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IMPIEGATO/A BACK OFFICE

Linea Stradale srl, azienda specializzata nella produzione di spazzole e commercializzazione di ricambi per spazzatrici stradali e compattatori in Italia ed all’estero , ricerca una figura da inserire a supporto dell’ufficio commerciale Italia/estero.

Requisiti:

  • Inserimento e gestione ordini fornitori stranieri
  • Inserimento e gestione ordini clienti Italiani e stranieri
  • Utilizzo CRM Aziendale
  • Coordinamento con ufficio commerciale in tutta l’attività di customer service
  • Disponibilità ad effettuare trasferte in Europa per visite clienti  e/o fornitori

Necessaria inoltre esperienza pregressa, anche breve, nella medesima mansione, buona conoscenza lingua inglese sia scritta che orale, eventuale lingua Francese verrà considerato un plus.

  • Sede di lavoro: Costa Masnaga (LC)
  • Tipo di contratto offerto: tempo indeterminato
  • Impegno orario: full time

Il presente annuncio è rivolto ad entrambi i sessi, ai sensi delle leggi 903/77 e 125/91, e a persone di tutte le età e tutte le nazionalità, ai sensi dei decreti legislativi 215/03 e 216/03. L’informativa sul trattamento dei dati personali ai sensi del Regolamento Europeo 2016/679 è consultabile al seguente link.




Revisione del CBAM: gli atti adottati dalla Commissione Europea

Informiamo che la Commissione Europea ha presentato una serie di misure volte a migliorare l’efficacia del meccanismo di adeguamento carbonio alle frontiere (CBAM) e a garantirne la corretta applicazione nella sua forma definitiva a partire dal 2026. Le misure comprendono:

1.           revisione del Regolamento CBAM
2.           Fondo temporaneo per la decarbonizzazione
3.           Atti delegati per la fase definitiva del CBAM
 
Al fine di fornire un completo aggiornamento, trovate in allegato una scheda di sintesi sulle misure adottate.

Inoltre, per maggiore comodità, considerando che il nuovo pacchetto sul CBAM comprende 24 atti, inviamo di seguito il link a cui sono consultabili tutti i documenti:

https://taxation-customs.ec.europa.eu/carbon-border-adjustment-mechanism_en#more-information

(SN/am)
 




Agevolazioni sulla fornitura di energia elettrica a favore delle imprese elettrivore: pubblicato il primo elenco delle imprese a forte consumo di energia per l’anno 2026

Facciamo seguito alle precedenti circolari in materia di agevolazioni sulla fornitura di energia elettrica a favore delle imprese elettrivore.

Informiamo ora le aziende interessate che sul sito della Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali – CSEA (https://energivori.csea.it/Energivori/) è stato pubblicato il primo elenco delle imprese a forte consumo di energia elettrica per l’anno 2026, con la specifica della classe di agevolazione assegnata ad ogni ragione sociale.

Il beneficio sarà applicato direttamente in fattura a riduzione della componente tariffaria ASOS, in misura differente in funzione della classe di agevolazione attribuita.

Restiamo comunque a disposizione per eventuali chiarimenti dovessero necessitare.

(RP/rp)




Agevolazioni sulla fornitura di gas naturale a favore delle imprese gasivore: pubblicato il primo elenco delle imprese a forte consumo di gas naturale per l’anno 2026

Facciamo seguito alla precedente circolare in materia di agevolazioni sulla fornitura di gas naturale a favore delle imprese gasivore.

Informiamo ora le aziende interessate che sul sito della Cassa per i Servizi Energetici e Ambientali – CSEA (https://gasivori.csea.it/Gasivori/) è stato pubblicato il primo elenco delle imprese a forte consumo di gas naturale per l’anno 2026, con la specifica della classe di agevolazione assegnata ad ogni ragione sociale.

Il beneficio sarà applicato direttamente in fattura a riduzione della componente tariffaria RE o REt, in misura differenziata a seconda della classificazione della gasivorità dell’azienda.

