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Indagine congiunturale Confapi I semestre 2026

Confapi sta promuovendo, come di consueto, l’indagine congiunturale semestrale finalizzata a rilevare l’andamento dei principali indicatori aziendali registrati nel corso del primo semestre 2026, nonché le aspettative delle imprese per il secondo semestre dell’anno.
L’edizione corrente include, inoltre, un focus dedicato agli effetti del conflitto in Medio Oriente.

 

L’obiettivo è raccogliere informazioni utili sulle imprese del sistema Confapi e supportare la definizione di politiche e interventi a sostegno delle aziende rappresentate.

Il questionario sarà disponibile fino alle ore 18.00 di martedì 23 giugno 2026 e potrà essere compilato CLICCANDO QUI

(MP/am)




Iper-ammortamento 2026: le novità dopo l’emanazione del decreto attuativo

Ecco una sintesi dettagliata delle principali novità relative al nuovo iperammortamento 2026 (ex art. 1 commi 427-436 della L. 199/2025), pensata specificamente per aiutare le aziende a orientarsi tra i nuovi obblighi, le scadenze e le modalità operative stabilite dai decreti attuativi del MIMIT pubblicati l’11 giugno 2026.

L’agevolazione è rivolta agli investimenti in beni materiali e immateriali strumentali 4.0 (Allegati IV e V alla L. 199/2025) e in impianti per l’autoproduzione e l’autoconsumo da fonti di energia rinnovabile (FER), effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028.

La procedura di accesso: un percorso in 3 step (più monitoraggio)

La novità più rilevante per la gestione aziendale è l’introduzione di un sistema di “prenotazione” delle risorse gestito dal GSE tramite la nuova piattaforma informatica “NPTR5” (accessibile dall’Area Clienti del sito GSE tramite SPID o CIE). L’invio delle comunicazioni è obbligatorio, pena la perdita del beneficio.

La procedura si articola in tre fasi successive:

  1. Comunicazione Preventiva (Già attiva): È operativa dalle ore 12:00 del 12 giugno 2026. Serve a prenotare le risorse e richiede l’inserimento di numerosi dettagli tecnici, tra cui i dati catastali della struttura produttiva, le date previste di interconnessione o entrata in funzione dei beni, i coefficienti di ammortamento e le specifiche dei beni o degli impianti FER.

  2. Comunicazione di Conferma (20%): Da inviare entro 60 giorni lavorativi dalla ricezione dell’esito positivo del GSE. L’azienda deve attestare l’avvio dell’investimento tramite il versamento di un acconto pari ad almeno il 20% del costo di acquisizione, indicando i dati delle relative fatture.

  3. Comunicazione di Completamento: Da trasmettere al termine degli investimenti e avvenuta interconnessione (e comunque entro il 15 novembre 2028). Deve contenere la data di completamento (secondo il principio di competenza fiscale ex art. 109 del TUIR) e l’attestazione del possesso di tutta la documentazione tecnica e contabile richiesta.

Obblighi di Monitoraggio Successivi: Una volta ottenuto il beneficio, le imprese dovranno inviare due ulteriori comunicazioni periodiche ogni anno: una entro il 20 gennaio (con i dati sugli investimenti e la previsione di utilizzo) e una integrativa entro il 30 giugno (con il piano di ammortamento e le quote imputate).

Nota: Al momento è possibile presentare solo le comunicazioni preventive; l’invio delle conferme e dei completamenti verrà sbloccato con successivi provvedimenti.

Da quando decorre la fruizione del beneficio?

La maggiorazione del costo di acquisizione rileva ai fini delle imposte sui redditi a decorrere dal periodo d’imposta in cui viene trasmessa la comunicazione di completamento al GSE, a condizione che il bene sia entrato in funzione ed sia stato interconnesso entro lo stesso periodo, e subordinatamente all’esito positivo delle verifiche del GSE (che risponde entro 10 giorni dall’invio).

Un aspetto critico per il bilancio 2026: Se un’azienda completa e interconnette un investimento nel corso del 2026, ma trasmette la comunicazione di completamento a inizio 2027, non potrà fruire della maggiorazione nel modello REDDITI 2027 (anno d’imposta 2026), ma dovrà slittare al modello REDDITI 2028. In attesa di chiarimenti ufficiali dal MIMIT su un eventuale “recupero” della quota fissa, è fortemente consigliato pianificare la documentazione in tempo per inviare la comunicazione di completamento entro il 31 dicembre dello stesso anno di interconnessione del bene.

