necessità di un quadro strategico pienamente definito e di lungo termine per il rilancio del polo di Taranto”.
 




Camisa a conferenza nazionale export: a fianco Farnesina per pmi industriali

“Confapi sostiene con convinzione l’obiettivo del Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, di raggiungere i 700 miliardi di euro di esportazioni, attraverso il Piano d’Azione per l’Export italiano. Un traguardo ambizioso ma realistico, che può essere raggiunto solo valorizzando il ruolo delle piccole e medie industrie private. In questa direzione accogliamo con favore la riforma del Ministero che permetterà alle nostre imprese di essere maggiormente supportate tramite la rete diplomatica nel mondo”. Lo ha detto il Presidente, Cristian Camisa, intervenendo alla Conferenza Nazionale dell’export e dell’internazionalizzazione delle imprese presso la Fiera di Milano.

“Le Pmi industriali – ha spiegato – rappresentano il fulcro del Made in Italy e la spina dorsale del sistema produttivo nazionale. Per questo Confapi sta lavorando affinché le misure del Piano siano davvero accessibili e operative per le imprese. Soltanto attraverso un’azione congiunta tra Ministero, rete diplomatico-consolare, Ice, Sace, Simest e associazioni imprenditoriali sarà possibile accompagnare le Pmi industriali verso quei mercati che oggi appaiono più complessi ma che rappresentano le opportunità di crescita più rilevanti per il futuro”.

“I dati di una nostra indagine – ha aggiunto Camisa -confermano la vocazione internazionale delle imprese che rappresentiamo: il 60% è già presente all’estero e cresce l’interesse verso nuovi mercati strategici, dall’area del Golfo al Nord America. Per sostenere questo percorso, Confapi sta sviluppando un piano operativo che prevede servizi di matching internazionale, una presenza diretta in Paesi chiave e un progetto pilota di un Hub logistico per le Pmi industriali negli Stati Uniti. Uno strumento pensato per garantire la disponibilità di ricambistica e campionature in loco e aumentare la competitività delle aziende italiane in un mercato complesso e sempre più selettivo”.

“Per Confapi – ha aggiunto – resta centrale l’attenzione sugli accordi di libero scambio, in particolare con Mercosur, strategici per ampliare le opportunità di export. Oggi, la sfida fondamentale è dunque accompagnare sempre più le Pmi industriali verso mercati lontani e complessi, attraverso una programmazione condivisa. Solo così – ha concluso – sarà possibile rafforzare la competitività del Made in Italy nel mondo”.




Ue. Appello di Confapi e 11 associazioni pmi europee: si rischia declino industriale

 “Il tempo è scaduto. Senza un’azione rapida, unitaria e pragmatica, l’Europa rischia il declino industriale. Competitività, energia e meno burocrazia sono le condizioni essenziali per salvare l’industria e il futuro economico dell’Unione. La ripresa economica europea dipenderà dalle PMI e dalle mid-cap, che rappresentano il cuore dell’industria europea”. Questo in sintesi l’appello all’UE sottoscritto da Confapi insieme a 11 associazioni europee, facenti parte di European Entrepreneurs CEA-PME, che rappresentano complessivamente oltre 1,2 milioni di imprese negli Stati membri dell’Unione europea, ossia Germania, Francia, Italia, Spagna, Polonia, Romania, Portogallo, Repubblica Ceca, Estonia e Croazia, nonché in Paesi partner dell’UE come Norvegia e Regno Unito.
“L’Unione Europea – si legge nel documento – è oggi schiacciata tra iper-regolamentazione interna, pressioni commerciali statunitensi e concorrenza industriale cinese, mentre la risposta europea è lenta e burocratica. Il risultato è una perdita massiccia di imprese, posti di lavoro qualificati e know-how industriale. Senza un cambio di rotta, sono in pericolo la coesione sociale e il progetto europeo stesso. Le imprese del Mittelstand europeo rifiutano l’idea di diventare vassalli di Stati Uniti o Cina e chiedono una strategia europea comune di competitività, fondata su quattro priorità”.
Il primo e fondamentale punto su cui bisogna agire immediatamente riguarda la competitività e la sostenibilità di lungo periodo. “Gli Stati membri devono proteggere margini, costi e capacità di investimento delle imprese. Serve una fiscalità che favorisca la proprietà europea degli asset e il passaggio generazionale. Ulteriori tasse su capitale e imprese favorirebbero solo delocalizzazioni e acquisizioni straniere”.
Per le associazioni europee firmatarie è necessaria una moratoria su nuove regolamentazioni e l’abrogazione di norme inutili. Va affermata la neutralità tecnologica: la transizione ecologica deve essere guidata dalle imprese, non imposta dall’alto. L’Europa, inoltre, può raggiungere la sovranità energetica con energia decarbonizzata a prezzi sostenibili. Serve una profonda riforma del mercato energetico: revisione del “merit order”, riforma dell’ETS, riduzione delle tasse sull’energia, sviluppo dell’idrogeno e rilancio del nucleare. Infine le produzioni europee devono essere valorizzate e protette. Gli appalti pubblici devono privilegiare prodotti europei. Se necessario, vanno introdotti dazi, soprattutto verso la Cina, applicando il principio di reciprocità negli scambi.



