1

Rapporto congiunturale Confapi sullo stato di salute delle PMI industriali italiane

Confapi ha presentato venerdì scorso i risultati del nuovo Rapporto Congiunturale sul primo semestre 2026 e aspettative secondo semestre delle piccole e medie imprese industriali, basato su un campione di 2.000 aziende associate, ampiamente rappresentativo del mondo delle Pmi italiane. L’indagine scatta una fotografia delle aspettative e delle strategie del tessuto imprenditoriale privato di fronte alle grandi sfide geopolitiche, macroeconomiche e tecnologiche globali.

Scarsi effetti dai dazi Usa, molta preoccupazione per il perdurare delle difficoltà alla libera circolazione nello stretto di Hormuz, crescita programmata degli investimenti nel settore dell’intelligenza artificiale, basso ricorso e aumento delle difficoltà nell’accesso al credito.

Questi i principali risultati che sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa da Cristian Camisa, Presidente della Confederazione italiana piccola e media industria privata e Vicepresidente European Entrepreneurs-CEA-PME.

Dalla nostra indagine – spiega il Presidente, Cristian Camisa – emerge una crescente preoccupazione per una situazione che continua a protrarsi e che si sta trasformando in un peggioramento nel secondo semestre, alimentando un clima di forte e persistente incertezza. Per le nostre imprese non c’è fattore più penalizzante dell’incertezza: quando il quadro cambia continuamente, le aziende tendono inevitabilmente a rimandare gli investimenti e a rivedere o rinviare le proprie strategie sui mercati esteri. Alle problematiche dovute alle crisi internazionali si aggiungono oggi quelle sempre più evidenti nell’accesso al credito, che rischiano di frenare ulteriormente la capacità di investimento e di crescita delle imprese. Come sempre, le Pmi italiane stanno dimostrando una straordinaria resilienza e una grande capacità di tenuta. Ma proprio per sostenerle è necessario, ora più che mai, un intervento strutturale da parte delle Istituzioni e del Governo. Occorre – conclude Camisa – una politica industriale chiara, strumenti concreti e condizioni di maggiore stabilità, affinché le imprese italiane possano competere ad armi pari con le loro concorrenti europee e continuare a rafforzare la propria presenza sui mercati internazionali”.

Geopolitica: i rischi percepiti tra dazi e rotte commerciali

Le imprese italiane mostrano una sorprendente resilienza psicologica di fronte ad alcune minacce globali, mentre esprimono forte allarme per la stabilità delle catene di fornitura energetica e logistica. Nel dettaglio, l’analisi dell’impatto dei dazi statunitensi sull’attività delle imprese evidenzia per l’87,5% del campione effetti limitati sulle Pmi industriali pur segnalando aree di attenzione legate all’aumento dei costi lungo le catene di approvvigionamento. Il mercato americano viene affrontato comunque con strategie di mitigazione già in corso.

Diversi gli impatti per la crisi in Medio Oriente e per la situazione dello Stretto di Hormuz: per il 69,5% sono attesi effetti negativi per le attività, con una conseguente diminuzione della redditività; per il 50% delle Pmi le ricadute negative del blocco di Hormuz sono già in corso. I blocchi logistici e i conseguenti rincari energetici sono percepiti come una minaccia immediata e sistemica per la produzione, con un ricadute su fatturato, ordini e utili.

 

Investimenti, difficoltà crescenti per l’accesso al credito

Meno della metà delle imprese (48,3%) ha effettuato investimenti nel corso del primo semestre, con il 51,7 che non ha programmato invece piani pluriennali di crescita. Preoccupazione per l’accesso al credito: nel periodo di riferimento, il 66,5% delle Pmi industriali italiane non ha avanzato domande al sistema bancario per nuove risorse finanziarie, percentuale in crescita del 7,8% rispetto al 2025. Questo dato testimonia la percezione di una forte difficoltà nella richiesta di credito, spingendo la maggioranza delle aziende a non tentare nemmeno l’interlocuzione con gli istituti bancari per timore di rifiuti (35%), condizioni troppo onerose (30,8%) o richiesta di eccessive garanzie (27%), con conseguenti scelte di autofinanziamento da parte delle Pmi. È evidente una profonda distanza tra le necessità del sistema produttivo e l’offerta del sistema bancario, che si traduce quindi in un fenomeno di rinuncia preventiva, con il 56% delle Pmi che ricorre all’autofinanziamento con conseguente indebolimento degli asset patrimoniali.

Innovazione: in crescita gli investimenti sull’Intelligenza Artificiale

Gli investimenti nell’AI delle Pmi industriali sono in crescita; con riferimento al Piano 5.0 questo strumento è stato utilizzato dall’8% delle Pmi. Il 23,3% delle aziende del campione prevede piani specifici, ma con riferimento ai soli investimenti immateriali la percentuale sale al 43,8%. Le tecnologie AI vengono considerate una leva imprescindibile per incrementare la produttività (60,7%), ottimizzare i costi (90,1%) e potenziare capacità di elaborazione e gestione dei dati (82%).

