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Webinar tecnico: “Iper-Ammortamento 2026: le misure attuative”

Informiamo che martedì 15 settembre 2026, alle ore 14.30, si terrà il webinar tecnico focalizzato sui nuovi provvedimenti attuativi dell’Iper-Ammortamento 2026.

Questo seminario online è la replica, per chi non ha potuto partecipare, dell’incontro tenutosi in presenza nella nostra sede il luglio scorso.

L’incontro rappresenta un’importante occasione per orientarsi tra le novità normative e cogliere tempestivamente le opportunità di investimento per le imprese.

Insieme ai nostri esperti, il Dott. Massimo Fumagalli (Commercialista) e l’Ing. Guido Sala, approfondiremo:

  • le opportunità disponibili: i vantaggi fiscali previsti per il nuovo anno.
  • le modalità di accesso: la roadmap e i requisiti per richiedere gli incentivi.
  • i limiti normativi: le criticità e gli aspetti tecnici a cui prestare la massima attenzione per evitare sanzioni.
     

Per partecipare è obbligatoria l’iscrizione CLICCANDO QUI

La mattina del webinar verrà inviato agli iscritti il link per partecipare.

(MS/am)




InfoPoint Fotovoltaico: attivo il nuovo servizio per le associate

La transizione energetica e il contenimento dei costi di approvvigionamento rappresentano oggi priorità strategiche fondamentali per la competitività e la sostenibilità delle nostre Piccole e Medie Imprese. Tuttavia, la decisione di valutare o realizzare un investimento nell’impiantistica fotovoltaica si scontra spesso con un mercato complesso e frammentato, caratterizzato da offerte aggressive, opache o standardizzate promosse dai grandi player di settore, che non sempre garantiscono qualità e assistenza tecnica adeguate nel tempo.
Per rispondere in modo concreto a questa esigenza, Confapi Lecco Sondrio ha attivato un nuovo servizio dedicato: l’InfoPoint Fotovoltaico. L’iniziativa nasce per offrire alle aziende associate una guida neutrale, qualificata e trasparente, mettendo a disposizione le competenze e l’esperienza professionale espresse direttamente dalla nostra rete associativa.

Perché attivare il servizio: i punti di forza

  1. Indipendenza e tutela dell’associato: evitare di rimanere condizionati da soluzioni preconfezionate o di puro interesse commerciale, garantendo un’analisi orientata esclusivamente al reale fabbisogno aziendale.
  2. Competenza e fiducia di filiera: far leva sul know-how di impiantisti ed esperti qualificati dell’Associazione per un confronto diretto, etico e professionale tra imprenditori.
  3. Efficienza decisionale: azzerare le perdite di tempo nella comparazione di preventivi eterogenei e facilitare la valutazione preliminare con parametri oggettivi.
Un supporto integrato a 360°
L’InfoPoint affianca l’impresa lungo tutto il percorso valutativo e decisionale, coprendo:
  • Analisi tecnica e dimensionamento: studio del fabbisogno energetico, verifica della superficie disponibile, selezione di pannelli ed eventuali sistemi di accumulo.
  • Sicurezza e conformità: valutazione delle implicazioni tecniche correlate (strutture, sicurezza sul lavoro e normativa antincendio).
  • Manutenzione e performance: indicazioni sulla gestione e manutenzione programmata dell’impianto nel tempo.
  • Finanza agevolata e incentivi: individuazione di bandi regionali/nazionali, agevolazioni fiscali e finanziamenti dedicati.
  • Innovazione energetica e tutela: opportunità di adesione alle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) e analisi delle coperture assicurative idonee.
Come funziona il servizio (Modalità operativa)
  1. Incontro preliminare e Check-list: l’impresa contatta l’InfoPoint e partecipa a un colloquio conoscitivo, fornendo i dati base di consumo compilati tramite un’apposita check-list guidata curata dall’esperto tecnologico.
  2. Instradamento a rotazione: definito il fabbisogno, la richiesta viene affidata ad uno degli impiantisti qualificati dell’Associazione secondo un criterio di rotazione trasparente ed equo.
  3. Studio di fattibilità e offerta: l’impiantista elabora lo studio preliminare. In caso di esito positivo e interesse dell’azienda, si prosegue con un sopralluogo sul campo per affinare la progettazione ed emettere il preventivo definitivo (qualora l’impiantista non possa prendere in carico la richiesta per motivi tecnici, dimensionali o temporali, l’incarico passa al successivo in lista).
  4. Assistenza globale e decisione: si attivano parallelamente i moduli di consulenza per incentivi, sicurezza, assicurazioni e CER, permettendo all’imprenditore di decidere in totale chiarezza se procedere con la realizzazione.
La squadra dei professionisti e referenti
  • Esperti tecnologie: Tecno-Lario (azienda leader nella distribuzione di prodotti per l’energia rinnovabile e mobilità elettrica).
  • Impiantisti qualificati: Aldeghi Impianti, Elettrica Rogeno, Gianola Impianti, SEI.
  • Finanza agevolata e bandi: Confapi Lecco Sondrio.
  • Sicurezza, antincendio, Cer e assicurazioni: esperti e professionisti d’area
  • Referenti in associazione: Silvia Negri (ambiente-innovazione), Manuela Sacchi (amministrazione), Raffaella Pozzoni (energia), Maria Vittoria Limonta (bandi).
Come richiedere un appuntamento
Per richiedere la check-list preliminare o fissare un incontro, vi invitiamo a contattare i nostri uffici o le referenti di servizio: 0341.282822, servizi@confapi.lecco.it.

