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Aziende in fuga dall’Italia “Servono incentivi stabili”

L’intervista che il presidente Enrico Vavassori ha rilasciato per l’inserto “Imprese e lavoro” de La Provincia pubblicata lunedì 26 gennaio 2026.




Italia-Germania. Confapi: appello a Meloni e Merz da pmi italiane e tedesche

“È passato poco più di un mese da quando la nostra comune Confederazione europea delle associazioni delle Pmi e delle Mid-Cap, European Entrepreneurs CEA-PME, ha lanciato il suo call to action “S.O.S. European Industry”. Osservando ciò che è accaduto nel mondo in questo breve periodo di tempo, sentiamo la forte necessità di rivolgerci al Presidente del Consiglio italiano, Giorgia Meloni, e al Cancelliere tedesco, Friedrich Merz, affinché dimostrino unità tra i nostri Paesi e agiscano insieme a livello nazionale ed europeo per salvaguardare la nostra ricchezza comune, prodotta dai due maggiori sistemi manifatturieri d’Europa, rappresentati dalle piccole e medie industrie private italiane e dal Mittelstand tedesco”. È quanto si legge in un comunicato congiunto sottoscritto dal Presidente di Confapi, Cristian Camisa, e da quello di BVMW, la Confederazione tedesca delle Pmi, Christoph Ahlhaus.

“All’indomani di un nuovo Ordine Mondiale catalizzato da Stati Uniti, Cina e Russia – si legge – l’Europa deve restare salda e, per farlo, deve concentrarsi non solo su un’azione politica chiaramente autonoma, ma anche sulla propria forza economica. Ciò significa procedere quanto prima all’adozione provvisoria dell’accordo con il Mercosur, attraverso l’Accordo Commerciale Interinal, garantendo pienamente la reciprocità delle regole per tutte le merci scambiate tra i due blocchi, e avviare la negoziazione di nuovi accordi di libero scambio con altri attori strategici a livello globale, come l’India, dimostrando che l’Europa è in grado di aprire nuovi mercati alla propria industria quando questa è minacciata da dazi ingiustificati ed esposta a pratiche di concorrenza sleale. È necessario poi rafforzare la competitività europea riducendo il carico burocratico a livello nazionale ed europeo, tutelando in particolare la neutralità tecnologica e promuovendo un’innovazione sviluppata con, per e dalle Pmi e Mid-Cap. Normative controproducenti, obblighi di rendicontazione non giustificati e regole penalizzanti per l’economia devono essere resi più favorevoli alle imprese, semplificati e, ove possibile, eliminati. Inoltre bisogna promuovere, ove possibile e in tutti i settori, una preferenza per i prodotti e i servizi europei quando vengono utilizzate risorse dei contribuenti europei, che provengono in larga parte da piccole e medie industrie con sede nell’Unione. Infine, sarebbe importante ottenere una riduzione rapida e significativa dei prezzi dell’energia in Europa, utilizzando tutti gli strumenti disponibili, anche attraverso la revisione di alcuni elementi del Green Deal, come il Sistema europeo di scambio delle emissioni, al fine di raggiungere la neutralità climatica con un approccio orientato al mercato. Le piccole e medie imprese – conclude la nota congiunta – rappresentano la chiave per la sopravvivenza dell’economia europea, del modello sociale europeo e della stessa Unione Europea”.




