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“La piccola impresa che vorrei”: domani l’evento finale con i vincitori

Mercoledì 6 maggio alla Sala Ticozzi di Lecco si terrà l’atto conclusivo della terza edizione del concorso “La piccola impresa che vorrei”, l’iniziativa organizzata da Confapi Lecco Sondrio che vede protagonisti gli istituti di istruzione secondaria di secondo grado e i CFP delle province di Lecco e Sondrio.
Il progetto quest’anno registra 19 classi in gara, per un totale di circa 300 studenti che, affiancati da 19 imprenditori tutor, hanno lavorato fianco a fianco per sviluppare un’idea d’impresa innovativa.
Mercoledì, dopo mesi di lavoro, finalmente si conosceranno i vincitori di questa edizione decretati dalla giuria composta dagli imprenditori Guido Baggioli, Alessandro Leidi e Alice Dell’Oca, affiancati da Anna Masciadri (responsabile comunicazione Confapi Lecco Sondrio) e dalla giornalista Katia Sala. In palio un montepremi complessivo di 9 mila euro, destinato all’acquisto di materiale didattico o al finanziamento di attività scolastiche: al 1° classificato andranno 4.000 euro, al 2° classificato: 3.000 euro e al 3° classificato  2.000 euro.

 

Ospite d’onore della mattinata sarà Marco Riva, figura di spicco del motorsport internazionale ed ex dirigente del reparto corse Yamaha, noto per il suo lavoro al fianco di Valentino Rossi. Riva porterà ai ragazzi la sua testimonianza su cosa significhi eccellenza, gestione del team e innovazione tecnologica.

Queste le classi partecipanti alla terza edizione de “La Piccola Impresa che vorrei”: 3B LES – 3CLES – 3A LES Bertacchi di Lecco, 3O meccanico – 3P Meccanico dell’Istituto Fiocchi Lecco, 3A e 3B Professionale commerciale dell’Istituto Parini di Lecco, Edilizia – Grafica – Operatore elettrico dell’Istituto Clerici di Merate, 3-4-5- Indirizzo Aeronautico Istituto Volta di Lecco, 3A BATL Istituto Badoni di Lecco, 3 Costruzione Ambiente Territorio – 4 Grafici Saraceno-Romegialli di Morbegno, 4 A Sistemi informativi industriali – 4 BA amministrazione finanza marketing – 3C liceo delle scienze umane – 3A liceo scientifico dell’istituto Pinchetti di Tirano.

Queste le aziende che faranno da tutor alle classi: Co.El di Torre de’ Busi, Deca di Monte Marenzo, Dispotech di Gordona, Froma di Valmadrera, Imsa di Lecco, La Meccanoplastica di Calolziocorte, Novastilmec di Garbagnate Monastero, Officine Piki di Valvarrone, Pozzi Albino di Colico, Pura Comunicazione di Sondrio, Rapitech di Lecco, SCT Informatica di Lecco, Sepam di Galbiate, STF di Barzago, S.T.M. di Delebio, Tecnofar di Gordona,  TMC di Cesana Brianza, Torneria Automatica Alfredo Colombo di Verderio, VML di Brivio.  