Per approfondire, al link la presentazione dei risultati dell’Indagine.

https://www.confapi.org/images/img/pdf/indagini/Presentazione-Indagine-congiunturale-Confapi-I-sem-2026.pdf




Bandi e agevolazioni: monitoraggio opportunità

Con la ripresa delle attività dopo la pausa estiva, può essere utile fare il punto su strumenti e opportunità a sostegno degli investimenti delle imprese. Per offrire un primo orientamento, abbiamo selezionato alcune misure attive o in arrivo. Si tratta di strumenti diversi per tipologia di contributo (fondo perso/finanziamento a tasso zero/agevolazioni fiscale) con focus su attività strategiche quali: internazionalizzazione, digitalizzazione, innovazione e sviluppo, sostenibilità.


Nelle pagine che seguono è disponibile una sintesi con le informazioni principali sulle singole misure. Si tratta di una prima informativa, da approfondire con verifiche personalizzate. Particolare attenzione va posta alle date di apertura degli sportelli: per alcuni bandi le risorse vengono assegnate in ordine cronologico e diventa quindi determinante presentare domanda subito, all’apertura dello sportello.
 
Per capire quali sono le migliori opportunità per sostenere i vostri programmi di investimento, svolgere una verifica di fattibilità e trovare assistenza per gestire tutto l’iter agevolativo,
ApiTech è a disposizione alla mail
bandi@api-tech.it



BANDI E AGEVOLAZIONI: MONITOR OPPORTUNITÀ – SETTEMBRE 2026
 
 

INTERNAZIONALIZZAZIONE E FIERE
Bando Apertura / modalità Target Investimenti ammissibili Agevolazione
Fiere internazionali all’estero – CCIAA Como-Lecco 10/09/26 ⚠️
CLICK DAY
MPMI con sede legale o unità locale nelle province di Como e Lecco Partecipazione a fiera internazionale all’estero nel 2026: iscrizione, stand, allestimento, catalogo e trasporto Fondo perduto 50%, max €5.000
Fiere Internazionali in Lombardia – 2° sportello Operativo
Procedura a sportello
MPMI lombarde Partecipazione come espositore diretto a 1 o 2 fiere internazionali in Lombardia dal 01/09/2026 al 31/12/2027. Rendicontazione a costi standard semplificati. 50% PMI, fino al 60% per micro/startup; max €15.000 nuovi espositori, €8.000 altre casistiche. Investimento minimo €6.000
Fiere internazionali in forma aggregata – Regione Lombardia Operativo.
Procedura valutativa a sportello
Partenariati di almeno 5 MPMI lombarde Partecipazione a fiere internazionali che si svolgono entro il 31/3/28, afferenti ai diversi settori previsti dal bando. Domanda da presentare 6 mesi prima dell’inizio fiera. Fondo perduto al 90%, max €200.000 per partenariato e per manifestazione fieristica.
MACCHINARI, DIGITALIZZAZIONE, FOTOVOLTAICO E CYBERSECURITY
Bando Apertura / modalità Target Investimenti ammissibili Agevolazione
SIMEST – Transizione Digitale o Ecologica Operativo.

Dal 21/09/26 nuovo focus “AI e Quantum Computing”

