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Convegno “Della trafileria non si butta via niente”: giovedì 15 gennaio 2026

Informiamo le aziende associate che giovedì 15 gennaio 2026, presso la sede di Confapi Lecco Sondrio, si terrà il convegno “Della trafileria non si butta via niente“, conclusione del progetto di ApiTech e Università Bicocca di Milano dedicato al riutilizzo degli stearati esausti che ha coinvolto alcune trafilerie del territorio.

In allegato, potete scaricare il programma completo dei lavori.
 
Per partecipare è obbligatoria l’iscrizione CLICCANDO QUI

(SN/am)




Confapi: indagine congiunturale 2025

Confapi nazionale sta promuovendo un’indagine congiunturale sull’analisi dell’andamento dei principali indicatori aziendali delle imprese nel corso dell’anno 2025 e sulle aspettative per il primo semestre 2026.

Chiediamo alle aziende associate di partecipare compilando il questionario CLICCANDO QUI 
 
L’indagine sarà attiva fino alle ore 18.00 del prossimo venerdì 23 gennaio 2026.

(MP/am)

 




Agevolazioni sulla fornitura di gas naturale a favore delle imprese gasivore: pubblicato il primo elenco delle imprese a forte consumo di gas naturale per l’anno 2026

Facciamo seguito alla precedente circolare in materia di agevolazioni sulla fornitura di gas naturale a favore delle imprese gasivore.

Informiamo ora le aziende interessate che sul sito della Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali – CSEA (https://gasivori.csea.it/Gasivori/) è stato pubblicato il primo elenco delle imprese a forte consumo di gas naturale per l’anno 2026, con la specifica della classe di agevolazione assegnata ad ogni ragione sociale.

Il beneficio sarà applicato direttamente in fattura a riduzione della componente tariffaria RE o REt, in misura differenziata a seconda della classificazione della gasivorità dell’azienda.

Restiamo comunque a disposizione per eventuali chiarimenti dovessero necessitare.

(RP/rp)




Agevolazioni sulla fornitura di energia elettrica a favore delle imprese elettrivore: pubblicato il primo elenco delle imprese a forte consumo di energia per l’anno 2026

Facciamo seguito alle precedenti circolari in materia di agevolazioni sulla fornitura di energia elettrica a favore delle imprese elettrivore.

Informiamo ora le aziende interessate che sul sito della Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali – CSEA (https://energivori.csea.it/Energivori/) è stato pubblicato il primo elenco delle imprese a forte consumo di energia elettrica per l’anno 2026, con la specifica della classe di agevolazione assegnata ad ogni ragione sociale.

Il beneficio sarà applicato direttamente in fattura a riduzione della componente tariffaria ASOS, in misura differente in funzione della classe di agevolazione attribuita.

Restiamo comunque a disposizione per eventuali chiarimenti dovessero necessitare.

(RP/rp)




Per il 2026 Confapi Lecco Sondrio punta su innovazione, credito e giovani

L’anno per Confapi Lecco Sondrio si chiude con un rinnovamento all’interno della giunta grazie all’ingresso di tre nuovi imprenditori nella squadra che affianca il presidente confermato Enrico Vavassori.
L’innovazione, il credito e la valorizzazione della parte giovane dell’associazione sono i cardini su cui il presidente vuole puntare per il suo secondo mandato appena cominciato e che si concluderà nel 2028.

Vavassori, nella conferenza stampa di fine anno, ha tracciato un bilancio dei suoi primi tre anni da presidente e volto lo sguardo in avanti: “In questi anni le imprese ci hanno chiesto con forza supporto sul tema del reperimento di personale qualificato, una criticità che riguarda l’intero sistema produttivo italiano. Per rispondere a questa esigenza, tre anni fa abbiamo avviato un percorso strutturato di collaborazione con le scuole del territorio, sviluppando progetti, concorsi e iniziative costruite su misura in base alle necessità degli istituti e delle aziende. Oggi questi progetti sono consolidati e proseguono con continuità. Parallelamente, alla luce del contesto economico e delle trasformazioni in atto nel mondo delle imprese, abbiamo scelto di rafforzare il nostro impegno nel supportare le aziende nei processi di innovazione. Il momento che stiamo vivendo, in particolare nel comparto metalmeccanico che rappresenta la maggioranza delle nostre associate, non è semplice: registriamo un calo degli ordini e una riduzione dei volumi di lavoro, influenzati da fattori esterni come le tensioni geopolitiche e l’aumento dei costi energetici. Proprio nei momenti di difficoltà è però necessario cambiare prospettiva, cogliere le opportunità e guardare avanti. L’innovazione rappresenta per noi un asset strategico fondamentale. Per questo abbiamo rafforzato la giunta con figure competenti su questi temi, così come sul sostegno al credito, elemento imprescindibile per accompagnare le imprese nei percorsi di crescita e trasformazione. Un segnale importante è anche l’ingresso in giunta di Federica Fagioli, presidente del Gruppo Giovani, che rappresenta il futuro della nostra associazione”.
Presentati in conferenza stampa i tre nuovi elementi che hanno fatto il loro ingresso in giunta.