Scaglioni e calcolo del Plafond

Le aliquote della maggiorazione sono strutturate in scaglioni e, a differenza di precedenti passate interpretazioni, i tetti di spesa si calcolano su base annuale (singolarmente per il 2026, 2027 e 2028) e non sull’intero triennio:

  • 180% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;

  • 100% per investimenti oltre i 2,5 milioni e fino a 10 milioni di euro;

  • 50% per investimenti oltre i 10 milioni e fino a 20 milioni di euro.

Adempimenti rigidi: Perizia e Certificazione per tutti

A differenza delle vecchie normative sul Credito d’Imposta 4.0 o sui precedenti iperammortamenti, non esistono più soglie di esenzione (es. sotto i 300.000 euro) per l’autodichiarazione. L’impianto documentale è generalizzato e obbligatorio per qualsiasi importo:

  • Perizia Tecnica Asseverata sempre obbligatoria: Deve essere redatta da un ingegnere o perito industriale iscritto all’albo (o enti di certificazione accreditati) e deve dimostrare le caratteristiche tecniche 4.0 e l’avvenuta interconnessione. Per il settore agricolo sono abilitati anche agronomi, agrotecnici o periti agrari.

  • Certificazione Contabile sempre obbligatoria: Necessaria per attestare l’effettivo sostenimento delle spese, indipendentemente dalle dimensioni aziendali o dal fatto che l’impresa sia già sottoposta per legge a revisione legale dei conti. Deve essere rilasciata da un revisore legale o da una società di revisione.

Nota di attenzione: I costi per la perizia asseverata e la certificazione contabile sono interamente a carico dell’impresa e non è previsto alcun tipo di ristoro o recupero per queste spese.

Semplificazioni e Punti Critici da monitorare

  • Nessuna dicitura obbligatoria in fattura: Viene confermata un’importante semplificazione burocratica; non è necessario inserire alcuna dicitura specifica o riferimento normativo nelle fatture di acquisto dei beni agevolati. Resta fermo l’obbligo di conservazione rigorosa di tutta la documentazione (fatture, DDT, contratti di leasing) per evitare la decadenza in caso di controlli.

  • Il nodo dei Software in Cloud (SaaS): Attualmente, l’impianto della norma esclude i software fruiti in cloud ed erogati in modalità Software as a Service (SaaS), poiché l’investimento deve rispondere al requisito di bene ammortizzabile e durevole. Si tratta di un forte limite alla digitalizzazione, ma il MIMIT ha confermato che sono in corso valutazioni con il MEF per trovare una soluzione normativa e finanziaria che possa includerli in futuro.

    Ricordiamo che martedì 7 luglio alle ore 14.30, nella nostra sede, si terrà il seminario tecnico sulle novità attuative dell’iperammortamento 2026: cliccare qui per iscriversi. 

    (MS/am)




Seminario Tecnico: “Iper-Ammortamento 2026: le misure attuative”

Martedì 7 luglio 2026 alle ore 14.30, presso la nostra sede in via Pergola 73 a Lecco, si terrà il seminario tecnico focalizzato sui nuovi provvedimenti attuativi dell'Iper-Ammortamento 2026

L'incontro rappresenta un'importante occasione per orientarsi tra le novità normative e cogliere tempestivamente le opportunità di investimento per la Sua impresa.

Insieme ai nostri esperti, il Dott. Massimo Fumagalli (Commercialista) e l'Ing. Guido Sala, approfondiremo:

  • le opportunità disponibili: i vantaggi fiscali previsti per il nuovo anno.
  • le modalità di accesso: la roadmap e i requisiti per richiedere gli incentivi.
  • i limiti normativi: le criticità e gli aspetti tecnici a cui prestare la massima attenzione per evitare sanzioni.
     
Per partecipare è obbligatoria l'iscrizione CLICCANDO QUI



Servizio gratuito di ricerca e selezione del personale per le aziende associate

Ricordiamo che è attivo il servizio gratuito di ricerca personale riservato alle imprese associate.
 