Forum Italia-Germania. Camisa: rafforzare asse industriale per competere

“Oggi l’Europa, e in particolare Italia e Germania, sono davanti a una scelta netta: essere protagonisti della catena del valore globale oppure ridursi a un semplice mercato di consumo. Noi non abbiamo alcun dubbio: scegliamo la prima opzione. Oggi più che mai è quindi necessario attuare un cambio di marcia: il modello attuale è arrivato a un punto di stallo e va superato con una roadmap chiara fondata su integrazione tecnologica, revisione delle catene del valore e investimento strutturale sui giovani”. Lo afferma il Presidente di Confapi, Cristian Camisa, intervenendo sul futuro dell’asse industriale italo-tedesco al Forum imprenditoriale Italia-Germania di Roma.
“Il primo grande ostacolo è il divario nei tempi decisionali. Ci confrontiamo con competitor globali che assumono decisioni immediate – aggiunge – mentre nel nostro sistema i processi richiedono anni. Questa lentezza incide direttamente sulla competitività delle nostre imprese industriali. La crisi del settore automotive è l’esempio più evidente di un modello superato. Serve una profonda revisione delle catene del valore, un’integrazione complessiva della supply chain anche sul piano tecnologico, superando la separazione tra chi produce e chi commercializza per arrivare a modelli collaborativi e coordinati. Necessario poi un percorso strategico di partnership sulle materie prime critiche: senza riserve Europee il nostro sistema industriale sarà sempre dipendente dalla Cina. In questo percorso – sottolinea Camisa – occorre trovare quel coraggio per cambiare il modello industriale e arrivare ad una vera integrazione industriale”.
“La Germania è per noi un partner fondamentale: oltre 140 miliardi di export italiano, quasi il 20% dell’export complessivo italiano, è destinato a Berlino. Più di 1.700 aziende tedesche sono radicate nel nostro tessuto industriale: non semplici filiali, ma componenti del tessuto industriale italiano che generano 75 miliardi di fatturato e occupano circa 190.000 addetti”, evidenzia Camisa.
A fronte di ciò ci sono migliaia di piccole e medie imprese italiane che sono fornitori strategici dei produttori tedeschi, spesso invisibili ma fondamentali nel processo produttivo grazie alla loro qualità produttiva ed efficienza.
“Nonostante questa profonda interdipendenza, il modello attuale rallenta per tre ragioni decisive: energia e sicurezza, competitività e sovranità tecnologica, burocrazia e costi amministrativi che soffocano le Pmi industriali”, avverte il Presidente di Confapi.
“Per rispondere alla carenza di competenze tecniche è necessaria una rivoluzione culturale: ad esempio un Erasmus rivisto sulla parte industriale tra Italia e Germania – prosegue – non uno scambio simbolico ma un’infrastruttura permanente. Immaginiamo un tecnico meccatronico formato in un ITS italiano che lavori sei mesi in Baviera e torni in Veneto con nuovi standard e metodi e viceversa: questa non è fuga di cervelli, è brain circulation”.
“Confapi è pronta a costruire con i partner tedeschi un’infrastruttura stabile di cooperazione industriale e advocacy europea, perché senza produzione l’Europa perde: innovazione, salari, coesione sociale e capacità geopolitica. In sinergia con i nostri omologhi tedeschi continueremo a lavorare sui principali dossier industriali europei. Rafforzare la partnership tra le PMI industriali italiane e tedesche non è uno slogan, è una tabella di marcia. Ed è il momento di agire”, conclude Camisa.
 
 



Confapi: la consulta dei direttori

Si è riunita a Roma la Consulta dei direttori, con il coordinamento del Direttore nazionale per i Rapporti Territoriali, Andrea Paparo, presente per la nostra associazione il direttore Marco Piazza.

La riunione è stata aperta dal Presidente Cristian Camisa, che ha delineato il quadro attuale e tracciato la linea strategica da seguire nei prossimi mesi.

Con un’ampia partecipazione, come sempre, da parte di tutti i territori, l’incontro ha rappresentato un momento di condivisione fondamentale per fare il punto sul lavoro svolto, sugli obiettivi raggiunti e per guardare al futuro attraverso strategie comuni. Numerose le idee e le proposte emerse a supporto delle PMI, pronte per essere tradotte in azioni concrete. Intenso l’ordine del giorno: al centro della riunione le relazioni industriali e i rinnovi contrattuali, gli aggiornamenti sulle attività legislative, le comunicazioni sulle attività confederali svolte e quelle di prossima programmazione. Sono stati inoltre illustrati aggiornamenti sull’export e presentate nuove convenzioni.