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Gas tossici: conseguimenti e rinnovi dei patentini

Gli operatori autorizzati all’impiego di gas tossici devono possedere i requisiti di idoneità fisica, morale e professionale richiesti dalla normativa vigente.
La revisione periodica delle patenti costituisce uno degli strumenti attraverso cui l’amministrazione verifica il mantenimento delle condizioni necessarie per lo svolgimento di attività che comportano rischi significativi per la salute e la sicurezza.
Il Decreto del Ministero della Salute 22 aprile 2026 pubblicato a fine maggio contiene le indicazioni per la revisione delle patenti di abilitazione per l’impiego dei gas tossici rilasciate o revisionate nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2021.

Per fare domanda di revisione occorre consultare le pagine dedicate delle diverse ATS:

Ats Brianza

Ats Montagna 

Ats Insubria 

Il provvedimento si inserisce nel quadro normativo disciplinato dal Regio Decreto 9 gennaio 1927, n. 147, che regolamenta l’impiego dei gas tossici e prevede specifici requisiti di qualificazione professionale per gli addetti alle operazioni di utilizzo, custodia e conservazione di tali sostanze. In particolare, il decreto dà attuazione all’articolo 35 del citato regolamento, che stabilisce l’obbligo di revisione periodica quinquennale delle patenti di abilitazione.

(SN/am)




Strategia nazionale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030

La conferenza Stato-Regioni ha approvato il 21 maggio 2026, tramite accordo formale, la Strategia nazionale per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro 2026-2030. Si tratta del primo piano organico e condiviso a livello nazionale dedicato alla prevenzione degli infortuni e alla tutela della salute dei lavoratori.

La Strategia nasce con l’obiettivo di affrontare le trasformazioni del mercato del lavoro e ridurre in modo significativo infortuni e morti sul lavoro, adottando per la prima volta in Italia il principio “Vision Zero”, secondo cui ogni incidente può essere prevenibile: cliccare qui

Il piano, già operativo, si sviluppa attorno a cinque punti principali:

  • Affrontare i cambiamenti del lavoro – Dare risposte alle sfide della digitalizzazione, dell’intelligenza artificiale, della transizione ecologica e delle nuove forme contrattuali.
  • Rafforzare la resilienza del sistema istituzionale – Potenziare il coordinamento tra gli organi di vigilanza (ASL, INL) per controlli più mirati ed efficaci.
  • Potenziare le tutele – Estendere la protezione a tutti i lavoratori, con particolare attenzione ai settori a maggior rischio e ai contesti più frammentati.
  • Supportare le Micro, Piccole e Medie Imprese – Accompagnare le MPMI nell’adozione di buone pratiche, semplificando gli adempimenti e innalzando gli standard formativi.
  • Diffondere la cultura della prevenzione – Promuovere la consapevolezza del rischio fin dai banchi di scuola, costruendo la generazione di lavoratori e datori di lavoro di domani.
 
La Strategia non è un documento statico. Il Comitato per l’indirizzo e il coordinamento della vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro manterrà la sua cabina di regia con un sistema di review annuale, garantendo la capacità di adattamento alle rapide evoluzioni del contesto produttivo e tecnologico. Gli obiettivi previsti saranno accompagnati da indicatori misurabili e verificabili, per garantire trasparenza ed efficacia delle azioni intraprese.

(SN/am)




Rinnovo CCNL Unionmeccanica Confapi: circolare esplicativa e testo dell’ipotesi di accordo

Trasmettiamo in allegato la circolare esplicativa relativa all’Ipotesi di Accordo per il rinnovo del CCNL delle lavoratrici e dei lavoratori addetti alla piccola e media industria metalmeccanica, orafa e all’installazione di impianti, sottoscritta il 4 giugno 2026 da Unionmeccanica Confapi e dalle Organizzazioni Sindacali Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil.

In allegato è disponibile anche il testo integrale dell’Accordo.

L’Area Relazioni Industriali rimane a disposizione per ogni eventuale chiarimento o approfondimento.