Restiamo comunque a disposizione per eventuali chiarimenti dovessero necessitare.

(RP/rp)




Focus Csr: programma formativo primo semestre 2026

Confapi Lecco Sondrio intende favorire l’aggiornamento costante delle figure che nelle imprese seguono temi connessi alle direttive europee; per questo, in collaborazione con docenti qualificati e con il coordinamento della Camera di Commercio Como-Lecco, si renderà disponibile gratuitamente un programma mensile, chiamato FOCUS CSR.

A partire da fine gennaio 2026 verranno proposti webinar su questi temi:

  • rischi climatici e assicurazioni
  • principi di good governance
  • certificazioni
  • regolamento ecodesign
  • economia circolare e diritto alla riparazione
  • regolamento critical materials
  • regolamento packaging
  • regolamento sulla deforestazione, direttiva EU CSDDD
  • Regolamento UE sul lavoro forzato.
Il percorso di formazione FOCUS CSR è dedicato alle principali normative europee sulla responsabilità sociale di impresa e si svolgerà tra gennaio e giugno 2026, in modalità webinar, nella mattinata del lunedì, dalle 11 alle 12.15.

Da gennaio si forniranno tutte le indicazioni per partecipare a questa iniziativa che mira a consentire un costante aggiornamento sulle evoluzioni normative della UE.

(SN/am)




Esg e rendicontazione di sostenibilità: dall’Europa semplificazioni e modifiche negli obblighi

A metà dicembre 2025, il Parlamento europeo ha approvato le norme UE su rendicontazione di sostenibilità e dovere di diligenza per le imprese: si tratta delle annunciate semplificazioni e modifiche nella platea degli obbligati.

 

I dettagli, qui di seguito sintetizzati, sono consultabili sul sito del parlamento europeo.

La rendicontazione di sostenibilità, ossia l’obbligo per le aziende di rendere pubblici i dati sul loro impatto sull’ambiente e le persone, diventerà obbligatoria solo per le imprese dell’UE con una media di oltre 1 000 dipendenti e un fatturato netto annuo superiore a 450 milioni di euro. Le norme riguarderanno anche le imprese di paesi non UE con un fatturato netto di oltre 450 milioni di euro nell’UE, come pure le loro succursali e imprese “figlie” con un fatturato superiore a 200 milioni di euro nell’Unione.

Le norme sul dovere di diligenza riguarderanno solo le grandi società con un fatturato netto annuo di oltre 1,5 miliardi di euro e più di 5 000 dipendenti (se hanno sede nell’UE) o con un fatturato netto annuo di oltre 1,5 miliardi di euro nell’UE (se hanno sede al di fuori dell’Unione).
L’aggiornamento delle norme sulla sostenibilità fa parte della proposta di semplificazione Omnibus I della Commissione. Presentato nel febbraio 2025, consultabile sul sito del parlamento europeo, il pacchetto di misure mirava a ridurre la burocrazia e facilitare il rispetto delle norme sulla sostenibilità da parte delle imprese, rafforzando così la competitività dell’UE.

Fa seguito al rinvio (cosiddetto Stop the clock) dell’entrata in vigore degli obblighi su rendicontazione di sostenibilità e dovere di diligenza, già approvato e comunicato da Confapi con la circolare 270 di aprile 2025.

Una volta adottato formalmente anche dal Consiglio, l’aggiornamento entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE.

(SN/am)

 




Per il 2026 Confapi Lecco Sondrio punta su innovazione, credito e giovani

L’anno per Confapi Lecco Sondrio si chiude con un rinnovamento all’interno della giunta grazie all’ingresso di tre nuovi imprenditori nella squadra che affianca il presidente confermato Enrico Vavassori.
L’innovazione, il credito e la valorizzazione della parte giovane dell’associazione sono i cardini su cui il presidente vuole puntare per il suo secondo mandato appena cominciato e che si concluderà nel 2028.