Luigi Pescosolido, titolare dell’azienda Rapitech di Lecco: “Viviamo una fase storica di grandi cambiamenti e credo che il ruolo delle istituzioni, oggi più che mai, sia quello di accompagnare il territorio in questa transizione, creando le condizioni perché le imprese possano crescere, innovare e restare competitive. Per questo motivo uno dei pilastri del mio impegno sarà proprio l’innovazione, intesa non come parola astratta, ma come strumento reale di sviluppo per le nostre pmi, come lo è stato con il corso che abbiamo organizzato con il Politecnico di Lecco dedicato all’intelligenza artificiale a cui hanno partecipato 30 imprenditori”.

Franco Valagussa dell’azienda Domestik di Valmadrera: “Quello che vorrei portare all’interno dell’associazione è proprio il punto di vista dell’imprenditore che vive ogni giorno il mercato, le sue complessità e le sue sfide. Vorrei contribuire in modo concreto, con proposte pragmatiche e con un’attenzione particolare ai temi che oggi incidono maggiormente sulla competitività delle imprese: innovazione, investimenti e accesso agli strumenti finanziari. In questo contesto, il supporto al credito è un elemento fondamentale. Senza un accesso adeguato alle risorse finanziarie, parlare di innovazione rischia di rimanere solo un principio teorico. Le imprese hanno bisogno di poter investire in tecnologia, formazione, sostenibilità e nuovi modelli organizzativi, e per farlo serve un sistema che le accompagni e le sostenga anche sul fronte creditizio”.

Federica Fagioli, titolare dell’azienda Balassa srl di Lierna e presidente del Gruppo Giovani: “Ringrazio il presidente Vavassori per avermi nominata membro di giunta. Nella mia attività lavorativa mi occupo anche di salute e sicurezza, ambiente e sostenibilità: temi centrali per il futuro delle nostre imprese. La transizione ecologica è una sfida che le nuove generazioni sentono con particolare urgenza. Come associazione dobbiamo aiutare le aziende in questo cambiamento con strumenti concreti e sostenibili, per costruire un’economia più resiliente e responsabile. Questa nomina conferma che i giovani hanno un posto centrale nella nostra associazione e che possono contribuire al suo futuro con le proprie competenze e sensibilità”.
 
Oggi si è anche riunita la nuova giunta per la prima volta e ha assegnato queste deleghe ai vari membri per i prossimi tre anni: provincia di Sondrio Massimo Mortarotti (Dispotech), Comunicazione e marketing – ufficio studi – cultura d’impresa Daria Borgonovo (Novastilmec), Ambiente e sicurezza Federica Fagioli (Balassa), Innovazione-scuola-formazione Luigi Pescosolido (Rapitech), Relazioni industriali e welfare Davide Gianola (Gianola impianti), Credito e finanza Franco Valagussa (Domestik), Bilancio Marco Frigerio (Metallurgica Frigerio), Internazionalizzazione Enrico Vavassori (Trafilerie Vavassori).

Anna Masciadri
Ufficio stampa 




Festività natalizie: chiusura uffici dell’Associazione

Informiamo le Aziende Associate che gli uffici dell’Associazione rimarranno chiusi per le festività natalizie dal 23 dicembre al 6 gennaio.
 
Le attività riprenderanno regolarmente mercoledì 7 gennaio 2026.

 

(MP/am)




Premio Ciavenasch a Mortarotti Industriale mecenate

La Provincia di Sondrio del 12 dicembre 2025, articolo sul premio assegnato al nostro vicepresidente. 




Transizione 5.0: il nodo dei pagamenti

L’architettura del credito d’imposta Transizione 5.0 è ormai delineata quanto a tempi di effettuazione degli investimenti e iter di certificazione, ma resta irrisolto un punto cruciale per la pianificazione finanziaria delle imprese: se il saldo delle fatture debba necessariamente avvenire entro il 31 dicembre 2025 o se possa legittimamente slittare al 2026 senza compromettere il diritto al beneficio.