In un mercato del lavoro sempre più complesso e caratterizzato dalla difficoltà di reperire figure professionali qualificate, l’Associazione mette a disposizione uno strumento concreto per supportare le imprese nella ricerca di nuovi collaboratori.

Attraverso il servizio è possibile inserire le proprie offerte di lavoro che verranno:

  • pubblicate nella sezione dedicata alle offerte di lavoro del sito associativo
  • trasmesse ai Centri per l’Impiego territorialmente competenti
  • condivise con enti che operano nell’ambito dei servizi al lavoro, orientamento e incontro tra domanda e offerta di lavoro
  • promosse attraverso i canali social dell’Associazione
 
Il servizio è completamente gratuito per le Aziende Associate e rappresenta un’opportunità aggiuntiva per ampliare la visibilità degli annunci, il bacino di candidati e favorire un più rapido incontro tra le esigenze delle imprese e le professionalità presenti sul territorio.
 
Per inserire una nuova offerta di lavoro è possibile consultare la pagina dedicata:
 
Le offerte pubblicate sono consultabili al seguente link:
(SB/tm)



Assemblea di Confapi Lecco Sondrio con i 200 anni della Fratelli Bonaiti di Calolziocorte

Si è svolto ieri il momento istituzionale più importante dell’anno per Confapi Lecco Sondrio. Nel tardo pomeriggio, presso la sede dell’associazione, si è tenuta l’Assemblea privata dei soci per l’approvazione del bilancio 2025. A seguire, la cornice di Villa Casaforte di Bisone ha ospitato la tradizionale cena degli associati, arricchita dalla cerimonia di premiazione delle aziende che hanno raggiunto storici traguardi di fondazione o di fedeltà associativa.
Ad aprire i lavori davanti alla platea di imprenditori è stato il presidente di Confapi Lecco Sondrio, Enrico Vavassori, che ha tracciato il bilancio di un anno complesso ma virtuoso: “Durante questo anno di lavoro le piccole e medie imprese dei territori di Lecco e di Sondrio hanno dimostrato, ancora una volta, una resilienza e una capacità d’impatto straordinarie. Penso in modo particolare al nostro cuore pulsante: il comparto metalmeccanico. Un settore che non è solo la spina dorsale dell’economia delle nostre due province, ma è un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale. Di fronte alle difficoltà di approvvigionamento, ai costi energetici altalenanti e alle sfide della digitalizzazione, le nostre trafilerie, le nostre fonderie, le nostre aziende manifatturiere e meccaniche non si sono fermate. Abbiamo continuato a investire, a innovare, a tutelare l’occupazione e a valorizzare le competenze del territorio. Abbiamo dimostrato che la flessibilità tipica della piccola impresa italiana, unita alla precisione quasi sartoriale della metalmeccanica lecchese e valtellinese, è il vero motore del nostro tessuto sociale ed economico. Come Confapi Lecco Sondrio, il nostro obiettivo in questo anno è stato uno solo: non lasciarvi mai soli. Abbiamo lavorato per essere il vostro punto di riferimento per la formazione, la sicurezza sul lavoro, l’internazionalizzazione, la gestione moderna del personale con il welfare e il dialogo con le istituzioni. Vogliamo continuare a essere la voce forte e chiara di chi fa impresa con coraggio e responsabilità“.

Come abitudine da qualche anno, insieme al bilancio economico dell’associazione, è stato presentato quello di sostenibilità con il report di impatto relativo all’anno 2025 (visibile cliccando qui) che ha evidenziato il miglioramento nei rapporti di networking con gli altri stakeholder del territorio. Molto positivi gli eventi di promozione della cultura d’impresa aperti a tutti, come i tanti progetti dedicati ai giovani con le scuole e quelli di riqualificazione professionale per chi deve ricollocarsi nel mondo del lavoro.