Alleghiamo scheda dati per fattibilità da compilare.

(MP/am)




Webinar: “Basket Bond: finanza alternativa per far crescere la tua azienda”

Segnaliamo un incontro online interessante per le aziende organizzato da Confapi Lombardia in collaborazione con Finlombarda e Banca Finint.

Giovedì 17 settembre 2026, alle ore 14.30, si terrà il webinar “Basket Bond: finanza alternativa per far crescere la tua impresa”.

Regione Lombardia ha recentemente rifinanziato la misura Basket Bond e Minibond, una straordinaria opportunità per le PMI lombarde che intendono investire in digitalizzazione, innovazione e sostenibilità. Per comprendere al meglio le opportunità per le imprese, i relatori illustreranno nel dettaglio il funzionamento dell’avviso per la partecipazione, i criteri di accesso e le modalità operative per presentare la domanda.
Verranno, inoltre, analizzati casi pratici ed esempi concreti di progetti finanziabili legati alla digitalizzazione e alla sostenibilità. Un’occasione diretta per capire come strutturare al meglio la richiesta e sfruttare questa leva.

In allegato è possibile scaricare la locandina con il programma del webinar e il link per iscriversi (obbligatorio).

(MS/am)




LIPE 2° trimestre 2026 in scadenza il 30 settembre

Il 30 settembre 2026 scade il termine di presentazione della comunicazione dei dati delle liquidazioni periodiche IVA (c.d. LIPE), relativa al secondo trimestre 2026.

Il modello di Comunicazione deve essere presentato esclusivamente per via telematica, direttamente dal contribuente o tramite intermediari abilitati.

Le LIPE – art. 21-bis, D.L. n. 78/2010 – sono comunicazioni da trasmettersi esclusivamente tramite piattaforma Fatture e Corrispettivi, nel rispetto del tracciato XML stabilito dall’Agenzia delle Entrate.

Riepilogano i dati salienti delle operazioni IVA compiute nel trimestre di riferimento: totale delle operazioni attive fatturate o soggette a fatturazione e totale delle operazioni passive registrate.