Imprese con sede in Italia e almeno 2 esercizi completi e requisiti specifici in base alla sottomisura: esportatrici, energivore, efficientamento energetico, AI Digitalizzazione, software/hardware, Industria 4.0, cloud, cybersecurity, AI, efficientamento energetico e idrico, certificazioni e investimenti patrimoniali Finanziamento agevolato + possibile fondo perduto 10%-30% secondo caratteristiche dell’impresa/progetto
Voucher Cloud & Cybersecurity – MIMIT Dal 10/11/26. Procedura a sportello, possibile CLICK DAY PMI, lavoratori autonomi e professionisti Cloud, cybersecurity, firewall, software di sicurezza, IaaS/PaaS, ERP, CRM, SaaS e servizi collegati 50% fondo perduto, max €20.000. Investimento minimo €4.000
Iper-ammortamento 2026 – Nuovo Piano Transizione 5.0 Operativo
Procedura tramite prenotazione GSE, no click day
Tutte le imprese Beni materiali e immateriali strumentali 4.0 ricompresi negli Allegati IV e V; impianti per autoproduzione di energia rinnovabile e sistemi di stoccaggio
Investimenti agevolabili dal 01/01/2026 al 30/09/2028.
Risparmio fiscale pari a circa il 43% per investimenti fino a €2,5 mln, con maggiorazione fiscale del costo del 180%; 100% oltre €2,5 mln e fino a €10 mln; 50% oltre €10 mln e fino a €20 mln
Nuova Sabatini – beni strumentali 4.0 Operativa.
Investimenti agevolabili solo se avviati successivamente alla domanda
MPMI Acquisto tramite finanziamento bancario o leasing di macchinari, impianti, attrezzature, hardware, software e tecnologie digitali nuovi. Investimenti da €20.000 a €4 mln, con finanziamento/leasing max 5 anni. Prevista anche linea per beni non 4.0 Contributo ad abbattimento tasso interessi, pari indicativamente al 10% dell’investimento per beni 4.0 (7% per beni non 4.0)
INNOVAZIONE, RICERCA E SVILUPPO
Bando Apertura / modalità Target Investimenti ammissibili Agevolazione
SI4.0 2026 Domande entro 25/09/26. Procedura a graduatoria, no ordine cronologico MPMI con sede operativa nelle circoscrizioni camerali di BG, BS e MI-MB-LO Sviluppo di nuove soluzioni 4.0: AI, robotica, IoT, Digital Twin, cybersecurity, cloud, Big Data, software, attrezzature e consulenze 50% fondo perduto, max €30.000. Investimento minimo €25.000
Rafforza e Innova – Regione Lombardia Domande entro 31/03/27, ma risorse in esaurimento. Procedura valutativa a sportello PMI lombarde che realizzano un progetto di trasferimento tecnologico in collaborazione con Organismi di Ricerca Progetti di trasferimento tecnologico e sviluppo di soluzioni innovative, servizi tecnico-scientifici e utilizzo di laboratori degli OdR; ammessi anche materiali, software/licenze e personale dedicato Fondo perduto fisso di €30.000. Investimento minimo €50.000
Collabora & Innova 2 – Regione Lombardia Domande entro il 22/09/26. Procedura valutativa a graduatoria, no click day Partenariati da 3 a 8 soggetti, composti da PMI, grandi imprese e Organismi di Ricerca pubblici/privati; obbligatoria almeno una PMI e un OdR Progetti complessi di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, finalizzati allo sviluppo di innovazioni di prodotto/processo e al trasferimento tecnologico Fondo perduto: 60% piccole imprese, 50% medie imprese, 40% grandi imprese e Organismi di Ricerca
Sviluppo Tecnologico delle Startup Innovative Domande entro il 25/11/26. Graduatoria, no click day Startup innovative early stage; in linea generale costituite da ≤36 mesi Prototipi/MVP, test, sperimentazione, ingegnerizzazione, software/hardware, materiali, consulenze, certificazioni e personale 80% fondo perduto, max €1 mln, elevabile a €1,5 mln nelle zone assistite.
Investimento minimo €150.000
SOSTENIBILITÀ ED ECONOMIA CIRCOLARE
Bando Apertura / modalità Target Investimenti ammissibili Agevolazione
Ri.Circo.Lo. – Filiere prioritarie Domande entro il 05/11/26. Graduatoria, no click day PMI lombarde, singole o aggregate Economia circolare nelle filiere plastica/polimeri, tessile, RAEE, batterie, fosforo e materie prime critiche; macchinari, impianti, software, consulenze, sperimentazione Fondo perduto variabile; in de minimis 60% piccole / 50% medie; negli altri regimi fino a €1,5 mln.
Investimento minimo €50.000
Circolarità e sostenibilità per le PMI lombarde Apertura da definire – bando attuativo di prossima pubblicazione MPMI lombarde, singole o aggregazioni di almeno 3 imprese Studio ambientale + investimento in eco-design, efficienza delle risorse, recupero scarti, riciclo, macchinari, impianti, software e tecnologie Fondo perduto variabile, fino a €1 mln per impresa + max €40.000 per studio ambientale.
 Investimento minimo €50.000
CERTIFICAZIONI E PROPRIETÀ INDUSTRIALE
Bando Apertura / modalità Target Investimenti ammissibili Agevolazione
Certificazioni Avanzate – Regione Lombardia 28/07/26 – 30/12/27 salvo esaurimento risorse. Procedura a sportello PMI con sede operativa in Lombardia Certificazioni per filiere strategiche: aerospazio, medicale, automotive, chimica, energia, nucleare, Oil & Gas, cybersecurity; certificazione, consulenze, test e formazione 70% fondo perduto, max €220.000.
Investimento minimo €70.000
Brevetti – Regione Lombardia Aperto dal 25/09/23 PMI lombarde Deposito di nuovi brevetti europei/internazionali ed estensione di brevetti tramite EPO/PCT
Rendicontazione a costi standard
Fondo perduto 80%, elevabile al 90%
Marchi+ – MIMIT Prossima pubblicazione – CLICK DAY MPMI che hanno registrato un marchio UE/internazionale Costi sostenuti per la registrazione di marchi UE presso EUIPO (Misura A) e/o internazionali presso OMPI/WIPO (Misura B) Fondo perduto fino all’80%, max €6.000 per marchio UE; 90%, max €9.000 per marchio OMPI/WIPO (riferimento edizione 2025)
Brevetti+ / Disegni+ – MIMIT Prossima pubblicazione – CLICK DAY MPMI che intendono investire nella valorizzazione economica di brevetti, disegni e modelli Acquisizione di servizi specialistici per progettazione, ingegnerizzazione, industrializzazione e valorizzazione economica del brevetto/disegno/modello Brevetti+: 80%, max €140.000, elevabile all’85% / 100% in specifici casi. Disegni+: 80%, max €60.000 (riferimento edizione 2025
NUOVE IMPRESE
Bando Apertura / modalità Target Investimenti ammissibili Agevolazione
Nuova Impresa 2026 – Regione Lombardia Aperto dal 30/04/26 fino a esaurimento risorse MPMI lombarde nate dopo il 1° giugno 2025; anche lavoratori autonomi e professionisti Beni strumentali, macchinari, attrezzature, arredi, hardware/software, marchi, brevetti, (costi in conto capitale obbligatori per almeno il 50%) +  consulenze, locazione e comunicazione 50% fondo perduto, max €10.000.
Investimento minimo €3.000
ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero – Invitalia Operativo.
Procedura a sportello.
Imprese costituite da non più di 60 mesi o persone fisiche che intendono costituire una nuova impresa in forma societaria (oltre la metà numerica dei soci e delle quote composta da giovani 18-35 anni e/o donne Creazione e sviluppo d’impresa: opere, macchinari, impianti, attrezzature, programmi informatici/ICT, brevetti e, nei limiti previsti, capitale circolante Finanziamento a tasso zero fino al 90% delle spese ammissibili (esauriti fondi per quota a fondo perso prima prevista al 10%)
Autoimpiego Centro-Nord – Invitalia Operativo.
Procedura a sportello fino a esaurimento risorse
Giovani 18-34 anni inattivi, inoccupati o disoccupati, disoccupati GOL e working poor, che avviano nuove attività nelle regioni del Centro-Nord Avvio di imprese, lavoro autonomo e attività professionali. Macchinari, impianti, attrezzature, arredi, software/ICT, immobilizzazioni immateriali, servizi specialistici e opere edili nei limiti previsti Voucher 100% fondo perduto fino a €30.000, elevabile a €40.000; in alternativa 65% fondo perduto per programmi fino a €120.000 e 60% per programmi da €120.000 a €200.000
 