In assenza di una regola espressa, il quadro normativo e di prassi lascia spazio a margini interpretativi significativi, con il risultato che la gestione dei pagamenti diventa terreno di scelte strategiche, dove la logica della certezza del costo e la struttura dei controlli GSE-Agenzia Entrate spingono verso un approccio prudenziale: saldare, ove possibile, tutte le fatture entro il 2025, qualificando tale opzione come scelta di tutela e non come obbligo testuale.

L’assenza di un obbligo esplicito di saldo entro il 2025 né di una chiara apertura ai pagamenti nel 2026 rende, ad oggi, la gestione dei flussi finanziari sul credito d’imposta Transizione 5.0 uno dei passaggi più delicati per imprese e consulenti. In questo quadro di incertezza, l’opzione di chiudere – quando possibile – tutti i pagamenti entro il 31 dicembre 2025 si configura come scelta prudenziale coerente con la logica del beneficio e con il contenimento del rischio di future contestazioni.

Il perimetro temporale certo – Il dato normativo oggi univoco riguarda il periodo di effettuazione degli investimenti: il Piano Transizione 5.0 circoscrive il perimetro agevolabile agli investimenti “effettuati” tra il 1° gennaio 2024 e il 31 dicembre 2025, come indicato nelle schede ufficiali del MIMIT e nelle principali ricostruzioni di prassi.

Le comunicazioni ex post al GSE – quelle di completamento progetto, che attestano l’intervento realizzato e il raggiungimento degli obiettivi di riduzione dei consumi – possono essere trasmesse entro il 28 febbraio 2026, cioè in una logica di rendicontazione a consuntivo che fisiologicamente va oltre il termine del biennio di investimento.

Il “vuoto” sui termini di pagamento – Le disposizioni attuative e le FAQ si concentrano su requisiti energetici, iter di comunicazione con il GSE, modalità di calcolo del credito e relative tempistiche di utilizzo, ma non sciolgono il nodo della data di saldo delle fatture.

In particolare, manca una presa di posizione espressa sulla possibilità di pagamenti parziali o dilazionati oltre il 31 dicembre 2025 per investimenti che risultino comunque conclusi, ordinati e fatturati entro tale data, e non esistono precedenti consolidati pienamente sovrapponibili, trattandosi di misura di nuova introduzione.

La logica sostanziale del credito – La struttura del Piano 5.0 è imperniata su un credito che matura solo dopo il completamento del progetto e la certificazione ex post degli investimenti e della riduzione dei consumi, con successiva interlocuzione GSE-Agenzia delle Entrate.

In tale contesto, FAQ e modulistica insistono sugli “estremi delle fatture” e sul “sostenimento delle spese”, senza chiarire se tale sostenimento possa ritenersi perfezionato in presenza di un saldo solo parziale al 31 dicembre 2025, con residuo nel 2026, né se esista una connessione rigida tra data di pagamento e finestra 2024-2025.

Il principio della certezza del costo – Se si guarda alla sistematica dei crediti d’imposta per investimenti, emerge un filo conduttore: lo Stato tende a richiedere la piena certezza del costo effettivamente sostenuto prima di consolidare il diritto al beneficio.

Ne discende che, pur in assenza di un obbligo testuale, è perfettamente coerente ritenere che il saldo integrale dell’investimento costituisca un requisito sostanziale almeno ai fini della fruizione “a regime” del credito, sia per la corretta determinazione della base agevolabile sia in previsione di futuri controlli documentali.

La scelta prudenziale per imprese e professionisti – In questo scenario, l’indicazione operativa di saldare, se la liquidità lo consente, tutte le fatture entro il 31 dicembre 2025 si allinea a tre elementi chiave: la cornice temporale della misura, l’assenza di prassi consolidata e la struttura delle verifiche GSE centrate su investimenti completati e spese chiaramente sostenute.

Proprio l’incertezza sulla sorte dei pagamenti effettuati nel 2026 suggerisce, dal punto di vista della tutela sia dell’impresa sia del professionista, di qualificare il saldo entro il 2025 come opzione prudenziale, esplicitando però al cliente che non si tratta di un vincolo normativo espresso ma di una scelta di gestione del rischio, destinata a ridurre la possibilità che future interpretazioni restrittive mettano in discussione la quota di credito riferita a importi pagati oltre il biennio agevolato.
 