Un maggior grado di dettaglio è richiesto con riferimento all’aspetto specifico della liquidazione dell’imposta. Dovranno pertanto essere indicate l’IVA esigibile di periodo e l’IVA detratta, e tutti quegli elementi che concorrono alla determinazione del saldo finale (a debito o a credito) del periodo:

  • Debito del periodo precedente riportato a nuovo in quanto di valore inferiore ad euro 25,82 – rigo VP7 -;
  • Credito del periodo precedente – rigo VP8 – che deve categoricamente coincidere con il rigo VP14, colonna 2, della LIPE del mese o trimestre precedente;
  • Credito annuale – rigo VP9 – che riepiloga il credito IVA dell’anno precedente.
Inoltre, posto che la principale funzione della comunicazione delle liquidazioni periodiche è quella di verificare la regolarità dei versamenti, trovano anche accoglimento le somme dovute a titolo di IVA per immatricolazione auto UE (rigo VP10) ed eventuali crediti di imposta utilizzati a scomputo dell’IVA (rigo VP11), nonché, per i trimestrali “normali”, gli interessi di liquidazione, pari all’1%, da esporsi al rigo VP12.

La comunicazione LIPE deve essere presentata trimestralmente entro l’ultimo giorno del secondo mese successivo a ogni trimestre solare, salvo la comunicazione dei dati relativi al secondo trimestre che è da inviare entro il 30 settembre (art. 21-bis, comma 1, del D.L. n. 78/2010).

La comunicazione in scadenza il 30 settembre 2026 dovrà riepilogare quanto avvenuto nei mesi di aprile, maggio e giugno 2026, con distinta compilazione di altrettanti moduli da parte dei contribuenti a liquidazione IVA mensile, oppure, con un unico modulo, i dati del II trimestre per i contribuenti a liquidazione IVA trimestrale.

 

LIQUIDAZIONI IVA MENSILI 2026 LIQUIDAZIONI IVA TRIMESTRALI 2026 SCADENZA
Gennaio  
 
I trimestre
 
 
1° giugno (il 31.5 era domenica)
Febbraio
Marzo
Aprile  
 
II trimestre
 
 
30 settembre
Maggio
Giugno
Luglio  
 
III trimestre
 
 
30 novembre
Agosto
Settembre
Ottobre  
 
IV dicembre
 
1° marzo (il 28.2 è domenica)
Novembre
Dicembre



Libro inventari: regole di conservazione e determinazione imposta di bollo

Per determinare il numero di bolli da apporre su un libro inventari non basta solo contare il numero di pagine.

Occorre verificare che cosa rappresenti il documento, come sia tenuto il libro inventari e quale numerazione sia stata adottata.

La natura del PDF – L’inventario deve contenere l’indicazione e la valutazione delle attività e delle passività dell’impresa e in ultimo deve riportare il bilancio e il conto economico. Alcuni documenti possono costituire dei richiami e, pertanto, costituire dei file allegati al libro inventari.

Occorre quindi verificare:

  • se il prospetto costituisce una sezione del libro inventari;
  • se è conservato come allegato richiamato nel libro (es. prospetto analitico delle rimanenze);
  • se presenta una numerazione autonoma;
  • se la numerazione prosegue quella degli esercizi precedenti.
Modalità di conservazione – L’art. 7, comma 4-quater, del D.L. n. 357/1994 afferma che “la tenuta e la conservazione di qualsiasi registro contabile con sistemi elettronici su qualsiasi supporto sono, in ogni caso, considerate regolari in difetto di trascrizione su supporti cartacei nei termini di legge o di conservazione sostitutiva digitale ai sensi del codice di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, se in sede di accesso, ispezione o verifica gli stessi risultano aggiornati sui predetti sistemi elettronici e vengono stampati a seguito della richiesta avanzata dagli organi procedenti ed in loro presenza”.
 