 
Per informazioni e assistenza:
ApiTech srl – bandi@api-tech.it



Chiusura uffici Confapi Lecco Sondrio dal 6 al 26 agosto

Informiamo che gli uffici dell’Associazione rimarranno chiusi dal 6 al 26 agosto.

Le attività riprenderanno regolarmente da giovedì 27 agosto. 

(MP/am) 




Confapi Lecco Sondrio presenta il bilancio di sostenibilità 2025: cresce l’impatto positivo sul territorio

Confapi Lecco Sondrio compie un decisivo passo avanti nel proprio percorso di responsabilità sociale e territoriale, con il Bilancio di Sostenibilità 2025 e Report di Impatto, giunto alla settima edizione e presentato ufficialmente agli associati l’11 giugno scorso in Assemblea (cliccare qui per consultarlo). Il documento, redatto secondo il paradigma dell’economia civile, misura in modo scientifico le ricadute concrete generate dall’agire associativo sul territorio circostante rispetto a sei precisi domini di valore: dono, gratuità e meritorietà; inclusione e fraternità; democrazia partecipativa; comunità e sussidiarietà circolare; beni relazionali e felicità; beni comuni.
I dati confermano un trend positivo: l’indicatore composito di impatto ha registrato un incremento di un punto e mezzo rispetto all’anno precedente, posizionando stabilmente Confapi Lecco Sondrio nell’area di prestazione medio-alta. I miglioramenti più significativi si sono concentrati in particolare in due domini chiave. Comunità e sussidiarietà circolare, trainata dall’impegno dell’associazione nei tavoli di networking territoriale e dalle iniziative di sinergia e collaborazione attiva. Beni relazionali e felicità: grazie al forte investimento sul dialogo tra imprenditori e studenti e alla promozione di eventi culturali e formativi volti a rimettere al centro le relazioni e la condivisione della conoscenza.
L’orientamento, la formazione e l’inserimento dei giovani all’interno delle piccole e medie imprese si confermano tra i pilastri strategici di Confapi. Tra le iniziative di maggior rilievo realizzate nel corso del 2025 spiccano i progetti dedicati alle scuole e alla diffusione della cultura d’impresa, come i concorsi “La piccola impresa che vorrei” e “Futuri possibili”, oltre alle attività di laboratorio come “Ragazze in lab”. L’offerta dell’associazione si è inoltre estesa con percorsi formativi mirati per l’inserimento lavorativo di inoccupati, disoccupati e NEET, favorendo l’inclusione attiva nel mercato del lavoro locale.
In linea con le sfide del nostro tempo, Confapi Lecco Sondrio ha intensificato il supporto alle imprese nell’ambito della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica. Al centro dell’attenzione vi è la riflessione etica associata all’Intelligenza Artificiale e ai suoi impatti sul lavoro e sull’ambiente. Parallelamente, l’associazione ha dato l’esempio anche sul fronte interno della sostenibilità energetica: la sede fisica è stata oggetto di interventi per la riduzione dell’impatto energetico, accompagnati dall’acquisto di garanzie d’origine da fonti rinnovabili. Ad oggi, l’attività complessiva di Confapi Lecco Sondrio contribuisce attivamente al raggiungimento di 11 dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.
Grazie al coinvolgimento di un numero più allargato di stakeholder interni ed esterni attraverso focus group dedicati, l’associazione ha già tracciato la rotta per i prossimi passi. Tra gli impegni programmatici per il futuro vi sono: rendere strutturale e comunicare in modo ancora più capillare il Report di Impatto; incrementare la collaborazione con gli istituti scolastici per l’orientamento motivazionale ed etico degli studenti; intensificare la condivisione di buone pratiche attraverso lo sviluppo di reti di impresa strategiche con altre associazioni territoriali di Confapi.