Vavassori, nella conferenza stampa di fine anno, ha tracciato un bilancio dei suoi primi tre anni da presidente e volto lo sguardo in avanti: “In questi anni le imprese ci hanno chiesto con forza supporto sul tema del reperimento di personale qualificato, una criticità che riguarda l’intero sistema produttivo italiano. Per rispondere a questa esigenza, tre anni fa abbiamo avviato un percorso strutturato di collaborazione con le scuole del territorio, sviluppando progetti, concorsi e iniziative costruite su misura in base alle necessità degli istituti e delle aziende. Oggi questi progetti sono consolidati e proseguono con continuità. Parallelamente, alla luce del contesto economico e delle trasformazioni in atto nel mondo delle imprese, abbiamo scelto di rafforzare il nostro impegno nel supportare le aziende nei processi di innovazione. Il momento che stiamo vivendo, in particolare nel comparto metalmeccanico che rappresenta la maggioranza delle nostre associate, non è semplice: registriamo un calo degli ordini e una riduzione dei volumi di lavoro, influenzati da fattori esterni come le tensioni geopolitiche e l’aumento dei costi energetici. Proprio nei momenti di difficoltà è però necessario cambiare prospettiva, cogliere le opportunità e guardare avanti. L’innovazione rappresenta per noi un asset strategico fondamentale. Per questo abbiamo rafforzato la giunta con figure competenti su questi temi, così come sul sostegno al credito, elemento imprescindibile per accompagnare le imprese nei percorsi di crescita e trasformazione. Un segnale importante è anche l’ingresso in giunta di Federica Fagioli, presidente del Gruppo Giovani, che rappresenta il futuro della nostra associazione”.
Presentati in conferenza stampa i tre nuovi elementi che hanno fatto il loro ingresso in giunta.

Luigi Pescosolido, titolare dell’azienda Rapitech di Lecco: “Viviamo una fase storica di grandi cambiamenti e credo che il ruolo delle istituzioni, oggi più che mai, sia quello di accompagnare il territorio in questa transizione, creando le condizioni perché le imprese possano crescere, innovare e restare competitive. Per questo motivo uno dei pilastri del mio impegno sarà proprio l’innovazione, intesa non come parola astratta, ma come strumento reale di sviluppo per le nostre pmi, come lo è stato con il corso che abbiamo organizzato con il Politecnico di Lecco dedicato all’intelligenza artificiale a cui hanno partecipato 30 imprenditori”.

Franco Valagussa dell’azienda Domestik di Valmadrera: “Quello che vorrei portare all’interno dell’associazione è proprio il punto di vista dell’imprenditore che vive ogni giorno il mercato, le sue complessità e le sue sfide. Vorrei contribuire in modo concreto, con proposte pragmatiche e con un’attenzione particolare ai temi che oggi incidono maggiormente sulla competitività delle imprese: innovazione, investimenti e accesso agli strumenti finanziari. In questo contesto, il supporto al credito è un elemento fondamentale. Senza un accesso adeguato alle risorse finanziarie, parlare di innovazione rischia di rimanere solo un principio teorico. Le imprese hanno bisogno di poter investire in tecnologia, formazione, sostenibilità e nuovi modelli organizzativi, e per farlo serve un sistema che le accompagni e le sostenga anche sul fronte creditizio”.

Federica Fagioli, titolare dell’azienda Balassa srl di Lierna e presidente del Gruppo Giovani: “Ringrazio il presidente Vavassori per avermi nominata membro di giunta. Nella mia attività lavorativa mi occupo anche di salute e sicurezza, ambiente e sostenibilità: temi centrali per il futuro delle nostre imprese. La transizione ecologica è una sfida che le nuove generazioni sentono con particolare urgenza. Come associazione dobbiamo aiutare le aziende in questo cambiamento con strumenti concreti e sostenibili, per costruire un’economia più resiliente e responsabile. Questa nomina conferma che i giovani hanno un posto centrale nella nostra associazione e che possono contribuire al suo futuro con le proprie competenze e sensibilità”.
 