(FV/fv)




Conai: aggiornamento delle liste degli imballaggi in plastica nelle fasce contributive

L’aggiornamento recepisce alcune novità relative alle fasce in cui sono collocate le diverse tipologie di imballaggi. Alcune note: i poliaccoppiati a prevalenza plastica o multistrato e gli imballaggi o i componenti contenenti PVC ostacolano il riciclo e quindi sono inseriti in fascia C.

Gli imballaggi con pigmenti carbon black rientrano in fascia C perché ostacolano le operazioni di selezione ai fini del riciclo. In generale, si invitano le imprese a minimizzare la superficie dell’imballaggio stampata o verniciata.

La nuova lista è in vigore dal 1/06/2026.

Il documento completo è consultabile e scaricabile dall’apposito link e si trova direttamente on line nella sezione “Imprese” del sito Conai, alla pagina dedicata al contributo diversificato plastica, dove sono disponibili le liste aggiornate degli imballaggi in plastica nelle fasce contributive.

(SN/am)




Derivazione acque pubbliche pagamento della concessione demaniale: scadenza 30 giugno 2026

Regione Lombardia ricorda a tutti i titolari di utenza di acqua pubblica il pagamento del canone di concessione demaniale entro la fine del mese di giugno.

Per ogni dettaglio si rimanda al sito regionale di riferimento.

Sono tenuti al pagamento tutti coloro che, derivando acque pubbliche, fanno la denuncia dei volumi entro fine marzo di ogni anno, tramite SIPIUI (Sistema Informativo di Polizia Idraulica e Utenze Idriche).

(SN/am)




Trasparenza salariale: decreto pubblicato in G.U.

Informiamo le aziende associate che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’allegato Decreto Legislativo n. 96/2026, recante il recepimento della Direttiva (UE) 2023/970 in materia di trasparenza retributiva e contrasto al gender pay gap (c.d. Decreto Trasparenza Salariale), entrato in vigore il 7 giugno 2026.

La nuova normativa rafforza il principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore, introducendo specifici obblighi di trasparenza nei processi di selezione, maggiori diritti informativi per i lavoratori e nuovi adempimenti di monitoraggio e rendicontazione a carico delle imprese.

Trasmettiamo altresì la relativa circolare esplicativa predisposta da Confapi.

Con l’occasione segnaliamo che Confapi ha organizzato un primo webinar rivolto alle aziende associate, di cui vi trasmetteremo a breve conferma dell’orario e le indicazioni utili per la registrazione.

(FV/fv)




Unionmeccanica Confapi: sottoscritto con Fim, Fiom, Uilm il rinnovo del CCNL Metalmeccanici

Trasmettiamo in allegato l’Ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL per le lavoratrici e i lavoratori addetti alla piccola e media industria metalmeccanica, orafa e all’installazione di impianti firmato oggi da Unionmeccanica Confapi e da Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil.
 
Seguirà nei prossimi giorni la circolare esplicativa.

(MG/am)




Rifiuti transfrontalieri Diwass: novità da maggio 2026

DIWASS significa Digital Waste Shipment System, sistema digitale di gestione dei rifiuti.

Come annunciato in una precedente circolare di febbraio, DIWASS deve svolgere due funzioni principali:

  • un sistema centrale al quale le autorità competenti e le parti interessate coinvolte nelle spedizioni di rifiuti possono accedere e utilizzare direttamente tramite un sito web;
  • un hub centrale che consente lo scambio di informazioni e documenti tra il sistema centrale e i sistemi locali gestiti da determinate autorità competenti, nonché software aziendali o software offerti da fornitori di software commerciali. 
Dal 21 maggio 2026, il sistema DIWASS viene utilizzato dalle autorità competenti e dagli operatori economici dell’UE per la presentazione e la gestione dei documenti di notifica relativi alle spedizioni di rifiuti in cui uno Stato membro dell’UE è coinvolto come paese di spedizione, destinazione o transito.