Il momento centrale della serata è stato dedicato al riconoscimento del valore storico delle imprese del territorio, che sono state premiate dal Presidente Enrico Vavassori e da quella del Gruppo Giovani Federica Fagioli.
Un applauso speciale è stato tributato ai 200 anni di fondazione della Giuseppe e Fratelli Bonaiti srl di Calolziocorte, punto di riferimento dal 1826 nella lavorazione del filo di acciaio; a ritirare il premio è stato Sandro Bonaiti, accompagnato dai figli Giulio e Guido.
Ufficializzati anche i riconoscimenti per i 50 anni di attività di altre due importanti realtà locali: Domestik srl (Valmadrera), specializzata nella realizzazione di articoli in metallo, espositori per punti vendita, carrelli e scaffalature; Taroni snc di Taroni Valeria (Osnago), attiva nella produzione di componenti per sistemi frenanti.
L’associazione ha poi voluto omaggiare la continuità e la fedeltà al sistema Confapi. Per i 50 anni di associazione, il riconoscimento è andato alle Trafilerie Vavassori srl di Beverate di Brivio (produzione di fili, chiodi, reti metalliche e articoli per l’edilizia), azienda guidata dallo stesso presidente dell’associazione.
Infine, sono state premiate le aziende che hanno celebrato i 25 anni di iscrizione: Adda Ondulati spa (Annone Brianza), specialisti negli imballaggi di cartone ondulato. Officina Meccanica Frigerio srl (Cesana Brianza), attiva nelle lavorazioni di fresatura e alesatura CNC su particolari “one off” di medie e piccole dimensioni. Trafileria Scerelli srl (Annone Brianza), eccellenza nella lavorazione del filo di acciaio. Tecno Elettrica Ravasi srl (Calco), specializzata in dispositivi di comando e controllo per sollevamento, automazione industriale, pale eoliche, tecnologie per lo spettacolo e macchine industriali operanti anche in ambienti a rischio esplosivo.

Anna Masciadri
Ufficio stampa

 
 




Pubblicato il “Bilancio di sostenibilità e report di impatto 2025” dell’Associazione

E’ stato pubblicato sul nostro sito il “Bilancio di sostenibilità e report di impatto 2025” dell’Associazione curato da Silvia Negri e da Sabrina Bonomi che è stato presentato in occasione dell’assemblea di approvazione del bilancio tenutasi l’11 giugno 2026 e distributito in versione cartacea agli associati presenti.

L’edizione di quest’anno evidenzia il miglioramento dell’associazione nei rapporti di networking con gli altri stakeholder del territorio.
Molto positivi gli eventi di promozione della cultura d’impresa aperti a tutti, come i tanti progetti dedicati ai giovani con le scuole e quelli di riqualificazione professionale per chi deve ricollocarsi nel mondo del lavoro.

Cliccando qui è possibile visionare “Bilancio di sostenibilità e report di impatto 2025”.

(AM/am)




Riforma fiscale: proposto un automatismo per l’addebito diretto delle imposte sul conto corrente

La riforma fiscale in corso di attuazione introduce un’evoluzione significativa nelle modalità di versamento delle imposte, orientata verso sistemi sempre più automatizzati.

Tra le novità più rilevanti emerge la possibilità di adempiere all’obbligazione tributaria mediante addebito diretto su conto corrente, attivabile in via preventiva dal contribuente o dall’intermediario.

Si tratta di un cambiamento che, pur inserendosi nel solco dell’attuale utilizzo del modello F24 telematico, ne modifica profondamente la logica operativa, spostando il baricentro da un sistema “a impulso” a uno basato su autorizzazioni continuative.

Quadro normativo di riferimento – La novità trova fondamento nella Legge delega n. 111/2023 e, in particolare, nell’art. 7 del D.Lgs. n. 1/2024, che prevede la possibilità di disporre preventivamente l’addebito di somme dovute per scadenze future, con riferimento a:

  • versamenti ricorrenti;
  • pagamenti rateizzati;
  • importi predeterminati derivanti da obblighi fiscali.
Le modalità attuative saranno definite con apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, nell’ambito della convenzione con il Ministero dell’Economia per il triennio 2026-2028.

Dal modello F24 al mandato di addebito – Attualmente, il pagamento delle imposte dirette avviene tramite presentazione del modello F24, con addebito puntuale sul conto corrente indicato. Il nuovo sistema prospettato introduce invece una logica diversa:

  • il contribuente comunica il proprio IBAN;
  • autorizza l’addebito per obbligazioni future;
  • il sistema procede automaticamente al prelievo alle scadenze previste.
L’evoluzione è analoga, sotto il profilo funzionale, ai meccanismi di addebito diretto SEPA, ma integrata nell’infrastruttura fiscale. Un esempio applicativo già esistente è rappresentato dall’imposta di successione, in cui l’importo autoliquidato viene prelevato direttamente dal conto indicato.