(MF/ms)




Assemblee a distanza: proroga fino al 30 settembre 2026

Il DL Milleproroghe 2025 approvato l’11 dicembre dal Governo, all’art. 3 comma 11 della bozza circolata differisce, per l’ennesima volta, fino al 30 settembre 2026, la possibilità di svolgere le assemblee di società ed enti con le modalità consentite durante l’epidemia da COVID-19 (ex art. 106 del DL 18/2020 convertito).

Tale disciplina, infatti, in forza di quanto stabilito in sede di conversione in legge del DL 202/2024 (Milleproroghe 2024), troverebbe applicazione solo fino alle assemblee tenute entro il prossimo 31 dicembre (cfr. l’art. 3 comma 14-sexies del DL 202/2024 convertito).

Di conseguenza, fino al 30 settembre 2026 vi sarà la possibilità di:

  • prevedere, nelle spa, nelle sapa, nelle srl, nelle società cooperative e nelle mutue assicuratrici, anche in deroga alle diverse disposizioni statutarie, l’espressione del voto in via elettronica o per corrispondenza e l’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione (comma 2 primo periodo del citato art. 106);
  • svolgere le assemblee, sempre a prescindere da diverse disposizioni statutarie, anche esclusivamente mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano l’identificazione dei partecipanti, la loro partecipazione e l’esercizio del diritto di voto, senza la necessità che si trovino nel medesimo luogo, ove previsti, il presidente, il segretario o il notaio (comma 2 secondo periodo). Questa previsione è stata letta come il riconoscimento della possibilità di tenere assemblee “virtuali”, ossia prive di un luogo fisico di convocazione;
  • consentire, nelle srl, anche in deroga a quanto previsto dall’art. 2479 comma 4 c.c. e alle diverse disposizioni statutarie, che l’espressione del voto avvenga mediante consultazione scritta o per consenso espresso per iscritto (comma 3);
  • obbligare, in talune società (ad esempio, quelle quotate, quelle ammesse alla negoziazione su un sistema multilaterale di negoziazione e quelle con azioni diffuse fra il pubblico in misura rilevante), alla partecipazione all’assemblea tramite il Rappresentante designato (commi 4, 5 e 6).
Tali disposizioni si applicano anche alle associazioni e alle fondazioni (comma 8-bis).

Si tenga presente, inoltre, che, al fine di utilizzare le semplificazioni della disciplina emergenziale, l’assemblea dovrà essere “tenuta” entro la suddetta data del 30 settembre 2026 e non semplicemente “convocata”.

Nonostante l’assenza di specifiche indicazioni normative, poi, è da ritenere che il ricorso “agevolato” a riunioni “a distanza” sia praticabile anche per CdA e Collegi sindacali (cfr. il documento di ricerca CNDCEC-FNC 18 marzo 2020).

Si ricorda, peraltro, che, secondo la massima n. 200/2021 del Consiglio notarile di Milano, a prescindere dalla fase emergenziale e dalla relativa disciplina, sarebbe ragionevole ritenere che – in presenza di una clausola statutaria che consenta, genericamente, l’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione – l’organo amministrativo (o il soggetto che effettua la convocazione) possa comunque indicare nell’avviso di convocazione che l’assemblea si terrà in modo “virtuale”, ovvero esclusivamente mediante mezzi di telecomunicazione, omettendo l’indicazione del luogo fisico di convocazione e precisando le modalità di collegamento (eventualmente fornendo le specifiche tecniche anche in momenti successivi, prima della riunione).

La possibilità di convocare riunioni “solo” mediante mezzi di telecomunicazione è ritenuta applicabile anche per CdA e Collegi sindacali, pure in mancanza di una clausola statutaria che ciò preveda espressamente, sempreché vi sia la generica disposizione statutaria che, ai sensi degli artt. 2388 comma 1 e 2404 comma 1 c.c., consenta la partecipazione con tali mezzi.

Così ragionando, quindi, la proroga in questione presenterebbe maggiore importanza per altre facilitazioni, come quelle correlate alla figura del Rappresentante designato (ex art. 135-undecies del DLgs. 58/98).

In forza dell’art. 106 comma 4 del DL 18/2020 convertito, infatti, le spa quotate possono designarlo per le assemblee ordinarie o straordinarie anche ove lo statuto disponga diversamente.

Le medesime società possono altresì prevedere nell’avviso di convocazione che l’intervento in assemblea si svolga esclusivamente tramite il Rappresentante designato.