Oggi si è anche riunita la nuova giunta per la prima volta e ha assegnato queste deleghe ai vari membri per i prossimi tre anni: provincia di Sondrio Massimo Mortarotti (Dispotech), Comunicazione e marketing – ufficio studi – cultura d’impresa Daria Borgonovo (Novastilmec), Ambiente e sicurezza Federica Fagioli (Balassa), Innovazione-scuola-formazione Luigi Pescosolido (Rapitech), Relazioni industriali e welfare Davide Gianola (Gianola impianti), Credito e finanza Franco Valagussa (Domestik), Bilancio Marco Frigerio (Metallurgica Frigerio), Internazionalizzazione Enrico Vavassori (Trafilerie Vavassori).

Anna Masciadri
Ufficio stampa 




Festività natalizie: chiusura uffici dell’Associazione

Informiamo le Aziende Associate che gli uffici dell’Associazione rimarranno chiusi per le festività natalizie dal 23 dicembre al 6 gennaio.
 
Le attività riprenderanno regolarmente mercoledì 7 gennaio 2026.

 

(MP/am)




Incentivi fiscali 2026: novità adempimenti

Comunicazione preventiva sempre necessaria per gli incentivi fiscali istituiti dal 2026 sotto forma di crediti d’imposta in assenza di un’attività istruttoria.

È una delle previsioni introdotte dal D.Lgs. 27 novembre 2025 n. 184, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 10 dicembre, denominato “Codice degli incentivi”.

Tale Codice, approvato in attuazione dell’art. 3 commi 1 e 2 lett. b) della L. 160/2023, armonizza la disciplina di carattere generale in materia di incentivi alle imprese (inclusi i lavoratori autonomi), definisce i principi generali che regolano i procedimenti amministrativi che le imprese devono seguire per accedere alle agevolazioni e fornisce le relative disposizioni per l’utilizzo della strumentazione tecnica funzionale.

Sono soggette alla disciplina del Codice degli incentivi le agevolazioni riconosciute sotto forma di: contributo a fondo perduto, garanzie su operazioni finanziarie, finanziamenti agevolati e altri strumenti rimborsabili, interventi nel capitale di rischio, agevolazioni fiscali e contributive, altre forme disciplinate dal bando in conformità con la normativa nazionale ed europea in relazione alle specifiche finalità dell’incentivo.

Le disposizioni del Codice non si applicano però agli incentivi fiscali che non prevedono lo svolgimento di attività istruttorie valutative, ivi compresi quelli rispetto ai quali le verifiche sono circoscritte al rispetto del limite di risorse stanziate, per i quali vige l’applicazione della disciplina di settore, fermo restando però quanto disposto per gli incentivi fiscali sotto forma di crediti d’imposta (art. 2 comma 2 del DLgs. 184/2025).

L’art. 19 del DLgs. 184/2025 prevede, infatti, una disciplina ad hoc per gli incentivi fiscali (e per gli incentivi contributivi), che si applica agli “incentivi (…) istituiti con legge successivamente alla data di entrata in vigore del presente codice” (cfr. art. 25 comma 1 del DLgs. 184/2025), vale a dire dal 1° gennaio 2026.

Con particolare riferimento agli incentivi fiscali fruiti nella forma del credito d’imposta che non prevedono lo svolgimento dell’attività istruttoria, viene stabilito che la fruizione, salve diverse disposizioni della legge speciale, è comunque subordinata alla preventiva comunicazione da parte del richiedente al soggetto competente dell’ammontare complessivo delle agevolazioni delle quali il medesimo richiedente intende fruire e la presunta ripartizione negli anni della fruizione stessa, fornendo le ulteriori comunicazioni richieste dalla disciplina dell’incentivo successivamente all’avvenuto sostenimento delle eventuali spese previste.