 

Presentare il Bilancio di Sostenibilità e il Report di Impatto è ormai per noi un appuntamento consolidato – spiega Marco Piazza, direttore di Confapi Lecco Sondrio -. Abbiamo scelto da tempo di associare questo momento all’Assemblea ordinaria di approvazione del bilancio d’esercizio perché crediamo fermamente che la salute economica di un’associazione e delle sue imprese debba sempre camminare di pari passo con la responsabilità sociale e la creazione di valore per la nostra comunità. Questo strumento non è un semplice adempimento formale, ma una bussola strategica fondamentale. Misurare scientificamente il nostro impatto sul territorio ci consente di capire cosa stiamo facendo e dove dobbiamo continuare a migliorare. I risultati positivi di quest’anno, con un indicatore di impatto in crescita costante, confermano la bontà della nostra missione: affiancare le piccole e medie imprese nell’affrontare le sfide del futuro, coniugando competitività, innovazione e forte attenzione al benessere delle persone e del nostro territorio”.




Confapi e Fiap al MIMIT. Trasporti e logistica a fianco delle Pmi italiane per vincere le sfide industriali e geopolitiche

La logistica e il trasporto a sostegno del sistema produttivo delle PMI e quindi attività cruciali per lo sviluppo economico e sociale dell’Italia. E’ questo il tema centrale del convegno organizzato settimana scorsa da Confapi e Fiap a Roma su “Libro Bianco Made in Italy 2030: Manifattura e logistica integrata per una nuova strategia industriale”, nel Salone degli Arazzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), alla presenza del titolare del dicastero, Adolfo Urso.

Il presidente delle Confederazione italiana piccola e media industria privata (Confapi) Cristian Camisa e quello della Federazione italiana autotrasportatori professionali (Fiap) Roberto Scarpa si sono soffermati sulle difficoltà e le sfide che il mondo produttivo ha di fronte; e di quanto la logistica, settore in piena trasformazione, sia determinante per affrontare e vincere tali sfide.

Il convegno è stata anche l’occasione per annunciare l’ingresso di Fiap in Confapi, per una collaborazione strategica su tutte le filiere produttive. Con circa 2.000 imprese associate per oltre 80.000 addetti, Fiap è la principale realtà associativa nel settore del trasporto merci e della logistica; con l’ingresso di Fiap salgono a 118.000 le PMI rappresentate da Confapi, con 1,3 milioni di addetti.

La logistica e il trasporto merci sono leve strategiche per la competitività del sistema produttivo italiano, è il messaggio emerso con chiarezza anche dal contributo degli accademici Carlo Alberto Carnevale Maffè (Professore di Strategy & Entrepreneurship, SDA Bocconi School of Management) e Damiano Frosi (Direttore degli Osservatori Contract Logistics “Gino Marchet” – PoliMI). Lo stesso Libro Bianco del Mimit, curato da Paolo Quercia, responsabile dell’Ufficio studi del dicastero di via Veneto, sottolinea come “un ecosistema industriale di filiera si sviluppa su processi di commercio, distribuzione e vendita”.

“La logistica rappresenta uno snodo strategico per l’intero sistema industriale, soprattutto per l’Italia che, per la sua posizione geografica, è una naturale piattaforma marittima, aeroportuale ed energetica nel Mediterraneo. Per questo, una logistica integrata ed efficiente è essenziale per rafforzare la manifattura, attrarre investimenti e accrescere il ruolo del Paese nelle catene europee e globali del valore”, ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso.

“In questa prospettiva – ha aggiunto – si inserisce il Libro Bianco “Made in Italy 2030”, frutto di un ampio confronto con tutti gli attori del sistema produttivo, tra cui Confapi, che ringrazio per la collaborazione. Il documento definisce il quadro delle riforme che stiamo portando avanti: dalle politiche industriali ed energetiche a quelle fiscali e per la concorrenza, fino agli strumenti per la transizione tecnologica e il sostegno alla ricerca”.