Estensione ai controlli e alla compliance – Uno degli sviluppi più rilevanti riguarda l’estensione del meccanismo anche agli esiti dei controlli fiscali. In prospettiva, l’addebito diretto potrà essere utilizzato per:

  • somme dovute a seguito di lettere di compliance;
  • esiti di controlli automatizzati o formali;
  • altri importi determinati dall’Amministrazione finanziaria.
In tali ipotesi, una volta autorizzato l’addebito, il pagamento potrebbe avvenire automaticamente alla scadenza, riducendo l’intervento attivo del contribuente.

Impatti operativi per contribuenti e intermediari – L’introduzione dell’addebito diretto comporta effetti rilevanti sul piano operativo:

  • semplificazione degli adempimenti ripetitivi;
  • riduzione del rischio di errori materiali nella compilazione dei modelli;
  • maggiore integrazione con i sistemi informativi dell’Agenzia.
Per gli intermediari, tuttavia, cambia la natura dell’attività:
  • minore operatività nella trasmissione degli F24;
  • maggiore responsabilità nella gestione delle autorizzazioni e dei flussi;
  • necessità di monitoraggio continuo delle posizioni dei clienti.
Il presidio si sposta quindi dalla fase esecutiva alla fase di controllo e supervisione.

Digitalizzazione e intelligenza artificiale – La misura si inserisce in un più ampio processo di digitalizzazione del sistema fiscale. La convenzione MEF-Agenzia evidenzia, infatti:

  • il potenziamento della dichiarazione precompilata, con ampliamento dei dati disponibili;
  • l’utilizzo di strumenti di intelligenza artificiale per l’assistenza ai contribuenti;
  • l’impiego di tecniche avanzate (machine learning, network analysis, text mining) per i controlli e l’analisi del rischio.
L’obiettivo è quello di costruire un sistema fiscale sempre più automatizzato, in cui l’intervento umano sia limitato alle situazioni di eccezione.

Profili critici – Non mancano, tuttavia, elementi di attenzione:

  • rischio di addebiti in presenza di contestazioni non ancora definite;
  • necessità di garantire adeguati strumenti di revoca o sospensione;
  • gestione delle situazioni di incapienza del conto corrente;
  • ridefinizione dei profili di responsabilità tra contribuente e intermediario.
In particolare, l’automatismo del pagamento potrebbe comprimere i tempi di reazione del contribuente, rendendo essenziale un monitoraggio tempestivo delle comunicazioni dell’Agenzia.
 

(MF/ms)




Scade il 30 giugno il termine “lungo” per gli investimenti ai fini del tax credit 4.0

Ultima chance per fruire del credito d’imposta investimenti in beni strumentali 4.0.

Scade infatti il 30 giugno 2026 il termine “lungo” per effettuare gli investimenti in beni materiali 4.0 “prenotati” con ordine e acconto minimo del 20% nel 2025, fermo restando il rispetto delle comunicazioni richieste.

L’art. 1 comma 446 della L. 207/2024 ha previsto il riconoscimento, nel rispetto di un limite di spesa specifico, del credito d’imposta di cui all’art. 1 comma 1057-bis della L. 178/2020 – vale a dire quello relativo alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali materiali nuovi indicati nell’Allegato A alla L. 232/2016 – anche agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2025, ovvero entro il 30 giugno 2026 ma a condizione che entro il 31 dicembre 2025 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione.

A tal fine, il DM 15 maggio 2025, come modificato dal DM 16 giugno 2025, ha approvato i modelli di comunicazione e definito la relativa procedura, prevedendo la necessità di presentare una comunicazione preventiva, rilevante ai fini della prenotazione delle risorse (comunque entro il termine del 31 gennaio 2026), una comunicazione preventiva con acconto, da presentare entro 30 giorni dalla prima, e, da ultimo, una comunicazione di completamento degli investimenti, a seguito del completamento degli stessi.

Si ricorda che in relazione al credito d’imposta 4.0 in esame era stato comunicato l’esaurimento delle risorse disponibili, con possibilità tuttavia di presentare ancora comunicazioni preventive; in caso di nuova disponibilità di risorse, è stato previsto che il GSE ne avrebbe dato comunicazione alle imprese secondo l’ordine cronologico di trasmissione delle domande.