“Della trafileria non si butta via niente” convegno giovedì 15 in Confapi

Un rifiuto che diventa opportunità. È questa la sfida al centro del convegno “Della trafileria non si butta via niente”, in programma giovedì 15 gennaio 2026, ore 16, presso la sede di Confapi Lecco Sondrio. L’incontro è la chiusura del progetto STAR (Stearato dai processi di trafilatura del filo di acciaio come risorsa) promosso da ApiTech insieme all’Università Bicocca di Milano, che ha coinvolto alcune trafilerie del territorio lecchese.
Il progetto affronta uno dei nodi più critici per il settore della trafilatura del filo d’acciaio: la gestione degli stearati, ovvero lubrificanti indispensabili nel processo produttivo, ma costosi da smaltire una volta esausti. Negli ultimi anni i costi di gestione di questi rifiuti sono aumentati al punto da incidere tra il 5 e il 10% sul prezzo finale del prodotto, mettendo sotto pressione un comparto strategico per l’industria italiana e che vede in Lombardia la presenza di circa il 60% delle aziende del settore.
Da qui l’idea di ApiTech e Università Bicocca di Milano di ribaltare il problema applicando i principi dell’economia circolare. Dopo un’accurata fase di caratterizzazione dei materiali, il progetto STAR ha individuato tre possibili strade di valorizzazione degli stearati esausti: il loro impiego come additivi nei materiali da costruzione, l’utilizzo in polimeri ed elastomeri e la produzione di biogas attraverso processi di digestione anaerobica.
Un lavoro che non si è limitato alla ricerca di laboratorio, ma ha integrato competenze tecniche, analisi economiche e valutazioni normative, con il coinvolgimento diretto delle imprese. I risultati sono concreti: la ricerca ha portato al deposito di un brevetto per la produzione di biogas da stearati esausti e ha dimostrato in quali condizioni questi materiali possono essere efficacemente riutilizzati in cemento e polimeri.
 
Secondo le stime, l’applicazione del modello sviluppato potrebbe generare benefici economici fino a 5 milioni di euro all’anno per la sola Lombardia, trasformando un costo ambientale in una leva di competitività. Un’esperienza che dimostra come innovazione tecnologica e sostenibilità possano procedere insieme.
Il convegno del 15 gennaio sarà l’occasione per presentare i risultati del progetto, raccontare le esperienze delle aziende coinvolte e contribuire al confronto sul futuro della manifattura in chiave circolare.

Il progetto è stato seguito da Silvia Negri e Carlo Antonini di ApiTech, divisione innovazione e sviluppo di Confapi Lecco Sondrio, dai trafilieri Luigi Sabadini e Lucia Gianola e dalla docente dell’Università Bicocca di Milano Elena Collina.

In allegato il programma dell’evento. 
 




Convegno “Della trafileria non si butta via niente”: save the date

Informiamo le aziende associate che giovedì 15 gennaio 2026, dalle ore 16, presso la sede di Confapi Lecco Sondrio, si terrà il convegno “Della trafileria non si butta via niente“, conclusione del progetto di ApiTech e Università Bicocca di Milano dedicato al riutilizzo degli stearati esausti. 

Alleghiamo l’invito, seguiranno nei prossimi giorni maggiori dettagli sul programma e modalità di iscrizione. 

 




Due nuovi ingressi nel consiglio di Confapi Lecco Sondrio

Si è svolta ieri sera all’NH Hotel Pontevecchio di Lecco l’Assemblea elettiva dei soci di Confapi Lecco Sondrio che ha rinnovato le cariche del consiglio per il triennio 2025-2028.
Dei tredici membri che compongono il consiglio, grazie a queste votazioni, entrano due nuovi imprenditori: Matteo Ratti (STF srl di Barzago) e Mario Riva (SCT Informatica srl di Lecco).