In altri termini, per tutti i crediti d’imposta istituiti dal 2026 non soggetti ad attività istruttoria è previsto l’obbligo di presentare una comunicazione preventiva e poi di completamento per l’utilizzo, eliminando, di fatto, l’uso automatico di tale forma agevolativa.

Viene altresì precisato che, nel caso in cui gli incentivi fiscali costituiscano aiuti di Stato ovvero siano fruiti in regime de minimis, essi sono attivati solo dopo che l’Autorità responsabile abbia provveduto a registrare il relativo regime di aiuto nel Registro nazionale degli aiuti di Stato (RNA) e nei registri SIAN e SIPA.

Disciplinata anche la delocalizzazione degli investimenti

Tra gli aspetti definiti dal DLgs. 184/2025, l’art. 16 disciplina i casi di incentivi per la realizzazione di investimenti localizzati nel territorio nazionale, qualora l’attività economica interessata o una sua parte sia delocalizzata dal sito incentivato ad altri siti.

Nel caso di operazioni di delocalizzazione in favore di un’altra unità produttiva situata in ambito nazionale, dell’Unione europea e degli Stati aderenti allo Spazio economico europeo, le imprese beneficiarie decadono dalle agevolazioni fruite se:

  • gli incentivi erano diretti a una zona specifica del territorio nazionale e la delocalizzazione comporta un trasferimento di attività al di fuori dell’area ammissibile all’incentivo;
  • l’operazione di delocalizzazione avviene prima di 5 anni dalla data di completamento dell’investimento.
Nel caso di operazioni di delocalizzazione in favore di un’altra unità produttiva situata in Stati non appartenenti all’Unione europea o allo See, le imprese beneficiarie decadono da tutte le agevolazioni fruite per gli investimenti realizzati, anche se non diretti a una specifica zona del territorio nazionale, se l’operazione di delocalizzazione avviene prima dei 5 anni dalla data del completamento dell’investimento agevolato (10 anni per le grandi imprese). In tal caso, le imprese per le quali sia accertata la decadenza non possono accedere ad altri incentivi per i successivi 5 anni dalla data dell’operazione di delocalizzazione (10 anni per le grandi imprese).

Le imprese devono comunque presentare apposita comunicazione al MIMIT e al Ministero del Lavoro almeno 90 giorni prima dell’avvio dell’operazione di delocalizzazione (180 giorni per le grandi imprese); in mancanza, sono nulli gli eventuali licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e i licenziamenti collettivi relativi all’unità produttiva interessata dall’operazione di delocalizzazione.

(MF/ms)




Le modifiche al regime dei dividendi

Uno degli emendamenti governativi al Ddl. di bilancio 2026, depositato presso la Commissione Bilancio del Senato, dovrebbe delineare l’assetto definitivo delle modifiche al regime dei dividendi, con novità significative rispetto all’articolato del Ddl. originario.

Quest’ultimo, si ricorda, vincolava il mantenimento dell’esclusione del 95% del provento (si fa riferimento, in questa sede, alle società di capitali) al rispetto di un requisito di partecipazione al capitale dell’emittente almeno pari al 10%, mutuato dalla direttiva 2011/96/Ue (“madre-figlia”).

Avevano fatto seguito a questa formulazione originaria una serie di proposte emendative, volte alla riduzione della soglia minima di partecipazione, all’introduzione di un requisito alternativo basato sul periodo di possesso della stessa, sino all’esclusione dei nuovi limiti per le partecipazioni quotate o per taluni settori di attività.

Nella versione emendata dal Governo, la norma di riferimento (l’art. 18 del Ddl. di bilancio 2026) mantiene l’impianto originario, per cui l’esclusione del 95% viene legata all’entità della partecipazione dalla quale promanano i dividendi, ma con quattro significative novità, le quali restringono di molto le situazioni in cui le distribuzioni risulteranno integralmente tassate; rispetto alla disposizione originaria, in relazione alla quale il gettito stimato ammontava a oltre un miliardo di euro all’anno, con le nuove norme questo si riduce a soli 45 milioni, ovvero a meno di un ventesimo.