“La scelta che abbiamo fatto di un percorso in comune con Fiap è importante, perché manifattura e logistica sono due componenti inscindibili della competitività del Made in Italy e solo attraverso una visione condivisa sarà possibile affrontare le sfide che attendono il nostro sistema produttivo, sia nei mercati interni sia in quelli internazionali”, ha dichiarato il Presidente nazionale di Confapi Cristian Camisa, mentre il Direttore sviluppo e territori della Confederazione, Andrea Paparo, ha sottolineato come “con l’unione delle forze tra Confapi e Fiap avremo effetti positivi che non saranno solo dimensionali, anche sui mercati esteri”.

“Con Confapi abbiamo deciso di condividere un percorso comune perché entrambe abbiamo a cuore, prima di tutto, la competitività e la forza delle imprese italiane: un patrimonio che il nostro sistema Paese deve preservare e valorizzare”, ha commentato il Presidente di Fiap, Roberto Scarpa, mentre il Segretario generale della Confederazione, Alessandro Peron, ha notato come “il mercato sta cambiando velocemente, con modelli distributivi dove la logistica diventa sempre più strategica nella scelta dell’utente finale. Ecco perché una logistica forte può rendere l’Italia più forte”.

Per Carlo Alberto Carnevale Maffè “La logistica oggi non è più mero trasporto ma infrastruttura al tempo stesso critica e strategica: critica perché presidia le catene del valore sotto stress; strategica perché è tra i maggiori produttori di real-world data”.

“Per il 95% delle imprese, secondo una nostra indagine – spiega Damiano Frosi – la logistica è ormai riconosciuta come una funzione sempre più strategica; questa quota sale al 97% per le grandi aziende. Tra Pmi e grandi c’è però un significativo gap sul fronte della digitalizzazione: il 37% delle grandi ha adottato un transportation management System (TMS), contro appena il 10% delle Pmi”.




Norme Ue. Regolamento imballaggi (PPWR), Confapi: costi insostenibili per le pmi industriali, chiediamo moratoria delle sanzioni

Confapi esprime profonda preoccupazione per l’impatto economico e burocratico delle nuove regole dell’Unione europea in materia di imballaggi sulle piccole e medie imprese italiane, strette tra i ritardi normativi di Bruxelles e costi operativi che colpiranno direttamente la marginalità e la competitività del sistema produttivo in un momento storico già complesso. È l’allarme lanciato dalla Confederazione Italiana della Piccola e Media Industria Privata, quando manca meno di un mese al 12 agosto 2026, data in cui scatteranno i primi obblighi del Regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio (PPWR-Packaging and Packaging Waste Regulation, Regolamento UE 2025/40).
 
Un’analisi di impatto elaborata da Confapi mette in evidenza che mancano ancora alcuni atti delegati e di esecuzione fondamentali da parte della Commissione Europea. E permangono incertezze interpretative su aspetti nevralgici: la definizione esatta di “fabbricante”, la stesura della Dichiarazione di Conformità (DoC), le modalità operative di vigilanza e tracciabilità, le norme grafiche sull’etichettatura e le disposizioni sul divieto di PFAS (Per-and polyfluoroalkyl Substances) nei materiali a contatto con gli alimenti. Nonostante la Commissione abbia promesso linee guida e FAQ (frequently asked questions), la macchina burocratica europea appare ferma, lasciando le imprese in un pericoloso limbo normativo a pochissimi giorni dal via.
 
Confapi richiama l’attenzione sul rischio concreto che questo ritardo istituzionale si traduca in sanzioni ingiuste e blocchi doganali immediati per le imprese che non hanno elementi certi per adeguarsi. Per evitare il collasso operativo del sistema delle PMI Industriali, la Confederazione chiede al Governo italiano e alle istituzioni europee tre misure urgenti: moratoria sulle sanzioni con la sospensione totale dei provvedimenti sanzionatori per tutta la fase transitoria e fino a quando il quadro normativo, comprensivo di linee guida e FAQ, non sarà definitivo e pienamente applicabile; clausola di salvaguardia per le scorte al fine di consentire lo smaltimento progressivo e senza limiti temporali di tutte le scorte di magazzino dei packaging già acquistati o prodotti dalle imprese; flessibilità sulle etichette validando l’utilizzo delle etichette già stampate o ordinate per evitare pesanti sprechi economici e materiali, che risulterebbero in totale contrasto con la filosofia ecologica e circolare della norma.
 
“Non siamo di fronte a una transizione ecologica, ma a una transizione burocratica che rischia di desertificare il nostro sistema produttivo”, afferma il Presidente di Confapi, Cristian Camisa, “Le nostre PMI industriali da anni hanno intrapreso un percorso volto alla sempre maggiore sostenibilità ed hanno già investito risorse economiche importanti. Pretendere l’adeguamento entro il 12 agosto, in piena estate, a norme dai contorni ancora confusi, senza che la stessa Commissione Europea abbia completato la pubblicazione di linee guida e FAQ e non abbia pubblicato gli atti attuativi, condanna le imprese europee a un ulteriore incremento dei costi, riducendo ancora di più marginalità in un contesto storico-economico complesso. Non si può fare politica industriale sulla pelle delle imprese. Chiediamo al Governo italiano di farsi promotore di una linea del buon senso in Europa: serve una moratoria immediata per bloccare la scure delle sanzioni e della burocrazia prima che sia troppo tardi. Senza imprese competitive, l’Europa verde sarà solo un continente deindustrializzato e impoverito”, conclude Camisa.
 