Questa la composizione del consiglio di Confapi Lecco Sondrio per il triennio 2025-2028: Enrico Vavassori (consigliere di diritto come presidente uscente – Trafilerie Vavassori srl di Beverate), Federica Fagioli (di diritto come presidente del Gruppo Giovani Imprenditori – Balassa srl di Lierna), Paolo Bertoni (Trimat srl di Viganò), Daria Borgonovo (Novastilmec Spa di Garbagnate Monastero), Valeria Dalmonte (Edilsider Spa di Calolziocorte), Piero Dell’Oca (Tecnofar Spa di Gordona), Marco Frigerio (Metallurgica Frigerio Spa di Villa d’Adda), Danilo Gabbioni (Italgard srl di Inverigo), Davide Gianola (Gianola Impianti srl di Lecco), Massimo Mortarotti (Dispotech srl di Gordona), Luigi Pescosolido (Rapitech srl di Lecco), Matteo Ratti (STF srl di Barzago), Mario Riva (SCT Informatica srl di Lecco), Luigi Sabadini (Trafilerie di Valgreghentino Spa ), Franco Valagussa (Domestik srl di Valmadrera).

Settimana prossima, giovedì 11 dicembre, si terrà la prima seduta del nuovo consiglio in cui verrà nominato il presidente dell’associazione di via Pergola.

Dopo le votazioni, si è tenuta la cena che è stata aperta dal presidente uscente Enrico Vavassori: “Non è un mistero che questi anni non siano stati facili. Abbiamo vissuto cambiamenti normativi incessanti, trasformazioni tecnologiche, tensioni internazionali, incertezze sui mercati e, in parallelo, la responsabilità di mandare avanti le nostre aziende.Eppure, nonostante tutto, una cosa non è mai mancata: il senso di responsabilità. Questa associazione ha basi solide che consentiranno di crescere ancora, perché ha nella sua struttura un capitale umano preparato e motivato e nei suoi associati un capitale imprenditoriale che pochi territori possono vantare”.

Durante la serata è stata data anche un’anteprima ai presenti dei risultati della ricerca di economia circolare condotta da ApiTech e Università Bicocca che ha coinvolto una decina di trafilerie del territorio: i ricercatori hanno studiato come riutilizzare gli stearati esausti, un lubrificante utilizzato nel settore. A gennaio si terrà un convegno pubblico dedicato ai risultati di questo studio.

Anna Masciadri 
Ufficio stampa




Confapi in audizione su Piano Transizione 5.0

Confapi, rappresentata dal Presidente di Confapi Cuneo, Massimo Marengo, ha partecipato all’audizione presso l’ottava Commissione Ambiente, transizione ecologica, energia, lavori pubblici, comunicazioni, innovazione tecnologica del Senato, nell’ambito dell’esame del disegno di legge sul Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili.

“Abbiamo sempre sostenuto con forza – ha detto Marengo nel suo intervento – che il Piano Transizione 5.0 costituisce uno strumento di rilevanza strategica per la competitività del nostro sistema produttivo. Per le piccole e medie industrie, è essenziale che gli strumenti di sostegno agli investimenti siano caratterizzati da stabilità, continuità e piena accessibilità. È vero che la misura ha avuto una partenza a rilento, ma, contrariamente ad altre associazioni, Confapi ha sempre evidenziato il suo potenziale. Le ultime settimane hanno confermato la nostra valutazione: si è verificata una vera e propria ‘corsa’ agli investimenti. L’improvvisa sospensione del portale GSE e l’esaurimento delle risorse hanno creato però un rischio concreto di shock di liquidità per le Pmi industriali. Molte aziende sono oggi esposte finanziariamente, avendo programmato spese rilevanti senza più contare sugli sgravi. Senza un meccanismo di salvaguardia, rischiamo un brusco rallentamento degli investimenti green e digitali. Per questo, valutiamo positivamente l’intenzione del Governo di assicurare le risorse necessarie per le imprese in ‘lista d’attesa’. Auspichiamo, tuttavia, che le risorse siano adeguate ed effettivamente sufficienti a coprire ogni investimento intrapreso che risponda ai requisiti, incluse tutte le domande attualmente in lista d’attesa”.

Per Confapi “la prospettiva di reintrodurre, a partire dal 2026, i soli meccanismi di super e iper ammortamento desta forti perplessità. Tali strumenti, infatti, risultano strutturalmente più favorevoli alle imprese di maggiori dimensioni e con una maggiore capienza fiscale rispetto al sistema industriale delle Pmi. Chiediamo il ripristino di un sistema basato sul credito d’imposta, eventualmente semplificato e reso strutturale. Riteniamo sia necessario, inoltre, un orizzonte temporale pluriennale, che garantisca la stabilità e la prevedibilità necessarie per la programmazione degli investimenti industriali”.