La prima e più importante di queste novità riguarda la soglia minima, che viene ridotta dal 10% al 5%, relegando conseguentemente i casi di imponibilità integrale alle situazioni delle partecipazioni di minoranza.

La seconda, legata alla prima, si sostanzia nell’introduzione di un requisito minimo di partecipazione non commisurato alla percentuale del capitale dell’emittente detenuta, ma quantificato in termini assoluti; è così previsto che l’esclusione del 95% competa anche ove il valore fiscale della partecipazione detenuta sia almeno pari a 500.000 euro.

I due requisiti (percentuale del 5% o valore fiscale di 500.000 euro) sono alternativi, per cui è sufficiente che risulti verificato uno dei due perché gli utili continuino a essere assoggettati al previgente e più favorevole regime; la soglia in termini assoluti, in particolare, dovrebbe favorire le grandi società anche quotate, per le quali sono frequenti i casi in cui la partecipazione risulta inferiore al 5%.

Pur se la questione non viene esplicitata dalla norma, la quantificazione del valore fiscale dovrebbe avvenire secondo il dettato dell’art. 94 del TUIR, il quale regola la determinazione del costo fiscalmente riconosciuto delle azioni o quote anche in relazione a operazioni quali l’aumento gratuito del capitale, i versamenti a fondo perduto o in conto capitale, la rinuncia ai crediti ecc.; vale inoltre in principio consolidato per cui tali criteri di quantificazione valgono anche per le partecipazioni che hanno titolo a beneficiare della participation exemption, ancorché le stesse generino plusvalenze imponibili nel limite del solo 5% del relativo ammontare (il principio è esplicitato, ad esempio, nella circ. Agenzia delle Entrate n. 36/2004, § 3).

Il requisito della quota minima del 5% non vale per asset che non configurano partecipazione al capitale della controparte quali i contratti di associazione in partecipazione, per i quali andrà però verificata la soglia di valore assoluto di 500.000 euro.

La terza modifica rispetto al Ddl. originario riguarda gli utili di fonte italiana pagati a società Ue/See non titolate ai benefici “madre-figlia”.

Al fine di mantenere l’equivalenza nella misura del prelievo tra soci residenti e non residenti e di non introdurre discriminazioni “alla rovescia” si modifica l’art. 27 comma 3-ter del DPR 600/73, prevedendo che l’aliquota ridotta dell’1,20% venga mantenuta alle medesime condizioni previste per il prelievo commisurato al 5% del provento in capo ai soci italiani: è conseguentemente richiesto che la partecipazione del socio estero nell’emittente italiano sia almeno pari al 5% in termini di capitale, ovvero abbia un valore fiscale in termini assoluti almeno pari a 500.000 euro.

Coordinati i regimi di dividendi e plusvalenze

La quarta modifica riguarda la participation exemption: per ragioni di coordinamento con il nuovo regime dei dividendi, infatti, la plusvalenza da cessione potrà beneficiare dell’esenzione del 95% solo se la partecipazione risponde ai medesimi requisiti dei dividendi (5% in termini relativi o 500.000 euro in termini assoluti), fermi restando gli altri vincoli legati a possesso, iscrizione tra le immobilizzazioni ecc.

In termini di decorrenza delle novità, rimane ferma quella a suo tempo prevista per i dividendi (legata alle distribuzioni deliberate a decorrere dal 1° gennaio 2026), mentre per le plusvalenze la “stretta” opera per quelle realizzate a decorrere dalla medesima data. Rimane inoltre ferma la necessità di ricalcolare l’imposta 2025 ai sensi delle nuove disposizioni ai soli fini del computo dell’acconto 2026 con il metodo storico.
 

(MF/ms)