Si rileva altresì che il credito d’imposta 4.0 è stato “sostituito” per gli investimenti effettuati dal 2026 dall’iper-ammortamento, che, a norma dell’art. 1 comma 431 della L. 199/2025, non si applica comunque agli investimenti che beneficiano delle disposizioni di cui al citato art. 1 comma 446 della L. 207/2024.

Tanto premesso, ove siano state presentate la comunicazione preventiva e di acconto nei suddetti termini e sia stato comunicato il via libera da parte del GSE, per poter beneficiare del credito d’imposta per beni materiali 4.0 con ordine e acconto minimo del 20% avvenuti entro il 31 dicembre 2025, gli investimenti devono essere effettuati entro il prossimo 30 giugno; diversamente non si potrà fruire di tale agevolazione.

Quanto all’individuazione del momento di effettuazione degli investimenti, rileverebbero le regole generali della competenza previste dai commi 1 e 2 dell’art. 109 del TUIR.

In relazione agli investimenti ultimati alla data del 30 giugno 2026 (investimenti prenotati nel 2025 ma effettuati nel termine “lungo” del 2026), occorrerà presentare anche la comunicazione di completamento, a norma dell’art. 2 comma 4 del DM 15 maggio 2025, entro il termine del 31 luglio 2026.
Il mancato invio da parte delle imprese delle comunicazioni nei termini e nelle modalità previste comporta il mancato perfezionamento della procedura per la fruizione del credito d’imposta.

Quanto all’utilizzo del credito d’imposta 4.0, secondo l’Agenzia delle Entrate se l’investimento è completato entro il 30 giugno 2026 si può fruire della prima quota già nel 2026 e della seconda e terza quota rispettivamente a partire dal 2027 e dal 2028 (fermo restando che la quota annuale può essere fruita anche in anni successivi a quello dal quale può essere utilizzata). In tal caso nel modello F24 va utilizzato il codice tributo “7077” e deve essere indicato sempre come anno di riferimento l’anno di completamento comunicato al MIMIT/GSE, in questo caso il 2026, e lo stesso anno 2026 va indicato anche quando si fruisce delle quote di credito negli anni successivi (cfr. FAQ 29 gennaio 2026).

Altro aspetto da considerare in relazione a tali beni è l’indicazione nel modello REDDITI 2026.

Le istruzioni per la compilazione del quadro RU con riferimento al codice credito “2L” richiedono infatti l’indicazione degli investimenti anche solo prenotati nel periodo d’imposta oggetto della dichiarazione (entro il 31 dicembre 2025) ma effettuati successivamente, nel termine “lungo” del 30 giugno 2026. A tal fine occorre compilare, oltre al rigo RU5 colonna 2 (in cui indicare il credito maturato), il rigo RU140 nel modello REDDITI 2026, denominato “Investimenti beni strumentali (effettuati dopo la chiusura del periodo d’imposta)”.

(MF/ms)




Possibile estensione degli iper-ammortamenti ai software in cloud

Con la risposta a interrogazione parlamentare n. 5-05448, resa in Commissione Attività produttive alla Camera, sono state fornite alcune indicazioni in relazione ai nuovi iper-ammortamenti ex art. 1 commi 427 – 436 della L. 199/2025, ancora in attesa, allo stato attuale, dell’emanazione delle relative disposizioni attuative.

Nella domanda è stato infatti rilevato che, secondo quanto appreso da fonti di stampa, sarebbe stato firmato il decreto attuativo relativo al piano “Transizione 5.0”, destinato a sostenere gli investimenti in innovazione digitale e transizione energetica delle imprese. Ciononostante, prima che la misura diventi pienamente operativa sarebbero necessarie ancora diverse settimane, a causa di continue modifiche e rallentamenti procedurali.

Nello specifico, è stato rilevato che l’operatività del provvedimento potrebbe slittare alla prima metà di giugno 2026, nonostante le imprese attendano da mesi chiarimenti definitivi, nonché l’apertura della piattaforma telematica del GSE.

Vi sarebbe, da quanto emerso, un aggravio burocratico significativo, con l’introduzione di cinque comunicazioni obbligatorie lungo il ciclo dell’investimento, maggiori controlli ex ante ed ex post e un ampliamento del ruolo dei certificatori.