 
L’ANALISI DI IMPATTO CONFAPI
 
Nel dettaglio, secondo l’analisi di impatto elaborata dalla Confederazione, l’adeguamento ai primi requisiti del PPWR e alle correlate normative sulla Responsabilità Estesa del Produttore (EPR) rischia di tradursi in un ulteriore aggravio di costi per le imprese. Per una PMI industriale con un catalogo di circa 10-15 referenze di packaging, i costi fissi di partenza sono tutt’altro che trascurabili. L’iter di conformità si apre con un audit documentale interno per mappare i fornitori e raccogliere le schede tecniche dei materiali, un’operazione che comporta un costo stimato tra i 500 e i 2.000 euro a seconda della complessità della filiera. Il vero scoglio economico è però rappresentato dalla sicurezza chimica. Per garantire l’assenza di PFAS nei materiali a contatto con gli alimenti sotto la soglia di 25 parti per miliardo (ppb), le aziende devono ricorrere a test di screening di laboratorio accreditati, il cui costo varia tra i 150 e i 300 euro per singolo campione analizzato. A questo si aggiunge la necessità di consulenze tecniche esterne altamente specializzate per redigere il Fascicolo Tecnico e la Dichiarazione di Conformità (DoC). Nel complesso, l’esborso per adeguarsi alla nuova normativa si attesta tra i 5.000 e i 15.000 euro. Inoltre, per le imprese che esportano in Europa, lo scenario si complica ulteriormente. L’iscrizione al registro EPR non è più cumulativa: le aziende devono registrarsi singolarmente in ogni Stato membro di destinazione delle merci con relativi costi. In questo scenario, le sanzioni amministrative nazionali sono severe: le multe possono andare da poche migliaia di euro a oltre 100.000 euro, con la sanzione accessoria del sequestro e del blocco commerciale di tutti i lotti di merce non conformi.



Sace e Confapi insieme per far crescere l’export italiano

Accordo di collaborazione per roadshow sul territorio, iniziative congiunte di business matching e operazioni mirate per cluster d’impresa, distretti e filiere produttive
Sviluppare e promuovere nuove iniziative a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane nel mondo. Con questo obiettivo, SACE (l’Export Credit Agency partecipata dal Ministero dell’economia e delle finanze) e Confapi (Confederazione italiana della piccola e media industria privata) hanno firmato un accordo di collaborazione che mette mettere a fattor comune azioni per supportare i percorsi di sviluppo delle imprese sui mercati esteri.
L’intesa, firmata oggi dall’Amministratore Delegato di SACE Michele Pignotti e dal Presidente di Confapi Cristian Camisa, prevede la realizzazione di iniziative mirate ed eventi promozionali congiunti – quali il roadshow nazionale promosso da Confapi in collaborazione con SACE, CDP e SIMEST – volti a favorire l’accesso agli strumenti assicurativo-finanziari di SACE per proteggere i rischi, rafforzare la competitività e supportare la crescita in sicurezza nei mercati internazionali.
L’accordo prevede inoltre lo sviluppo di iniziative congiunte di business matching finalizzate a mettere in contatto le imprese associate a Confapi con buyer esteri selezionati in funzione delle esigenze di acquisto e dell’offerta produttiva delle associate Confapi.
Infine, Confapi fornirà il proprio supporto nell’identificazione di cluster di imprese, distretti e filiere produttive — inclusi i relativi Champion e le aziende appartenenti — rispetto ai quali sviluppare iniziative mirate. SACE supporterà le imprese associate mediante strumenti finanziari dedicati, servizi di advisory per la gestione dei rischi di filiera e progetti pilota di internazionalizzazione destinati a cluster settoriali, in coordinamento con le reti territoriali di Confapi.
“Oggi come non mai, esportare è fondamentale per sostenere la crescita, ma c’è bisogno di strumenti che aiutino le imprese a selezionare le opportunità, sostenere la competitività e proteggersi dai rischi -, ha dichiarato l’Amministratore Delegato di SACE Michele Pignotti -. Siamo lieti di rafforzare la nostra collaborazione con una realtà come Confapi, che rappresenta tante PMI del nostro tessuto produttivo e che con noi persegue l’obiettivo di supportare la competitività e il valore del Made in Italy nel mondo. L’accordo di oggi supporta gli obiettivi del nostro Piano Strategico SACE50 con cui puntiamo rafforziamo le nostre collaborazioni di sistema, per massimizzare gli impatti concreti della nostra azione sui territori e sull’economia”.
“L’accordo con SACE consolida una sinergia che negli anni ha già prodotto risultati concreti e che oggi compie un ulteriore salto di qualità” – ha dichiarato il Presidente di Confapi, Cristian Camisa -. “La collaborazione tra Confapi e SACE non si è mai interrotta: già nel 2026, in vista del rinnovo formale del Protocollo che sottoscriviamo oggi, abbiamo continuato a organizzare iniziative congiunte sui territori, con nove tappe già realizzate e altre cinque in programma nel prossimo autunno. Un percorso che conferma il valore del fare sistema e della vicinanza alle PMI Industriali. In un contesto internazionale sempre più complesso, il supporto di SACE rappresenta uno strumento fondamentale per rafforzare la competitività e accompagnare le imprese nei percorsi di internazionalizzazione e crescita sui mercati esteri”.
 