Analoghe indicazioni valgono per le società ammesse alla negoziazione su un sistema multilaterale di negoziazione, le società con azioni diffuse fra il pubblico in misura rilevante, nonché per banche popolari, banche di credito cooperativo, società cooperative e mutue assicuratrici (cfr. i commi 5 e 6 dell’art. 106 del DL 18/2020 convertito).

Al riguardo, peraltro, l’art. 11 comma 1 della L. 21/2024 (c.d. “Legge Capitali”), inserendo il nuovo art. 135-undecies.1 nel DLgs. 58/98, ha stabilizzato il principio secondo cui lo statuto delle società quotate (e di quelle ammesse alla negoziazione su un sistema multilaterale di negoziazione) può prevedere che l’intervento in assemblea e l’esercizio del diritto di voto avvengano esclusivamente tramite Rappresentante designato dalla società.

Ne deriva che, in tali realtà societarie, la norma transitoria si rende applicabile solo nel caso in cui il relativo statuto non abbia già recepito tale opzione.

(MF/ms)




Slitta all’1 gennaio 2027 l’efficacia dei testi unici della riforma fiscale

Tra le disposizioni contenute dal decreto Milleproroghe, approvato l’11 dicembre dal Consiglio dei Ministri, trova spazio, stando alla bozza circolata, il rinvio dell’entrata in vigore dei Testi unici della riforma fiscale.

L’art. 21 comma 1 della legge delega (L. 111/2023) ha affidato al Governo il compito di adottare uno o più decreti legislativi di riordino organico delle disposizioni che regolano il sistema fiscale, mediante la redazione di testi unici.

L’intento dichiarato era quello, da un lato, di individuare e coordinare le norme vigenti, dall’altro, di abrogare le disposizioni incompatibili ovvero non più attuali.

Accanto ai Testi unici, la riforma prevede l’emanazione di decreti legislativi di revisione del sistema (art. 1 comma 1 della L. 111/2023), dei decreti legislativi correttivi ed integrativi (art. 1 comma 6 della L. 111/2023) e del codice tributario (non ancora approvato).

Nella primavera del 2024 erano state messe in consultazione sul sito dell’Agenzia delle Entrate le bozze dei Testi unici, organizzati per settori di competenza: giustizia tributaria, imposta di registro e altri tributi indiretti, sanzioni tributarie amministrative e penali, tributi erariali minori, versamenti e riscossione, imposte sui redditi, IVA, adempimenti e accertamento, agevolazioni tributarie e regimi di particolari settori. A questi se ne era aggiunto un decimo, quello relativo alle dogane.

La prima scadenza per la loro adozione era fissata per il 29 agosto 2024, ma prima la legge 8 agosto 2024 n. 122 poi la successiva legge 8 agosto 2025 n. 120 hanno posticipato il termine rispettivamente al 31 dicembre 2025 e al 31 dicembre 2026.

Sino ad oggi sono stati approvati, con pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, i seguenti Testi unici:

  • il Testo unico delle sanzioni tributarie, amministrative e penali (DLgs. 5 novembre 2024 n. 173);
  • il Testo unico dei tributi erariali minori (DLgs. 5 novembre 2024 n. 174);
  • il Testo unico della giustizia tributaria (DLgs. 14 novembre 2024 n. 175);
  • il Testo unico in materia di versamenti e di riscossione (DLgs. 24 marzo 2025 n. 33);
  • il Testo unico delle disposizioni legislative in materia di imposta di registro e di altri tributi indiretti (DLgs. 1° agosto 2025 n. 123).
 
Più tempo per coordinare le norme

Il Viceministro dell’Economia Maurizio Leo, nel corso del webinar tenutosi l’11 dicembre 2025, e organizzato da CNCDEC e Agenzia delle Entrate “L’assistenza dell’Agenzia delle Entrate dedicata agli intermediari”, ha reso nota l’intenzione di portare entro fine 2025 in Consiglio dei Ministri anche il Testo unico in materia di IVA.

Il decreto Milleproroghe, stando alla bozza circolata, prevede il differimento di un anno, dal 1° gennaio 2026 al 1° gennaio 2027, della decorrenza degli effetti dei testi unici prima elencati, in sostanza i testi che hanno già completato il loro iter di approvazione.

Il rinvio consentirebbe un maggior coordinamento fra le varie disposizioni presenti nell’ordinamento, ora al centro di una delicata stratificazione normativa.
 

(MF/ms)