Il decreto escluderebbe, inoltre, dagli incentivi i software in cloud e i modelli “as-a-service”, oggi largamente utilizzati dalle imprese nei processi di digitalizzazione industriale.

Sul tale punto, è stato quindi osservato, nell’ambito più generale di garantire necessariamente una semplificazione degli adempimenti burocratici in capo alle imprese, nonché una piena operatività della piattaforma GSE in tempi certi e rapidi, se non si ritenga necessario rivedere l’esclusione dei software in cloud e dei modelli “as-a-service” dagli investimenti agevolabili prevedendo – quantomeno – una fase transitoria o correttivi applicativi per evitare che i continui cambiamenti normativi penalizzino gli investimenti già programmati.

A fronte di tali osservazioni, il Ministro delle Imprese e del Made in Italy ha precisato che il decreto attuativo relativo ai nuovi iper-ammortamenti è stato sottoscritto dal MIMIT il 4 maggio 2026 e dal MEF il 7 maggio 2026 ed è stato registrato alla Corte dei Conti il 18 maggio 2026.

Con riferimento alle tempistiche di apertura della piattaforma informatica per la gestione della misura, nella risposta è stato affermato che il GSE sta provvedendo all’adeguamento dei propri sistemi informativi alle modifiche introdotte dal decreto attuativo, al fine di consentire alle imprese la presentazione delle comunicazioni e l’accesso al beneficio nel più breve tempo possibile.

Per quanta riguarda l’articolazione delle comunicazioni e il ruolo dei soggetti certificatori, viene evidenziato che l’impianto procedurale risponde all’esigenza di garantire il corretto e tempestivo monitoraggio della misura, nonché il presidio sull’effettiva spettanza del beneficio.

Il MIMIT predisporrà FAQ e circolari operative

Viene altresì affermato che il MIMIT è impegnato a contenere gli oneri a carico delle imprese e a fornire, mediante apposite FAQ e circolari operative, ogni utile chiarimento volto ad assicurare un’applicazione chiara e agevole della disciplina.

Infine, in merito all’esclusione, dal novero delle spese agevolabili, dei software in cloud, si è già avuto modo di evidenziare che la norma sui nuovi iper-ammortamenti non ripropone la disposizione prevista in relazione alle precedenti agevolazioni (dalla vecchia maggiorazione del 40% per i beni immateriali correlata all’iper-ammortamento, al credito d’imposta per investimenti in beni strumentali 4.0), in base alla quale si consideravano espressamente agevolabili “anche i costi sostenuti a titolo di canone per l’accesso, mediante soluzioni di cloudcomputing, a beni immateriali di cui all’Allegato B, limitatamente alla quota del canone di competenza del singolo periodo d’imposta di vigenza della disciplina agevolativa”.

Nella risposta a interrogazione parlamentare n. 5-05448, in merito ai software fruiti in cloud e secondo modelli “as-aservice”, è stato affermato che sono attualmente in corso di valutazione alcune possibili soluzioni di carattere normativo, rispetto alle quali si sta lavorando, assieme al Ministero dell’Economia, per far fronte alle esigenze di copertura finanziaria.
 

(MF/ms)




Dichiarazioni IMU entro il 30 giugno 2026

Entro il 30 giugno 2026 occorre presentare le dichiarazioni IMU “ordinaria” (qualora dovuta) e IMU ENC (sempre da trasmettere) relative all’anno 2025.

I due modelli dichiarativi si distinguono per soggetti passivi tenuti ad adottarli e presupposti dichiarativi.

Salvo gli enti non commerciali che possiedono almeno un immobile esente ex art. 1 comma 759 lett. g) della L. 160/2019, tutti gli altri soggetti passivi adottano il modello dichiarativo IMU/IMPi ex DM 24 aprile 2024.

La dichiarazione IMU “ordinaria” riferita al 2025 va presentata solo se, nel corso di tale anno, il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’IMU. Infatti, se è già stata presentata negli anni precedenti, la dichiarazione IMU/IMPi ha effetti anche per gli anni successivi, salvo che siano intervenute circostanze sopravvenute da cui consegue un diverso ammontare dell’IMU.