Il DIWASS viene utilizzato anche per generare documenti di movimento in base a notifiche che abbiano ottenuto il consenso di tutte le autorità competenti. Per lo scambio dei documenti dell’allegato VII è stato deciso che, nel periodo compreso tra il 21 maggio e il 31 dicembre 2026, i documenti dell’Allegato VII devono essere gestiti con le stesse modalità finora adottate (ovvero, prevalentemente in formato cartaceo). 
Sul sito della commissione Europea si possono trovare molti dettagli, in italiano.

(SN/am)




Tutela dell’ambiente: i nuovi reati penali e 231

Dal 2 giugno è in vigore il DLgs. 81/2026, che apporta ulteriori modifiche alla tutela penale dell’ambiente, in attuazione della direttiva (Ue) 2024/1203.

In sintesi, la citata direttiva sostituisce le precedenti direttive 2008/99/Ce e 2009/123/Ce e individua le condotte che, compiute intenzionalmente oppure per grave negligenza, costituiscono reato, riprendendo e integrando quanto disposto dalle direttive previgenti.

La nuova disciplina, inoltre, reca modifiche alle disposizioni in materia di sanzioni, introducendo specifiche indicazioni sui livelli massimi di pena per talune fattispecie di reato, nonché la previsione di sanzioni supplementari.

Ulteriori aspetti innovativi riguardano, tra l’altro, le circostanze aggravanti e attenuanti, i termini di prescrizione, le misure di prevenzione e la predisposizione, da parte degli Stati membri, di una strategia nazionale in materia di lotta contro i reati ambientali.

L’Italia ha dato seguito all’obbligo di recepimento attraverso la legge di delegazione europea 2024 (L. 91/2025) che all’art. 9 ha previsto specifici criteri e principi direttivi per l’esercizio della delega.

In particolare, la legge delega dispone di apportare al titolo VI-bis del libro secondo del codice penale e alla legislazione speciale in materia ambientale, le modifiche necessarie per dare piena attuazione alle previsioni degli artt. 3, 4 e 5 della direttiva, con particolare riferimento alla definizione dei reati e delle relative circostanze aggravanti e attenuanti, alla previsione di sanzioni effettivedissuasive e proporzionate in relazione ai predetti reati, anche per le persone giuridiche.

Si chiedeva inoltre di conformarsi alle previsioni della direttiva in materia di congelamento e confisca, di competenza giurisdizionale, di strumenti investigativi e di cooperazione internazionale in relazione ai reati ivi previsti, nonché di prevedere adeguati meccanismi di coordinamento e cooperazione tra le autorità competenti a livello nazionale per la prevenzione e la repressione dei reati ambientali.

In tale prospettiva, l’art. 3 del nuovo decreto reca una serie di modifiche al codice penale, ampliando la portata del delitto di inquinamento ambientale (art. 452-bis c.p.) e introducendo il delitto di commercio di prodotti inquinanti (art. 452-bis.1 c.p.), nonché la nozione di abusività per i reati ambientali (art. 452-quinquiesdecies c.p.) e ulteriori circostanze aggravanti (art. 452-quaterdecies c.p.).

In particolare, il nuovo reato punisce l’abusiva immissione sul mercato o l’abusiva messa in circolazione di un prodotto il cui impiego, per lo scarico, l’emissione o l’immissione di materie, sostanze, energia o radiazioni ionizzanti nell’aria, nel suolo o nelle acque, determini una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili dell’ambiente, delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo, di un ecosistema, di un habitat, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna.

Peraltro viene prevista l’applicazione al neo introdotto reato della pena accessoria dell’incapacità di contrattare con la Pubblica Amministrazione (art. 32-quater c.p.) nonché la confisca c.d. allargata (art. 240-bis c.p.).

L’art. 4 del DLgs. 81/2026 disciplina la fattispecie incriminatrici relative alla produzione e al commercio di sostanze in grado di ridurre lo strato di ozono, nonché quelle relative alla produzione e al commercio di prodotti contenenti sostanze lesive dell’ozono.