Tenuta cartacea L’art. 16 della Tariffa allegata al D.P.R. n. 642/1972 prevede l’assolvimento dell’imposta di bollo ogni 100 pagine o frazione.
Il conteggio deve essere effettuato considerando la numerazione complessiva del libro. Il numero di pagine del singolo PDF da stampare, quindi, non è di per sé il dato decisivo per determinare l’imposta di bollo da assolvere.
Tenuta informatica Per il libro inventari informatico, il bollo viene versato telematicamente ogni 2.500 registrazioni o frazione (art. 6 del D.M. 17 giugno 2014).
Il numero di registrazioni deve essere considerato per ogni periodo d’imposta (risposta n. 144/2026).
 Firma del libro inventari- L’art. 2217 del Codice civile stabilisce che l’inventario deve essere sottoscritto dall’imprenditore entro tre mesi dal termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

Per una società, la sottoscrizione compete al legale rappresentante.

La regola pratica – Occorre verificare:

  1. che documento è e quale funzione svolge nell’ambito del libro inventari;
  2. come viene tenuto, se in forma cartacea o informatica;
  3. come è numerato e se la numerazione prosegue quella precedente;
  4. quale soggetto è tenuto all’assolvimento dell’imposta;
  5. se sono stati rispettati gli obblighi relativi alla sottoscrizione.
 
(MF/ms)



Bandi e agevolazioni: monitoraggio opportunità settembre 2026

Con la ripresa delle attività dopo la pausa estiva, può essere utile fare il punto su strumenti e opportunità a sostegno degli investimenti delle imprese.

Per offrire un primo orientamento, abbiamo selezionato alcune misure attive o in arrivo. Si tratta di strumenti diversi per tipologia di contributo (fondo perso / finanziamento a tasso zero / agevolazione fiscale) con focus su attività strategiche quali: internazionalizzazione, digitalizzazione, innovazione e sviluppo, sostenibilità.

Nel file scaricabile è disponibile una sintesi con le informazioni principali sulle singole misure. Si tratta di una prima informativa, da approfondire con verifiche personalizzate.
Particolare attenzione va posta alle date di apertura degli sportelli: per alcuni bandi le risorse vengono assegnate in ordine cronologico e diventa quindi determinante presentare domanda subito, all’apertura dello sportello.
 
Per comprendere quali sono le migliori opportunità per sostenere i vostri programmi di investimento, svolgere una verifica di fattibilità e trovare assistenza per gestire tutto l’iter agevolativo, ApiTech è a disposizione delle aziende associate: bandi@api-tech.it – 0341.282822.

(MVL/am)




“Evelina Christillin: la cultura che lascia il segno”: martedì 22 settembre 2026 ore 10

Nell’ambito delle attività della Rete Lariana per la Transizione Sostenibile, si segnala l’evento di martedì 22 settembre 2026 ore 10.00 presso la Camera di Commercio Como-Lecco, Via Parini 16, Como.

Evelina Christillin terrà la lectio magistralis dal titolo “LA CULTURA CHE LASCIA IL SEGNO: EVENTI, LUOGHI E MEMORIA PER LA PARTECIPAZIONE E LA TRANSIZIONE SOSTENIBILE”.
L’evento è rivolto a tutte le imprese, le associazioni e gli altri enti del territorio lariano, come occasione di condivisione dell’esperienza di una personalità prestigiosa, per rilanciare e alimentare il networking e l’impegno a connettere lavoro e cultura.
Partendo dalla sua esperienza alla guida di grandi eventi e istituzioni culturali, l’intervento di Evelina Christillin offre uno spunto di riflessione su come cultura, sport, valorizzazione dei luoghi e memoria collettiva possano diventare leve concrete di partecipazione civica e transizione sostenibile per i territori.
La relatrice è una dirigente d’azienda, dirigente pubblica e dirigente sportiva italiana, nata a Torino il 27 novembre 1955, nota soprattutto per il suo impegno nello sport, nella cultura e nelle istituzioni museali.

Questo il link di iscrizionehttps://forms.gle/UkTDYdXjjKN516k57

In allegato: locandina con il save the date.

All’incontro seguirà una tavola rotonda con gli stakeholder locali e il light lunch.

Nel pomeriggio proseguono i lavori per gli aderenti alla rete lariana ma anche per i nuovi che intendono avvicinarsi al gruppo di lavoro.