Nelle istruzioni alla dichiarazione IMU/IMPi ex DM 24 aprile 2024 vengono elencate le fattispecie da dichiarare.

In ogni caso, il contribuente non è tenuto a presentare la dichiarazione se l’inizio del possesso (ossia l’acquisto della proprietà, dei diritti reali di godimento o degli altri diritti di cui all’art. 1 comma 743 della L. 160/2019 che fanno sorgere la soggettività passiva IMU) o le variazioni rilevanti ai fini dell’IMU identificano circostanze già documentalmente note al Comune o dallo stesso comunque conoscibili, ad esempio tramite visura catastale (in tal senso anche la sentenza della Corte di Cassazione n. 26921/2025).

Ad esempio, se l’acquisto o la cessione della proprietà sull’immobile sono avvenute in forza di un atto pubblico o di una scrittura privata autenticata, il notaio provvede anche all’aggiornamento della banca dati catastale: in tal caso, pertanto, non occorre presentare la dichiarazione IMU.

La dichiarazione IMU va inoltre trasmessa ai fini dell’applicazione di determinate agevolazioni. L’art. 1 comma 769 della L. 160/2019 dispone infatti che la presentazione della dichiarazione IMU è richiesta per l’esenzione degli immobili merce di cui al precedente comma 751, nonché per l’assimilazione all’abitazione principale degli alloggi sociali di cui al DM 22 aprile 2008 e dell’unità immobiliare posseduta e non concessa in locazione dal personale delle Forze armate, di Polizia, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco e del personale appartenente alla carriera prefettizia (art. 1 comma 741 lett. c) nn. 3 e 5 della L. 160/2019).

Peraltro, le istruzioni allegate al DM 24 aprile 2024 (p. 3), richiamando la posizione della giurisprudenza di legittimità (cfr. Cass. 21 dicembre 2022 n. 37385), precisano che, al di là di una espressa previsione, “il mancato adempimento dell’obbligo dichiarativo determina in via generale, per tutti i casi in cui è previsto detto onere, la decadenza dal beneficio stabilito dalle norme”.

Quanto alle modalità di presentazione della dichiarazione IMU/IMPi, questa può essere trasmessa: in forma cartacea (con consegna a mano, a mezzo posta o PEC, oppure con altre modalità di trasmissione stabilite dal Comune) oppure con modalità telematica, mediante i servizi telematici Entratel o Fisconline, direttamente dal dichiarante o tramite un intermediario abilitato ex art. 3 comma 3 del DPR 322/98 (quest’ultima modalità è obbligatoria se la dichiarazione riguarda l’esenzione dell’immobile occupato abusivamente da terzi ex art. 1 comma 759 lett. g-bis) della L. 160/2019).

Invece, il modello dichiarativo IMU ENC ex DM 24 aprile 2024 va adottato dagli enti non commerciali che possiedono, nel Comune destinatario della dichiarazione, almeno un immobile esente dall’IMU ai sensi della lett. g) del citato comma 759, in quanto impiegato per lo svolgimento, con modalità non commerciali, delle attività istituzionali ex art. 7 comma 1 lett. i) del DLgs. 504/92 (attività didattica, sportiva, ecc.).

Detti enti devono presentare, con modalità esclusivamente telematiche, la dichiarazione IMU ENC ogni anno, anche se non sono intervenute variazioni (art. 1 comma 770 della L. 160/2019). La giurisprudenza di legittimità (recepita anche nelle istruzioni al modello dichiarativo) afferma che la dichiarazione IMU ENC va presentata dagli enti non commerciali a pena di decadenza dalla predetta esenzione (così, tra le altre, Cass. 21 dicembre 2022 n. 37385).

Nella dichiarazione IMU ENC vanno indicati tutti gli immobili

L’ente non commerciale che possiede almeno un immobile esente ex art. 1 comma 759 lett. g) della L. 160/2019 indica nella dichiarazione IMU ENC tutti gli immobili che possiede nel Comune (destinatario della dichiarazione), e quindi: sia gli immobili esenti in quanto destinati allo svolgimento, con modalità non commerciali, dell’attività istituzionale (o parzialmente esenti, in quanto destinati ad utilizzo “misto” ex art. 5 del DM 200/2012), sia gli immobili esenti per altre fattispecie e gli immobili imponibili.
 

(MF/ms)