Camisa eletto vicepresidente di European Entrepreneurs Cea-Pme (Pmi europee)

Cristian Camisa, Presidente di Confapi, è stato eletto nuovo vicepresidente di European Entrepreneurs Cea-Pme dall’executive board della più grande confederazione europea tra Associazioni nazionali di piccole e medie imprese volontariamente associate. Fondata nel 1992, CEA-PME (Confédération Européenne des Associations de Petites et Moyennes Entreprises) ha sede a Bruxelles e riunisce 30 associazioni nazionali e settoriali europee, con 2,4 milioni di aziende per un totale di 20 milioni di dipendenti. Ha compiti di rappresentanza e tutela degli interessi nei confronti delle istituzioni dell’Unione europea, sostegno operativo alle imprese e attività di networking internazionale con realtà analoghe degli altri continenti.

Camisa, 52 anni, è Presidente e amministratore delegato di T.T.A. (Tecno Taglio Acciai), azienda manifatturiera piacentina attiva dal 1976 nel settore degli acciai. È stato più volte relatore in iniziative e audizioni presso il Parlamento europeo in rappresentanza della piccola e media industria privata.  Attualmente è membro del Cese (Comitato economico e sociale europeo), organo consultivo dell’Unione e che comprende rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori e dei datori di lavoro, formula pareri su questioni riguardanti l’UE per Commissione europea, Consiglio dell’UE e Parlamento europeo, fungendo così da ponte tra le istituzioni decisionali dell’UE e i cittadini dell’Unione.

Dichiara Cristian Camisa: “Sono onorato della nomina e consapevole della sfida che attende il mondo delle piccole e medie industrie private. L’Europa sta attraversando un momento cruciale. Le ultime previsioni economiche per il 2026 mostrano chiaramente un preoccupante rallentamento, con il resto del mondo che continua a crescere a un ritmo più sostenuto. La competitività delle nostre aziende manifatturiere, cuore pulsante dell’economia europea, è messa a dura prova da una pluralità di fattori, tra cui l’impennata dei costi energetici. I 26 milioni di Pmi e Mid-Cap presenti in tutto il continente hanno bisogno di un contesto che permetta loro di prosperare. Per questo motivo, mi impegnerò perché CEA-PME assuma un ruolo sempre più proattivo nei confronti delle istituzioni europee. È cruciale che la UE acceleri i processi decisionali: Stati Uniti e Cina hanno tempi rapidi sul varo di norme e approvazione di politiche industriali di settore, la UE deve sburocratizzarsi e adeguarsi ai tempi imposti da un mondo che va a una velocità in costante crescita”.




Confapi: Passarello nuovo direttore relazioni sindacali

Graziano Passarello è il nuovo Direttore delle relazioni sindacali di Confapi. Passarello proviene da Confindustria, dove negli ultimi 13 anni ha ricoperto vari incarichi sia sul territorio (Sicilia) sia a Roma nell’area Lavoro, welfare e capitale umano, occupandosi di Relazioni industriali e contrattazione collettiva, e nell’area Affari legislativi, regionali e diritto d’impresa, occupandosi di Affari legislativi e diritto pubblico. Passarello, 38 anni, ha una laurea in giurisprudenza alla Luiss e specializzazione in Public affairs e Relazioni istituzionali alla Luiss Business School. In Confapi, avrà la responsabilità della materia giuslavoristica e del coordinamento delle relazioni sindacali e industriali. 



Webinar “Le novità in materia di previdenza complementare” lunedì 27 luglio 2026, ore 10

Alla luce delle recenti novità in materia di previdenza complementare, Confapi organizza un webinar di approfondimento per il prossimo 27 luglio alle ore 10.00 dedicato al nuovo meccanismo di adesione automatica ai fondi pensione complementari.
 
Il webinar rappresenta un’importante occasione per analizzare il nuovo quadro normativo e approfondirne gli aspetti operativi per le imprese.
 
Dopo l’introduzione del Direttore delle Relazioni Sindacali di Confapi, Graziano Passarello, interverranno:
  • Mauro Bichelli, Direttore di Fondapi
  • Alex Paiella, Direttore di Previndapi
 
Per confermare la partecipazione vi invitiamo a compilare il form di registrazione disponibile al seguente LINK 

Il link di collegamento sarà inviato, previa registrazione, nel corso della giornata del 24 luglio.