Industria. Camisa: Protezionismo UE rischia di penalizzare Pmi

“L’allarme lanciato dalle imprese della trasformazione dell’acciaio all’Unione Europea non può essere ignorato. Il rischio concreto è che le politiche protezionistiche europee, nate per difendere la produzione primaria, finiscano per penalizzare gravemente tutta la filiera manifatturiera a valle, composta in larga parte da Pmi”. Lo dichiara il Presidente di Confapi, Cristian Camisa.
“Le imprese della trasformazione – spiega – si trovano strette tra l’aumento dei costi delle materie prime, la rigidità dell’offerta europea e la concorrenza internazionale. I dazi e le barriere commerciali rischiano di generare un effetto paradossale: proteggere a monte e distruggere valore a valle. Il comparto della trasformazione e della filiera nel suo insieme rappresenta un pilastro dell’industria italiana ed europea, garantendo occupazione, export e competitività. Se viene meno l’accesso a input a prezzi competitivi l’intero sistema produttivo perde efficienza. Non possiamo permetterci una deindustrializzazione silenziosa”.
Il Presidente di Confapi richiama quindi le istituzioni europee e nazionali a un intervento urgente: “Serve una politica industriale che tenga insieme tutta la filiera. Difendere l’acciaio europeo significa difendere tutta la filiera. Occorre introdurre meccanismi di salvaguardia per tutta la supply chain, garantire approvvigionamenti a condizioni sostenibili e evitare distorsioni che spingano le aziende a delocalizzare. Le proteste annunciate sono il segnale di un disagio reale. È il momento di ascoltare le imprese e agire. Senza un riequilibrio delle politiche commerciali – conclude Camisa – il rischio è quello di compromettere in modo strutturale la competitività della manifattura europea”.



Decreto 1 maggio. Camisa: punto di ripartenza. Bene salario giusto e giovani

“Il Decreto 1 maggio approvato oggi dal Governo va nella direzione da sempre auspicata da Confapi. In particolare mi riferisco al ‘salario giusto’ e agli incentivi per le assunzioni di giovani e donne”. Lo dichiara il Presidente di Confapi, Cristian Camisa.

“Diminuire radicalmente il numero dei contratti affidandoli a chi ha reale rappresentanza – spiega – è il solo modo per garantire una sana competitività e quindi azzerare la contrattazione pirata, valorizzando il ruolo delle parti sociali mettendo finalmente così la parola fine al dumping contrattuale che troppo spesso ha penalizzato imprese e lavoratori”.

“Investire sui giovani è poi fondamentale – aggiunge – L’emigrazione all’estero dei giovani laureati tocca ormai il 10% del totale, con punte preoccupanti tra ingegneri e informatici, e rappresenta una perdita per l’intera collettività. Non è solo una statistica, ma un freno diretto all’innovazione delle nostre imprese, che faticano a reperire quelle competenze tecniche necessarie per compiere il balzo tecnologico richiesto dai mercati globali”.

“Ci auguriamo – conclude Camisa – che questo Decreto rappresenti un punto per una ripartenza economica del Paese che, forse mai come in questo momento, necessita di una forte e sostanziale coesione tra Governo Istituzioni, parti sociali e lavoratori”.

 




Confapi al Senato su revisione sistema incentivi

Confapi, rappresentata dal consigliere Jonathan Morello Ritter e dal Direttore Affari legislativi e istituzionali, Stefania Multari, è stata audita presso l’Aula della Commissione Industria del Senato dalle Commissioni riunite Industria del Senato e Attività produttive della Camera, nell’ambito dell’esame dello schema di decreto legislativo recante revisione del sistema degli incentivi.

“Gli incentivi alle imprese – ha affermato Ritter – devono essere concepiti come strumenti capaci di generare un effetto moltiplicatore, non solo a beneficio diretto delle aziende che ne usufruiscono, ma anche dell’intero indotto che ne deriva”.

“È positivo – ha spiegato – il provvedimento volto a riordinare le 2.374 agevolazioni attualmente disponibili, con l’obiettivo di renderle più accessibili, in particolare alle piccole e medie imprese”.

Confapi esprime con chiarezza l’esigenza delle PMI industriali di operare in un contesto normativo stabile e comprensibile. Per questo Ritter ha sottolineato che “la certezza delle regole è un elemento imprescindibile per favorire gli investimenti”.

In merito alla necessità per le imprese di poter effettuare una programmazione efficace, Ritter ha aggiunto: “Un orizzonte temporale di stabilità compreso tra i 3 e i 5 anni rappresenta il minimo necessario per consentire alle imprese di pianificare e realizzare interventi strutturali. Al contrario, un continuo mutamento delle norme genera incertezza, riduce la fiducia e rischia di frenare lo sviluppo economico”.