Tra le richieste portate da Marengo alla Commissione, la proposta di alcune modifiche che Confapi ritiene essenziali. “Riteniamo necessario – ha detto – istituire un apposito fondo di salvaguardia volto a tutelare le imprese che, non riuscendo ad accedere a Transizione 5.0 per esaurimento risorse, non vedano preclusa la possibilità di beneficiare dell’incentivo Transizione 4.0. Questa misura è vitale per preservare la programmazione industriale. Chiediamo poi che le richieste di integrazione documentale da parte del GSE siano trasmesse con tempestività. Per quanto riguarda poi le Aree idonee, ricordiamo che l’obiettivo principale deve essere quello di ridurre i costi dell’energia e delle bollette per le imprese, essenziale per la nostra competitività. A tal fine – ha concluso – è cruciale favorire gli impianti in autoproduzione e autoconsumo, soprattutto in aree industriali”.




La Solari Udine festeggia i suoi 300 anni

Trecento anni scanditi da battiti d’ingegno, visione e design: oggi la Solari Udine storica azienda friulana, associata Confapi, fondata nel 1725, celebra un traguardo raro e prestigioso: 300 anni di attività. Per l’occasione, Poste Italiane ha emesso un francobollo commemorativo valido per la posta ordinaria spedita in Europa, che omaggia l’azienda simbolo del tempo e dell’eccellenza industriale italiana.

La vignetta del francobollo raffigura un orologio da tavolo a palette dal design iconico anni ’60, creato da due maestri del progetto, Gino Valle e Massimo Vignelli. Un oggetto diventato emblema di un’epoca, capace di unire estetica e funzionalità in modo inimitabile. In alto è presente il logo dell’azienda. Completano il francobollo la legenda “AZIENDA DEL TEMPO DA 300 ANNI”, la scritta “ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B zona 1”.

All’evento, insieme al Presidente di Solari Udine e di Confapi Fvg, Massimo Paniccia, hanno preso parte tra gli altri il Presidente di Confapi, Cristian Camisa, il Ministro dei Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, -il Sindaco di Udine, Felice De Toni

Fondata nella piccola località carnica di Pesariis, la ditta Fratelli Solari iniziò la propria attività con la costruzione di orologi da torre. Da allora, ha saputo evolversi mantenendo sempre saldo il legame con la tradizione. “In quasi tre secoli, la nostra azienda ha incarnato valori profondi: la capacità di innovare, l’evoluzione tecnologica, il rispetto della tradizione, e soprattutto l’emozione umana che il tempo porta con sé”, ha dichiarato il presidente Massimo Paniccia nel bollettino illustrativo che accompagna l’emissione del francobollo.

“È un orgoglio e un piacere poter festeggiare insieme un grande imprenditore, nonché un amico, Massimo Paniccia, ma soprattutto un’azienda come la Solari Udine che compie 300 anni di storia. Un’impresa nata come artigianale è leader nel mondo, fiore all’occhiello del Made in Italy. È questo il valore della piccola e media industria privata, il valore delle aziende di Confapi che vuol essere sempre più protagonista. Credo che avere la piccola e media industria protagonista significhi avere protagonista l’intero Paese”, lo ha detto il Presidente di Confapi, Cristian Camisa.




Nuovo consiglio Confapi Lecco Sondrio: rassegna stampa

 Gli articoli pubblicati dopo l’assemblea del 4 dicembre scorso. 




Camisa rieletto presidente nazionale di Confapi. Vavassori: “Ottima scelta a tutela delle nostre pmi”

Cristian Camisa è stato eletto per il secondo mandato consecutivo presidente nazionale di Confapi, la Confederazione delle piccole e medie imprese private italiane. 
Piacentino, 51 anni, è presidente dell’azienda di famiglia T.T.A. (Tecno Taglio Acciai), impresa manifatturiera attiva dal 1976 nel campo del taglio, commercio e lavorazione di lamiere, acciai speciali ed inossidabili. Camisa viene così confermato alla guida di Confapi dopo il triennio 2023-2025.
Presenti a Roma, all’Hotel Parco dei Principi, per l’Assemblea elettiva nazionale la delegazione lecchese di Confapi Lecco Sondrio guidata dal presidente Enrico Vavassori e composta dai consiglieri Paolo Bertoni, Piero Dell’Oca, Davide Gianola, Luigi Pescosolido, Luigi Rosa, Luigi Sabadini e dal direttore dell’Associazione Marco Piazza

 

La rielezione del presidente Camisa rappresenta il naturale epilogo di un primo mandato condotto con elevata capacità, competenza e dedizione. Negli scorsi primi tre anni sono stati conseguiti risultati di rilievo per il nostro sistema: la presenza stabile presso gli organi legislativi nazionali ed europei costituisce un traguardo fondamentale che consente alle nostre imprese di far pervenire le proprie istanze sin dalle fasi iniziali del processo normativo”, dichiara Enrico Vavassori.

Anna Masciadri
Ufficio stampa