L’art. 5 disciplina invece i reati contravvenzionali relativi alla produzione e al commercio di gas fluorurati a effetto serra, nonché alla produzione e al commercio di prodotti contenenti tali sostanze.

Rilevanti sono le modifiche in materia di responsabilità delle persone giuridiche così come prevista dall’art. 25-undecies del DLgs. 231/2001.

Viene ulteriormente ampliato il catalogo dei reati-presupposto, viene inasprito il trattamento sanzionatorio pecuniario previsto e viene introdotto un sistema di aggravamento automatico delle sanzioni in presenza di specifiche aggravanti ambientali.

Nel citato art. 25-undecies viene ovviamente inserita la nuova fattispecie di commercio di prodotti inquinanti.

Per la fattispecie di disastro ambientale (art. 452-quater c.p.) viene elevato il massimo edittale da 900 a 1200 quote.

Con il nuovo comma 1-ter, si prevede con riguardo ai reati di “produzione e commercio di sostanze ozono lesive” (art. 4 DLgs. 81/2026) e di “proda1uzione e commercio di gas a effetto serra” (art. 5 del DLgs. 81/2026) l’applicazione alla persona giuridica responsabile di una sanzione pecuniaria da 400 a 800 quote.

Infine, il nuovo comma 1-quater prevede un meccanismo di aggravamento automatico delle sanzioni: per i delitti aggravati di inquinamento ambientale (art. 452-bis commi 2,3 e 4 c.p.), di commercio di prodotti inquinanti (art. 452-bis.1 commi 2, 3 e 4 c.p.) o di disastro ambientale (art. 452-quater comma 3 c.p.) le sanzioni pecuniarie sono aumentate di un terzo. Lo stesso aumento si applica anche nel caso della aggravante prevista dall’art. 452-sexiesdecies comma 1 n. 1 c.p. ovvero se dal reato deriva un profitto di rilevante entità.

(MF/ms)




Sistemi di gestione ambientale ISO 14001:2026. Pubblicata ad aprile 2026 la nuova edizione della norma internazionale

In data 15 aprile 2026 è stata pubblicata la nuova edizione della norma, la ISO 14001:2026, che è destinata a segnare un’evoluzione significativa nell’approccio delle organizzazioni alla sostenibilità.
L’aggiornamento della norma ISO 14001 rafforza il ruolo dei sistemi di gestione ambientale nelle organizzazione, introducendo elementi integrativi su cambiamento climatico, ciclo di vita e valutazione di rischi e opportunità, confermandola come strumento chiave per la governance e la rendicontazione aziendale. L’aggiornamento conferma il ruolo strategico della gestione ambientale nei modelli di business.
L’edizione aggiornata introduce un maggiore allineamento con priorità ambientali chiave come l’efficienza nell’uso delle risorse. Riflette anche le crescenti aspettative, con maggiore enfasi sulla leadership, la governance e un approccio più integrato alla gestione degli impatti tra le operazioni e le catene del valore.
Viene consolidato l’approccio basato sul rischio e sulle opportunità, con l’obiettivo di migliorare la resilienza organizzativa e la capacità di adattamento a scenari in continua evoluzione. Assume maggiore rilievo la valutazione degli impatti lungo il ciclo di vita, la trasparenza verso le parti interessate e la misurazione delle performance ambientali.
Con questa revisione, ISO conferma la centralità della gestione ambientale come leva competitiva e strumento essenziale per accompagnare la transizione ecologica delle imprese, chiamate oggi più che mai a coniugare crescita economica e responsabilità ambientale.
L’associazione ha programmato un corso a giugno per conoscere le novità: potete consultare il sito di Confapi con il catalogo dei corsi e provvedere fin da ora all’iscrizione. Per ogni informazione, potete chiedere a Silvia Negri: 0341.282822, silvia.negri@confapi.lecco.it.

 

(SN/am)