Se volete più informazioni e/o intendete partecipare, segnalatelo in associazione a Silvia Negri: silvia.negri@confapi.lecco.it

(SN/am)




La soglia dei fringe benefit a 1.000/2.000 euro entra nel “nuovo” Tuir

Nel c.d. “nuovo” TUIR (Testo Unico delle Imposte sui Redditi) di cui al DLgs. 19 giugno 2026 n. 117, applicabile dal 1° gennaio 2027, con riferimento ai redditi di lavoro dipendente, è stato recepito l’incremento della soglia di non imponibilità dei fringe benefit a 1.000 euro o, in caso di figli a carico, a 2.000 euro, sempre però limitatamente ai periodi 2025, 2026 e 2027 e non a regime.

Le disposizioni relative ai redditi di lavoro dipendente, attualmente contenute negli artt. 49 e 51 del TUIR (DPR 917/86), confluiscono negli artt. 51 e 53 del DLgs. 117/2026, applicabile dal 1° gennaio 2027.

Fermo restando che la disciplina resta sostanzialmente invariata, nelle nuove norme sono stati riordinati e rinumerati commi e lettere, convertiti in euro importi in precedenza ancora in lire, nonché recepite alcune norme correlate prima contenute in altre disposizioni di legge.

Con particolare riferimento ai fringe benefit, nelle nuove disposizioni confluisce infatti l’incremento temporaneo della soglia di non imponibilità dei fringe benefit, attualmente disciplinata dall’art. 1 commi 390 e 391 della L. 207/2024.

In particolare, l’art. 53 comma 4 del DLgs. 117/2026, dispone, analogamente all’attuale art. 51 comma 3 del TUIR, che non concorre a formare il reddito il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati se complessivamente di importo non superiore nel periodo d’imposta a 258,23 euro; se il predetto valore è superiore al citato limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito.

Tuttavia, a differenza dell’attuale TUIR, nel medesimo comma 4 dell’art. 53 del DLgs. 117/2026, viene altresì disposto che per i periodi d’imposta 2025, 2026 e 2027, in deroga a quanto previsto dalla prima parte del terzo periodo, non concorrono a formare il reddito, entro il limite complessivo di 1.000 euro, il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati ai lavoratori dipendenti, includendo anche le somme erogate o rimborsate ai medesimi lavoratori dai datori di lavoro per il pagamento delle utenze domestiche del servizio idrico integrato, dell’energia elettrica e del gas naturale, delle spese per la locazione dell’abitazione principale o per gli interessi sul mutuo relativo all’abitazione principale.

Viene altresì espressamente previsto che il suddetto limite è elevato a 2.000 euro per i lavoratori dipendenti con figli, compresi i figli nati fuori del matrimonio riconosciuti e i figli adottivi, affiliati o affidati, che si trovano nelle condizioni previste dall’art. 12 comma 2 del TUIR (come modificato dal DLgs. 148/2026, c.d. decreto correttivo “Omnibus”).

I datori di lavoro provvedono all’attuazione di tale norma previa informativa alle rappresentanze sindacali unitarie laddove presenti.

Con particolare riferimento alla determinazione del fringe benefit per le auto concesse in uso promiscuo, che rilevano ai fini del calcolo del suddetto limite, si rileva che le novità previste dal DLgs. 148/2026 impattano, per espressa previsione, già sul “nuovo” TUIR.

Oltre che sull’art. 51 comma 4 lettera a) dell’attuale TUIR, l’art. 2 del DLgs. 148/2026 è infatti espressamente intervenuto, al comma 2, in maniera analoga, sull’art. 53 comma 4 lettera a) del DLgs. 117/2026, allineando così le due norme.

La nuova disposizione, sia nel “vecchio” che nel “nuovo” TUIR, prevede infatti per gli autoveicoli indicati nell’art. 54 comma 1 lettere a), c) e m), del codice della strada di cui al DLgs. 30 aprile 1992 n. 285, i motocicli e i ciclomotori, concessi in uso promiscuo, si assume il 50% dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali che l’ACI elabora entro il 30 novembre di ciascun anno e comunica al Ministero dell’Economia e delle finanze, il quale provvede alla
pubblicazione entro il 31 dicembre, con effetto dal periodo d’imposta successivo, al netto delle somme eventualmente trattenute al dipendente in relazione alla concessione del veicolo, incluse quelle relative agli accessori e allestimenti.

Tale percentuale è ridotta al 10% per i veicoli a batteria a trazione esclusivamente elettrica e al 20% per i veicoli elettrici ibridi plug-in. I valori così determinati sono incrementati del 50% dopo il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello di prima immatricolazione.

Inoltre, in presenza di accessori o di allestimenti non valorizzati nelle tabelle ACI e non direttamente acquistati dal lavoratore, il valore, determinato a norma dei periodi primo, secondo e terzo, è incrementato del 5%.

Resta invece disciplinato a parte, nell’art. 1 comma 48-bis della L. 207/2024, il regime “transitorio” che consente di determinare il fringe benefit in base all’emissione di anidride carbonica.
 

(MF/ms)




Obblighi verso lo SDI per le fatture estere sotto la soglia dei 300 euro

Per le fatture estere di importo inferiore a 300 euro resta utilizzabile il documento riepilogativo previsto dall’art. 6 del D.P.R. n. 695/1996. Le fatture di acquisto relative ai beni che formano oggetto dell’attività propria dell’impresa, se di importo inferiore a 300 euro:
  • possono essere registrate complessivamente,
  • entro i normali termini previsti,
  • mediante un documento riepilogativo che riporta i numeri attribuiti alle singole fatture da parte dell’acquirente, oltre che l’imponibile e l’imposta complessiva, distinti per aliquota.
A norma del successivo n. 6-bis tale semplificazione opera anche con riferimento alle fatture emesse ai sensi dell’art. 17, comma 2, D.P.R. n. 633/1972 (reverse charge).
La semplificazione riguarda però solo la registrazione contabile: il contribuente non viene esonerato anche dall’obbligo di trasmettere allo SdI il documento elettronico per le operazioni in reverse charge.
Con riferimento alle operazioni relative ai seguenti tipo documento:
  • TD17 (servizi dall’estero),
  • TD18 (acquisti intracomunitari di beni)
  • TD19 (altri acquisti da soggetti esteri nei casi previsti)
Il contribuente dovrà quini procedere con al trasmissione elettronica tramite SDI, nei tempi previsti, per ogni singola fattura/operazione eseguita.
È dunque possibile evitare la registrazione analitica di ogni singola fattura mediante il documento riepilogativo (TD12), ma non è corretto rinviare tutte le operazioni a un’unica autofattura cumulativa. Il reverse charge deve essere eseguito puntualmente nel corretto periodo di liquidazione e le singole fatture devono rimanere identificabili.
 
(MF/ms)



Imu: la nuova dichiarazione solo in via telematica

Il D.Lgs. 147/2026 (c.d. D.Lgs. su tributi locali e federalismo fiscale) reca alcune rilevanti novità in materia di IMU.

Sul versante degli obblighi dichiarativi, l’art. 26 del D.Lgs. ha introdotto il comma 768-bis dell’art. 1 della L. 160/2019, che prevede l’adozione di un nuovo modello dichiarativo “unitario” ai fini IMU, trasmissibile esclusivamente con modalità telematiche e valido per tutti i soggetti passivi (compresi gli enti non commerciali che beneficiano dell’esenzione ex art. 1 comma 759 lett. g) della L. 160/2019).

Il nuovo modello dichiarativo IMU, da adottare con successivo decreto del Ministero dell’Economia e delle finanze, esclude dunque la possibilità di inviare la dichiarazione in forma cartacea e costituisce l’unica modalità per assolvere l’adempimento dichiarativo.

Contestualmente all’introduzione del citato comma 768-bis, l’art. 26 del D.Lgs. 147/2026 dispone l’abrogazione dei commi 769 e 770, recanti la previgente disciplina dichiarativa, che distingueva tra dichiarazione IMU “ordinaria” (modello dichiarativo IMU/IMPi) e dichiarazione IMU per gli enti non commerciali di cui al comma 759 lett. g (dichiarazione IMU ENC).

In attesa che il nuovo modello venga adottato con apposito DM, i contribuenti continuano comunque a utilizzare i modelli dichiarativi attualmente in vigore.

Anche il nuovo modello dichiarativo IMU andrà trasmesso entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello in cui il possesso degli immobili ha avuto inizio o sono intervenute variazioni rilevanti ai fini della determinazione dell’imposta.

Per beneficiare dell’esenzione dall’IMU per gli immobili merce (art. 1 comma 751 della L. 160/2019) e per poter applicare l’assimilazione all’abitazione principale per gli alloggi sociali nonché per gli immobili posseduti da appartenenti a forze armate, a forze di polizia, al corpo dei vigili del fuoco e alla carriera prefettizia (art. 1 comma 741 lett. c) nn. 3 e 5) della L. 160/2019), viene confermata la necessità, in ogni caso, di attestare nella dichiarazione IMU il possesso dei requisiti prescritti.

Come nella disciplina previgente, per la generalità dei soggetti passivi IMU (esclusi gli enti non commerciali), una volta presentata, la dichiarazione ha effetto anche per gli anni successivi, sempre che non si verifichino modifiche delle circostanze dichiarate da cui consegua un diverso ammontare dell’imposta dovuta.

Con riguardo invece agli enti non commerciali che beneficiano dell’esenzione IMU di cui al comma 759 lett. g), è ribadito l’obbligo di presentare la dichiarazione per ciascun anno, pure se non sono sopravvenute variazioni.

Le circostanze in cui va presentata la dichiarazione saranno individuate con il DM di adozione del nuovo modello dichiarativo.

Quale ulteriore novità in materia di IMU, va richiamato l’art. 32 del DLgs. 147/2026, che ha ampliato i termini per l’accertamento dell’IMU nel caso in cui la rendita catastale del fabbricato, proposta con atto di aggiornamento catastale mediante DOCFA, venga rettificata dall’Agenzia delle Entrate-Territorio.

In tale circostanza, in deroga ai termini di accertamento ex art. 1 comma 161 della L. 296/2006, viene riconosciuta al Comune la possibilità di accertare la maggiore IMU (determinata in base alla differenza tra la rendita rettificata e quella proposta), entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello del passaggio in giudicato della sentenza che decide la controversia catastale, con la sola applicazione degli interessi legali. Entro gli stessi termini, qualora il giudizio catastale si concluda con l’accoglimento del ricorso, il contribuente può chiedere il rimborso della maggiore IMU versata (in base alla rendita rettificata, poi annullata) e non dovuta; il Comune effettua il rimborso entro 180 dalla presentazione dell’istanza.

Ridotte le sanzioni dichiarative dell’IMU

Da segnalare, infine, l’art. 12 del D.Lgs. 147/2026, in materia di sanzioni, che oltre a recare novità valide per la generalità dei tributi locali, con specifico riferimento all’IMU ha disposto la riduzione delle sanzioni dichiarative ex art. 1 comma 775 della L. 160/2019.

In particolare, per le violazioni dichiarative commesse a partire dal 1° gennaio 2027, l’art. 12 comma 5 del D.Lgs. 147/2026 stabilisce che:

  • l’omessa presentazione della dichiarazione IMU è punita con una sanzione amministrativa pari al 100% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro;
  • l’infedele dichiarazione IMU è punita con una sanzione amministrativa pari al 40% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro.
Per le violazioni dichiarative commesse entro il 31 dicembre 2026 resta fermo, invece, che l’omessa presentazione della dichiarazione IMU è punita con una sanzione che va dal 100% al 200% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro, mentre in caso di infedele dichiarazione IMU si applica una sanzione che va dal 50% al 100% del tributo non versato, con un minimo di 50 euro.

(MF/ms)